Da suora a troia il passo della zia Marta fu brevissimo.

Scritto da , il 2022-08-01, genere incesti

Da una famiglia degenere sotto l'aspetto sessuale, la sorella di papà, zia Marta, forse per purificare la famiglia di tutti i peccati, prese i voti e si fece suora con la disperazione dei miei nonni. Papà aveva provato più volte a farla desistere, non ci fu verso. Lui invece si sposò con mamma, vita libera e poco rispetto per i costumi, che praticamente fu adorata come se potesse sostituire la novizia. Dopo un anno zia Marta fu ricoverata in ospedale per essere operata di appendicite, problema di famiglia forse perché anche papà subì la stessa sorte, venne a trascorrere un periodo di convalescenza a casa nostra perché andava molto d'accordo con papà. Mamma in un primo momento non fu felicissima perché veniva privata della sua libertà, ma dietro le suppliche di papà riuscì ad accettarla. Pose una condizione irrinunciabile, non doveva indossare la tonaca. Fu accettata anche quella solo che la zia Marta vestendo con gli abiti di mamma avrebbe dovuto indossare solo minigonne, dapprima fu molto restia ma si convinse. Va detto che la zia Marta era una bellissima ragazza e con gli abiti di mamma era ancora più bella. Cercava, vestita in quel modo, di non uscire per non farsi vedere da chi la conosceva. Dormivamo nella stessa camera in due letti diversi e quando veniva a letto con l'intimo di mamma c'era poco da fingere di non vederla, era uno spettacolo.
L'acume di mamma ebbe ragione sulla sua volontà al punto di farla uscire con una delle minigonne più lunghe che aveva, lei invece mise la più corta suscitando come al solito gli sguardi eccitati dei maschi. Forse provò piacere ad essere guardata tanto che voleva uscire molto spesso adeguandosi alle misure di mamma, addirittura mise anche le scarpe con tacco altissimo. Mamma e zia Marta (la suora) erano due fighe spaventose e la volontà cominciò a traballare, la sera veniva in camera con perizoma e reggiseno suscitando le ire del mio cazzo che mi chiedeva "Cosa aspetti a farmi vedere"? Io ero dotato di un cazzo con una misura abbastanza rilevante ma dovevo stare con i piedi a terra per non rovinare tutto. La sera a tavola mamma, papà e zia Marta parlavano se era il caso di proseguire o meno, mamma per convincerla usava un linguaggio moto spinto "Non puoi avere l'idea di quanto è buono il cazzo, averlo nella figa ti manda fuori di testa, più lo prendi e più ne vuoi" Si stava sciogliendo la zia Marta, forse si stava anche eccitando e rivelò che tra suore avevano avuto rapporti molto soddisfacenti. Ormai la volontà di zia Marta era più attaccata al cazzo che al convento. La notte al letto mi stavo facendo la solita sega e mi accorsi che lei non riusciva a riposare, si girava e rigirava non trovando la posizione. Mi alzai le andai vicino e le chiesi "Zia cos'hai" Tesoro di zia, ho un fastidio dove mi hanno operata" "Fammi vedere se c'è qualcosa che non va" "Tesoro non è il caso che mi guardi" La scoprii delicatamente ed era totalmente nuda. "Zia Marta sei la più bella ragazza che abbia mai visto, fammi vedere la ferita" Si convinse, non c'era nulla di preoccupante e le diedi un bacino proprio sulla parte operata. "Zia ti da meno fastidio ora"? "Che sollievo !!! provaci ancora" Cominciai con una serie di bacini soffermandomi sulla figa, lei mi spinse la testa e cominciai a lavorare di lingua. Godeva tantissimo gemeva a voce alta tanto che accorse mamma che ci trovò in piena azione, vide quello che stavamo facendo ed uscì richiudendo la porta. Affondai la lingua e le i allargò le gambe al massimo, quasi ci entravo con la testa nella figa, era dilatata al massimo. Zia aspettami che ti faccio una sorpresa. Nudo com'ero andai nella camera di mamma e papà, presi un preservativo e tornai che lo avevo già infilato e le fui subito sopra, penetrandola dolcemente. Lei ad occhi chiusi gemeva sempre più forte e continuata, aveva orgasmi in continuazione, cercai di resistere il massimo possibile ma alla fine cedetti e venni. Mi preoccupai di uscire e togliere il preservativo, appena in tempo stava per traboccare, era pienissimo. Lei non si muoveva , ansimava soltanto con gli occhi chiusi.
La baciai e tornai a letto. La mattina al risveglio, era domenica e papà e mamma, nudi come al solito vennero a darci il buongiorno. Mamma corse subito ad abbracciare la zia Marta e la baciò sulla bocca, papà si congratulò con me per aver contribuito a far tornare per sempre la zia Marta a casa. Voleva scopare tutte le sere la zia, fino a quando prendemmo il vizio di unirci a
mamma e papà per delle scopate favolose. "Cosa mi sono persa" pronunciava molto spesso questa frase la zia Marta. Ormai era dei nostri, I nonni la rivolavano a casa ma lei decise di vivere con noi. E poi trovò un ragazzo......

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