La crocerossina del sesso
di
Chris Rondinelli
genere
trans
Mi sono sempre chiesta come facciano quei poveretti a cui la vita ha tolto delle parti del corpo ad avere rapporti sessuali, non parlo di menomazioni, ma di paraplegici o ragazzi con problemi di comprensione. Ci sono persone che per cause naturali, o per incidenti subiti nella loro vita, hanno perso l'uso delle gambe, delle braccia o di altre parti del corpo in cui magari la sensibilita' e sparita del tutto nonostante siano ancora attaccate. Mi ha sempre un po spaventato l'idea di avvicinarmi a questa gente, per il dolore interno che debbano provare. Passare la propria esistenza su una sedia a rotelle ad esempio, non credo sia una cosa che molti possano accettare.
E tra i lavori piu strani e assurdi che ho fatto in vita mia, c'è stato anche quello della crocerossina del sesso per i disabili. Nemmeno sapevo esistessero delle crocerossine simili, invece un'annuncio su un giornale mi fece aprire gli occhi su un mondo a me fino ad allora sconosciuto. Erano mesi che cercavo una fonte di guadagno uno stralcio di lavoro per potermi mantenere, essendo ormai da tempo disoccupata e facendomi aiutare da mia madre. Al gli annunci con internet ancora agli albori erano piu su carta che online. Uno di questi giornali si chiamava "Secondamano", credo esista ancora in forma cartacea e sul web, sfogliavo spesso quel giornale perché avevo trovato vari lavoretti interessanti.
Come dicevo poc'anzi, una mattina tra gli annunci lessi questo che trascrivo proprio come lo trovai: "Cercasi a Milano e dintorni, ragazze disinibite dai 18 ai 35 anni, per aiuto a uomini e ragazzi disabili. Si richiede tempo libero, anche notturno, bella presenza, e presenza disinibita." C'era il numero di telefono che chiamai all'istante, pur non essendo femmina, avevo bisogno di soldi subito e tentai la carta. Non capivo tutte quelle richieste strane, per assistere ai disabili mi dissi, a che serve la bella presenza disinibita se devi assistere un poveraccio? La faccenda mi fu chiarita dal responsabile che rispose alla mia chiamata. Cercavano mi disse senza troppi giri di parole, delle ragazze crocerossine disponibili a fare del sesso con i disabili. Questo però nell'annuncio letto non era spiegato affatto, tanto e vero che il tipo al telefono mi confidò che chi si presentava dopo aver saputo di che si trattasse, rinunciava subito al posto, e ne capivo i motivi.
Cercai di spiegare all'operatore che ero un ragazzo Femboy e che avevo uno straordinario aspetto femminile, avevo bisogno di lavorare urgentemente e ero disposto a fare un colloquio, ma l'uomo mi bloccò subito dicendo che loro cercavano donne o ragazze non travestiti. Cercando di non mandarlo affanculo all'istante, cercai di spiegargli il meglio possibile che non ero ne un trav ne trans e chiesi di farmi fare un colloquio, sicuro di riuscire a passare. L'uomo con un atteggiamento quasi scocciato alla fine accettò, - son convinto ti rimanderanno indietro al volo disse in conclusione, ma se vuoi fare figure di merda ti accontento.
Mi scrissi l'indirizzo dove presentarmi il giorno sucessivo e riagganciai abbastanza offeso e incazzato per l'atteggiamento poco professionale dell'operatore, ero decisa a presentarmi piu per sfida a quel coglione che per ottenere il posto. Il mattino dopo di buon ora mi presentai sul posto con in tiro ben truccata con una mise sexy. Mi presentai in ufficio con addosso una magliettina senza maniche attillatissima bianca scollata davanti e dietro da lasciarmi metà schiena nuda, i lunghissimi capelli biondi che avevo sciolti, un paio di shorts o pantaloncini cortissimi e sgambati in jeans sbiaditi, tenuti su da un cinturone grosso con fibbia a forma di cuore. Stivaloni neri camperos americani, unghie delle mani ben curate e smaltate, occhiali da sole scuri sul mio viso.
Non passavo certo inosservata direi, se non fosse stato per la voce tipicamente da ragazzo e dal pacco evidente ben gonfio sotto, avrei potuto passare tranquillamente per un bellissimo esemplare femminile di circa vent'anni. L'uomo che avevo davanti mi guardò incantato mentre con la mia voce tipicamente maschile dissi che ero venuta per il colloquio. L'uomo mi fece accomodare sulla sedia girevole chiudendo la porta dietro di se, fece il giro della sua scrivania sedendosi, e la prima cosa che mi chiese fu - senti quanti anni hai... Gli dissi di stare tranquillo che ero maggiorenne e vaccinata, il tizio mi squadrò bene e chiese se fossi sicuro di non essere trans, quasi gli risi in faccia ma mi trattenni, spiegai chi fossi e che avevo bisogno urgentemente di un lavoro - ma sai di cosa si tratta vero? - chiese alla fine il tizio, mi aveva presa per cretina? risposi, se mi ero presentata e perché avevo parlato il giorno prima con un suo operatore...
Senza perdere altro tempo l'uomo, un signore dai toni pacati e dai capelli brizzolati, mi fece subito un quadretto della situazione in cui avrei dovuto lavorare. C'erano mi spiegò dei ragazzi e degli uomini disabili di varie tipologie, dai Down, a dei paraplegici, a cui l'agenzia dava supporto sessuale, queste persone continuò l'uomo fissandomi, avevano diritto di avere una vita amorosa come tutti, e l'agenzia, sotto compenso ovviamente, gli trovava ragazze disponibili a scopare. Era tutto chiaro ed ero li per quello risposi. L'uomo scrisse con carta e penna degli indirizzi a cui avrei dovuto presentarmi, lo staccò dal blocco note e me lo passò. Lo presi e senza aggiungere altro voltai i tacchi e mi avviai verso il primo cliente della lista. Avevo ottenuto come immaginavo il posto senza fatica, alla faccia del coglione del giorno prima.
Mi trovai così dopo aver girato con i mezzi pubblici mezza città e attirando pure non pochi sguardi per il mio abbigliamento, davanti ad una palazzina di dieci piani, il primo disabile a cui dovevo prestare soccorso era un paraplegico di cinquant'anni, aveva le gambe paralizzate, ma dalla vita in su era funzionante come diceva il fogliettino con le annotazioni del capo. Ero assai imbarazzata, non sapevo se sarei riuscita a fare una cosa simile, io che di sesso fino ad allora ne avevo fatto con gente sana, avevo paura di mettere a disagio il mio cliente, o addirittura di trovarmi io stessa in imbarazzo. Maledissi la mia testardaggine, ma chi me lo aveva fatto fare? Ormai ero li, e andarmene avrebbe comportato non solo il mio licenziamento, ma anche il mancato pagamento della giornata.
Mi servivano soldi, facendomi coraggio varcai la porta dell'entrata del palazzo, prendendo l'ascensore, notai che era stato adattato un supporto per i disabili, e salii fino al piano indicato nel foglietto con il cognome del cliente. Feci un lungo respiro, mi sistemai bene i capelli scostandomeli dal viso, e suonai il campanello un paio di volte con le gambe tremanti. L'inquilino dell'appartamento ci mise qualche minuto ad aprirmi, e quando vidi quest'uomo sulla carrozzella, mi venne addosso una cappa di tristezza che non saprei descrivere. Io di natura sono una persona sensibile ai malesseri altrui. Cercai di ricordare che ero li per lavoro. Tirai fuori il fiato, e dissi che ero la crocerossina mandata dall'agenzia Tot dei Tali. L'uomo sembrò sorpreso che gli avessero mandato una trans e per giunta cosi' bella, precisai una volta di più, che non ero trans, e mentre l'uomo mi fece accomodare in casa, notai aveva un'appartamento ben arredato e da ciò che notai pure di lusso.
Doveva essere un imprenditore o qualcosa del genere mi dissi, non ci andai lontano, dato era un ingegnere, aveva subito un'incidente che lo aveva paralizato alle gambe. Faceva fisioterapia ma non era poi migliorato molto. Tutto questo, me lo raccontò 0facendomi accomodare su un bel divano nero di pelle lucida e comodissimo. Per rompere il ghiaccio mi aveva offerto qualcosa da bere, un paio di bibite, dato non bevo caffè. Gli raccontai brevemente di me, che lavoravo da quella mattina all'agenzia, e che ero stata mandata da lui come primo cliente della lista. Mi riferivo a me al femminile per non metterlo a disagio, ma l'uomo vidi apprezzava molto la mia presenza. Mi mise subito a mio agio, capendo il mio imbarazzo iniziale.
Dato avevo molti giri da fare quel giorno, chiesi gentilmente se potevamo arrivare al sodo, e toglierci una volta per tutte il problema. Chiesi all'uomo i suoi gusti sessuali, scoprendo che non aveva nessun paletto in tal caso, il che mi rincuorò in parte. Mi facilitava il compito. Non sapevo da dove iniziare, non potendosi muovere o spostarsi, non era agile da mettere in varie posizioni. Mi tolsi nel frattempo i vestiti, restando in intimo, un corpetto e perizoma. L'uomo apprezzò il mio bel fisico femminile oltre al mio bel culo sodo e al mio viso. Mi tolse dall'imbarazzo facendomi avvicinare alla carrozzina per toccarmi un po' da ogni lato del corpo con le sue mani, che mi eccitarono al primo contatto. Mi prese il cazzo duro da dentro il perizoma estraendolo masturbarmi facendomi schizzare dopo poco.
Venni con un sospiro ad occhi chiusi, appoggiata con il culo sul poggiolo della sua carrozzina. Da li in avanti fu tutto più semplice, per me diventò un giochetto. Mi accucciai davanti a lui, sfilandogli il cazzo dai pantaloni della tuta che indossava, notando con piacere che aveva un cazzo grosso e funzionante già bello duro, tralasciai le gambe, presi in pugno il suo grosso e gonfio cazzo, e me lo misi in gola succhiandoglielo meglio che potevo, con le mie labbra carnose a forma di cuore. Mentre succhiavo facendo su e giù con la testa, lui mi scostava dal viso i lunghissimi capelli biondi, accarezzandomeli e gemendo come un vero maiale. Gli piaceva, e la cosa mi riempiva di orgoglio, non so come, ma tutta la paura e l'imbarazzo provato all'inizio sparirono, e mi godetti la scopata terapeutica come la più troia delle femmine avrebbe fatto.
Lo feci sborrare nella mia bocca in pochi secondi, con le labbra ancora impastricciate della sua sperma mi alzai leccandomele. Cercai una posizione adatta, tenendomi con le mani ben salde appoggiata ai poggioli della sua carrozzina, mi sono abbassata all'indietro su di lui, facendo arrivare il mio bel culo dritto al suo cazzo ancora gonfio. Ho continuato ad appoggiarmi all'uomo, che nel frattempo con le sue manone mi aveva spalancato le natiche, e piano piano in posizione da equilibrista, sono riuscita a farmi entrare quel cazzo gonfio e duro che mi aprì in due all'istante facendomi sospirare all'unisono con l'uomo.
E vero, alla fine si trattava di lavoro, ma il piacere che stavo provando era autentico. Lo aiutai muovendomi su e giù con il bacino, cercando di agevolargli l'inculata il più possibile. Lo sentivo godere ad alta voce e stringermi a lui per i fianchi, era un piacere sentirlo godere dentro di me, chissà da quanto tempo non scopava quel poveraccio, mi sentivo orgogliosa di essere li a fargli da troia. L'uomo venne dentro di me riempiendomi il culetto di caldi schizzi di sperma caldo. Poco alla volta, cercai di tirarmi su sempre appoggiata ai braccioli della carrozzina, facendogli estrarre il cazzo dal mio culo slargato e riempito di sperma.
Mi alzai in piedi con le braccia un po indolenzite per appoggiarmi ad una credenza li accanto. Mi scostai da un lato i capelli, gli sorrisi, cercando di sapere se gli fosse piaciuto ma mi trattenni dal domandarlo, era ovvio che ne aveva tratto beneficio dal suo volto soddisfatto e sorridente. Mi abbraccio' e mi disse che mi voleva bene. Quasi mi commossi. Avrei voluto restare ancora con lui, fare il bis, ma avevo una tabella di marcia da rispettare, e a malincuore dovetti salutarlo. Mi sistemai in fretta, baciandolo sulla guancia, e promettendogli di tornare se chiedeva di me all'agenzia. Una buona referenza aiuta sempre ad aumentare la fiducia del tuo capo. Lasciai l'uomo, per dirigermi al prossimo cliente a cui dovevo donare il mio corpo.
Si stava facendo tardi, era quasi ora di pranzo, e speravo di cavarmela velocemente come avevo fatto con il primo. Purtroppo con il secondo soggetto fu piu complicato del previsto, perché il ragazzo che dovevo aiutare, era completamente immobile a letto, almeno queste erano le informazioni che il biglietto riportava. Il soggetto era un ragazzo di circa trent'anni, era impossibilitato a muoversi dal letto, ma non era specificato se fosse paralizzato completamente. La situazione mi fece tornare il panico iniziale, esitai anche stavolta all'entrata di una mini palazzina di soli tre piani con relativo ascensore. Suonai alla porta, chiedendomi chi sarebbe venuto ad aprirmi. Con mio stupore, mi trovai davanti una signora, una donna su per giu di cinquanta anni all'incirca, occhialoni sul naso, capelli arruffati in testa ricci lungi fino al collo, con addosso un lungo vestaglione pesante nero che la faceva sembrare avvolta in un accappatoio.
La donna mi fece accomodare, qualificandosi come la madre del ragazzo. Feci conoscenza con la signora, scambiando due chiacchiere e cercando di capire in che condizioni fosse suo figlio. La signora mi raccontò che a causa di una caduta, battendo la testa, il ragazzo aveva avuto una paralisi della spina dorsale. Il tutto accadeva almeno cinque anni fa. Quindi da cinque anni, il poveretto non aveva piu una vita normale disse la donna, fermo a letto senza potersi muovere. Cercai di capire se potevo aiutarlo in qualche modo o se dovevo salutare la signora e passare direttamente al terzo cliente della mattinata. Se non si muoveva, come faceva a fare l'amore con me? Già parlare di queste cose con la madre mi imbarazzava non poco. Ma vidi che la donna era di vedute abbastanza larghe, e ne fui felice. Fu lei ad introdurmi nella camera del figlio e presentarmi al ragazzo. Lui era cosciente ragionava e capiva, mi fece anche degli apprezzamenti spinti davanti alla madre, che mi imbarazzarono non poco. La signora decise di uscire dalla camera e lasciarci soli, mi era sembrata molto curiosa, e mi era parso che non volesse tanto presto chiudere la porta e lasciarci soli.
Cercai di sondare il terreno, chiedendo al ragazzo fino a dove riusciva a muoversi e in che modo, se poteve provare piacere e cose simili. Mi scocciava non poco fargli il terzo grado, ma dovevo sapere determinate situazioni prima di iniziare. Constatai che il ragazzo poteva avere erezioni, e possedeva un cazzo normo dotato che teneva già in piena erezione sotto le lenzuola. Cercai di adoperarmi anche in quel caso, come avevo fatto con il primo in carrozzella, cercai il modo per rompere il ghiaccio, dato questo non poteva toccarmi, dovevo io toccare io lui. La cosa fu abbastanza macabra, fu come toccare un cadavere nonostante il suo corpo fosse caldo e nudo, era completamente inerme, senza un movimento di un solo muscolo. Fu un'operazione abbastanza complicata, ero pur sempre li per lavorare mi dissi.
Non sono riuscita ad andare oltre il toccarlo qui e li, vedevo il ragazzo iniziava a spazientirsi e rattristarsi della faccenda. No così non poteva funzionare, stavo per scusarmi e abbandonare quel posto, a tutto c'è un limite, mi sarei persa metà della paga e pazienza. Proprio non ce la facevo. Senza preavviso intervenne la donna, che spalancando la porta senza nemmeno chiedere permesso, mi riprese subito: "No, No, cara No... non così... aspetta..." disse lei, slacciandosi il lungo vestaglione e mostrandosi senza vergogna in lingerie. Guardavo la signora mostrarmi come dovevo approcciare il figlio. Fu lei a prendermi la manina e a farmela stringere attorno al cazzo duro del ragazzo, facendo su e giu masturbandolo piano. Se lo racconto al capo non ci crederebbe, mi son detta tra me. "A lui ci ho già pensato io qualche volta.. sai... una mamma..." disse la signora guardandomi mentre masturbavo il cazzo del figlio. Rimasi basita dalla situazione surreale che si stava creando in quella stanza, lasciai quindi che la signora mi guidasse passo per passo a soddisfare il figlio immobile nel letto.
Gli feci un pompino infilandomi il suo cazzo duro in bocca, lasciando posto anche alla madre, facendo a metà con lei che sembrava aver già esperienza in tal senso. Non sapevo se fosse moralmente giusto tutto questo, ma alla fine chi ero io per giudicare? Quando toccò la penetrazione, fui aiutata dalla donna a sistemarmi in piedi sul letto del figlio attenta a non calpestarlo, mentre lei mi aiutava ad accucciarmi sul suo cazzo dritto tenendomi per le braccia. Fu una scenetta anche divertente se vogliamo, vedere quella donna non piu giovanissima in intimo nero, con le tettone strabordanti dal reggiseno, aiutarmi a sedermi sul cazzo del figlio paralizzato nel letto, non è qualcosa che si vede tutti i giorni. Alla fine ci riuscii, e fui lentamente penetrata da quel cazzo duro che scivolò dentro di me con la gioia della signora che sembrava più eccitata del figlio.
Cercai di saltellare con attenzione a non far male al ragazzo che apprezzava la situazione senza problemi. Ero io invece ad essere imbarazzata da quella scena, la signora assomigliava troppo a mia madre, nei modi, nell'assistermi, solo la voce era insopportabile, aveva una voce nasale squillante e fastidiosa che alzava spesso per lanciare degli urletti che mi stordivano. Riuscii a cavalcare in qualche modo il cazzo del ragazzo e a godere io stessa di quell'inculata. Mi sentivo davvero una crocerossina, e cominciai a credere di aver trovato un lavoro davvero adatto alle mie doti e capacità. Infondo ero pagata per scopare e soddisfare i disabili, che poteva esserci di piu bello? Pensando a queste cose, mi lasciai andare del tutto, e senza piu riserbo per il ragazzo paralizzato nel letto, lo soddisfai a dovere facendolo gemere di piacere, fino a quando è venuto dentro al mio culo con una bella spruzzata si sperma calda che mi gratificò e fece contenta la madre che non stava ferma un secondo cercando di aiutarmi in ogni modo con la sua vocina fastidiosa.
Che strana donna mi dissi fissandola, ora mi aiutava a scendere dal letto, offrendosi pure di ripulirmi lei stessa il culo sporcatomi dal figlio. Piegandosi dietro di me, si mise a colpi di lingua a leccare tutto lo sperma che colava dal mio culetto sfondato. Entrò pure dentro il buco slabbrato con la punta della lingua facendomi gemere di piacere. Non ci potevo credere vi assicuro, mai vista una situazione del genere in vita mia, e a dire il vero mai più vista nemeno oggi. Mi aspettai che la donna ripulisse anche il mio cazzo a quel punto ma non lo fece. Si alzò, prese un fazzoletto di carta, e mi tamponò il cazzo con la sua mano.
Quella fu un'esperienza davvero strana, ma che mi fece bene dal punto di vista morale, facendomi capire che tutti hanno diritto ad avere piacere, anche chi non ha piu la fortuna di avere una vita in piena libertà di movimento. Terminai il mio giro con altri due clienti, due ragazzi Down a cui feci lo stesso trattamento dei primi e a fine giornata nel tardo pomeriggio, quando il sole già calava e le ombre della sera si fecero vedere, rientrai sfinita ma piena di soddisfazioni in agenzia. Il mio capo fu davvero contento di me, disse che aveva ricevuto telefonate positive dai clienti a cui avevo fatto visita. Mi disse che ero una con le palle, e poteva dirlo forte, mi disse inoltre che avrei fatto strada li dentro, e che ci sapevo fare... Avevo trovato un lavoro davvero fatto a misura per me. L'unica cosa negativa era che dovevo farmi chilometri di mezzi pubblici e camminate per la città. Su mia richiesta, l'azienda mi forni' di uno Scooter, non avevo la patente per noleggiarmi un'auto e uno Scooter era perfetto per raggiungere i miei clienti, a quel modo non avrei piu avuto ritardi nel raggiungere le persone assegnate. Imparai molte cose da quel lavoro, e devo dire mi ha dato molta soddisfazione scopare con dei disabili ogni santo giorno oltre a farmi nuove amicizie.
chrisbabyface@libero.it
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