In suo potere
di
IL MICROBO
genere
sadomaso
IN SUO POTERE
-”Cerchi solo sesso o qualcosa di più progredito?”
Questa è stata la prima domanda che uno sconosciuto della chat mi ha rivolto. Gli ho risposto che partivo da zero e avevo bisogno di imparare.
-”Posso insegnarti molte cose ma devi armarti di pazienza”.
Le prime sere abbiamo dialogato alla pari. Voleva farsi un'idea di come ero fatto, di quali erano le mie esperienze, le mie fantasie, le mie aspettative. Gli ho mandato le foto che richiedeva: del volto che chiamava il “muso della cagna”, del mio lurido e inutile pube, del mio culetto “bisognoso di disonesta manutenzione”. Rovistava negli angoli più nascosti della mia mente. Al quarto giorno tutto è cambiato.
-”D'ora in poi ti darò delle regole”.
-”Sì”.
-”Mi chiamerai Signore”.
-”Sì Signore”.
-”E diventerò il Tuo Padrone”.
-”Sì”.
-”Si Signore si dice”.
-”Si Signore”.
-”Regola numero due sarai trattato dall'alto in basso. Impara a rivolgerti a me con rispetto. Basta usare il tu. Mi darai del Lei. Non ti sembra giusto?”.
-”Più che giusto”.
-”Più che giusto Signore, si risponde!”
-”Più che giusto Signore. Mi scusi che ho sbagliato a risponderLe”.
-”Bravo. La terza regola l'hai scoperta da solo. Quando fai un errore ti devi sempre scusare”.
-”Mi scuso se ho sbagliato”.
-”Quarta regola impara a ringraziarmi”.
-”Mio Signore La ringrazio per il tempo che mi dedica”.
-”Quinta regola avrai piena fiducia in me e mi ubbidirai. Non potrai negarmi niente di te. Nei primi tempi se non ti sentirai adeguato a fare quello che ti ordino potrai dirmi che non sei ancora pronto. Ci passerò sopra”.
-”Grazie Signore”.
-”Sesta regola quando e come deciderò di punirti lo farò sempre e solo per il tuo bene e lo accetterai. Per il momento gestirai tali castighi in autonomia ma dovrai darmene dimostrazione in foto”.
-”Sì Signore”.
-”Aggiungi aggettivi sempre nuovi al mio indirizzo e che siano molto ridondanti da adulatore. Hai capito bene? Guarda che se non sei sveglio ti mollo”.
-”Sì Potentissimo Signore. La prego di accettarmi”.
-”Sarò esigente e capriccioso. Ti mando una foto dell'uccello che ho fra le gambe. Stampalo e adoralo. All'inizio e al termine di ogni contatto ti metterai in ginocchio e in posa da scrofa, Scandirai a voce alta la seguente formula: AI PIEDI DEL MIO SIGNORE DA SERVO DEVOTO DEL SUO CAZZO ASCOLTO E IMPARO”.
-”Quanta roba che vedo”.
-”Settima regola non prendi iniziative e non mi fai domande stupide. Hai capito bene?”.
-”Mio Magnifico sono per Lei, di fronte a Lei, sotto di Lei. La ringrazio che mi degna”.
-”Sei già più che bravino. Prendi nota delle regole che ti ho dato e memorizzale. Per oggi basta così”.
-”AI PIEDI DEL MIO SIGNORE DA SERVO DEVOTO DEL SUO CAZZO ASCOLTO E IMPARO”.
-”A domani servo”.
-”A domani Illustrissimo, notevole, sola e unica divinità che ho nel cuore”.
Il giorno dopo è cominciato il mio addestramento.
-”AI PIEDI DEL MIO SIGNORE DA SERVO DEVOTO DEL SUO CAZZO ASCOLTO E IMPARO”.
-”Bravissimo”.
-”Grazie Signore”.
-”Grazie non basta. Aggiungi lodi sperticate”.
-”Grazie Signore, Mio Smisurato. Mia Grandezza, Mio Eccelso”.
-”Bene così. Abitiamo vicini e domani ho deciso che sarai ammesso in presenza. Sbaglio o mi hai detto che sei vergine”.
-”Lo sono. Spero ancora per poco, Mio Signore”.
-”Hai un culetto che mi piace”.
-”Mi auguro che sia gradito al Mio Unico e Vero Signore”.
Sono andato da Lui e mi ha deflorato. Ho il sedere in fiamme e la testa sottosopra in assoluto caos. Mi ha imposto un collare in prova. Ho assistito ad una sua pisciata nel cesso. L'ho ripulito come era mio dovere. Mi ha dato nome PORCELLO. Da tale mi comporto perché mi usi e mi innalzi a bocca spalancata e con ano a Lui solo soggetto. Niente è più grosso e più duro della Sua Formidabile Smisurata Durissima Minchia, che assaggio in silenzio e a cui mi assoggetto, lieto di appartenerGli e di riverirLo.
-”Cerchi solo sesso o qualcosa di più progredito?”
Questa è stata la prima domanda che uno sconosciuto della chat mi ha rivolto. Gli ho risposto che partivo da zero e avevo bisogno di imparare.
-”Posso insegnarti molte cose ma devi armarti di pazienza”.
Le prime sere abbiamo dialogato alla pari. Voleva farsi un'idea di come ero fatto, di quali erano le mie esperienze, le mie fantasie, le mie aspettative. Gli ho mandato le foto che richiedeva: del volto che chiamava il “muso della cagna”, del mio lurido e inutile pube, del mio culetto “bisognoso di disonesta manutenzione”. Rovistava negli angoli più nascosti della mia mente. Al quarto giorno tutto è cambiato.
-”D'ora in poi ti darò delle regole”.
-”Sì”.
-”Mi chiamerai Signore”.
-”Sì Signore”.
-”E diventerò il Tuo Padrone”.
-”Sì”.
-”Si Signore si dice”.
-”Si Signore”.
-”Regola numero due sarai trattato dall'alto in basso. Impara a rivolgerti a me con rispetto. Basta usare il tu. Mi darai del Lei. Non ti sembra giusto?”.
-”Più che giusto”.
-”Più che giusto Signore, si risponde!”
-”Più che giusto Signore. Mi scusi che ho sbagliato a risponderLe”.
-”Bravo. La terza regola l'hai scoperta da solo. Quando fai un errore ti devi sempre scusare”.
-”Mi scuso se ho sbagliato”.
-”Quarta regola impara a ringraziarmi”.
-”Mio Signore La ringrazio per il tempo che mi dedica”.
-”Quinta regola avrai piena fiducia in me e mi ubbidirai. Non potrai negarmi niente di te. Nei primi tempi se non ti sentirai adeguato a fare quello che ti ordino potrai dirmi che non sei ancora pronto. Ci passerò sopra”.
-”Grazie Signore”.
-”Sesta regola quando e come deciderò di punirti lo farò sempre e solo per il tuo bene e lo accetterai. Per il momento gestirai tali castighi in autonomia ma dovrai darmene dimostrazione in foto”.
-”Sì Signore”.
-”Aggiungi aggettivi sempre nuovi al mio indirizzo e che siano molto ridondanti da adulatore. Hai capito bene? Guarda che se non sei sveglio ti mollo”.
-”Sì Potentissimo Signore. La prego di accettarmi”.
-”Sarò esigente e capriccioso. Ti mando una foto dell'uccello che ho fra le gambe. Stampalo e adoralo. All'inizio e al termine di ogni contatto ti metterai in ginocchio e in posa da scrofa, Scandirai a voce alta la seguente formula: AI PIEDI DEL MIO SIGNORE DA SERVO DEVOTO DEL SUO CAZZO ASCOLTO E IMPARO”.
-”Quanta roba che vedo”.
-”Settima regola non prendi iniziative e non mi fai domande stupide. Hai capito bene?”.
-”Mio Magnifico sono per Lei, di fronte a Lei, sotto di Lei. La ringrazio che mi degna”.
-”Sei già più che bravino. Prendi nota delle regole che ti ho dato e memorizzale. Per oggi basta così”.
-”AI PIEDI DEL MIO SIGNORE DA SERVO DEVOTO DEL SUO CAZZO ASCOLTO E IMPARO”.
-”A domani servo”.
-”A domani Illustrissimo, notevole, sola e unica divinità che ho nel cuore”.
Il giorno dopo è cominciato il mio addestramento.
-”AI PIEDI DEL MIO SIGNORE DA SERVO DEVOTO DEL SUO CAZZO ASCOLTO E IMPARO”.
-”Bravissimo”.
-”Grazie Signore”.
-”Grazie non basta. Aggiungi lodi sperticate”.
-”Grazie Signore, Mio Smisurato. Mia Grandezza, Mio Eccelso”.
-”Bene così. Abitiamo vicini e domani ho deciso che sarai ammesso in presenza. Sbaglio o mi hai detto che sei vergine”.
-”Lo sono. Spero ancora per poco, Mio Signore”.
-”Hai un culetto che mi piace”.
-”Mi auguro che sia gradito al Mio Unico e Vero Signore”.
Sono andato da Lui e mi ha deflorato. Ho il sedere in fiamme e la testa sottosopra in assoluto caos. Mi ha imposto un collare in prova. Ho assistito ad una sua pisciata nel cesso. L'ho ripulito come era mio dovere. Mi ha dato nome PORCELLO. Da tale mi comporto perché mi usi e mi innalzi a bocca spalancata e con ano a Lui solo soggetto. Niente è più grosso e più duro della Sua Formidabile Smisurata Durissima Minchia, che assaggio in silenzio e a cui mi assoggetto, lieto di appartenerGli e di riverirLo.
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