Pony express

di
genere
gay

PONY EXPRESS
Suono
-”Chi?”
-”Pizza”.
.”Venire al Terzo”.
Salgo. Entro.
-”Tu no solito”.
-”Lo sostituisco”.
-”Merda. Questa no mia pizza”.
-”Cavolo. Ci siamo sbagliati”.
-”No bene”.
-”Sei di umore storto”.
-”Tanto che no fare sborra”.
-”Aiutino?”
-”Piacere Minchia di Africa?”
-”Un po'”.
Si sfila i pantaloncini che il resto lo aveva già a giorno. Ha un coso orrendo che gli pende a dondolo. Lo prendo in mano e glielo faccio diventare duro. Ne rimango sconvolto. Mi fa segno di abbassarmi. Lo spinge. Smette.
-”Tu no bene succhiare. Cazzo”.
-”Dietro?”.
-”Sì”.
Mi spoglio. Mi mette in piega sul tavolo della cucina.
-”Bel culo”.
-”Grazie”.
-”Stare fermo io volere te”.
Mi salta su e lo spinge dentro. Gemo.
-”Fare male?”
-”Sì”.
Sono rimasto in canna e sotto sforzo il doppio del triplo. Tutto il tempo che gli è servito per venire, quando finalmente si è tolto.
-”Tu pulire?”
In genere non lo faccio mai ma dovevo pur rabbonirlo.
-”Slaaap. Slurp”.
-”Tanto Bravo”.
-”E la pizza?”
-”No giusta ma tu sì”.
Paga. Mi rivesto. Sto per togliere il disturbo.
-”Domani ancora?”.
-”Vuoi?”
-”Tu meglio di Luca”.
Il Principale ce lo raccomanda sempre di essere cordiali coi clienti. Non so se fino a questo punto. Niente male quel gorilla. Certo che ci torno.
scritto il
2026-02-07
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