Il parking

di
genere
gay

IL PARKING
Mi convoca il Preside.
-”Ti hanno visto al Parking in piena notte”.
Inutile negare era vero.
-”Lo sai che genere di postaccio è?”
-”Non saprei. Ci passo quando faccio corsa”.
-”Ipocrita. Ci vai anche stasera?”
-”Credo di sì”.
-”Verso che ora”.
-”Su per giù alle 11”.
-”Stai in guardia che ti tengo d'occhio”.
Quella sera Lui era lì e mi ha subito fatto segno di salire in auto. Sulle prime ho subito una dura reprimenda. Domande su domande. Ho dovuto ammettere che qualche volta ero stato avvicinato dagli uomini che circolavano lì.
-”Che genere di uomini”.
-”Adulti”.
-”Ti hanno fatto delle proposte”.
-”Sì”.
-”Avete consumato”.
-”Sì”.
-”Per la miseria ti devo portare in salvo”.
Mi ha condotto a casa sua e continuava a rimproverarmi e a criticarmi. Mi sentivo un verme e pensavo solo che mi era andata buca.
-”Sei tutto sudato. Vai a farti una doccia”.
Gli sono tornato fuori nudo e stava nudo anche Lui.
-”Sei proprio un bel ragazzo. Vieni qui”.
-”Lo so cosa vuoi da me”.
-”E allora?”
-”Gli do una succhiata?”
-”Prova”.
-”Sì. Ma basta paternali”.
-”Promesso”.
L'ho fatto venire quasi subito.
-”Orpo che bocca”.
-”C'è altro?”
-”Per oggi nient'altro. Evita il Parking. Piuttosto vieni qui da me dove sei al sicuro”.
-”Vuoi anche domani”.
-”Sì. Ti devo studiare più a fondo”.
-”Grazie Preside”.
La sera dopo mi ha dato una sonora lezione di sedere che a quanto pare è stato di suo completo gradimento.
-“Che voto mi dai?”
-”Dieci con Lode”
-“Anche tu sei bravo”.
-”Alla prossima Troietto”.
-“Ciao Preside”.
scritto il
2026-02-05
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