9. Viaggiando nuda - cambio vita.

Scritto da , il 2020-09-13, genere masturbazione

Dopo il bagno ristoratore io e Claudia ci dirigemmo al nostro bungalow; io tenevo il broncio e Claudia non parlava.

Raggiungemmo il bungalow ed entrammo, su una sedia c’erano i nostri vestiti freschi di tintoria, carino, ma dei ragazzi della sera prima nemmeno l’ombra; vado a farmi una doccia e poi in vasca idromassaggio, dissi, voglio provare a rilassarmi. Anzi ci puliamo a vicenda fino a togliere tutti i residui di sporcizia dai nostri corpi che ora sono belli lisci e un po’ arrossati dallo scrub, poi io vado in vasca idromassaggio per rilassarmi e pensare.

Entro nella vasca e mando avanti la pompa delle bolle, mi siedo sulla panchetta e chiudo gli occhi, vorrei ripensare a questi tre giorni, giorni in cui ho fatto cose che io non sono abituata a fare, che mai avrei fatto, ma appena mi siedo nell’acqua tiepida mi assopisco, sono troppo stanca e non mi va di pensare.

I miei sensi vengono risvegliati da un corpo che mi accarezza piano, da una voce che chiama il mio nome, una voce suadente e dolce che ha su di me l’effetto contrario, mi culla e piano sto scivolando nel sonno, ma poi un pizzicotto deciso mi fa svegliare di soprassalto è Claudia che ora è davanti a me in piedi nella vasca, nuda e con il viso imbronciato, io la guardo e ridendo faccio “hai”, poi vengo rapita dai suoi seni, dal suo corpo e vorrei toccarlo ma mi ferma e si siede accanto a me, mi abbraccia e mi dice piano all’orecchio che deve parlarmi, quindi prende ad accarezzarmi e a darmi teneri bacini, dicendomi che farà in modo che sembriamo solo intente a coccolarci mentre mi parlerà di un futuro insieme e particolare.

Io la guardo un po’ stupita, avevo capito che non poteva essere normale quella vita, l’arrivo pieno di coccole e sesso va bene anche se un po’ esagerato per i miei standard ma la festa e il ballo mascherate in quel modo, i vestiti freschi di tintoria, non è cosa normale dalle mie parti se non c’è un dopo, un prosieguo in cui chi da deve, anzi deve ricevere.

Claudia tornata vicino a me mi appoggia una gamba tra le mie e con la mano gioca sula mia pancia e sul seno mentre con la bocca mi da mille bacini sul collo e vicino all’orecchio, io mi giro a rispondere a quelle sollecitazioni e una mia mano, quella a favore, inizia a toccarla tra le gambe sott’acqua, poi vicina al mio orecchio inizia a parlare:

“Ti prego fammi parlare senza interrompere, ti dirò io quando rispondere è importante però che ti dica prima una cosa, quello che ti dirò è strettamente confidenziale e lo rivelo a te solo perché ti conosco e so che sei una persona seria e un’amica dolce e gentile, una di cui mi fido e che stimo, epperò sappi che appena ti avrò detto ciò che ho da dirti non potrai rifiutare più nulla, la tua vita cambierà totalmente, anzi dovrai cambiare il tuo modo di vivere, il tuo lavoro, i tuoi affetti se ne hai e forse, anzi spero, anche la tua città, in una parola sarai una persona nuova, se accetti questo io continuo, ora puoi ancora lasciar perdere ma dopo esigo che tu non mi dica di no.”

Ero spaventata da quelle parole, non mi aspettavo un discorso del genere in stile mafioso “questa proposta non la puoi rifiutare”, ma soprattutto da un’amica che ora mi diceva di prendere o lasciare pensai anche che se rifiutavo chissà quale punizione mi sarebbe toccata, ero spaventata e glielo dissi, le dissi anche che qualcosa stavo iniziando a percepire, che mi intrigavano certe serate ma che capivo anche, che quella era solo la scorza, la punta di un iceberg che non conoscevo e di cui, proprio per questo ne avevo paura.

Claudia mi disse che non dovevo avere paura, che lei erano anni che viveva così e viveva alla grande, e che se per lei il passaggio era avvenuto per gradi, comunque, non dovevo preoccuparmi per le conseguenze delle mie azioni future, solo che chi la stava aiutando a vivere così non voleva problemi, come ad esempio tradimenti nel modo di operare o peggio grane con la legge, perché si ciò che mi stava per proporre non era del tutto legale, potevo pagarci le tasse se volevo ma non potevo rivelare chi mi forniva le mie entrate e in questa si mise a ridere.

Comunque, continuò tornando seria, se ero d’accordo ora mi rivelava cosa c’era dietro a tutto questo mistero io feci un cenno d’assenso e in quella mi disse:

“Il lavoro è quello della puttana, sì te lo dico così senza mezzi termini, tanto più che l’avrai capito, anzi ora che ricordo te lo dissi in chat tempo fa, ti dissi che mi do a ricchi signori e che questi mi ricambiano con favori personali o soldi o comunque con dei regali, io non chiedo mai nulla, sono loro ad offrire e dopotutto, queste persone mi vengono mandate e sanno già cosa si aspettano da me e cosa io mi aspetto da loro.
Chiaramente ho un’attività di copertura, un ufficio in cui seleziono giovani aspiranti modelle, ma loro non sanno nulla e io non dico nulla a loro, questa attività è solo di copertura appunto e meno si sa meglio è.
Non rivelerò nemmeno a te le mie fonti, questo anche per la tua sicurezza se un domani… ma no meglio non pensare, sono anni che lo faccio e nessuno si è mai lamentato, ora voglio allargare un poco il giro ed ho pensato a te mia cara che conosco da anni e so quanto sei smaniosa di cambiare la tua vita, inutile e piatta fino a qui.
Ora vedi ti ho rivelata la verità sulla mia attività lavorativa, sai da dove provengono i miei soldi e sai anche che non puoi più tirarti indietro, quindi non ti chiederò se ci stai perché il sì me l’hai già dato prima come da accordi, ovvio non ci sarà mai nessun pezzo di carta a sancire il nostro, chiamiamolo contratto, solo questo!”

E in quella intensificò il lavoro che la sua mano stava facendo sulla mia fighetta al punto che me ne venni con un rantolo di piacere, mentre anche la mia di mano si intrufolava finalmente nella sua figa; in effetti Claudia per tutto il tempo del suo discorso aveva stretto le gambe, sapevo che era sensibile a qualunque stimolo sessuale e non voleva che qualche cosa influenzasse il suo pensiero mentre mi parlava, mi girai verso di lei e sempre stimolando la sua vagina con le dita la baciai e poi le dissi “Sì che ci sto scema, ad una come te non direi mai di no, basta che non smetterai mai di coccolarmi e farmi tua quando e dove lo vorrai”.

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