La bocca della verità. Quella di mia sorella.

Scritto da , il 2022-09-24, genere incesti

A causa di un sintomo abbastanza preoccupante di mia sorella il suo medico ci ha consigliato una visita presso un luminare che riceveva a Torino. Certo che eravamo preoccupati, non vedevamo l'ora che arrivasse il 17 settembre giorno dell'appuntamento. Eravamo tutti sulle spine nei tre giorni che mancavano. L'incontro era per le 9 della mattina quindi siamo partiti il giorno prima in treno dopo aver prenotato l'albergo nei pressi dello studio del professore. Ero preoccupato e non potevo coinvolgere lei nei miei pensieri, anzi cercavo di essere allegro per distrarla. Cena in pizzeria ma non avevamo fame, subito dopo in albergo, non avevamo sonno, mi confessò la sua paura, lo abbracciata e carezzandole la testa si è addormentata. Ci siamo svegliati molto presto e ci siamo augurati il buongiorno con un bacio. Colazione ed in attesa dell'orario abbiamo fatto una passeggiata. Poco prima delle 9 il professore ci fece accomodare nel suo studio, volle sapere tutto, la visitò ed alla fine con grande leggerezza ci disse che non c'era nulla da temere perché lo stesso sintomo si poteva avere anche per altre patologie, quindi nessun allarme, anzi ci disse di stare tranquilli perché sicuramente era una sciocchezza risolvibile con un semplice farmaco. siamo stati presi da una gioia irrefrenabile tanto che mia sorella ringraziandolo in uno slancio d'affetto diede un bacio al professore. Restò sorpreso, ci fece uno sconto straordinario e ci liquidò. Dovevamo riprendere il treno, invece cambiò programma "Voglio stare un giorno a Torino e godermi le bellezze della citta, tornammo in albergo a prenotare per la notte successiva e cominciammo a passeggiare, Eravamo euforici, lei sembrava una farfalla che mi svolazzava intorno, mi abbracciava e mi baciava continuamente. Altro che passeggiata comprammo pizze ed acqua e volle tornare in albergo. Disse che non volevamo essere disturbati e che avremmo lasciato la camera l'indomani alle 9. Era quasi mezzogiorno mangiammo una pizza propose di metterci sul letto e riposare per scaricare la tensione dei giorni precedenti. Fu un'ottima iniziativa, facemmo una bellissima doccia caldissima e poi sul letto. Io con le mutandine , lei uscì nuda... "Che fai Lisia"? Si portò l'indice sul naso imponendomi il silenzio "Voglio festeggiare l'esito della visita, non crederai che scopi con chi non conosco" "Sei impazzita"? "Si sono impazzita di gioia" "Rivestiti" "Proprio no spogliati" mi strappò letteralmente le mutande di dosso, si adagiò sul mio corpo immobile. Dopo un minuto "Sei frocio? Non sento niente, non ti piace più la figa" "Cara sorellina ti stai comportando come la peggiore delle troie" "Sono la peggiore delle troie, non ti muovere che ci penso io frocione" Prese il cazzo letteralmente nascosto nel prepuzio, lo scappellò due volte e con leccate e succhiate riuscì contro la mia volontà a rinvigorirlo, tornò sopra, prese la mia lingua a morsi, si infilò il cazzo nella figa allagata e con due movimenti ebbe un orgasmo violento, A quel momento lasciai perdere tutto, la feci mettere sotto, il cazzo ormai era al massimo, iniziai a martellare la sua figa facendola urlare, fui costretto a metterle la mano sulla bocca, lei venne ancora ed io trattenni il più possibile sborrandole sulla pancia. "Che cazzo fai? Perché sei uscito?" "Hai perso il senno? "Stronzo sono tre anni che prendo la pillola, a me il cazzo piace, non sono mica come te che ti fermi di fronte alla figa"? "Allora sei proprio troia" "Dai rimettilo dentro e non farlo uscire più altrimenti ti spezzo la lingua" Appurata la verità cominciai a trattarla proprio come si conviene ad una troia, le fu felicissima, scopammo tutto il pomeriggio e tutta la notte. Notò che non ero affatto frocio e che la misura del mio cazzo era superiore alla sua capacità di riceverlo. La mattina eravamo distrutti entrambi ci rimettemmo sul treno, sembravamo due sposini. Mi avvisò "Ora posso contare su un vero cazzo, sai non si trovano facilmente della tua misura, sei quasi superiore a quello di papà" "Ti sei scopata anche papà"? "Non mi sono scopato papà, mi scopo ancora papà. Te lo ripeto cazzi come i vostri sono rari sul mercato" "E mamma"? "Mamma scopa con me e papà" "Vivi in un bordello"? "Si vivo in un bordello e tu sei il prossimo ospite" Ero eccitatissimo a quelle notizie, la portai in bagno e le feci fare un pompino proprio come una puttana, bevve tutta la sborra ed alla fine disse "Avanzo un orgasmo".

Questo racconto di è stato letto 7 9 4 6 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.