Uno mi basta

di
genere
gay

UNO MI BASTA
D'estate vado sempre al fiume e faccio finta di pescare. Ho una postazione da cui riesco a tenere d'occhio gli sciami dei ragazzotti che ci vengono a fare il bagno per sguazzarvi nudi in compagnia a fare tuffi in libertà, come piace a loro e anche a me che li guardo immergersi, nuotare, riemergere, volteggiare, mostrarsi. Quanti bei culetti sodi ancora lisci. Che gioia di pubi sui quali fioriscono le prime pelurie spuntate da poco, ancora abbastanza innocenti ma che già esibiscono una festa di aste e palline a dondolo in quantità. Me li godo e mi eccitano molto. Qualcuno di loro, i più evoluti capiscono al volo cosa desidero e mi si avvicinano per canzonarmi.
-”Ciao vecchio. Ti piace la merce? Quale di noi sceglieresti?”.
-”Il più principiante”.
-”Te lo mandiamo. È il nostro bel Maurizio. Non è mai stato di nessuno”.
Mi arriva e comincio a gestirlo.
-”Hai fantasie?”
-”Ne ho qualcuna?”
-”Del tipo?
-”Loro mi canzonano ma io so già tutto”.
-”Tutto cosa Moccioso?”
-”Che interesso”.
-”Piegati”.
-”Ti va bene così?”.
-”Lo vuoi dentro?”
-”Ne ho presi più di uno”.
-”Ti faccio schifo?”.
-”No di certo”.
-”Loro pensano che sei da iniziare”.
-”Si sbagliano”.
-”cosa chiedi in cambio?”
-”Soldi”.
-”Pretendi molto?”
-”Pompa Trenta, dietro altri Trenta”
-”Ti acquisto in blocco e te ne do anche di più basta che non fai storie”.
-”Ok”.
Trenta. Sessanta. Novanta e perché no Centoventi. Li merita tutti questo tremendino: un sudicio scrofo bisognoso di cazzo ben piantato in culo.
-”Ahia. Fa male”.
.”Taci e sopporta”.
scritto il
2026-02-05
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