Cornuto 4 - Fare l'amore💞con papà👨🏼🦰la prima volta💋
di
cuck 24
genere
incesti
Correndo veloce come il vento, si era lasciata scivolare a terra l'accappatoio presentandosi così davanti al padre completamente nuda col cuo giovane corpo dalla pelle bianca e liscia, coi seni non grandi ma sodi e rosei come pesche cogli scuri capezzoli irti come spine pungenti.
Il monte di venere completamente depilato, era segnato dallo spacco della fica sul quale sporgeva il bottoncino dell'amore non ancora completamente sbocciato.
Le gambe lunghe e slanciate sui piedi nudi rendevano ancora più sensuale quel giovane, avvenente corpo.
Il padre che aveva sentito il grido della figlia provenire dal corridoio, aveva il cervello in subbuglio mentre il cuore pareva impazzito dentro il suo petto.
Immaginando già un responso positivo da parte della moglie, aveva allontanato la poltrona dalla scrivania e si era girato verso la porta dalla quale sarebbe apparsa le figura esultante della figlia.
La ragazza infatti con un sorriso smagliante ed un incontenibile trasporto, era entrata gridando "Papa, papà, la mamma ti ama, la mamma ci ama ed anche lei vuole che facciamo l'amore!"
Dopo aver baciato il padre con un frullante lingua in bocca, gli si era inginocchiata davanti e con le mani tremanti, gli aveva slacciato i pantaloni abbassandoli insieme alle mutande sino alle caviglie.
-Dio che bello papà, ce l'hai già duro e grosso per la tua bambina!-
Lo aveva imboccato con fare smanioso e con urgenza, come se temesse che il sogno potesse svanire ucciso da un traumatico risveglio.
Era tutto vero!
Era vero che si trovava col cazzo del padre tra le labbra!
Era vero che la verga che stava stringendo tra le dita era quella del suo papà!
Era vero che la cappella che le riempiva la bocca col gusto delle sue prime gocce di piacere era quella di suo padre ed era vero che i testicoli nascosti da un folto ciuffo di peli neri erano quelli agognati, di suo padre!
Lo leccava, lo succhiava, gli sputava sopra e lo umettava con l'avidità di chi deve soddisfare una fame atavica.
Gli strizzava i testicoli ed il gambo duro scolpito da vene bluastre come a volerne astrarre in anticipo il contenuto cremoso dei suoi desideri.
Infine, quando aveva percepito le prime contrazioni, lo aveva lasciato ed alzandosi aveva unito ancora a ventosa le sue labbra a quelle del padre prima di sollevarsi e lasciarsi cadere sull'agognato palo di carne sino al contatto della cappella con l'utero e dei glutei "Sciaff!" col suo scroto gonfio di sperma.
-Dio papà... così... così... chiavami, fammi sentire la tua virile potenza sino al cuore... sino allo stomaco... sino al cervello... chiavami papà... chiavami e godi della tua bambina e falla godere come nessuno ha mai fatto!-
La ragazza parlava, sparlava, gridava, si contorceva, ansimava ed accompagnava la sua cavalcata con ansimi e grugniti simili al nitrito di una giumenta montata dal suo stallone.
Godeva, godeva Lara godeva aggiungendo orgasmi dietro orgasmi mentre il padre soffocando in gola e nel corpo trepidante il suo piacere, si sforzava di non godere a sua volta per non interrompere la crescente lussuria della sua bambina.
-Vieni papà, vieni, godi anche tu, infiammami l'utero col tuo bollente seme... vieni papà vieniiiiiii!
Avevano goduto insieme in un devastante tremore delle membra coi pensieri sperduti in luoghi lontani ed accessibili solo a loro ed ai loro desideri segreti.
-Dio papà come mi hai fatta godere!-
Mentre dopo aver ripreso fiato ed ancora saldamente unito al padre come un solo corpo, pronunciava quelle parole, si era sentita stringere il seno da un abbraccio da dietro.
Era la mamma che la stringeva e con la bocca attaccata al suo orecchio la baciava e le bisbigliava:
-Che bello amore di mamma vederti e sentirti godere tra le braccia del tuo papà e che bello, vedere mio marito godere dopo tanto tempo del corpo e dell'amore di una donna e che donna: La sua prediletta figlia!
-Grazie mamma, grazie davvero di questo regalo che hai voluto farmi.-
La mamma poi, esercitando una lieve pressione sotto le ascelle della figlia, l'aveva fatta alzare sfilandola dal padre che ancora aveva dentro ed abbassandosi, aveva prima pulito il cazzo del marito con la bocca e poi, dopo aver baciato la figlia con la lingua ancora umida di sperma, l'aveva fatta sdraiare ed insieme al marito, l'avevano leccata tra le cosce per raccoglierne tutto lo sperma che le colava dalle grandi labbra per poi baciarsi come non succedeva più da oltre venti anni.
Il monte di venere completamente depilato, era segnato dallo spacco della fica sul quale sporgeva il bottoncino dell'amore non ancora completamente sbocciato.
Le gambe lunghe e slanciate sui piedi nudi rendevano ancora più sensuale quel giovane, avvenente corpo.
Il padre che aveva sentito il grido della figlia provenire dal corridoio, aveva il cervello in subbuglio mentre il cuore pareva impazzito dentro il suo petto.
Immaginando già un responso positivo da parte della moglie, aveva allontanato la poltrona dalla scrivania e si era girato verso la porta dalla quale sarebbe apparsa le figura esultante della figlia.
La ragazza infatti con un sorriso smagliante ed un incontenibile trasporto, era entrata gridando "Papa, papà, la mamma ti ama, la mamma ci ama ed anche lei vuole che facciamo l'amore!"
Dopo aver baciato il padre con un frullante lingua in bocca, gli si era inginocchiata davanti e con le mani tremanti, gli aveva slacciato i pantaloni abbassandoli insieme alle mutande sino alle caviglie.
-Dio che bello papà, ce l'hai già duro e grosso per la tua bambina!-
Lo aveva imboccato con fare smanioso e con urgenza, come se temesse che il sogno potesse svanire ucciso da un traumatico risveglio.
Era tutto vero!
Era vero che si trovava col cazzo del padre tra le labbra!
Era vero che la verga che stava stringendo tra le dita era quella del suo papà!
Era vero che la cappella che le riempiva la bocca col gusto delle sue prime gocce di piacere era quella di suo padre ed era vero che i testicoli nascosti da un folto ciuffo di peli neri erano quelli agognati, di suo padre!
Lo leccava, lo succhiava, gli sputava sopra e lo umettava con l'avidità di chi deve soddisfare una fame atavica.
Gli strizzava i testicoli ed il gambo duro scolpito da vene bluastre come a volerne astrarre in anticipo il contenuto cremoso dei suoi desideri.
Infine, quando aveva percepito le prime contrazioni, lo aveva lasciato ed alzandosi aveva unito ancora a ventosa le sue labbra a quelle del padre prima di sollevarsi e lasciarsi cadere sull'agognato palo di carne sino al contatto della cappella con l'utero e dei glutei "Sciaff!" col suo scroto gonfio di sperma.
-Dio papà... così... così... chiavami, fammi sentire la tua virile potenza sino al cuore... sino allo stomaco... sino al cervello... chiavami papà... chiavami e godi della tua bambina e falla godere come nessuno ha mai fatto!-
La ragazza parlava, sparlava, gridava, si contorceva, ansimava ed accompagnava la sua cavalcata con ansimi e grugniti simili al nitrito di una giumenta montata dal suo stallone.
Godeva, godeva Lara godeva aggiungendo orgasmi dietro orgasmi mentre il padre soffocando in gola e nel corpo trepidante il suo piacere, si sforzava di non godere a sua volta per non interrompere la crescente lussuria della sua bambina.
-Vieni papà, vieni, godi anche tu, infiammami l'utero col tuo bollente seme... vieni papà vieniiiiiii!
Avevano goduto insieme in un devastante tremore delle membra coi pensieri sperduti in luoghi lontani ed accessibili solo a loro ed ai loro desideri segreti.
-Dio papà come mi hai fatta godere!-
Mentre dopo aver ripreso fiato ed ancora saldamente unito al padre come un solo corpo, pronunciava quelle parole, si era sentita stringere il seno da un abbraccio da dietro.
Era la mamma che la stringeva e con la bocca attaccata al suo orecchio la baciava e le bisbigliava:
-Che bello amore di mamma vederti e sentirti godere tra le braccia del tuo papà e che bello, vedere mio marito godere dopo tanto tempo del corpo e dell'amore di una donna e che donna: La sua prediletta figlia!
-Grazie mamma, grazie davvero di questo regalo che hai voluto farmi.-
La mamma poi, esercitando una lieve pressione sotto le ascelle della figlia, l'aveva fatta alzare sfilandola dal padre che ancora aveva dentro ed abbassandosi, aveva prima pulito il cazzo del marito con la bocca e poi, dopo aver baciato la figlia con la lingua ancora umida di sperma, l'aveva fatta sdraiare ed insieme al marito, l'avevano leccata tra le cosce per raccoglierne tutto lo sperma che le colava dalle grandi labbra per poi baciarsi come non succedeva più da oltre venti anni.
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