Un'estate rovente, roventissima!

Scritto da , il 2020-11-29, genere etero

Finito l'anno scolastico con un diploma sudato ma meritato, i miei mi mandarono in vacanza al mare, ospite dal fratello di mia madre Adolfo e sua moglie Fabiola. Lo zio era un cinquant'enne molto giovanile e zia Fabiola era una quarantenne molto ben messa con un fisico da sballo: viso bellissimo con la bocca carnosissima, seno da stringere con passione, fianchi e cosce da infarto, insomma, una strafigona! Il posto era bellissimo ed il mare era la mia passione da provetto nuotatore che ero, quindi prevedevo vacanze da sogno. Loro avevano una figlia diciottenne che al momento era a fare praticandato da aspirante suora ma, proprio i quei giorni sarebbe venuta a casa con una sua amica prfana perciò sola e Beatrice, la mia cuginetta, chiese ai suoi di ospitarla per il periodo di riposo e meditazione così avrebbero insieme vagliato se cambiare vita da laiche a quella di monache. Un mattino zia fabiola venne a svegliarmi data l'ora avanzata e mi trovò completamente nudo e, ad occhi semi chiusi, la vidi assumere un'espressione di stupore, infatti stava osservando il mio cazzo simile ad un avambraccio e, molto probabilmente lo zio Adolfo non doveva essere molto dotato, visto come lei sgranava i suoi occhioni. Si sedette sul mio lettoe vidi che stava avvicinando la mano sul mio cazzo che era ben dritto e la posò sul tronco scorrendo poi al glande ed io finsi di sentire qualcosa mugolando di piacere e lei allora fece scorrere la mano come se mi stesse facendo una sega ed allora aprii gli occhi mormorando:"zia fabiola mi stai facendo godere da matti" e lei, invece di interrompere di segarmi, si avvicinò col suo viso al mio, dicendomi di rimanere zitto e non farsi sentire dallo zio che ancora dormiva e continuò a farmi godere ma quando intuì che me ne stavo venendo sborrando, allora mi prese il cazzo ma con la bocca, sbocchinandomi da farmi poco dopo venire con una quantità tale di sborra da farle andare a traverso l'ingoiarla e tossì un poco ma poi, dopo che mandò giù l'ultima goccia, si avvicinò alla mia bocca e mi slinguò con un bacio datomi in maniera da farmi quasi svenire dal piacere e nuovamente mi ritrovai col cazzo di nuovo dritto. Mi disse che "avrebbe sistemato lo zio" e dopo sarebbe tornata da me, infatti andò via, sentii che stava svegliando lo zio e, dopo che lui prese un caffè, se ne ndò al mare a pescare con la sua barca andando a largo. La zia lo seguiva dal balcone e quando fu certa che non sarebbe tornato indietro, venne subito da me e si spogliò tutta, rivelandomi il suo meraviglioso corpo che iniziai a palpare con libidine e fu lei a darmi la prima lezione di sesso, insegnandomi a leccarle la figa che subito sbrodolò fiumi di umori poi si girò e mi fece leccare anche l'ano che sembrava pulsasse come fà il cuore, stringendosi e poi allargandosi ed io, sotto la sua guida le scorsi la lingua in maniera da farla sborrare nuovamente, poi mi fece rigirare di nuovo e mi diede eccitanti morsetti ai miei capezzoli e scorse la mano sul cazzo già durissimo e mi disse che dopo averla scopata avrei potuto anche incularla ma certo il mio cazzone le metteva pensiero...non voleva finire in Ospedale a farsi mettere punti di sutura al culo ed io le dissi che un culo come il suo, così bello, non poteva essere sfasciato. Lei si mise a pancia sopra con le coscione spalancate e mise un pò di gel sulla figa, dopo mi guidò dentro il cazzo e mi afferrò ai fianchi spingendomi dentro di lei il più possibile e gridò dal dolore prima ma di piacere poi. Mi sentivo un Apollo, bello e trombante nel sentire lei che sospirava, gemeva e l'eccitazione in me era tantissima al punto che non potei trattenermi molto e sborrai velocemente ma lei mi baciò in bocca dicendomi che alle prime volte ci si trattiene poco. Dopo una breve pausa che mi fece risvegliare il cazzo, lei volle essere nuovamente posseduta e quando sborrai nuovamente mi disse che alla seconda scopata mi ero trattenuto il giusto facendola ben godere e ciò mi inorgoglì assai. La baciai ai seni alla figa, alle cosce che mi davano alla testa, poi la girai e le mordicchiai le natiche sode e lei mandava gridolini che sempre di più mi eccitavano, così le chiesi se voleva provare il mio cannone nel bellissimo culo ed allora si mise mezzo tubetto di gel nell'ano ed il resto nel mio glande invitandomi a tentare di possederla inculandola ma lentamente, delicatamente ed io le accostai il glande all'ano spingendolo dentro con lentezza ma lì lei mugolò chiedendomi di fermermi un poc e poi mi diede nuovamente il via inculandola ancora e così spinsi un poco più forte entrando tutto dentro di lei e gridò nuovamente sia di dolore che però dopo si tramutò in piacere, godimento. Ero al settimo cielo di piacere, vedevo le stelle anche di giorno ed infine le sborrai rimanendo dentro fino a quando lui si sgonfiò e lo feci uscire senza darle altro dolore. Lei m'abbracciò, baciò e dopo sorridendo mi fece giurare che le estati le avrei trascorse solo da lei. Sfinito dai giochi, mi alzai e lei mi preparò uno zabaione con otto uova che trangugiai con piacere. Dopo pranzo arrivò la telefonata che la cugina e l'amica sarebbero venute in serata col treno e così, visto che lo zio se ne ritornava a pesca, la zia mi prese per mano e tornammo a letto dove scopammo ben tre volte senza riprendere fiato e, solo dopo, ci preparammo per andare alla stazione a prendere le ragazze. Zio rimase a casa e durante il viaggio lei guidava l'auto ed io facevo scorrere la mano sulle sue cosce appena coperte da una gonna corta e lei notò il cazzo gonfiarsi ma eravamo quasi alla stazione perciò ci ricomponemmo e continuammo il tragitto.

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