Scoprirsi Ambra 6
di
zorrogatto
genere
dominazione
Concetta era sconvolta.
Non si aspettava certo che suo marito venisse a scoprire quell’unica follia, quell’unica trasgressione berlinese col suo principale!
Aveva avuto l’impressione che la… tenesse d’occhio, ma non pensava di sentirsi gettare così, all’improvviso!, in faccia quel suo tradimento!
Sopratutto dopo che sia lui che Corsi erano andati alla toilette…
Avevano parlato? Cosa si erano detti? Cosa diavolo Corsi aveva detto, a suo marito?
Perché, lei rifletteva, quando il suo Luigi era tornato a sedersi a tavola, le aveva messo la mano sulla coscia, nonostante le sue proteste… e poi era risalito…. fin “lì”! Che vergogna!!!
E poi, la pretesa che si levasse gli slippini, in auto! E dopo -avrebbe voluto morire!- quando li aveva consegnati al dottore!
E tutto il discorso che Luigi le aveva fatto, col dirle che a lui non importava saperla di un altro, ma anzi… ma anzi??? Ma anzi, COSA?
E poi la aveva lasciata a ballare col dottore, che le aveva detto di lasciarsi andare, che suo marito era d’accordo, che la voleva… e le sue mani, che la stringevano, la sfioravano, la premevano contro il suo corpo, la facevano fremere…
Si era girata a cercare il suo Luigi, a vedere quel gesto che l’avrebbe “costretta” -ben felice!- a staccarsi dal dottore, a tornare al tavolo accanto a lui… o anche soltanto ad esprimere riprovazione, rifiuto, contrarietà alle libertà che il dottore si stava prendendo su di lei ed invece… invece lo aveva visto con un’espressione sbavante, da idiota, ad assistere al turpe spettacolo di lei -sua moglie!- sedotta dal principale!!!
E le parole del dottore… e lei che si era sentita illanguidire.
E poi, in auto, con la Porsche di Corsi inutilizzabile e lui, le sue parole, le sue mani e lei che si era trovata china sul suo pube, mentre le sue dita rapaci la frugavano intimamente e la facevano fremere, perdere la testa e poi le sue forte mani che l’avevano fatta sedere su di sé ed il suo… scettro, che le sprofondava dentro, fino in fondo, facendola sentire colma!
Aveva avuto paura che Luigi si accorgesse, si offendesse, si girasse a fare una scenata per difendere, anche se tardivamente!, il suo onore di sposa e di madre ed invece… ed invece lui, addirittura, le aveva accarezzato il sedere ed aveva continuato imperturbabilmente a guidare, mentre lei ed il suo principale raggiungevano il piacere…
E non aveva neanche voltato la testa, per controbattere alle volgarità che erano venute da quell’auto di ragazzi, al semaforo!!!
E adesso era lì, in ascensore ad occhi bassi, con suo marito, entrambi chiusi in un ostinato mutismo…
Entrarono in casa, salutarono la babysitter liberandola e, come questa lasciò l’appartamento, lei voleva andare in bagno, a lavar via tutto il lordume che il dottore le aveva scaricato dentro, ma venne praticamente assalita da Luigi, che la baciò ed abbracciò appassionatamente, trascinandola verso la camera da letto e poi facendola cadere sul letto e baciandola ovunque in una vera frenesia, alzandole la gonna e tuffando il viso tra le sue cosce, ad introdurre la lingua nella sua natura ancora sporca delle secrezioni di Corsi, come impazzito!
Non voleva, non voleva assolutamente e cercava di allontanare la testa del marito, ma senza successo e sempre con minore entusiasmo e poi qualcosa si sciolse dentro di lei e questo qualcosa cominciò ad entrare in ebollizione fino a che esplose in un devastante orgasmo, che la lasciò sfinita e quasi tramortita.
Passarono però il finesettimana senza quasi scambiarsi una parola e lei era turbata ed irritata, dallo sguardo adorante da cucciolo di suo marito e dal suo atteggiamento stupidamente scodinzolante.
Il dottor Corsi arrivò in ufficio alla solita ora, quel lunedì; l’aveva divertito il totale servilismo del ridicolo marito di Ambra, che l’aveva praticamente pregato di montargli la moglie…
Aveva bevuto la panzana dell’abbigliamento di Ambra deciso da lui e gli aveva consegnato, da vera pecora, gli slippini della moglie…
Ridacchiò al ricordo della scena.
Poi aveva voluto verificare le potenzialità troiesche di Ambra e, manovrando come sapeva ben fare, l’aveva fatta cedere; il fingere di non poter usare la sua auto, poi, era stata una felice ispirazione ed aveva così potuto montarsi quella timida troia mentre il marito guidava il loro catorcio.
Aveva deciso di sfruttare la situazione a suo favore: aveva giusto bisogno di una tipa che sapesse essere… gentile con certe persone coinvolte in trattative con lui e Ambra gli sembrava abbastanza adatta, una volta debitamente svezzata.
Sì, sarebbe stato divertente trasformarla nella persona che aveva in mente!
Uhm… Unico problema: la bimba che avevano i due fessacchiotti!
Non poteva certo trovargli una babysitter fissa!
Sorrise malignamente tra sé e prese la sua agenda telefonica; trovato il nominativo che cercava, digitò il numero.
«Ciao carissimo, sono Corsi!… Come stai?… Ah, io benone; senti, avrei bisogno di un piccolo piacere… Sì, tranquillo: se mi fai questo piacere… Ahahaha, ma sì… poi vedrai che potrai aveva anche tu il tuo… ehehe, sì… Allora senti: so che hai come dipendente un certo Crotta, Luigi Crotta… sì, lo avevo immaginato… l’ho conosciuto e non mi è sembrato una macchina da guerra neanche a me…. Eheheheheh… Beh, senti, mi chiedevo: avrei bisogno, per ragioni che magari ti spiego giovedì sera al bridge… Sai, io per telefono… Beh, che lo passassi da tempo pieno a part-time… Sì… Ecco… Beh, se lo meriterebbe, ma il piacere grosso è che preferirei che guadagnasse non meno dell’ottanta per cento di quello che prende ora… Uhm… Dai, che so che puoi farlo, Franco… Uhm… Sì… Sì, è chiaro, dai!… Uhm… pensavo dalla prossima settimana, puoi farlo?… Sì, sì, promesso: giovedì ti spiego tutto e vedrai che lo troverai divertente anche tu… Ok, allora restiamo intesi così, ciao!!!!»
Poi chiamò Ambra nel suo ufficio e le diede, con indifferenza, una lista di cose da fare; mentre già lei stava alzandosi per lasciare l’ufficio ‘del Capo’, la trattenne: «Sai, Ambra: in questi due giorni ho ripensato a venerdì sera e… beh, è stato bello…»
Lei aprì la bocca per replicare -con una qualunque cosa, vista la grande confusione che aveva nella testa!-, ma lui le fece cenno con la mano di aspettare a parlare e proseguì: «Sai, mi è piaciuto molto aver fatto l’amore con te… ed ho capito che anche se tu ami profondamente il tuo Luigi, tuo marito, è stato piacevole anche anche per te… Sbaglio?»
Scrollò la testa per negare che lui avesse sbagliato, ma Corsi fu dolcemente implacabile: «No, piccina; voglio sentirtelo dire…»
Si sentì in trappola, ma alla fine disse ciò che il principale gli richiedeva: «No, dottore, non sbaglia… Nonostante l’imbarazzo è stato piacevole anche per me… Non so cosa mi ha preso… -ma in realtà lo sapeva benissimo: i suoi comportamenti erano stati causati dalla capitolazione di suo marito e dal fatto che Luigi l’avesse in pratica consegnata alle voglie di Corsi!-… probabilmente ho bevuto troppo, dottore!» cercò di discolparsi, sopratutto con sé stessa.
Corsi la guardava con la sua espressione implacabile: «Mi avevi detto che non eri mai stata con nessun altro uomo all’infuori di tuo marito… Voglio che tu risponda sinceramente a questa semplice domanda: hai mai goduto così tanto???»
«Ma dottore!!!» Era scandalizzata sia dalla brutalità della domanda sia, sopratutto, dalla risposta affermativa che lei stessa stessa si era già data.
«Ma dottore un cazzo! Rispondi!»
Si sentì le guance avvampare: «N… no, dottore: non avevo mai… neanche immaginato che si potessero provare… sensazioni così intense…» concluse con un filo di voce.
«Bene! Ne ero certo! E, se hai notato, tuo marito ti ama così tanto da non impedirti di poter provare quelle sensazioni: ti ha consegnata a me senza intimo, non ha fatto una piega mentre ti corteggiavo ballando e poi, in macchina, mentre facevamo l’AMORE -calcò il tono sulla parola!- non ha detto o fatto nulla, ma anzi è stato ben attento a non disturbarci!!!
Poi, a casa, ha voluto fare l’amore?»
Lei ripensò al comportamento del marito, appena erano restati soli e sentì l’irritazione e l’amarezza che le montavano dentro: «Lui avrebbe voluto, dottore, ma io…»
«E quindi non avete fatto ASSOLUTAMENTE nulla?» inquisì il principale.
Il tono del dottore non ammetteva sotterfugi o bugie: «Beh, appena restati soli, mi ha quasi obbligata… mi ha baciata ovunque… ma poi è venuto subito, da solo…» [Dio, che vergogna a dover dare queste spiegazioni… e ad un estraneo, per giunta!]
Corsi era implacabile: «Baciata dappertutto… anche la fica???»
Non trovò le parole per l’imbarazzo, schiaffeggiata anche dall’uso di quel termine così scurrile e si limitò ad annuire.
Ma Corsi non sembrava soddisfatto: «Ma anche spingendoti la lingua dentro, dove io avevo appena sborrato dieci minuti prima??? Rispondi, voglio sentirtelo dire!»
«Sì, dottore…. mi ha messo la lingua nella cosina e poi l’ha fatta girare… ed io… ed io ho perso la testa…»
«Cioè, sei venuta perché tuo marito ti leccava la fica sborrata da me?» chiese l’uomo, con un tono divertito. «Dillo! E non usare giri di parole, dimmelo con parole normali, dirette, come tra adulti! Non come tra bambini o beghine!»
Dovette raccogliere tutto il suo coraggio, mentre sentiva gli occhi gonfiarglisi di lacrime, per ammettere: «‘Sì, dottore: mio marito mi ha fatta… godere di nuovo, leccandomi la f… fica che lei mi aveva riempito di sperma poco prima…»
Corsi inalberò un sorriso trionfante, guardandola mentre le prime lacrime le tracimavano dalle ciglia: «Vieni qui» le disse con una qual certa dolcezza.
Lei si avvicinò titubante, a capo chino e lui le accarezzò i capelli, il collo; poi la strinse a sé in un tenero abbraccio e le trovò la bocca con le sue labbra e cominciò a baciarla; si stupì quasi, quando sentì la punta della lingua di lei entrargli in bocca!
Quello che voleva essere solo un bacio dolce, rassicurante, si trasformò in un istante in un bacio appassionato e lei sembrava aver bisogno di nutrirsi della bocca di lui.
Le sue mani scivolarono sul corpo della donna e toccarono quei punti che risvegliarono la passione sensuale, puramente animale del corpo di lei.
Abbandonati sul divano dell’ufficio del dottore, ritrovarono un ritmo normale di respirazione, dopo aver fatto all’amore in modo assolutamente travolgente.
Ormai Ambra accettava con naturalezza le richieste del dottore e non aveva neanche protestato quando lui le aveva spinto un dito dietro; Corsi si prese l’appunto mentale che, la prossima volta, le avrebbe aperto per bene il culo!
E doveva anche insegnarle ad ingoiare, anche se per adesso la bimba sembrava ancora un po’ schifiltosa: per i programmi che aveva in testa per lei, quelle erano le basi!
Ma si rendeva conto delle buone potenzialità della signora e poteva farla diventare l’ottima escort aziendale che aveva in mente!
Però, per… metterla sulla linea di partenza della sua nuova vita, doveva ancora fare una cosa: «Piccola, senti… -lei si girò verso di lui, stiracchiandosi soddisfatta come una gatta-… sai, pensavo che potrebbe essere utile che io parlassi con tuo marito… Potreste invitarmi a cena domani sera... Cosa ne pensi?»
Lei annuì, languida: «Se lo ritiene proprio necessario, dottore, si consideri già invitato fin da adesso»
La ringraziò con una breve ciucciatina, seguita da una leggerissima morsicatina su un capezzolo, giusto per farle provare un piccolo brivido di piacere: «La vostra bimba a che ora la mettere a dormire? Penso sarebbe meglio che cenassimo quando lei è già a letto»
Come Luigi aprì la porta, Corsi entrò in casa con passo deciso, concedendogli solo un distratto: ‘Ciao Luigi… Dov’è Ambra?’
Lui ci restò un filino male per un istante, ma poi si rese conto che era già notevole che il maschio alfa lo avesse salutato, considerando tutto!
«E’… è in cucina, dottore…»
«Bene!» affermò l’ospite e si diresse con sicurezza in cucina, dove trovò la sua collaboratrice intenta a rimestare il sugo -un buon profumino!- per la pasta, dandogli le spalle.
Apprezzò che lei avesse un vestito turchese abbastanza elegante ed un paio di scarpe con il tacco a spillo, anche se non particolarmente alti; trovava gradevole che la vita fosse segnata dalla fettuccia di un vezzoso grembiulino bianco, coi volant, che aveva indossato per non schizzarsi l’abito.
La abbracciò da dietro, tastandole le tette e dandole un bacio sul collo, scoperto dalla pettinatura alta.
«Ma dottore…» si immobilizzò lei, ma provando un piccolo brivido di piacere.
Lui le palpò il culo e la fece voltare, baciandola dopo averle tenuto ferma la testa con la mano.
Lei si staccò un attimo per riprendere fiato, alla fine del lungo bacio e mormorò, per distogliere da sé l’attenzione dell’uomo: «Si vada ad accomodare, dottore…. E’ quasi pronto!»
Lui le sorrise e le slacciò il grembiule, mentre chiamava «Luigi! Vieni qui!»
Come il marito arrivò, gli allungò il grembiule: «Dai, mettiti questo e servici a tavola: tua moglie è troppo ben vestita per fare la cameriera!»
Luigi, senza dire una parola, accettò l’imposizione mentre Corsi prendeva sottobraccio sua moglie e la… tirava -praticamente- verso la tavola imbandita.
Si sedettero, mentre il padrone di casa (ma padrone solo di quella, considerò lui con una vena di amarezza, ma anche di torbida eccitazione) finiva di preparare la prima portata e la portava in tavola.
Come arrivò accanto a loro, provò un’immediata erezione a notare che la moglie era seduta alla destra del dottore e che la mano di lui era sotto al tavolo, mentre lei aveva un’espressione mista di imbarazzo ed eccitazione.
Servendo lil primo piatto ai due commensali, poté notare che la mano di Corsi era, come da sua insperata previsione, tra le cosce della moglie.
Mentre gli serviva la pasta, Corsi prese la moglie per il mento, l’attirò a sé e si baciarono, anche se gli occhi di lei lo cercavano.
Poi, mentre erano seduti a mangiare il primo, Corsi non perdeva occasione per toccare, palpare, baciare sua moglie che, dopo un po’ -frastornata- cominciò a smettere di sottrarsi, guardandolo però con uno sguardo molto intenso.
Lui le sorrise timidamente e poi, finita la pasta, si alzò, levò i piatti fondi ed andò in cucina ad affettare l’arrosto che era il secondo, con contorno di patate fritte.
Quando tornò in soggiorno col piatto di portata, vide la moglie con le guance arrossate; avvicinandosi per servirli, notò sul tavolo, di fianco alle posate di lei, il suo reggiseno e le sue culottes!
A momenti, dalla sorpresa e dall’eccitazione, gli cadeva il piatto di portata!
Mentre era in cucina, Corsi le aveva fatto levare l’intimo ed ora sua moglie era completamente nuda, sotto l’abito! Dire che era eccitatissimo era quasi riduttivo! Poi, servendoli, notò che che il grazioso abito di lei era stato fatto risalire fino al grembo, lasciandola con fica -e presumibilmente le chiappine!- all’aria!
Gli girava la testa dall’eccitazione e quasi non notava l’espressione derisoria di Corsi e quella prima seccata e man mano sempre più indifferente della moglie.
Corsi, entrando in casa, aveva detto che doveva parlare ad entrambi, ma aveva rimandato i discorsi ‘seri’ al dopocena, preferendo conversare un pochino durante il pasto di qualche banalità, oltre a trovarsi entrambi a rispondere ad autoritarie domande che il dottore ogni tanto faceva all’uno o all’altra con espressione severa.
Dopo il dessert, Corsi gli disse di servire il caffè, che loro si sarebbero seduti sul divano.
Mentre aspettava che il caffè filtrasse, Luigi era combattuto tra voglia di affacciarsi alla porta e di spiare gli accadimenti in soggiorno o seguire invece il lentissimo -quasi angosciante!- processo di preparazione della bevanda utilizzando la loro moka.
Pensò però che sarebbe stato inopportuno sbirciare
Quando dio volle, versò il caffè nelle tazzine, prese il vassoio e tornò in soggiorno, rimanendo però impietrito sulla soglia, alla vista di Corsi comodamente seduto sul loro divano, mentre sua moglie -col vestito raggruppato tra lo stomaco e la vita, come una sorta di larga fascia turchese e per il resto completamente nuda a parte le scarpe!- era buttata per traverso sul sofà, impegnata in un pompino al suo principale, che le suggeriva ritmo, profondità e movimenti premendole una mano sul capo.
«Oh, bene! Il caffè!» Esclamò contento il dottore e consentì a sua moglie di interrompere ciò che stava facendo e di sedersi in modo composto per ricevere il suo piattino corredato di tazzina e cucchiaino.
A Luigi, la sua Concetta faceva un stano effetto: era compostamente seduta sul loro divano e sarebbe sembrata una perfetta padrona di casa se non fosse stata praticamente nuda e -per giunta!- con quel certo luccicore che denunciava quanto la sua fica si fosse bagnata dall’eccitazione di quella torbida, sconvolgente situazione; inoltre, si trovò a riflettere che mai, in tanti anni di fidanzamento e matrimonio, la sua Concetta aveva anche solo fatto sperare una tale disinvoltura nel succhiare cazzi! Evidentemente, la cura-Corsi dava insperati risultati!
Avrebbe voluto gettarsi sulla moglie, baciarla, abbracciarla e… e anche provare a darglielo da succhiare, ma si rendeva conto dello sguardo severo del dottore e quindi rinunciò.
Posata la tazzina, Corsi si schiarì la voce e poi: «Allora… son venuto per parlarvi…»
Fece una breve pausa, mentre i due coniugi si preparavano mentalmente ad ascoltarlo, Concetta sul divano accanto a lui, con la sua mano di nuovo piantata tra le cosce che lui le faceva tenere ben aperte e Luigi, mostruosamente eccitato, sulla poltrona, a guardarli.
«Ho preso una decisione, riguardo a voi due, dopo avervi un po’ valutato…
Apprezzo la disponibilità di Ambra… anche nei miei confronti -il sorriso da predatore gli lampeggiò sul volto- ed a quanto sembra tu, Luigi, non hai nulla in contrario.
Per cui propongo ad Ambra di diventare mia assistente particolare, con un sostanzioso aumento di stipendio oltre a premi di incentivazione ed ad altri benefit.
Ovviamente questo nuovo incarico comporterà che Ambra possa essere impegnata anche fino a tardissima ora… od anche, in certe occasioni, il non avere il tempo materiale per tornare a casa.
Questo potrebbe essere un problema, visto che vi dovete occupare della vostra bimba, ma ho avuto una notizia confidenziale e l’ho sfruttata: ho saputo che nell’ufficio dove lavora Luigi devono fare una rimodulazione del personale, passando qualcuno dall’orario normale al part-time; ho delle conoscenze, abbastanza buone da aver potuto chiedere che tu fossi una delle persone che avranno la riduzione di orario…
La tua retribuzione sarà un pochino più leggera, ma ampiamente compensata dall’aumento di quella di Ambra e quindi, alla fine della fiera, vi troverete a guadagnare ben di più.
Inoltre, il tuo part time sarà flessibile e quindi non avrai orari ben precisi; secondo le necessità di tua moglie, potrai lavorare magari poco o nulla per qualche giorno e poi recuperare le ore nelle giornate in cui lei non sarà impegnata.
Non voglio che mi ringrazi, Luigi, l’ho fatto volentieri per voi due, perché mi siete… simpatici.
I cambiamenti ti verranno comunicati dal tuo principale domattina, è già deciso!»
I due coniugi avevano seguito a fatica l’esposizione del dottor Corsi: Concetta perché si mordeva il labbro inferiore per non mugolare il suo piacere, provocato dall’instancabile mano del suo principale, che provocava anche un vergognosamente udibile sciaguattio nella sua intimità eccitata; Luigi, invece, seguiva ipnotizzato il lavorio dell’uomo sul corpo della moglie, con la destra solidamente piantata nella sua fica -almeno quattro dita!- mentre con la sinistra le ‘arrotolava’ alternativamente i due capezzoli, dritti e duri come matite.
Entrambi, comunque, si dichiararono d’accordo sulle novità che stavano per intervenire nelle loro vite, familiari e lavorative; del resto, non avevano poi troppe alternative!
Corsi fece una sorta di sorriso: «Bene Luigi… allora bisogna festeggiare, non credi?»
Lui, senza capire, annuì. Pensò ad un giro di liquore per brindare insieme.
«Quindi non ti da fastidio se festeggio con Ambra il nostro accordo?» sorrise malignamente il dottore.
Luigi ci mise qualche secondo per comprendere il senso della frase: il dottore voleva… fottere sua moglie lì, in quel momento, in casa loro!!! Non gli sembrava possibile!
«Ma… qui???’ Proprio in casa nostra?»
«No, qui è scomodo… Sii gentile, vai a sistemare il vostro letto in camera ed in cambio potrai guardare, va bene?»
Non glisembrava possibile che quella oscena proposta (che tante volte però aveva sognato, immaginato, desiderato di ascoltare) gli fosse stata veramente fatta…
Ma si mosse subito, in preda di uno stato di eccitazione che non pensava possibile poter provare: «Come desidera, dottore!»
Si precipitò in camera, abbassò il copriletto di ciniglia fin sulla testata inferiore, scoprendo le lenzuola, accese i due abat-jours dei comodini e immaginò i due amanti, lì a pochi istanti, allungati nel letto a… a fottere, alla faccia sua!
Quella semplice immagine mentale fu sufficiente a farlo venire nei boxer, senza neanche sfiorarsi, senza neanche tirarlo fuori!
S ubito si girò: il dottor Corsi stava arrivando tenendo la sua Concetta in braccio, senza apparente sforzo, praticamente nuda e che gli teneva un braccio intorno al collo, impegnata in un bacio da amanti.
Aveva allungato la mano verso l’interruttore del lampadario per spegnerlo, ma Corsi gli fece cenno di lasciar perdere: «No, lascia acceso… così vedi come si fa a far godere una donna come tua moglie e magari impari qualcosa!»
Mentre diceva ciò, il dottore posò la sua Concetta illanguidita sul letto, si spogliò rapidamente -ma appoggiando ordinatamente tutti i suoi indumenti sulla poltroncina dal lato della porta- e si allungò sul letto, trionfalmente nudo e mostrandogli con orgogliosa indifferenza la sua figura atletica e la sua notevole dotazione virile ed accostandosi al corpo di Concetta, cominciando subito a baciarla ed a toccarla.
Luigi si sedette sulla poltroncina accanto alla portafinestra, con una disperata voglia di tirarselo fuori e masturbarsi a sangue, ma non osava farlo per la autoritaria presenza del dottor Corsi.
L’uomo si piegò su sua moglie e dopo averla baciata, cominciò a percorrerle con le labbra il mento, la gola, il petto fino ad un seno congestionato dall’eccitazione, mentre la donna (sua moglie!!!) gemeva dolcemente per il piacere che provava.
Poi le labbra di Corsi scivolarono lentamente attraverso lo stomaco, il pancino, il pube di lei finché lui non incuneò la sua testa leonina tra le cosce che lei teneva spalancate, alzando in bacino verso quella bocca vorace facendo forza sui piedi e le ginocchia divaricate al massimo.
Ambra cominciò a emettere rochi gemiti, sempre più forti, artigliando i capelli del suo amante per tenerlo ancorato alla sua fica, mentre la bocca vorace si pasceva della sua natura, sempre con crescente eccitazione, finché non esplose in un urlo acuto, contorcendosi e scuotendosi tutta, come un’epilettica.
Corsi si sollevò: aveva tutta la parte inferiore della faccia luccicante delle abbondanti secrezioni di lei; lei si fece forza, si tirò su quasi a sedere e poi lo spinse delicatamente a stendersi sul letto premendogli una mano sul petto.
Poi cominciò a dargli piccoli morsichini sulla pancia, mentre la sua mano gli afferrava il cazzo e poi lo leccò brevemente ed infine si infilò la grossa cappella in bocca.
Corsi, sdraiato, le prese la testa tra le mani e la pilotò nel pompino, spingendola sempre più giù, a farsi arrivare il glande sempre più profondamente in gola finché lei, con gli occhi sbarrati e pieni di lacrime che le scioglievano il trucco, non arrivò a sfiorargli i possenti coglioni con le labbra.
Corsi cominciò ad inarcarsi ed afferrò Ambra per le orecchie, tenendola col cazzo piantato fino in gola e mormorandole: «Sto per venire… voglio che ingoi tutto, dai…»
Lei provò a liberarsi, ma la stretta del dottore non gli concedeva scampo e quando lui, con una sorta di sordo ruggito, le sborrò in gola, fu costretta ad ingoiare tutto, mentre conati di vomito la squassavano.
Luigi non credeva ai proprio occhi. La sua pudica, schifiltosa mogliettina che ingoiava la possente sborrata di Corsi, quando faceva tante storie per prendere in bocca il suo cazzettino… e guai al mondo, se le fosse accidentalmente venuto anche solo sulle labbra!!!
Contemplò i corpi nudi della moglie e del dottore, che stavano prendendosi una breve pausa per rifiatare.
Guardandoli, sgranava gli occhi; lo spettacolo di sua moglie così affiatata col principale lo sconvolgeva, eccitandolo all’inverosimile e ricoprendolo di una spessa coltre di umiliazione, fonte di altre nuove, smisurate sensazioni che alimentavano smodatamente il suo immaginario erotico.
Vide Corsi sfiorarle passionalmente il collo, la gola con le labbra e poi cercare e subito trovare la bocca -a questo punto vogliosa di baci- della sua Concetta… (No, ormai non era più la sua Concetta: adesso era Ambra, l’amante del capo!)… comunque, quel bacio era il segnale che l’uomo non aveva ancora saziato i suoi appetiti e difatti, dopo aver brevemente giocherellato col sesso della sua compagna di evoluzioni, introducendole con naturalezza ben tre delle sue grosse dita dentro!, le andò sopra mentre lei allargava per bene le gambe e poi, con un unico, costante movimento, le fece scivolare il notevole attrezzo dentro, fino in fondo, fino ad angoli della vagina di sua moglie che lui non avrebbe mai potuto neanche sognare di raggiungere, tanto che lei ebbe un breve singulto, a sentirsi colmare così completamente
Lui non resse più: si aprì i pantaloni ed estrasse il suo cazzetto, appiccicoso per la precedente eiaculazione e cominciò a menarselo disperatamente.
Dopo un pochino, il dottore, tenendo stretta Ambra, si girò sulla schiena e quindi, senza neanche sfilare il suo possente scettro, se la trovò sopra.
Lei aprì le gambe e, spinta delicatamente dalla mano del dottore, si raddrizzò, trovandosi inginocchiata, impalata dall’uomo che, a braccia tese, le torturava deliziosamente i capezzoli, mentre entrambi si muovevano con buon affiatamento per godersi a fondo quella lenta penetrazione.
L’occhio di Luigi abbandonò per un attimo la lussuriosa scena e cadde sui pesanti tendaggi, che impedivano all’occhiuto vicinato di guardare nella loro camera… COMPLETAMENTE APERTI!
Schizzò in piedi! «Cazzo fai, Luigi?» inquisì subito Corsi.
«Ma… ma dottore… le tende… sono aperte… le volevo chiudere… sa, i vicini...»
Lui fece una breve risata: «Lasciale aperte! Tanto ormai chi voleva vedere ha già visto… e poi, non credi che sia un bello spettacolo vedere tua moglie fottuta, per la prima volta, da un vero uomo???»
«Sì, sì… indubbiamente… Come preferisce lei, dottore!» Si trovò a convenire.
Però l’omino era turbato anche dalla passione che sua moglie metteva evidentemente nel rapporto e quanto i suoi gemiti, a poco a poco, salissero di tono, fino a diventare quasi urletti ed in fine un liberatorio, potente: ‘Ohhhhhhhhh!!! Dioddioddio, mi fai morire!!!’
Dall’angolazione in cui era, poteva vedere solo una piccola parte del palazzo di fronte, ma aveva notato alcune finestre che si erano accese e poi si erano spente… forse non voleva dire nulla, ma in un paio intravvedeva a volte il brillio del tiro di una sigaretta: evidentemente, qualcuno degli occhiuti dirimpettai si stava godendo lo spettacolo di sua moglie montata da un uomo ben diverso da lui… da un vero maschio!
Il pensiero delle occhiate, dei sorrisini, delle frasi mormorate a mezza bocca, del darsi di gomito al suo passaggio, dall’indomani, gli dava una sensazione euforica, quasi un’ubriacatura!
Non si aspettava certo che suo marito venisse a scoprire quell’unica follia, quell’unica trasgressione berlinese col suo principale!
Aveva avuto l’impressione che la… tenesse d’occhio, ma non pensava di sentirsi gettare così, all’improvviso!, in faccia quel suo tradimento!
Sopratutto dopo che sia lui che Corsi erano andati alla toilette…
Avevano parlato? Cosa si erano detti? Cosa diavolo Corsi aveva detto, a suo marito?
Perché, lei rifletteva, quando il suo Luigi era tornato a sedersi a tavola, le aveva messo la mano sulla coscia, nonostante le sue proteste… e poi era risalito…. fin “lì”! Che vergogna!!!
E poi, la pretesa che si levasse gli slippini, in auto! E dopo -avrebbe voluto morire!- quando li aveva consegnati al dottore!
E tutto il discorso che Luigi le aveva fatto, col dirle che a lui non importava saperla di un altro, ma anzi… ma anzi??? Ma anzi, COSA?
E poi la aveva lasciata a ballare col dottore, che le aveva detto di lasciarsi andare, che suo marito era d’accordo, che la voleva… e le sue mani, che la stringevano, la sfioravano, la premevano contro il suo corpo, la facevano fremere…
Si era girata a cercare il suo Luigi, a vedere quel gesto che l’avrebbe “costretta” -ben felice!- a staccarsi dal dottore, a tornare al tavolo accanto a lui… o anche soltanto ad esprimere riprovazione, rifiuto, contrarietà alle libertà che il dottore si stava prendendo su di lei ed invece… invece lo aveva visto con un’espressione sbavante, da idiota, ad assistere al turpe spettacolo di lei -sua moglie!- sedotta dal principale!!!
E le parole del dottore… e lei che si era sentita illanguidire.
E poi, in auto, con la Porsche di Corsi inutilizzabile e lui, le sue parole, le sue mani e lei che si era trovata china sul suo pube, mentre le sue dita rapaci la frugavano intimamente e la facevano fremere, perdere la testa e poi le sue forte mani che l’avevano fatta sedere su di sé ed il suo… scettro, che le sprofondava dentro, fino in fondo, facendola sentire colma!
Aveva avuto paura che Luigi si accorgesse, si offendesse, si girasse a fare una scenata per difendere, anche se tardivamente!, il suo onore di sposa e di madre ed invece… ed invece lui, addirittura, le aveva accarezzato il sedere ed aveva continuato imperturbabilmente a guidare, mentre lei ed il suo principale raggiungevano il piacere…
E non aveva neanche voltato la testa, per controbattere alle volgarità che erano venute da quell’auto di ragazzi, al semaforo!!!
E adesso era lì, in ascensore ad occhi bassi, con suo marito, entrambi chiusi in un ostinato mutismo…
Entrarono in casa, salutarono la babysitter liberandola e, come questa lasciò l’appartamento, lei voleva andare in bagno, a lavar via tutto il lordume che il dottore le aveva scaricato dentro, ma venne praticamente assalita da Luigi, che la baciò ed abbracciò appassionatamente, trascinandola verso la camera da letto e poi facendola cadere sul letto e baciandola ovunque in una vera frenesia, alzandole la gonna e tuffando il viso tra le sue cosce, ad introdurre la lingua nella sua natura ancora sporca delle secrezioni di Corsi, come impazzito!
Non voleva, non voleva assolutamente e cercava di allontanare la testa del marito, ma senza successo e sempre con minore entusiasmo e poi qualcosa si sciolse dentro di lei e questo qualcosa cominciò ad entrare in ebollizione fino a che esplose in un devastante orgasmo, che la lasciò sfinita e quasi tramortita.
Passarono però il finesettimana senza quasi scambiarsi una parola e lei era turbata ed irritata, dallo sguardo adorante da cucciolo di suo marito e dal suo atteggiamento stupidamente scodinzolante.
Il dottor Corsi arrivò in ufficio alla solita ora, quel lunedì; l’aveva divertito il totale servilismo del ridicolo marito di Ambra, che l’aveva praticamente pregato di montargli la moglie…
Aveva bevuto la panzana dell’abbigliamento di Ambra deciso da lui e gli aveva consegnato, da vera pecora, gli slippini della moglie…
Ridacchiò al ricordo della scena.
Poi aveva voluto verificare le potenzialità troiesche di Ambra e, manovrando come sapeva ben fare, l’aveva fatta cedere; il fingere di non poter usare la sua auto, poi, era stata una felice ispirazione ed aveva così potuto montarsi quella timida troia mentre il marito guidava il loro catorcio.
Aveva deciso di sfruttare la situazione a suo favore: aveva giusto bisogno di una tipa che sapesse essere… gentile con certe persone coinvolte in trattative con lui e Ambra gli sembrava abbastanza adatta, una volta debitamente svezzata.
Sì, sarebbe stato divertente trasformarla nella persona che aveva in mente!
Uhm… Unico problema: la bimba che avevano i due fessacchiotti!
Non poteva certo trovargli una babysitter fissa!
Sorrise malignamente tra sé e prese la sua agenda telefonica; trovato il nominativo che cercava, digitò il numero.
«Ciao carissimo, sono Corsi!… Come stai?… Ah, io benone; senti, avrei bisogno di un piccolo piacere… Sì, tranquillo: se mi fai questo piacere… Ahahaha, ma sì… poi vedrai che potrai aveva anche tu il tuo… ehehe, sì… Allora senti: so che hai come dipendente un certo Crotta, Luigi Crotta… sì, lo avevo immaginato… l’ho conosciuto e non mi è sembrato una macchina da guerra neanche a me…. Eheheheheh… Beh, senti, mi chiedevo: avrei bisogno, per ragioni che magari ti spiego giovedì sera al bridge… Sai, io per telefono… Beh, che lo passassi da tempo pieno a part-time… Sì… Ecco… Beh, se lo meriterebbe, ma il piacere grosso è che preferirei che guadagnasse non meno dell’ottanta per cento di quello che prende ora… Uhm… Dai, che so che puoi farlo, Franco… Uhm… Sì… Sì, è chiaro, dai!… Uhm… pensavo dalla prossima settimana, puoi farlo?… Sì, sì, promesso: giovedì ti spiego tutto e vedrai che lo troverai divertente anche tu… Ok, allora restiamo intesi così, ciao!!!!»
Poi chiamò Ambra nel suo ufficio e le diede, con indifferenza, una lista di cose da fare; mentre già lei stava alzandosi per lasciare l’ufficio ‘del Capo’, la trattenne: «Sai, Ambra: in questi due giorni ho ripensato a venerdì sera e… beh, è stato bello…»
Lei aprì la bocca per replicare -con una qualunque cosa, vista la grande confusione che aveva nella testa!-, ma lui le fece cenno con la mano di aspettare a parlare e proseguì: «Sai, mi è piaciuto molto aver fatto l’amore con te… ed ho capito che anche se tu ami profondamente il tuo Luigi, tuo marito, è stato piacevole anche anche per te… Sbaglio?»
Scrollò la testa per negare che lui avesse sbagliato, ma Corsi fu dolcemente implacabile: «No, piccina; voglio sentirtelo dire…»
Si sentì in trappola, ma alla fine disse ciò che il principale gli richiedeva: «No, dottore, non sbaglia… Nonostante l’imbarazzo è stato piacevole anche per me… Non so cosa mi ha preso… -ma in realtà lo sapeva benissimo: i suoi comportamenti erano stati causati dalla capitolazione di suo marito e dal fatto che Luigi l’avesse in pratica consegnata alle voglie di Corsi!-… probabilmente ho bevuto troppo, dottore!» cercò di discolparsi, sopratutto con sé stessa.
Corsi la guardava con la sua espressione implacabile: «Mi avevi detto che non eri mai stata con nessun altro uomo all’infuori di tuo marito… Voglio che tu risponda sinceramente a questa semplice domanda: hai mai goduto così tanto???»
«Ma dottore!!!» Era scandalizzata sia dalla brutalità della domanda sia, sopratutto, dalla risposta affermativa che lei stessa stessa si era già data.
«Ma dottore un cazzo! Rispondi!»
Si sentì le guance avvampare: «N… no, dottore: non avevo mai… neanche immaginato che si potessero provare… sensazioni così intense…» concluse con un filo di voce.
«Bene! Ne ero certo! E, se hai notato, tuo marito ti ama così tanto da non impedirti di poter provare quelle sensazioni: ti ha consegnata a me senza intimo, non ha fatto una piega mentre ti corteggiavo ballando e poi, in macchina, mentre facevamo l’AMORE -calcò il tono sulla parola!- non ha detto o fatto nulla, ma anzi è stato ben attento a non disturbarci!!!
Poi, a casa, ha voluto fare l’amore?»
Lei ripensò al comportamento del marito, appena erano restati soli e sentì l’irritazione e l’amarezza che le montavano dentro: «Lui avrebbe voluto, dottore, ma io…»
«E quindi non avete fatto ASSOLUTAMENTE nulla?» inquisì il principale.
Il tono del dottore non ammetteva sotterfugi o bugie: «Beh, appena restati soli, mi ha quasi obbligata… mi ha baciata ovunque… ma poi è venuto subito, da solo…» [Dio, che vergogna a dover dare queste spiegazioni… e ad un estraneo, per giunta!]
Corsi era implacabile: «Baciata dappertutto… anche la fica???»
Non trovò le parole per l’imbarazzo, schiaffeggiata anche dall’uso di quel termine così scurrile e si limitò ad annuire.
Ma Corsi non sembrava soddisfatto: «Ma anche spingendoti la lingua dentro, dove io avevo appena sborrato dieci minuti prima??? Rispondi, voglio sentirtelo dire!»
«Sì, dottore…. mi ha messo la lingua nella cosina e poi l’ha fatta girare… ed io… ed io ho perso la testa…»
«Cioè, sei venuta perché tuo marito ti leccava la fica sborrata da me?» chiese l’uomo, con un tono divertito. «Dillo! E non usare giri di parole, dimmelo con parole normali, dirette, come tra adulti! Non come tra bambini o beghine!»
Dovette raccogliere tutto il suo coraggio, mentre sentiva gli occhi gonfiarglisi di lacrime, per ammettere: «‘Sì, dottore: mio marito mi ha fatta… godere di nuovo, leccandomi la f… fica che lei mi aveva riempito di sperma poco prima…»
Corsi inalberò un sorriso trionfante, guardandola mentre le prime lacrime le tracimavano dalle ciglia: «Vieni qui» le disse con una qual certa dolcezza.
Lei si avvicinò titubante, a capo chino e lui le accarezzò i capelli, il collo; poi la strinse a sé in un tenero abbraccio e le trovò la bocca con le sue labbra e cominciò a baciarla; si stupì quasi, quando sentì la punta della lingua di lei entrargli in bocca!
Quello che voleva essere solo un bacio dolce, rassicurante, si trasformò in un istante in un bacio appassionato e lei sembrava aver bisogno di nutrirsi della bocca di lui.
Le sue mani scivolarono sul corpo della donna e toccarono quei punti che risvegliarono la passione sensuale, puramente animale del corpo di lei.
Abbandonati sul divano dell’ufficio del dottore, ritrovarono un ritmo normale di respirazione, dopo aver fatto all’amore in modo assolutamente travolgente.
Ormai Ambra accettava con naturalezza le richieste del dottore e non aveva neanche protestato quando lui le aveva spinto un dito dietro; Corsi si prese l’appunto mentale che, la prossima volta, le avrebbe aperto per bene il culo!
E doveva anche insegnarle ad ingoiare, anche se per adesso la bimba sembrava ancora un po’ schifiltosa: per i programmi che aveva in testa per lei, quelle erano le basi!
Ma si rendeva conto delle buone potenzialità della signora e poteva farla diventare l’ottima escort aziendale che aveva in mente!
Però, per… metterla sulla linea di partenza della sua nuova vita, doveva ancora fare una cosa: «Piccola, senti… -lei si girò verso di lui, stiracchiandosi soddisfatta come una gatta-… sai, pensavo che potrebbe essere utile che io parlassi con tuo marito… Potreste invitarmi a cena domani sera... Cosa ne pensi?»
Lei annuì, languida: «Se lo ritiene proprio necessario, dottore, si consideri già invitato fin da adesso»
La ringraziò con una breve ciucciatina, seguita da una leggerissima morsicatina su un capezzolo, giusto per farle provare un piccolo brivido di piacere: «La vostra bimba a che ora la mettere a dormire? Penso sarebbe meglio che cenassimo quando lei è già a letto»
Come Luigi aprì la porta, Corsi entrò in casa con passo deciso, concedendogli solo un distratto: ‘Ciao Luigi… Dov’è Ambra?’
Lui ci restò un filino male per un istante, ma poi si rese conto che era già notevole che il maschio alfa lo avesse salutato, considerando tutto!
«E’… è in cucina, dottore…»
«Bene!» affermò l’ospite e si diresse con sicurezza in cucina, dove trovò la sua collaboratrice intenta a rimestare il sugo -un buon profumino!- per la pasta, dandogli le spalle.
Apprezzò che lei avesse un vestito turchese abbastanza elegante ed un paio di scarpe con il tacco a spillo, anche se non particolarmente alti; trovava gradevole che la vita fosse segnata dalla fettuccia di un vezzoso grembiulino bianco, coi volant, che aveva indossato per non schizzarsi l’abito.
La abbracciò da dietro, tastandole le tette e dandole un bacio sul collo, scoperto dalla pettinatura alta.
«Ma dottore…» si immobilizzò lei, ma provando un piccolo brivido di piacere.
Lui le palpò il culo e la fece voltare, baciandola dopo averle tenuto ferma la testa con la mano.
Lei si staccò un attimo per riprendere fiato, alla fine del lungo bacio e mormorò, per distogliere da sé l’attenzione dell’uomo: «Si vada ad accomodare, dottore…. E’ quasi pronto!»
Lui le sorrise e le slacciò il grembiule, mentre chiamava «Luigi! Vieni qui!»
Come il marito arrivò, gli allungò il grembiule: «Dai, mettiti questo e servici a tavola: tua moglie è troppo ben vestita per fare la cameriera!»
Luigi, senza dire una parola, accettò l’imposizione mentre Corsi prendeva sottobraccio sua moglie e la… tirava -praticamente- verso la tavola imbandita.
Si sedettero, mentre il padrone di casa (ma padrone solo di quella, considerò lui con una vena di amarezza, ma anche di torbida eccitazione) finiva di preparare la prima portata e la portava in tavola.
Come arrivò accanto a loro, provò un’immediata erezione a notare che la moglie era seduta alla destra del dottore e che la mano di lui era sotto al tavolo, mentre lei aveva un’espressione mista di imbarazzo ed eccitazione.
Servendo lil primo piatto ai due commensali, poté notare che la mano di Corsi era, come da sua insperata previsione, tra le cosce della moglie.
Mentre gli serviva la pasta, Corsi prese la moglie per il mento, l’attirò a sé e si baciarono, anche se gli occhi di lei lo cercavano.
Poi, mentre erano seduti a mangiare il primo, Corsi non perdeva occasione per toccare, palpare, baciare sua moglie che, dopo un po’ -frastornata- cominciò a smettere di sottrarsi, guardandolo però con uno sguardo molto intenso.
Lui le sorrise timidamente e poi, finita la pasta, si alzò, levò i piatti fondi ed andò in cucina ad affettare l’arrosto che era il secondo, con contorno di patate fritte.
Quando tornò in soggiorno col piatto di portata, vide la moglie con le guance arrossate; avvicinandosi per servirli, notò sul tavolo, di fianco alle posate di lei, il suo reggiseno e le sue culottes!
A momenti, dalla sorpresa e dall’eccitazione, gli cadeva il piatto di portata!
Mentre era in cucina, Corsi le aveva fatto levare l’intimo ed ora sua moglie era completamente nuda, sotto l’abito! Dire che era eccitatissimo era quasi riduttivo! Poi, servendoli, notò che che il grazioso abito di lei era stato fatto risalire fino al grembo, lasciandola con fica -e presumibilmente le chiappine!- all’aria!
Gli girava la testa dall’eccitazione e quasi non notava l’espressione derisoria di Corsi e quella prima seccata e man mano sempre più indifferente della moglie.
Corsi, entrando in casa, aveva detto che doveva parlare ad entrambi, ma aveva rimandato i discorsi ‘seri’ al dopocena, preferendo conversare un pochino durante il pasto di qualche banalità, oltre a trovarsi entrambi a rispondere ad autoritarie domande che il dottore ogni tanto faceva all’uno o all’altra con espressione severa.
Dopo il dessert, Corsi gli disse di servire il caffè, che loro si sarebbero seduti sul divano.
Mentre aspettava che il caffè filtrasse, Luigi era combattuto tra voglia di affacciarsi alla porta e di spiare gli accadimenti in soggiorno o seguire invece il lentissimo -quasi angosciante!- processo di preparazione della bevanda utilizzando la loro moka.
Pensò però che sarebbe stato inopportuno sbirciare
Quando dio volle, versò il caffè nelle tazzine, prese il vassoio e tornò in soggiorno, rimanendo però impietrito sulla soglia, alla vista di Corsi comodamente seduto sul loro divano, mentre sua moglie -col vestito raggruppato tra lo stomaco e la vita, come una sorta di larga fascia turchese e per il resto completamente nuda a parte le scarpe!- era buttata per traverso sul sofà, impegnata in un pompino al suo principale, che le suggeriva ritmo, profondità e movimenti premendole una mano sul capo.
«Oh, bene! Il caffè!» Esclamò contento il dottore e consentì a sua moglie di interrompere ciò che stava facendo e di sedersi in modo composto per ricevere il suo piattino corredato di tazzina e cucchiaino.
A Luigi, la sua Concetta faceva un stano effetto: era compostamente seduta sul loro divano e sarebbe sembrata una perfetta padrona di casa se non fosse stata praticamente nuda e -per giunta!- con quel certo luccicore che denunciava quanto la sua fica si fosse bagnata dall’eccitazione di quella torbida, sconvolgente situazione; inoltre, si trovò a riflettere che mai, in tanti anni di fidanzamento e matrimonio, la sua Concetta aveva anche solo fatto sperare una tale disinvoltura nel succhiare cazzi! Evidentemente, la cura-Corsi dava insperati risultati!
Avrebbe voluto gettarsi sulla moglie, baciarla, abbracciarla e… e anche provare a darglielo da succhiare, ma si rendeva conto dello sguardo severo del dottore e quindi rinunciò.
Posata la tazzina, Corsi si schiarì la voce e poi: «Allora… son venuto per parlarvi…»
Fece una breve pausa, mentre i due coniugi si preparavano mentalmente ad ascoltarlo, Concetta sul divano accanto a lui, con la sua mano di nuovo piantata tra le cosce che lui le faceva tenere ben aperte e Luigi, mostruosamente eccitato, sulla poltrona, a guardarli.
«Ho preso una decisione, riguardo a voi due, dopo avervi un po’ valutato…
Apprezzo la disponibilità di Ambra… anche nei miei confronti -il sorriso da predatore gli lampeggiò sul volto- ed a quanto sembra tu, Luigi, non hai nulla in contrario.
Per cui propongo ad Ambra di diventare mia assistente particolare, con un sostanzioso aumento di stipendio oltre a premi di incentivazione ed ad altri benefit.
Ovviamente questo nuovo incarico comporterà che Ambra possa essere impegnata anche fino a tardissima ora… od anche, in certe occasioni, il non avere il tempo materiale per tornare a casa.
Questo potrebbe essere un problema, visto che vi dovete occupare della vostra bimba, ma ho avuto una notizia confidenziale e l’ho sfruttata: ho saputo che nell’ufficio dove lavora Luigi devono fare una rimodulazione del personale, passando qualcuno dall’orario normale al part-time; ho delle conoscenze, abbastanza buone da aver potuto chiedere che tu fossi una delle persone che avranno la riduzione di orario…
La tua retribuzione sarà un pochino più leggera, ma ampiamente compensata dall’aumento di quella di Ambra e quindi, alla fine della fiera, vi troverete a guadagnare ben di più.
Inoltre, il tuo part time sarà flessibile e quindi non avrai orari ben precisi; secondo le necessità di tua moglie, potrai lavorare magari poco o nulla per qualche giorno e poi recuperare le ore nelle giornate in cui lei non sarà impegnata.
Non voglio che mi ringrazi, Luigi, l’ho fatto volentieri per voi due, perché mi siete… simpatici.
I cambiamenti ti verranno comunicati dal tuo principale domattina, è già deciso!»
I due coniugi avevano seguito a fatica l’esposizione del dottor Corsi: Concetta perché si mordeva il labbro inferiore per non mugolare il suo piacere, provocato dall’instancabile mano del suo principale, che provocava anche un vergognosamente udibile sciaguattio nella sua intimità eccitata; Luigi, invece, seguiva ipnotizzato il lavorio dell’uomo sul corpo della moglie, con la destra solidamente piantata nella sua fica -almeno quattro dita!- mentre con la sinistra le ‘arrotolava’ alternativamente i due capezzoli, dritti e duri come matite.
Entrambi, comunque, si dichiararono d’accordo sulle novità che stavano per intervenire nelle loro vite, familiari e lavorative; del resto, non avevano poi troppe alternative!
Corsi fece una sorta di sorriso: «Bene Luigi… allora bisogna festeggiare, non credi?»
Lui, senza capire, annuì. Pensò ad un giro di liquore per brindare insieme.
«Quindi non ti da fastidio se festeggio con Ambra il nostro accordo?» sorrise malignamente il dottore.
Luigi ci mise qualche secondo per comprendere il senso della frase: il dottore voleva… fottere sua moglie lì, in quel momento, in casa loro!!! Non gli sembrava possibile!
«Ma… qui???’ Proprio in casa nostra?»
«No, qui è scomodo… Sii gentile, vai a sistemare il vostro letto in camera ed in cambio potrai guardare, va bene?»
Non glisembrava possibile che quella oscena proposta (che tante volte però aveva sognato, immaginato, desiderato di ascoltare) gli fosse stata veramente fatta…
Ma si mosse subito, in preda di uno stato di eccitazione che non pensava possibile poter provare: «Come desidera, dottore!»
Si precipitò in camera, abbassò il copriletto di ciniglia fin sulla testata inferiore, scoprendo le lenzuola, accese i due abat-jours dei comodini e immaginò i due amanti, lì a pochi istanti, allungati nel letto a… a fottere, alla faccia sua!
Quella semplice immagine mentale fu sufficiente a farlo venire nei boxer, senza neanche sfiorarsi, senza neanche tirarlo fuori!
S ubito si girò: il dottor Corsi stava arrivando tenendo la sua Concetta in braccio, senza apparente sforzo, praticamente nuda e che gli teneva un braccio intorno al collo, impegnata in un bacio da amanti.
Aveva allungato la mano verso l’interruttore del lampadario per spegnerlo, ma Corsi gli fece cenno di lasciar perdere: «No, lascia acceso… così vedi come si fa a far godere una donna come tua moglie e magari impari qualcosa!»
Mentre diceva ciò, il dottore posò la sua Concetta illanguidita sul letto, si spogliò rapidamente -ma appoggiando ordinatamente tutti i suoi indumenti sulla poltroncina dal lato della porta- e si allungò sul letto, trionfalmente nudo e mostrandogli con orgogliosa indifferenza la sua figura atletica e la sua notevole dotazione virile ed accostandosi al corpo di Concetta, cominciando subito a baciarla ed a toccarla.
Luigi si sedette sulla poltroncina accanto alla portafinestra, con una disperata voglia di tirarselo fuori e masturbarsi a sangue, ma non osava farlo per la autoritaria presenza del dottor Corsi.
L’uomo si piegò su sua moglie e dopo averla baciata, cominciò a percorrerle con le labbra il mento, la gola, il petto fino ad un seno congestionato dall’eccitazione, mentre la donna (sua moglie!!!) gemeva dolcemente per il piacere che provava.
Poi le labbra di Corsi scivolarono lentamente attraverso lo stomaco, il pancino, il pube di lei finché lui non incuneò la sua testa leonina tra le cosce che lei teneva spalancate, alzando in bacino verso quella bocca vorace facendo forza sui piedi e le ginocchia divaricate al massimo.
Ambra cominciò a emettere rochi gemiti, sempre più forti, artigliando i capelli del suo amante per tenerlo ancorato alla sua fica, mentre la bocca vorace si pasceva della sua natura, sempre con crescente eccitazione, finché non esplose in un urlo acuto, contorcendosi e scuotendosi tutta, come un’epilettica.
Corsi si sollevò: aveva tutta la parte inferiore della faccia luccicante delle abbondanti secrezioni di lei; lei si fece forza, si tirò su quasi a sedere e poi lo spinse delicatamente a stendersi sul letto premendogli una mano sul petto.
Poi cominciò a dargli piccoli morsichini sulla pancia, mentre la sua mano gli afferrava il cazzo e poi lo leccò brevemente ed infine si infilò la grossa cappella in bocca.
Corsi, sdraiato, le prese la testa tra le mani e la pilotò nel pompino, spingendola sempre più giù, a farsi arrivare il glande sempre più profondamente in gola finché lei, con gli occhi sbarrati e pieni di lacrime che le scioglievano il trucco, non arrivò a sfiorargli i possenti coglioni con le labbra.
Corsi cominciò ad inarcarsi ed afferrò Ambra per le orecchie, tenendola col cazzo piantato fino in gola e mormorandole: «Sto per venire… voglio che ingoi tutto, dai…»
Lei provò a liberarsi, ma la stretta del dottore non gli concedeva scampo e quando lui, con una sorta di sordo ruggito, le sborrò in gola, fu costretta ad ingoiare tutto, mentre conati di vomito la squassavano.
Luigi non credeva ai proprio occhi. La sua pudica, schifiltosa mogliettina che ingoiava la possente sborrata di Corsi, quando faceva tante storie per prendere in bocca il suo cazzettino… e guai al mondo, se le fosse accidentalmente venuto anche solo sulle labbra!!!
Contemplò i corpi nudi della moglie e del dottore, che stavano prendendosi una breve pausa per rifiatare.
Guardandoli, sgranava gli occhi; lo spettacolo di sua moglie così affiatata col principale lo sconvolgeva, eccitandolo all’inverosimile e ricoprendolo di una spessa coltre di umiliazione, fonte di altre nuove, smisurate sensazioni che alimentavano smodatamente il suo immaginario erotico.
Vide Corsi sfiorarle passionalmente il collo, la gola con le labbra e poi cercare e subito trovare la bocca -a questo punto vogliosa di baci- della sua Concetta… (No, ormai non era più la sua Concetta: adesso era Ambra, l’amante del capo!)… comunque, quel bacio era il segnale che l’uomo non aveva ancora saziato i suoi appetiti e difatti, dopo aver brevemente giocherellato col sesso della sua compagna di evoluzioni, introducendole con naturalezza ben tre delle sue grosse dita dentro!, le andò sopra mentre lei allargava per bene le gambe e poi, con un unico, costante movimento, le fece scivolare il notevole attrezzo dentro, fino in fondo, fino ad angoli della vagina di sua moglie che lui non avrebbe mai potuto neanche sognare di raggiungere, tanto che lei ebbe un breve singulto, a sentirsi colmare così completamente
Lui non resse più: si aprì i pantaloni ed estrasse il suo cazzetto, appiccicoso per la precedente eiaculazione e cominciò a menarselo disperatamente.
Dopo un pochino, il dottore, tenendo stretta Ambra, si girò sulla schiena e quindi, senza neanche sfilare il suo possente scettro, se la trovò sopra.
Lei aprì le gambe e, spinta delicatamente dalla mano del dottore, si raddrizzò, trovandosi inginocchiata, impalata dall’uomo che, a braccia tese, le torturava deliziosamente i capezzoli, mentre entrambi si muovevano con buon affiatamento per godersi a fondo quella lenta penetrazione.
L’occhio di Luigi abbandonò per un attimo la lussuriosa scena e cadde sui pesanti tendaggi, che impedivano all’occhiuto vicinato di guardare nella loro camera… COMPLETAMENTE APERTI!
Schizzò in piedi! «Cazzo fai, Luigi?» inquisì subito Corsi.
«Ma… ma dottore… le tende… sono aperte… le volevo chiudere… sa, i vicini...»
Lui fece una breve risata: «Lasciale aperte! Tanto ormai chi voleva vedere ha già visto… e poi, non credi che sia un bello spettacolo vedere tua moglie fottuta, per la prima volta, da un vero uomo???»
«Sì, sì… indubbiamente… Come preferisce lei, dottore!» Si trovò a convenire.
Però l’omino era turbato anche dalla passione che sua moglie metteva evidentemente nel rapporto e quanto i suoi gemiti, a poco a poco, salissero di tono, fino a diventare quasi urletti ed in fine un liberatorio, potente: ‘Ohhhhhhhhh!!! Dioddioddio, mi fai morire!!!’
Dall’angolazione in cui era, poteva vedere solo una piccola parte del palazzo di fronte, ma aveva notato alcune finestre che si erano accese e poi si erano spente… forse non voleva dire nulla, ma in un paio intravvedeva a volte il brillio del tiro di una sigaretta: evidentemente, qualcuno degli occhiuti dirimpettai si stava godendo lo spettacolo di sua moglie montata da un uomo ben diverso da lui… da un vero maschio!
Il pensiero delle occhiate, dei sorrisini, delle frasi mormorate a mezza bocca, del darsi di gomito al suo passaggio, dall’indomani, gli dava una sensazione euforica, quasi un’ubriacatura!
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