Scoprirsi Ambra 5
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zorrogatto
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corna
Luigi uscì dal portone a passo sostenuto, poi girò l’angolo e rallentò il suo incedere, riflettendo e gettando un’occhiata all’orologio, giusto per non rientrare prima del quarto d’ora promesso.
Sperò che a nessuno dei due venisse in mente che il sabato, il giorno dopo, il Comune non facesse alcuno spazzamento meccanizzato delle strade… Anzi: sperò che venisse in mente al dottore e che apprezzasse il gesto di… sottomissione che lui aveva fatto nei confronti del maschio dominante.
In effetti, nei pochi minuti che avevano trascorso insieme attendendo Concetta in soggiorno, si era sentito ancora più schiacciato dal forte carisma del dottore e si sentiva torbidamente onorato che lui gli scopasse la moglie.
Quanto si era masturbato, pensandoli insieme quelle due notti nello stesso letto, in Germania!
Si chiese oziosamente se Corsi avesse -finalmente!- aperto il culetto della sua recalcitrante mogliettina; ma forse avrebbe potuto verificarlo lì a poche ore, quando si sarebbero trovati di nuovo nel loro talamo nuziale!
Guardò l’ora e sacramentò: erano passati solo quattro minuti!
Uhmm… e adesso, cosa stava succedendo in casa… sul loro letto? Luigi fece un sorriso stupido, immaginando che… Maria!!! Accidenti! Avrebbe dovuto portar via la bimba! Magari poteva disturbarli, mentre facevano! Pensò per un istante di tornare silenziosamente in casa a prendere sua figlia, ma aveva lasciato le chiavi sul mobiletto dell’ingresso -bene in vista per rassicurarli!- e poi, come avrebbe potuto distogliere senza fare casino la piccola dalla sua nuova e bellissima bambola?
Guardò l’ora sperando che fosse già il momento di… no: erano passati in tutto solo sei minuti! Quell’attesa lo stava macerando!
Camminò nella serata tiepida, finché non furono passati venticinque minuti, prima di suonare il citofono di casa sua. Luigi richiuse l’ascensore e si avviò verso la porta dell’appartamento.
Concetta lo aspettava, sorridente, sulla soglia; la osservò e vide che si era cambiata, indossando la sua abituale tuta da casa e le sue comode pantofole: ‘Ma… e il dottore…?’ chiese entrando e dandole un rapido bacio sulle labbra.
‘Andato… -rispose lei- ti ha aspettato un pochino per salutarti, ma poi doveva andare…
Sai, Luigi -disse lei con espressione seria- ho trovato particolarmente scortese che lo lasciassi qui, da solo con me, per andare a spostare la macchina: non si sarebbe mica fermato a cena, lui! Insomma, accidenti: potevi aspettare dieci minuti, no???’
Lui si sentì per un breve momento un vero sciocco, alla reprimenda della moglie; poi, però, intuì che in realtà il rimprovero era solo una mossa di lei per distrarlo da ciò che era successo appena li aveva lasciati soli: immaginava che si fossero appassionatamente baciati in camera, grazie anche alla spinta che lui aveva dato alla moglie per farla prendere al volo dal dottore (abile, a sostenerla in modo ‘innocente’!) e poi, dopo che lui era sceso in strada, sicuramente l’aveva posseduta sul loro letto, scopandola furiosamente e poi andandosene immediatamente per non insospettirlo.
E lei, attenta a coprire ogni traccia, aveva richiuso le tende -che, aperte!, avevano permesso al vicinato di assistere in diretta alla sua cornificazione!- ed aveva risistemato il copriletto, dopo aver verificato che non presentasse macchie sospette!, si era data una sistemata ed adesso aveva l’aria stanca, ma radiosa per lui, il suo cornutissimo Luigi!
Aveva il cazzetto così duro da fargli fisicamente male!
Si rese conto solo dopo queste considerazioni che sua moglie lo aveva rimproverato e farfugliò una risposta: ‘Oh, mi spiace! Io… ehm… non trovavo proprio parcheggio… Sai: avevo paura di dimenticarmi e…
Ma fatti guardare, amore mio: sei bellissima, splendente!’
Sapeva che la sua Concetta si sarebbe confusa, coi complimenti ed infatti: ‘Sì, lo sarò anche… ma sono anche stanchissima! Sono stati tre giorni assolutamente frenetici di lavoro’ ammise sorridendo.
‘Tre giorni interi? Anche la sera??? racconta!’
Lei rise: ‘ma no, sciocchino! Quando andavamo a cena era perché avevamo finito di lavorare e poi ci… rilassavamo un po’…’
Luigi drizzò le orecchie: ‘Rilassarvi… insieme? Come? Facendo cosa???’
Lo sguardo di lei si perse a guardare nei suoi ricordi: ‘la prima sera siamo andati a cena in un ristorante dove, dopo la cena, abbiamo ballato perché c’era anche un’orchestra ed una pista da ballo…’
‘Ballato stretti???’
Lei sentì le guance avvampare: ‘Uh… ma no, dai!… Ballato normalmente… Cosa vai a pensare, dai? Il dottore è un ottimo ballerino ed è stato molto galante… e rispettoso!’ aggiunse, preoccupata a smorzare sul nascere quella che interpretava come una fitta di gelosia del marito.
Lui la guardò, ma non la vide in tuta, lì nella loro casetta: la vide con un abito da sera, a ballare avvinta a Corsi, pregustandosi la potente erezione che il dottore le faceva sentire contro il pancino. Sorrise, all’immagine erotica.
‘No, scusami… chiedevo, così per sapere… E poi, dopo aver ballato…?’
I sensi di colpa la stavano riassalendo, a ricordare quella prima, peccaminosa sera; una volta di più si disse che non doveva rischiare di compromettere il loro sereno matrimonio per quell’unico, folle momento di debolezza: ‘Poi, niente: eravamo stanchi e siamo andati a dormire… -capì che Luigi stava per chiedere un chiarimento, un dettaglio e lo prevenne- ‘ ci siamo augurati la buonanotte davanti alle porte delle nostre camere e poi siamo andati a dormire… O almeno: io mi son subito messa a letto perché ero davvero esausta; lui, non so…’ concluse con un sorrisetto della serie ‘Il dottore è maggiorenne e avrà fatto quello che voleva…‘
Luigi sorrise distrattamente, apparentemente placato.
‘Il giorno dopo, altra frenetica giornata! Ero davvero esausta quando siamo tornati in albergo a prepararci per uscire a cena, ma una bella doccia bollente mi ha rimesso al mondo e dopo mezz’ora ci siamo visti nella hall e siamo andati a cena…’
‘E dopo cena???’
‘Beh, siamo usciti per fare due passi e per cercare la bambola per Maria…’ ‘Alle diecidisera???’ Inquisì Luigi, incredulo.
Lei rispose serenamente: ‘Sì, alle dieci di sera: Berlino è una capitale europea e molti negozi sono aperti fin verso mezzanotte, Luigi mio!’ gli spiegò, sorridendogli.
‘E dopo la bambola, subito in albergo???
‘No, no! Dopo aver comprato la bambola… -Accidenti alla sua sincerità! Mica poteva raccontargli del Sex-qualcosa! Non avrebbe capito!-… Uhmmm… abbiamo continuato la passeggiata e poi siamo entrati… sì, in una birreria, una tipica birreria tedesca!’ Era contenta che le fosse venuto in mente l’idea di una innocente birreria.
Lui continuava a chiedere, ma visualizzandola sugli alti sgabelli della birreria, con la mano del dottore ad accarezzarle le cosce: ‘E cos’avete fatto, lì?’
‘Uhm… abbiamo preso due boccali di birra e siamo stati un po’ lì… ad ascoltare musica… sai: c’era un’orchestrina che suonava…’
Luigi immaginava questa birreria: semibuia, fumosa, con la gente che passando ‘per sbaglio’ metteva le mani sul culo di sua moglie, che guardava scandalizzata il dottore, il quale di rimando sorrideva con l’aria sicura di chi ha tutto sotto controllo, facendole capire di lasciar fare.
‘… Poi siamo andati in albergo, a dormire. E oggi altra giornata vorticosa tra le ultime riunioni, il volo e l’arrivare qui…’
Già: lì in casa loro, perché il maschio alfa doveva marcare, come suo, anche il territorio che era del compagno della femmina che aveva prescelto…
Dopo aver cenato ed aver messo a nanna la loro bimba, Concetta notò il marito particolarmente smanioso di andare a letto… e non a dormire, a quanto sembrava!
Dopo non molto, erano sotto il lenzuolo e Luigi si ‘immerse’ per baciarla ‘lì’, con una passione quasi frenetica, come mai prima!
Luigi era in estasi: si rendeva conto che le ninfe di Concetta erano… non sapeva neanche lui… più morbide, più…. carnose… forse, ma che comunque sembravano mostrar traccia del ripetuto passaggio di un cazzo dalle dimensioni ben più impegnative del suo, misero.
In effetti quella scoperta gli accese i sensi e, dopo aver indossato il profilattico di prammatica anticoncezionale (a maggior ragione, adesso: non poteva certo… sporcare la femmina del capobranco!) diede solo una mezza dozzina di frenetici affondi, prima di essere travolto dal piacere.
Il martedì sera Luigi intuì che, dietro ai soliti modi affettuosi della moglie appena rientrata dal lavoro, ci fosse un qualcosa di non detto; come se lei dovesse trovare il… coraggio (?) di dirgli qualcosa. Luigi cercava di immaginare l’argomento: sua moglie voleva confidargli quanto il dottore la facesse godere, fottendosela in tutti i modi? O magari comunicargli che Corsi aveva deciso di venirsela a trombare nel loro letto e che lui doveva andarsene fuori con la bimba, fino a che non sarebbe stato autorizzato a rientrare?
Era molto su di giri, anche se faceva l’indifferente in attesa che -prima o poi in quella stessa serata, ne era certo!- sua moglie gli dicesse… boh! Quello che evidentemente aveva concordato col dottore di dirgli!
Quindi cenarono fingendo normalità (la loro bimba, per quanto piccola, probabilmente era giusto che non assistesse alla dichiarazione della madre!) e dopo cena Luigi si mise sul divano, davanti alla televisione che mostrava e diceva cose che lui neanche percepiva, preso com’era a cercare di immaginare ciò che la sua Concetta aveva da dirgli.
Finalmente sua moglie gli si accoccolò accanto; lui era teso come una corda di violino, ma riuscì a sorriderle innocentemente ed a farle l’abituale carezza sui capelli.
Lei gli diede un tenero bacio sulle labbra e poi: ‘Sai… devo dirti una cosa…’
Luigi sentì irrigidirsi il cazzo, fin quasi a fargli male: ‘Ci siamo!‘, pensò.
‘Dimmi amore mio, dimmi tutto, senza problemi, dai…’
‘Beh ecco… -la moglie esitò un momento-‘ sai, il dottor Corsi organizza una cena… -La mente di Luigi, eccitata al parossismo, visualizzò subito sua moglie nel ruolo del dessert!-‘ in un ristorante in centro, venerdì sera… e mi ha detto di invitarti, che ci terrebbe che tu ci fossi!
Ha detto di non preoccuparci per Maria, perché ha sottomano una bravissima babysitter e ce la metterà a disposizione a sue spese!’
Lì per lì lui si sentì un poco deluso, ma poi pensò che il maschio alfa aveva bisogno di umiliarlo, facendogli vedere come seduceva la sua femmina!
‘Va bene, amore… Che problema c’è allora?’
Lei fece un sorriso timido: ‘No, niente… ma avevo paura che non ci volessi essere.
Allora senti: domani mi venite a prendere quando esco dall’ufficio e ti porto a comprarti un bel vestito nuovo, così farai una bellissima figura!’
Concluse lei, festosa come una bimba la vigilia di Natale. Luigi era affascinato dal lussuoso ristorante, ma ancora più dallo splendore di sua moglie, fasciata in un elegante abito da sera nero, che la drappeggiava in una serie di morbide pieghe, ma tratteggiandone deliziosamente il suo bel figurino.
Le eleganti decolté di raso nero e lustrini, con un tacco sottile ma non volgarmente alto, la pochette nera e la parure orecchini-collana, evidenziata dalla pettinatura alta che lei si era abilmente fatta, quando era passata da casa per cambiarsi dopo il lavoro, la rendevano assolutamente irresistibile.
Lui poi, era abbastanza a suo agio nel bel vestito che lei aveva insistito per comprargli e, guardando gli altri commensali, capiva che avrebbe fatto una ben misera figura, con la sua striminzita giacchetta che aveva conosciuto tempi ben migliori.
Era una cena con più persone di quante lui avesse immaginato, anche se in effetti una cena aziendale con quattordici convitati poteva definirsi una cena ristretta a poche persone, solo lo staff dirigenziale dell’azienda e ‘con lui- quattro coniugi.
Per tutto il tempo della cena, era rimasto intimidito dalla straripante personalità di Corsi e stupito della rilassata disinvoltura di sua moglie, che invece sembrava placidamente a proprio agio in quel contesto così esclusivo.
Aveva cercato di cogliere anche il gioco di sguardi ed il ‘linguaggio non verbale’ tra sua moglie ed il dottore, ma dovette riconoscere la loro abilità a non tradirsi, in sua presenza.
Non era abituato a bere gli eccellenti vini che avevano servito e, oltre a sentirsi particolarmente sciocco e fuori luogo in quell’ambito di persone soddisfatte ed eleganti, avvertiva anche una certa pressione alla vescica.
Mormorò quindi una rapida spiegazione all’orecchio di lei e si alzò, intercettando poi un cameriere per farsi indicare il percorso per raggiungere i servizi.
Questi, come il resto del locale, erano eleganti, funzionali ma raffinati.
Decise di sciacquarsi il viso e contemplò brevemente il suo sparuto viso nel grande specchio posto sopra la batteria dei lavabi.
Si diede una rapida pettinata e poi ricordò il motivo principale per cui era venuto in quei locali e si accostò alle due ‘conchiglie’ poste in un angolo fuori vista, in fondo.
Aveva appena cominciato a mingere, quando qualcuno occupò l’altra postazione, una persona di imponente taglia e ‘non poté resistere alla tentazione di gettare una fugace occhiata!- anche una notevole dotazione virile.
‘Ah, Luigi! Ecco dov’era finito!’ Con orrore riconobbe la tonante voce di Corsi: era lui, il maschio alfa, che occupava l’altro pisciatoio!
‘Dottore” mormorò con referenza, sentendosi assolutamente stritolato dalla personalità, dalla prestanza fisica e ‘non ultimo!- anche dalla ragguardevole dotazione del principale’ del PADRONE di sua moglie.
Si ritrovarono affiancati anche a lavarsi le mani e lui si sentì in dovere di dire qualcosa: ‘Sa, dottore’ volevo sapere’ sì, insomma’ si trova bene con mia’ con la signora Concetta?’
Corsi sollevò un sopracciglio, stupito dalla domanda dell’omino, il ridicolo marito di Ambra.
‘Con Ambra, vuoi dire?’
L’omino annuì più volte, con l’espressione di chi si scusa per aver fatto un errore banale.
Lui valutò in un lampo la situazione, ripercorrendo in un istante ogni contatto che aveva avuto con quell’essere ridicolo e rimanendo folgorato dall’intuizione: quel buffo coso, così servile, VOLEVA essere cornificato da lui!
Dentro di sé sorrise, ma dal di fuori restò col viso impassibile di chi è abituato ad essere impegnato in estenuanti trattative: ‘Mah, vedi’ lavoriamo bene assieme’ ed anche quando non lavoriamo è una persona piacevole’ -il pomo d’adamo di Luigi cominciò a sussultare,a quelle parole-‘ Però’ sì, insomma: le ho dettagliatamente spiegato cosa doveva indossare questa sera, per questa cena e, devo dire, si è APPARENTEMENTE vestita come da mie disposizioni”
Schiacciato dalla pausa del dottore, Luigi si sentì in dovere di commentare: ‘Apparentemente?’
Corsi sorrise, con sicurezza: ‘Sì: le avevo anche indicato quale paio di culottes indossare’ -si godette lo spettacolo dell’evidente eccitazione dell’omino, che era diventato rosso come un pomodoro e boccheggiava, senz’aria-‘ E non so se lei ha ottemperato alla mia precisa disposizione’
Fece una breve pausa ad effetto: ‘Ecco, forse potresti aiutarmi tu, se vuoi”
Vide l’omino cadere vittima del suo carisma: ‘Ben volentieri, dottore! Mi dica solo cosa vuole che io faccia e lo farò, non dubiti!’
Corsi stava scommettendo con se stesso di aver valutato correttamente l’omino e le sue pulsioni’ ed inoltre voleva anche verificare quanta disinvoltura avesse acquisito in quei mesi la sua assistente; giocò la sua mano: ‘Beh, ecco’ Tra un po’ usciremo da questo locale ed alcuni di noi ‘cioè anche voi due!!!- andranno in un locale a ballare. Sarei molto contento se, quando arriviamo lì, tu potrai mostrarmi l’intimo che indossava’ tua moglie!’
Come al casinò, la pallina era ormai stata lanciata nella roulette e girava, rimbalzava, sembrava cadere in una casella, ma poi’
‘Mostrarglielo dottore? ‘Luigi non capiva: doveva forse alzare l’abito di sua moglie affinché il dottore potesse verificare la mise indossata?-‘ Mi dica solo cosa intende e lo farò!’
En plein!!!
‘Oh, è molto semplice! Mentre ci trasferiremo alla sala da ballo, ti farai consegnare l’intimo che Ambra indossa e quando saremo arrivati là, con discrezione, me lo consegnerai”
‘Sì, dottore, senza dubbio dottore, lo consideri già fatto, dottore!’ assicurò freneticamente Luigi, ansioso di compiacere il potentissimo dottor Corsi.
Il dottore decise di dargli una potente manata in mezzo alla schiena, come per congratularsi: ‘Ebbravo il nostro Luigi! Così si fa! Del resto, quando si è sposati ad una donna che ha così tante abilità” e lasciò la frase ambiguamente in sospeso, mentre l’omino aveva riacquistato l’equilibrio e sfoggiava un gran sorriso per la gratificazione che lui gli aveva concesso!
Tornarono in sala e Luigi era inenarrabilmente eccitato, dopo il dialogo a quattr’occhi col maschio alfa, che gli aveva concesso la insperata possibilità di poterlo aiutare a fottersi al sua femmina!
E che femmina! Sua moglie era deliziosa, sensualissima e tornando a sedersi non poté resistere all’impulso di metterle una mano sulla coscia’ forse per l’ultima volta, rifletté con una vena di tristezza’
‘Maccosa fai???’ gli bisbigliò concitatamente la moglie.
‘Dai, amore’. Sei così bella che non resisto” si giustificò lui e lei, dopo qualche altro timido tentativo di sottrarsi, per non dare nell’occhio decise di far finta di nulla e di lasciar fare il marito, anche se era convinta che fosse completamente impazzito.
Erano appena entrati nel locale da ballo: come da ‘suggerimenti’ che aveva fatto pervenire prima di lasciare il ristorante, erano solo lui, Ambra con quello sfigato pippaiolo del marito ed il direttore commerciale con signora; l’accordo con quest’ultimo prevedeva che entro un’oretta si sarebbero levati dai coglioni, per lasciargli campo libero coi due ‘piccioncini’.
Li aveva studiati, com’erano entrati nel locale ed avevano evidentemente avuto una discussione in auto, mentre arrivavano lì.
Era blandamente curioso di vedere se avrebbe ottenuto la vincita per la sua prima scommessa: l’intimo di Ambra, che si era ‘ovviamente!- ben guardato dal pretendere che lei indossasse ed anche per quanto riguarda il resto della mise, aveva solo precisato che si trattava di una cena di un certo tono in un bel locale.
Ma quel fessacchiotto del marito aveva bevuto, senza fare una piega!, la sua panzana e adesso lui aspettava, divertito, gli esiti.
Si sentiva morire; quando il suo Luigi era tornato dai bagni, dove evidentemente aveva parlato col dottor Corsi, lei aveva capito subito che qualcosa doveva essere successo, perché suo marito ‘per la prima volta da quando si conoscevano!- le aveva messo una mano sulla coscia in un luogo pubblico, quel ristorante!- ed alle sue proteste lui, anziché togliere la mano e scusarsi, come solito e logico, aveva invece insistito ed anzi, dopo un po’ era risalito fino in cima, fino a toccare gli slippini che indossava’
Sentire la semplice pressione delle dita di lui appoggiate sulla sua cosina l’aveva’ incendiata (che vergogna!) e per giunta aveva l’impressione che il dottor Corsi li tenesse d’occhio, con un vago sorrisetto compiaciuto.
Poi, una volta seduti da soli nella loro auto, seguendo la Porsche del dottore verso il locale da ballo, le cose erano precipitate, tanto che lei conservava solo vaghi frammenti dell’accaduto.
Suo marito, il suo Luigi!, aveva ricominciato a tenerle la mano tra le cosce e muovendola le aveva fatto provare ‘dove ammetterlo!- sensazioni deliziose’
Ma poi aveva preteso che si levasse gli slippini e lei si era opposta ed avevano cominciato brevemente a battibeccare finché lui non l’aveva ‘metaforicamente!- schiaffeggiata con la frase: ‘Tanto lo so che il dottore è il tuo amante!’
Oddio, noooo! Suo marito aveva capito, aveva saputo’ -forse dalla voce dello stesso dottore!- del suo unico momento di follia a Berlino!
Non provò neanche a negare, spiegare, a professarsi innocente: il suo mondo stava crollandole addosso, ma fu salvata dalla frase successiva del marito: ‘Ma io ti amo, ti amo sempre, ancora di più, adesso e non voglio perderti e sono disposto a qualunque cosa, qualunque condizione per restare assieme, ora più che mai!’
Scoppiò in un pianto liberatorio e lo abbracciò d’impulso -rischiando perfino di mandarlo a sbattere, mentre guidava!- e gli giurò il suo amore, che era successo, ma che non sarebbe successo mai più e che era disposta a fare qualunque cosa lui volesse!
Allora Luigi le ingiunse di levarsi gli slippini; lei lo guardò a bocca aperta, ma poi si ricordò che gli aveva appena giurato che avrebbe fatto qualunque cosa per lui e quindi, pur vergognandosi da impazzire, se li tolse e poi li mise sulla mano tesa del marito, che li fece subito sparire in una tasca della giacca.
‘Adesso ricomponiti. Stiamo andando in un locale col tuo capo e si vede che hai pianto: voglio che tu faccia la miglior figura possibile’ le disse in tono inaspettatamente affettuoso e premuroso.
E lei, mentre provava a rimediare al disastro delle lacrime, a promettergli ‘Mai più, mai più”, finché il marito la interruppe: ‘Guarda che io ti amo così tanto che non voglio che tu rinunci alle possibilità che ti da il frequentare il dottore: da quando lavori per lui, ti vedo più bella, disinvolta, desiderabile’ Anche la tua maniera di fare l’amore è migliorata e sei riuscita a fare con naturalezza cose per cui prima dovevo insistere per un pezzo”
Lei non capiva! ‘Ma cosa mi stai dicendo???’
‘Ti sto dicendo che a me sta bene la situazione attuale: tu sei mia moglie, la madre della nostra piccina e questo lo possono vedere tutti’ Se poi tu sei l’amante del dottore, nessun problema: mi va bene lo stesso, anzi” si morse la lingua, prima di confessare che anzi, il saperla con un altro uomo lo eccitava come una bestia!
Avevano parcheggiato vicino alla Porsche e lei non avrebbe voluto entrare nel locale senza slippini, ma Luigi fu ‘stranamente- inflessibile su questo punto e quindi lei, piena di vergogna, varcò la soglia con la cosina scandalosamente nuda sotto la gonna.
Mentre prendevano posto al tavolo a loro riservato, Corsi guardò con sguardo interrogativo Luigi, che passandogli davanti gli fece scivolare in mano il bottino della sua spoliazione.
Lui annusò un attimo lo slippino, cogliendo la deliziosa fragranza di donna eccitata e poi con un gesto noncurante lo pose nel taschino della giacca, lasciandone appena spuntare pochi millimetri.
Mentre l’altra coppia sembrava non essersi accorta di nulla, nessun suo movimento era sfuggito a Luigi ed alla moglie.
Seduti al tavolo, avevano innocentemente chiacchierato e il dottore aveva ordinato i cocktail per tutti; Luigi si rese conto che quelli che avevo servito a lei ed a sua moglie erano particolarmente alcolici, ma pressati dal dottore, li scolarono in poche sorsate.
Poi Corsi aveva deciso che dovevano ballare è Luigi aveva denunciato la sua totale incapacità; la moglie del direttore ridacchiò dicendo che in fondo veniva bene che uno non ballasse tra loro cinque, perché così si potevano formare due coppie.
E subito cominciò a danzare insieme al dottore, mentre il direttore faceva coppia con Conc’ con Ambra, in tutto il suo splendore, notò tra sé Luigi.
Entrambe le coppie sembravano divertirsi a danzare e lui assistette alle loro evoluzioni per alcuni pezzi musicali.
Poi erano tornati al tavolo, leggermente ansanti ma divertiti e dopo un pochino il direttore si era congedato, dicendo che sua moglie era stanca.
Rimasti solo loro tre, Corsi invitò sua moglie a ballare e dal suo divanetto, li vedeva volteggiare lievi, affiatati sulla pista ed eseguivano i vari movimenti con una bella sincronia.
Dopo un paio di pezzi musicali, le luci vennero attenuate e cominciarono i lenti, i ‘balli della mattonella’ e la coppia restò sulla pista a dondolare a tempo di musica.
Luigi si rendeva conto che il dottore stringeva sua moglie, ma che manovrava anche per restare sul bordo della pista, davanti a lui; ovvio: il maschio alfa doveva mostrare come sapeva dominare e possedere la femmina degli altri!
Li vide scambiarsi qualche breve frase, poi un diniego di lei, un sorriso ed un bisbigliare all’orecchio da parte di lui, una rapida occhiata nella sua direzione e la mano del dottore che scendeva dalle reni al culo di sua moglie!
E la stringeva a sé! E la palpava! E la accarezzava!! E lei che, gettando la testa all’indietro, offriva la sua candida gola alle labbra del dottore che in breve risalirono fino alle labbra di lei per un lungo, passionale bacio.
Luigi era eccitatissimo dalla situazione e, non vedendo la mano destra di Corsi, la immaginò sotto la gonna, a pastrugnare la fica nuda di sua moglie! Era così eccitato che, per un istante, considerò la possibilità di tirarselo fuori e masturbarsi, lì!, ma poi il buonsenso riprese il sopravvento e si accontentò di bearsi gli occhi con il sensualissimo spettacolo che i due gli stavano dando sulla pista.
Gli sembrò che la mano sinistra del dottore si staccasse un attimo dal culo di sua moglie, per fare un breve gesto di OK nei suoi confronti, ma non ne era sicurissimo’
Ballarono ancora un poco, ma poi tornarono al tavolo, euforici.
Luigi li accolse con un sorriso estremamente remissivo e Corsi propose di andarsene.
Uscirono dal locale in una formazione che mai Luigi avrebbe immaginato anche solo tre ore prima: lui da solo, silenzioso ed accanto alla moglie che, a braccetto col dottore, rideva e scherzava con lui.
Arrivati accanto alle auto, il dottore gli strinse (potentemente!) la mano, poi baciò sua moglie (un rapido linnguainbocca, da amanti!) e mentre loro stavano salendo sulla loro station wagon anzianotta, lo videro di nuovo avvicinarsi a loro: ‘Accidenti a me, ho lasciato scaricare la pila del telecomando della Porsche e adesso sono appiedato’ Domani farò venire qualcuno a prenderla, ma per adesso’ mi date un passaggio voi o chiamo un taxi?’
Ovviamente Luigi si offrì istantaneamente di accompagnarlo, senza neanche consultarsi con la moglie e gli aprì la portiera del passeggero, mentre però rifletteva che lui, bloccato fuori dalla sua auto, non si sarebbe comportato in modo così razionale e sereno’
‘Ti ringrazio, ma se non guido io, preferisco stare sul sedile posteriore” affermò Corsi, sedendosi a destra.
Gli sembrò scortese che sia lui che la moglie stessero sui sedili anteriori, dando la schiena all’illustre passeggero e così anche lei si sedette dietro, alle sue spalle.
Prima di uscire dal parcheggio, il dottore gli ricordò che aveva bevuto e che quindi andasse prudentemente, con calma ” tanto non ci corre dietro nessuno!’
Così Luigi, intimidito, si trovò a guidare a velocità moderata, mentre conversava di banalità col dottore.
Sua moglie era particolarmente silenziosa e pensò che fosse addormentata, non vedendone la testa nello specchietto: povera piccola, doveva essersi stancata parecchio, in quella giornata’
Anche Corsi doveva essere stanco, perché le sue frasi erano a volte esitanti’
Poi sentì! Sentì un suono, come un gemito soffocato, che veniva dal sedile posteriore.
Sempre snocciolando banalità, allungò la mano e orientò un pochino il retrovisore interno e vide!
Sua moglie non stava dormendo, per nulla! Non la vedeva perché era intenta a fare un pompino al dottore, che da come teneva il braccio, probabilmente le stava toccando la fica!
Sentì il cazzetto diventare duro come un legnetto e gli mancò l’aria, indeciso sul che fare!
Corsi gli toccò la spalla con la mano e decise per lui: ‘Continua a guidare, così che vai bene’, gli ingiunse in tono piano.
E lui, entrato perfettamente nella parte dell’autista del pezzogrosso, guidò con lo sguardo ben fisso in avanti, attraverso il parabrezza, concedendosi solo rare e rapidissime occhiate nel retrovisore, dove vedeva solo l’espressione soddisfatta del padrone di sua moglie.
Ad un incrociò sentì una serie di fruscii e sospiri ed un’occhiata allo specchietto interno lo informò che sua moglie’ Ambra, la sua Concetta, si era seduta in grembo al loro passeggero con l’abito rialzato fino alla vita e le spalline allentate sulla schiena (seni nudi, in pasto alle mani ed alla bocca dell’uomo?), mentre si stava facendo fottere dal principale un palmo dietro di lui!
Gli girava la testa dall’eccitazione e la sua mano sinistra cominciò a litigare con la cintura di sicurezza e la zip dei pantaloni per raggiungere il cazzo e dargli finalmente sollievo, ma rimase frustrato dall’insuperabilità della barriera formata dal leggero tessuto dei boxer, data anche la infelice posizione.
Però sentiva la necessità di fare qualcosa, fosse anche un gesto nei confronti di sua moglie; impugnò il volante con la sinistra e piegò la destra tra i sedili, fino ad accarezzare il sedere sussultante della moglie (e sfiorando per sbaglio i grossi testicoli e la possente asta di Corsi), proprio mentre doveva fermarsi ad un solitario semaforo rosso.
Notò con puro terrore che alla loro auto se ne affiancava un’altra, con quattro giovani a bordo che si resero subito conto delle attività sul sedile posteriore e cominciarono ad ululare nella notte i loro sboccati commenti ed incitamenti.
Luigi decise di attenersi alla parte dell’imperturbabile autista e continuò a guardare la strada oltre il parabrezza.
Quando il verde gli permise di ripartire, apprezzò il fatto che l’altra auto svoltasse in una laterale, proprio quando ormai i due amanti erano in prossimità del traguardo del piacere.
Una sorta di ruggito ed un gemito muliebre, lo informarono che sul sedile posteriore la coppia aveva raggiunto il piacere e si trovò ad essere contento per loro per un attimo, prima di ricordarsi che la donna era sua moglie e che l’altro uomo le era venuto dentro senza profilattico! Luigi era eccitatissimo. Avevano lasciato il dottor Corsi ad un parcheggio di taxi vicino a casa loro, su sua precisa richiesta ed ora era in ascensore con sua moglie.
Ricordava ogni dettaglio, ogni umiliante ma eccitante sensazione vissuta pochi minuti prima in auto e poi tutta la situazione al ristorante… ed al locale da ballo… ed il confronto nei bagni col dottor Corsi… l’amante di sua moglie!!!
Dall’affiatamento, dalla naturalezza che avevano dimostrato, era evidente che facessero l’amore da un sacco di tempo!
Quanto lo aveva eccitato, guidare l’auto in città, mentre sul sedile posteriore la SUA Concetta (ma in ‘versione’ Ambra!) prima spompinava e poi scopava il suo amante!
E Corsi! Che dotazione!!! Capiva perfettamente perché Concetta avesse ceduto e perché avesse accettato di diventare l’Ambra di Corsi!
Era orgoglioso di sua moglie, che aveva finalmente trovato un maschio degno di lei!
E poi… che oltraggio, essere affiancati da quella macchina di giovinastri che avevano ululato commenti maiali su di loro! Eccitantissimo, anche se avrebbe voluto scomparire!
Sperò che a nessuno dei due venisse in mente che il sabato, il giorno dopo, il Comune non facesse alcuno spazzamento meccanizzato delle strade… Anzi: sperò che venisse in mente al dottore e che apprezzasse il gesto di… sottomissione che lui aveva fatto nei confronti del maschio dominante.
In effetti, nei pochi minuti che avevano trascorso insieme attendendo Concetta in soggiorno, si era sentito ancora più schiacciato dal forte carisma del dottore e si sentiva torbidamente onorato che lui gli scopasse la moglie.
Quanto si era masturbato, pensandoli insieme quelle due notti nello stesso letto, in Germania!
Si chiese oziosamente se Corsi avesse -finalmente!- aperto il culetto della sua recalcitrante mogliettina; ma forse avrebbe potuto verificarlo lì a poche ore, quando si sarebbero trovati di nuovo nel loro talamo nuziale!
Guardò l’ora e sacramentò: erano passati solo quattro minuti!
Uhmm… e adesso, cosa stava succedendo in casa… sul loro letto? Luigi fece un sorriso stupido, immaginando che… Maria!!! Accidenti! Avrebbe dovuto portar via la bimba! Magari poteva disturbarli, mentre facevano! Pensò per un istante di tornare silenziosamente in casa a prendere sua figlia, ma aveva lasciato le chiavi sul mobiletto dell’ingresso -bene in vista per rassicurarli!- e poi, come avrebbe potuto distogliere senza fare casino la piccola dalla sua nuova e bellissima bambola?
Guardò l’ora sperando che fosse già il momento di… no: erano passati in tutto solo sei minuti! Quell’attesa lo stava macerando!
Camminò nella serata tiepida, finché non furono passati venticinque minuti, prima di suonare il citofono di casa sua. Luigi richiuse l’ascensore e si avviò verso la porta dell’appartamento.
Concetta lo aspettava, sorridente, sulla soglia; la osservò e vide che si era cambiata, indossando la sua abituale tuta da casa e le sue comode pantofole: ‘Ma… e il dottore…?’ chiese entrando e dandole un rapido bacio sulle labbra.
‘Andato… -rispose lei- ti ha aspettato un pochino per salutarti, ma poi doveva andare…
Sai, Luigi -disse lei con espressione seria- ho trovato particolarmente scortese che lo lasciassi qui, da solo con me, per andare a spostare la macchina: non si sarebbe mica fermato a cena, lui! Insomma, accidenti: potevi aspettare dieci minuti, no???’
Lui si sentì per un breve momento un vero sciocco, alla reprimenda della moglie; poi, però, intuì che in realtà il rimprovero era solo una mossa di lei per distrarlo da ciò che era successo appena li aveva lasciati soli: immaginava che si fossero appassionatamente baciati in camera, grazie anche alla spinta che lui aveva dato alla moglie per farla prendere al volo dal dottore (abile, a sostenerla in modo ‘innocente’!) e poi, dopo che lui era sceso in strada, sicuramente l’aveva posseduta sul loro letto, scopandola furiosamente e poi andandosene immediatamente per non insospettirlo.
E lei, attenta a coprire ogni traccia, aveva richiuso le tende -che, aperte!, avevano permesso al vicinato di assistere in diretta alla sua cornificazione!- ed aveva risistemato il copriletto, dopo aver verificato che non presentasse macchie sospette!, si era data una sistemata ed adesso aveva l’aria stanca, ma radiosa per lui, il suo cornutissimo Luigi!
Aveva il cazzetto così duro da fargli fisicamente male!
Si rese conto solo dopo queste considerazioni che sua moglie lo aveva rimproverato e farfugliò una risposta: ‘Oh, mi spiace! Io… ehm… non trovavo proprio parcheggio… Sai: avevo paura di dimenticarmi e…
Ma fatti guardare, amore mio: sei bellissima, splendente!’
Sapeva che la sua Concetta si sarebbe confusa, coi complimenti ed infatti: ‘Sì, lo sarò anche… ma sono anche stanchissima! Sono stati tre giorni assolutamente frenetici di lavoro’ ammise sorridendo.
‘Tre giorni interi? Anche la sera??? racconta!’
Lei rise: ‘ma no, sciocchino! Quando andavamo a cena era perché avevamo finito di lavorare e poi ci… rilassavamo un po’…’
Luigi drizzò le orecchie: ‘Rilassarvi… insieme? Come? Facendo cosa???’
Lo sguardo di lei si perse a guardare nei suoi ricordi: ‘la prima sera siamo andati a cena in un ristorante dove, dopo la cena, abbiamo ballato perché c’era anche un’orchestra ed una pista da ballo…’
‘Ballato stretti???’
Lei sentì le guance avvampare: ‘Uh… ma no, dai!… Ballato normalmente… Cosa vai a pensare, dai? Il dottore è un ottimo ballerino ed è stato molto galante… e rispettoso!’ aggiunse, preoccupata a smorzare sul nascere quella che interpretava come una fitta di gelosia del marito.
Lui la guardò, ma non la vide in tuta, lì nella loro casetta: la vide con un abito da sera, a ballare avvinta a Corsi, pregustandosi la potente erezione che il dottore le faceva sentire contro il pancino. Sorrise, all’immagine erotica.
‘No, scusami… chiedevo, così per sapere… E poi, dopo aver ballato…?’
I sensi di colpa la stavano riassalendo, a ricordare quella prima, peccaminosa sera; una volta di più si disse che non doveva rischiare di compromettere il loro sereno matrimonio per quell’unico, folle momento di debolezza: ‘Poi, niente: eravamo stanchi e siamo andati a dormire… -capì che Luigi stava per chiedere un chiarimento, un dettaglio e lo prevenne- ‘ ci siamo augurati la buonanotte davanti alle porte delle nostre camere e poi siamo andati a dormire… O almeno: io mi son subito messa a letto perché ero davvero esausta; lui, non so…’ concluse con un sorrisetto della serie ‘Il dottore è maggiorenne e avrà fatto quello che voleva…‘
Luigi sorrise distrattamente, apparentemente placato.
‘Il giorno dopo, altra frenetica giornata! Ero davvero esausta quando siamo tornati in albergo a prepararci per uscire a cena, ma una bella doccia bollente mi ha rimesso al mondo e dopo mezz’ora ci siamo visti nella hall e siamo andati a cena…’
‘E dopo cena???’
‘Beh, siamo usciti per fare due passi e per cercare la bambola per Maria…’ ‘Alle diecidisera???’ Inquisì Luigi, incredulo.
Lei rispose serenamente: ‘Sì, alle dieci di sera: Berlino è una capitale europea e molti negozi sono aperti fin verso mezzanotte, Luigi mio!’ gli spiegò, sorridendogli.
‘E dopo la bambola, subito in albergo???
‘No, no! Dopo aver comprato la bambola… -Accidenti alla sua sincerità! Mica poteva raccontargli del Sex-qualcosa! Non avrebbe capito!-… Uhmmm… abbiamo continuato la passeggiata e poi siamo entrati… sì, in una birreria, una tipica birreria tedesca!’ Era contenta che le fosse venuto in mente l’idea di una innocente birreria.
Lui continuava a chiedere, ma visualizzandola sugli alti sgabelli della birreria, con la mano del dottore ad accarezzarle le cosce: ‘E cos’avete fatto, lì?’
‘Uhm… abbiamo preso due boccali di birra e siamo stati un po’ lì… ad ascoltare musica… sai: c’era un’orchestrina che suonava…’
Luigi immaginava questa birreria: semibuia, fumosa, con la gente che passando ‘per sbaglio’ metteva le mani sul culo di sua moglie, che guardava scandalizzata il dottore, il quale di rimando sorrideva con l’aria sicura di chi ha tutto sotto controllo, facendole capire di lasciar fare.
‘… Poi siamo andati in albergo, a dormire. E oggi altra giornata vorticosa tra le ultime riunioni, il volo e l’arrivare qui…’
Già: lì in casa loro, perché il maschio alfa doveva marcare, come suo, anche il territorio che era del compagno della femmina che aveva prescelto…
Dopo aver cenato ed aver messo a nanna la loro bimba, Concetta notò il marito particolarmente smanioso di andare a letto… e non a dormire, a quanto sembrava!
Dopo non molto, erano sotto il lenzuolo e Luigi si ‘immerse’ per baciarla ‘lì’, con una passione quasi frenetica, come mai prima!
Luigi era in estasi: si rendeva conto che le ninfe di Concetta erano… non sapeva neanche lui… più morbide, più…. carnose… forse, ma che comunque sembravano mostrar traccia del ripetuto passaggio di un cazzo dalle dimensioni ben più impegnative del suo, misero.
In effetti quella scoperta gli accese i sensi e, dopo aver indossato il profilattico di prammatica anticoncezionale (a maggior ragione, adesso: non poteva certo… sporcare la femmina del capobranco!) diede solo una mezza dozzina di frenetici affondi, prima di essere travolto dal piacere.
Il martedì sera Luigi intuì che, dietro ai soliti modi affettuosi della moglie appena rientrata dal lavoro, ci fosse un qualcosa di non detto; come se lei dovesse trovare il… coraggio (?) di dirgli qualcosa. Luigi cercava di immaginare l’argomento: sua moglie voleva confidargli quanto il dottore la facesse godere, fottendosela in tutti i modi? O magari comunicargli che Corsi aveva deciso di venirsela a trombare nel loro letto e che lui doveva andarsene fuori con la bimba, fino a che non sarebbe stato autorizzato a rientrare?
Era molto su di giri, anche se faceva l’indifferente in attesa che -prima o poi in quella stessa serata, ne era certo!- sua moglie gli dicesse… boh! Quello che evidentemente aveva concordato col dottore di dirgli!
Quindi cenarono fingendo normalità (la loro bimba, per quanto piccola, probabilmente era giusto che non assistesse alla dichiarazione della madre!) e dopo cena Luigi si mise sul divano, davanti alla televisione che mostrava e diceva cose che lui neanche percepiva, preso com’era a cercare di immaginare ciò che la sua Concetta aveva da dirgli.
Finalmente sua moglie gli si accoccolò accanto; lui era teso come una corda di violino, ma riuscì a sorriderle innocentemente ed a farle l’abituale carezza sui capelli.
Lei gli diede un tenero bacio sulle labbra e poi: ‘Sai… devo dirti una cosa…’
Luigi sentì irrigidirsi il cazzo, fin quasi a fargli male: ‘Ci siamo!‘, pensò.
‘Dimmi amore mio, dimmi tutto, senza problemi, dai…’
‘Beh ecco… -la moglie esitò un momento-‘ sai, il dottor Corsi organizza una cena… -La mente di Luigi, eccitata al parossismo, visualizzò subito sua moglie nel ruolo del dessert!-‘ in un ristorante in centro, venerdì sera… e mi ha detto di invitarti, che ci terrebbe che tu ci fossi!
Ha detto di non preoccuparci per Maria, perché ha sottomano una bravissima babysitter e ce la metterà a disposizione a sue spese!’
Lì per lì lui si sentì un poco deluso, ma poi pensò che il maschio alfa aveva bisogno di umiliarlo, facendogli vedere come seduceva la sua femmina!
‘Va bene, amore… Che problema c’è allora?’
Lei fece un sorriso timido: ‘No, niente… ma avevo paura che non ci volessi essere.
Allora senti: domani mi venite a prendere quando esco dall’ufficio e ti porto a comprarti un bel vestito nuovo, così farai una bellissima figura!’
Concluse lei, festosa come una bimba la vigilia di Natale. Luigi era affascinato dal lussuoso ristorante, ma ancora più dallo splendore di sua moglie, fasciata in un elegante abito da sera nero, che la drappeggiava in una serie di morbide pieghe, ma tratteggiandone deliziosamente il suo bel figurino.
Le eleganti decolté di raso nero e lustrini, con un tacco sottile ma non volgarmente alto, la pochette nera e la parure orecchini-collana, evidenziata dalla pettinatura alta che lei si era abilmente fatta, quando era passata da casa per cambiarsi dopo il lavoro, la rendevano assolutamente irresistibile.
Lui poi, era abbastanza a suo agio nel bel vestito che lei aveva insistito per comprargli e, guardando gli altri commensali, capiva che avrebbe fatto una ben misera figura, con la sua striminzita giacchetta che aveva conosciuto tempi ben migliori.
Era una cena con più persone di quante lui avesse immaginato, anche se in effetti una cena aziendale con quattordici convitati poteva definirsi una cena ristretta a poche persone, solo lo staff dirigenziale dell’azienda e ‘con lui- quattro coniugi.
Per tutto il tempo della cena, era rimasto intimidito dalla straripante personalità di Corsi e stupito della rilassata disinvoltura di sua moglie, che invece sembrava placidamente a proprio agio in quel contesto così esclusivo.
Aveva cercato di cogliere anche il gioco di sguardi ed il ‘linguaggio non verbale’ tra sua moglie ed il dottore, ma dovette riconoscere la loro abilità a non tradirsi, in sua presenza.
Non era abituato a bere gli eccellenti vini che avevano servito e, oltre a sentirsi particolarmente sciocco e fuori luogo in quell’ambito di persone soddisfatte ed eleganti, avvertiva anche una certa pressione alla vescica.
Mormorò quindi una rapida spiegazione all’orecchio di lei e si alzò, intercettando poi un cameriere per farsi indicare il percorso per raggiungere i servizi.
Questi, come il resto del locale, erano eleganti, funzionali ma raffinati.
Decise di sciacquarsi il viso e contemplò brevemente il suo sparuto viso nel grande specchio posto sopra la batteria dei lavabi.
Si diede una rapida pettinata e poi ricordò il motivo principale per cui era venuto in quei locali e si accostò alle due ‘conchiglie’ poste in un angolo fuori vista, in fondo.
Aveva appena cominciato a mingere, quando qualcuno occupò l’altra postazione, una persona di imponente taglia e ‘non poté resistere alla tentazione di gettare una fugace occhiata!- anche una notevole dotazione virile.
‘Ah, Luigi! Ecco dov’era finito!’ Con orrore riconobbe la tonante voce di Corsi: era lui, il maschio alfa, che occupava l’altro pisciatoio!
‘Dottore” mormorò con referenza, sentendosi assolutamente stritolato dalla personalità, dalla prestanza fisica e ‘non ultimo!- anche dalla ragguardevole dotazione del principale’ del PADRONE di sua moglie.
Si ritrovarono affiancati anche a lavarsi le mani e lui si sentì in dovere di dire qualcosa: ‘Sa, dottore’ volevo sapere’ sì, insomma’ si trova bene con mia’ con la signora Concetta?’
Corsi sollevò un sopracciglio, stupito dalla domanda dell’omino, il ridicolo marito di Ambra.
‘Con Ambra, vuoi dire?’
L’omino annuì più volte, con l’espressione di chi si scusa per aver fatto un errore banale.
Lui valutò in un lampo la situazione, ripercorrendo in un istante ogni contatto che aveva avuto con quell’essere ridicolo e rimanendo folgorato dall’intuizione: quel buffo coso, così servile, VOLEVA essere cornificato da lui!
Dentro di sé sorrise, ma dal di fuori restò col viso impassibile di chi è abituato ad essere impegnato in estenuanti trattative: ‘Mah, vedi’ lavoriamo bene assieme’ ed anche quando non lavoriamo è una persona piacevole’ -il pomo d’adamo di Luigi cominciò a sussultare,a quelle parole-‘ Però’ sì, insomma: le ho dettagliatamente spiegato cosa doveva indossare questa sera, per questa cena e, devo dire, si è APPARENTEMENTE vestita come da mie disposizioni”
Schiacciato dalla pausa del dottore, Luigi si sentì in dovere di commentare: ‘Apparentemente?’
Corsi sorrise, con sicurezza: ‘Sì: le avevo anche indicato quale paio di culottes indossare’ -si godette lo spettacolo dell’evidente eccitazione dell’omino, che era diventato rosso come un pomodoro e boccheggiava, senz’aria-‘ E non so se lei ha ottemperato alla mia precisa disposizione’
Fece una breve pausa ad effetto: ‘Ecco, forse potresti aiutarmi tu, se vuoi”
Vide l’omino cadere vittima del suo carisma: ‘Ben volentieri, dottore! Mi dica solo cosa vuole che io faccia e lo farò, non dubiti!’
Corsi stava scommettendo con se stesso di aver valutato correttamente l’omino e le sue pulsioni’ ed inoltre voleva anche verificare quanta disinvoltura avesse acquisito in quei mesi la sua assistente; giocò la sua mano: ‘Beh, ecco’ Tra un po’ usciremo da questo locale ed alcuni di noi ‘cioè anche voi due!!!- andranno in un locale a ballare. Sarei molto contento se, quando arriviamo lì, tu potrai mostrarmi l’intimo che indossava’ tua moglie!’
Come al casinò, la pallina era ormai stata lanciata nella roulette e girava, rimbalzava, sembrava cadere in una casella, ma poi’
‘Mostrarglielo dottore? ‘Luigi non capiva: doveva forse alzare l’abito di sua moglie affinché il dottore potesse verificare la mise indossata?-‘ Mi dica solo cosa intende e lo farò!’
En plein!!!
‘Oh, è molto semplice! Mentre ci trasferiremo alla sala da ballo, ti farai consegnare l’intimo che Ambra indossa e quando saremo arrivati là, con discrezione, me lo consegnerai”
‘Sì, dottore, senza dubbio dottore, lo consideri già fatto, dottore!’ assicurò freneticamente Luigi, ansioso di compiacere il potentissimo dottor Corsi.
Il dottore decise di dargli una potente manata in mezzo alla schiena, come per congratularsi: ‘Ebbravo il nostro Luigi! Così si fa! Del resto, quando si è sposati ad una donna che ha così tante abilità” e lasciò la frase ambiguamente in sospeso, mentre l’omino aveva riacquistato l’equilibrio e sfoggiava un gran sorriso per la gratificazione che lui gli aveva concesso!
Tornarono in sala e Luigi era inenarrabilmente eccitato, dopo il dialogo a quattr’occhi col maschio alfa, che gli aveva concesso la insperata possibilità di poterlo aiutare a fottersi al sua femmina!
E che femmina! Sua moglie era deliziosa, sensualissima e tornando a sedersi non poté resistere all’impulso di metterle una mano sulla coscia’ forse per l’ultima volta, rifletté con una vena di tristezza’
‘Maccosa fai???’ gli bisbigliò concitatamente la moglie.
‘Dai, amore’. Sei così bella che non resisto” si giustificò lui e lei, dopo qualche altro timido tentativo di sottrarsi, per non dare nell’occhio decise di far finta di nulla e di lasciar fare il marito, anche se era convinta che fosse completamente impazzito.
Erano appena entrati nel locale da ballo: come da ‘suggerimenti’ che aveva fatto pervenire prima di lasciare il ristorante, erano solo lui, Ambra con quello sfigato pippaiolo del marito ed il direttore commerciale con signora; l’accordo con quest’ultimo prevedeva che entro un’oretta si sarebbero levati dai coglioni, per lasciargli campo libero coi due ‘piccioncini’.
Li aveva studiati, com’erano entrati nel locale ed avevano evidentemente avuto una discussione in auto, mentre arrivavano lì.
Era blandamente curioso di vedere se avrebbe ottenuto la vincita per la sua prima scommessa: l’intimo di Ambra, che si era ‘ovviamente!- ben guardato dal pretendere che lei indossasse ed anche per quanto riguarda il resto della mise, aveva solo precisato che si trattava di una cena di un certo tono in un bel locale.
Ma quel fessacchiotto del marito aveva bevuto, senza fare una piega!, la sua panzana e adesso lui aspettava, divertito, gli esiti.
Si sentiva morire; quando il suo Luigi era tornato dai bagni, dove evidentemente aveva parlato col dottor Corsi, lei aveva capito subito che qualcosa doveva essere successo, perché suo marito ‘per la prima volta da quando si conoscevano!- le aveva messo una mano sulla coscia in un luogo pubblico, quel ristorante!- ed alle sue proteste lui, anziché togliere la mano e scusarsi, come solito e logico, aveva invece insistito ed anzi, dopo un po’ era risalito fino in cima, fino a toccare gli slippini che indossava’
Sentire la semplice pressione delle dita di lui appoggiate sulla sua cosina l’aveva’ incendiata (che vergogna!) e per giunta aveva l’impressione che il dottor Corsi li tenesse d’occhio, con un vago sorrisetto compiaciuto.
Poi, una volta seduti da soli nella loro auto, seguendo la Porsche del dottore verso il locale da ballo, le cose erano precipitate, tanto che lei conservava solo vaghi frammenti dell’accaduto.
Suo marito, il suo Luigi!, aveva ricominciato a tenerle la mano tra le cosce e muovendola le aveva fatto provare ‘dove ammetterlo!- sensazioni deliziose’
Ma poi aveva preteso che si levasse gli slippini e lei si era opposta ed avevano cominciato brevemente a battibeccare finché lui non l’aveva ‘metaforicamente!- schiaffeggiata con la frase: ‘Tanto lo so che il dottore è il tuo amante!’
Oddio, noooo! Suo marito aveva capito, aveva saputo’ -forse dalla voce dello stesso dottore!- del suo unico momento di follia a Berlino!
Non provò neanche a negare, spiegare, a professarsi innocente: il suo mondo stava crollandole addosso, ma fu salvata dalla frase successiva del marito: ‘Ma io ti amo, ti amo sempre, ancora di più, adesso e non voglio perderti e sono disposto a qualunque cosa, qualunque condizione per restare assieme, ora più che mai!’
Scoppiò in un pianto liberatorio e lo abbracciò d’impulso -rischiando perfino di mandarlo a sbattere, mentre guidava!- e gli giurò il suo amore, che era successo, ma che non sarebbe successo mai più e che era disposta a fare qualunque cosa lui volesse!
Allora Luigi le ingiunse di levarsi gli slippini; lei lo guardò a bocca aperta, ma poi si ricordò che gli aveva appena giurato che avrebbe fatto qualunque cosa per lui e quindi, pur vergognandosi da impazzire, se li tolse e poi li mise sulla mano tesa del marito, che li fece subito sparire in una tasca della giacca.
‘Adesso ricomponiti. Stiamo andando in un locale col tuo capo e si vede che hai pianto: voglio che tu faccia la miglior figura possibile’ le disse in tono inaspettatamente affettuoso e premuroso.
E lei, mentre provava a rimediare al disastro delle lacrime, a promettergli ‘Mai più, mai più”, finché il marito la interruppe: ‘Guarda che io ti amo così tanto che non voglio che tu rinunci alle possibilità che ti da il frequentare il dottore: da quando lavori per lui, ti vedo più bella, disinvolta, desiderabile’ Anche la tua maniera di fare l’amore è migliorata e sei riuscita a fare con naturalezza cose per cui prima dovevo insistere per un pezzo”
Lei non capiva! ‘Ma cosa mi stai dicendo???’
‘Ti sto dicendo che a me sta bene la situazione attuale: tu sei mia moglie, la madre della nostra piccina e questo lo possono vedere tutti’ Se poi tu sei l’amante del dottore, nessun problema: mi va bene lo stesso, anzi” si morse la lingua, prima di confessare che anzi, il saperla con un altro uomo lo eccitava come una bestia!
Avevano parcheggiato vicino alla Porsche e lei non avrebbe voluto entrare nel locale senza slippini, ma Luigi fu ‘stranamente- inflessibile su questo punto e quindi lei, piena di vergogna, varcò la soglia con la cosina scandalosamente nuda sotto la gonna.
Mentre prendevano posto al tavolo a loro riservato, Corsi guardò con sguardo interrogativo Luigi, che passandogli davanti gli fece scivolare in mano il bottino della sua spoliazione.
Lui annusò un attimo lo slippino, cogliendo la deliziosa fragranza di donna eccitata e poi con un gesto noncurante lo pose nel taschino della giacca, lasciandone appena spuntare pochi millimetri.
Mentre l’altra coppia sembrava non essersi accorta di nulla, nessun suo movimento era sfuggito a Luigi ed alla moglie.
Seduti al tavolo, avevano innocentemente chiacchierato e il dottore aveva ordinato i cocktail per tutti; Luigi si rese conto che quelli che avevo servito a lei ed a sua moglie erano particolarmente alcolici, ma pressati dal dottore, li scolarono in poche sorsate.
Poi Corsi aveva deciso che dovevano ballare è Luigi aveva denunciato la sua totale incapacità; la moglie del direttore ridacchiò dicendo che in fondo veniva bene che uno non ballasse tra loro cinque, perché così si potevano formare due coppie.
E subito cominciò a danzare insieme al dottore, mentre il direttore faceva coppia con Conc’ con Ambra, in tutto il suo splendore, notò tra sé Luigi.
Entrambe le coppie sembravano divertirsi a danzare e lui assistette alle loro evoluzioni per alcuni pezzi musicali.
Poi erano tornati al tavolo, leggermente ansanti ma divertiti e dopo un pochino il direttore si era congedato, dicendo che sua moglie era stanca.
Rimasti solo loro tre, Corsi invitò sua moglie a ballare e dal suo divanetto, li vedeva volteggiare lievi, affiatati sulla pista ed eseguivano i vari movimenti con una bella sincronia.
Dopo un paio di pezzi musicali, le luci vennero attenuate e cominciarono i lenti, i ‘balli della mattonella’ e la coppia restò sulla pista a dondolare a tempo di musica.
Luigi si rendeva conto che il dottore stringeva sua moglie, ma che manovrava anche per restare sul bordo della pista, davanti a lui; ovvio: il maschio alfa doveva mostrare come sapeva dominare e possedere la femmina degli altri!
Li vide scambiarsi qualche breve frase, poi un diniego di lei, un sorriso ed un bisbigliare all’orecchio da parte di lui, una rapida occhiata nella sua direzione e la mano del dottore che scendeva dalle reni al culo di sua moglie!
E la stringeva a sé! E la palpava! E la accarezzava!! E lei che, gettando la testa all’indietro, offriva la sua candida gola alle labbra del dottore che in breve risalirono fino alle labbra di lei per un lungo, passionale bacio.
Luigi era eccitatissimo dalla situazione e, non vedendo la mano destra di Corsi, la immaginò sotto la gonna, a pastrugnare la fica nuda di sua moglie! Era così eccitato che, per un istante, considerò la possibilità di tirarselo fuori e masturbarsi, lì!, ma poi il buonsenso riprese il sopravvento e si accontentò di bearsi gli occhi con il sensualissimo spettacolo che i due gli stavano dando sulla pista.
Gli sembrò che la mano sinistra del dottore si staccasse un attimo dal culo di sua moglie, per fare un breve gesto di OK nei suoi confronti, ma non ne era sicurissimo’
Ballarono ancora un poco, ma poi tornarono al tavolo, euforici.
Luigi li accolse con un sorriso estremamente remissivo e Corsi propose di andarsene.
Uscirono dal locale in una formazione che mai Luigi avrebbe immaginato anche solo tre ore prima: lui da solo, silenzioso ed accanto alla moglie che, a braccetto col dottore, rideva e scherzava con lui.
Arrivati accanto alle auto, il dottore gli strinse (potentemente!) la mano, poi baciò sua moglie (un rapido linnguainbocca, da amanti!) e mentre loro stavano salendo sulla loro station wagon anzianotta, lo videro di nuovo avvicinarsi a loro: ‘Accidenti a me, ho lasciato scaricare la pila del telecomando della Porsche e adesso sono appiedato’ Domani farò venire qualcuno a prenderla, ma per adesso’ mi date un passaggio voi o chiamo un taxi?’
Ovviamente Luigi si offrì istantaneamente di accompagnarlo, senza neanche consultarsi con la moglie e gli aprì la portiera del passeggero, mentre però rifletteva che lui, bloccato fuori dalla sua auto, non si sarebbe comportato in modo così razionale e sereno’
‘Ti ringrazio, ma se non guido io, preferisco stare sul sedile posteriore” affermò Corsi, sedendosi a destra.
Gli sembrò scortese che sia lui che la moglie stessero sui sedili anteriori, dando la schiena all’illustre passeggero e così anche lei si sedette dietro, alle sue spalle.
Prima di uscire dal parcheggio, il dottore gli ricordò che aveva bevuto e che quindi andasse prudentemente, con calma ” tanto non ci corre dietro nessuno!’
Così Luigi, intimidito, si trovò a guidare a velocità moderata, mentre conversava di banalità col dottore.
Sua moglie era particolarmente silenziosa e pensò che fosse addormentata, non vedendone la testa nello specchietto: povera piccola, doveva essersi stancata parecchio, in quella giornata’
Anche Corsi doveva essere stanco, perché le sue frasi erano a volte esitanti’
Poi sentì! Sentì un suono, come un gemito soffocato, che veniva dal sedile posteriore.
Sempre snocciolando banalità, allungò la mano e orientò un pochino il retrovisore interno e vide!
Sua moglie non stava dormendo, per nulla! Non la vedeva perché era intenta a fare un pompino al dottore, che da come teneva il braccio, probabilmente le stava toccando la fica!
Sentì il cazzetto diventare duro come un legnetto e gli mancò l’aria, indeciso sul che fare!
Corsi gli toccò la spalla con la mano e decise per lui: ‘Continua a guidare, così che vai bene’, gli ingiunse in tono piano.
E lui, entrato perfettamente nella parte dell’autista del pezzogrosso, guidò con lo sguardo ben fisso in avanti, attraverso il parabrezza, concedendosi solo rare e rapidissime occhiate nel retrovisore, dove vedeva solo l’espressione soddisfatta del padrone di sua moglie.
Ad un incrociò sentì una serie di fruscii e sospiri ed un’occhiata allo specchietto interno lo informò che sua moglie’ Ambra, la sua Concetta, si era seduta in grembo al loro passeggero con l’abito rialzato fino alla vita e le spalline allentate sulla schiena (seni nudi, in pasto alle mani ed alla bocca dell’uomo?), mentre si stava facendo fottere dal principale un palmo dietro di lui!
Gli girava la testa dall’eccitazione e la sua mano sinistra cominciò a litigare con la cintura di sicurezza e la zip dei pantaloni per raggiungere il cazzo e dargli finalmente sollievo, ma rimase frustrato dall’insuperabilità della barriera formata dal leggero tessuto dei boxer, data anche la infelice posizione.
Però sentiva la necessità di fare qualcosa, fosse anche un gesto nei confronti di sua moglie; impugnò il volante con la sinistra e piegò la destra tra i sedili, fino ad accarezzare il sedere sussultante della moglie (e sfiorando per sbaglio i grossi testicoli e la possente asta di Corsi), proprio mentre doveva fermarsi ad un solitario semaforo rosso.
Notò con puro terrore che alla loro auto se ne affiancava un’altra, con quattro giovani a bordo che si resero subito conto delle attività sul sedile posteriore e cominciarono ad ululare nella notte i loro sboccati commenti ed incitamenti.
Luigi decise di attenersi alla parte dell’imperturbabile autista e continuò a guardare la strada oltre il parabrezza.
Quando il verde gli permise di ripartire, apprezzò il fatto che l’altra auto svoltasse in una laterale, proprio quando ormai i due amanti erano in prossimità del traguardo del piacere.
Una sorta di ruggito ed un gemito muliebre, lo informarono che sul sedile posteriore la coppia aveva raggiunto il piacere e si trovò ad essere contento per loro per un attimo, prima di ricordarsi che la donna era sua moglie e che l’altro uomo le era venuto dentro senza profilattico! Luigi era eccitatissimo. Avevano lasciato il dottor Corsi ad un parcheggio di taxi vicino a casa loro, su sua precisa richiesta ed ora era in ascensore con sua moglie.
Ricordava ogni dettaglio, ogni umiliante ma eccitante sensazione vissuta pochi minuti prima in auto e poi tutta la situazione al ristorante… ed al locale da ballo… ed il confronto nei bagni col dottor Corsi… l’amante di sua moglie!!!
Dall’affiatamento, dalla naturalezza che avevano dimostrato, era evidente che facessero l’amore da un sacco di tempo!
Quanto lo aveva eccitato, guidare l’auto in città, mentre sul sedile posteriore la SUA Concetta (ma in ‘versione’ Ambra!) prima spompinava e poi scopava il suo amante!
E Corsi! Che dotazione!!! Capiva perfettamente perché Concetta avesse ceduto e perché avesse accettato di diventare l’Ambra di Corsi!
Era orgoglioso di sua moglie, che aveva finalmente trovato un maschio degno di lei!
E poi… che oltraggio, essere affiancati da quella macchina di giovinastri che avevano ululato commenti maiali su di loro! Eccitantissimo, anche se avrebbe voluto scomparire!
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