Una famiglia originale 11 - La mamma porta al club privè la figlia e il figlio.

Scritto da , il 2020-04-28, genere incesti

Mancavano pochi minuti a mezzogiorno quando la mamma si era alzata per telefonare al club prive e poi mettersi ai fornelli per preparare il pranzo ai due maialini che erano rimasti a sonnecchiare nel letto.

Quando la mamma aveva aperto la porta della camera per chiamarli,li aveva trovati "incastrati in una posizione in cui,lui la prendeva da dietro con le braccia stretta al suo corpo mentre lei teneva una gamba stesa sotto la pancia del fratello e l'altra piegata in posizione quasi fetale.

La testa di lei era girata e rivolta verso il viso del fratello ed era attaccata con la bocca alle sue labbra in un incredibile bacio da contorsionista.

Nella sua lunga esperienza di troia,non le era mai capitato di vedere corpi così attorcigliati.

Nel confondersi di quelle carni tra sederi morbidamente scolpiti in un cocktail di pelle bianca e cute pelosa,arti intrecciati come fossero corde,seni schiacciati,capelli umidi e appiccicaticci spalmati in modo disordinato,carni vibranti e lucide di sudoe,le uniche parti che lei riusciva a vedere distintamente erano i sessi accoppiati che nel loro frenetico e convulso dentro-fuori,rilasciavano il caratteristi schiocco dello schiaffo sull'acqua accompagnato dai suoni che ansimanti,sortivano dalle loro bocche bramose.

Uno spettacolo al quale la mamma non aveva saputo sottrarsi e coricandosi sul letto completamente vestita,si era insinuata tra quei corpi in ebollizione per appoggiare le labbra sui loro sessi incandescenti.

Gli amanti parevano non essersi accorti della presenza della donna sino a che lei non aveva cominciato a giocare con la lingua sul clitoride della figlia e l'incredibile stantuffo che la pompava mentre con una mano strizzava i testicoli dello stallone infoiato e con l'altro braccio si teneva ancorata ad una gamba della figlia.

Improvvisamente la ragazza aveva smesso di ansimare ed aveva cominciato a gridare ed incitare il fratello a chiavarla più forte mentre dalla sua gola esplodeva un urlo lungo e intenso come l'orgasmo che le aveva squassato il corpo facendola tremare tutta.

Subito dopo anche lui era venuto e mentre le sparava fiotti di sperma sull'utero,emetteva grugniti simili a quelli di un maiale.

La mamma era fiera di essersi unita a loro in un momento così cruciale ed aveva subito cominciato a ripulire il cazzo bagnato e gocciolante del figlio e leccare tra le labbra della figlia risucchiandone tutto lo sperma che ne fuorusciva.

-Siete proprio dei porcelli a mettervi a fare queste cose proprio mentre il pranzo che ho preparato con tanto amore per voi è già a tavola!-

Aveva rimproverato i figli ridendo, mentre col viso imbrattatato e la bocca intasata dal sapore della sborra che aveva ingoiato,scendeva dal letto.

Dopo circa 20 minuti e dopo una breve doccia,erano tutti seduti a tavola.

-Non dovevi farlo godere tuo fratello Nadia.

Se proprio avevi voglia ti potevi far leccare ma non lo dovevi stancare in previsione del programma di stasera.

Se lo portiamo li già spompato che divertimento c'è?

Adesso,dopo che avremo finito di mangiare tu Andrea te ne andrai a riposare in camera tue e io e tua sorella ci "riposeremo" nella mia camera.-

Aveva detto la mamma con tono ironico.

E l'ironia calzava molto bene alla circostanza giacchè,mentre il ragazzo era caduto in un sonno profondo,la mamma e la sorella si erano dedicate ai loro giochi saffici preferiti sino a quando anche loro due,vinte dalla stanchezza accumulata sono cadute tra le braccia di Morfeo.

Erano le 21,00 quando,dopo aver fatto la doccia,un profondo enteroclisma(Anche lui era stato sottoposto a clistere nonostante le sue proteste "non si sa mai" gli aveva detto la madre)ed aver finito di prepararsi,avevano preso l'auto per avviarsi verso quella villa distante meno di due ore da casa loro.

In macchina aveva cercato di immaginare come si sarebbe potuta svolgere la serata comunque,tra desideri,voglie e aspettative,la mamma si era raccomandata coi figli:

-Tu Andrea tieni i preservativi sempre a portata di mano e cura quelli che si avvicinano atua sorella,se non hanno già il goldone glielo dai tu e se si rifiutano di indossarlo caccialo via in malo modo se serve.

Anche tu Nadia,stai attenta da chi ti fai scopare.

Se proprio vedete che il tizio è troppo arrapato e nervoso,fagli un pompino che lo calmi.-

-Ma mamma Nadia prende la pillola è protetta altrimenti come farebbe con me?-

Aveva detto il figlio.

A quel punto era intervenuta la sorella:

-Andrea,non fare lo stupido,tu sei mio fratello e poi,con certe malattie,bisogna stare attenti.

-E la mamma?-

Aveva obiettato lui.

-La mamma prende la pillola e poi,ormai è immunizata dai tanti cazzi che ha preso!-

Erano scoppiati tutti e tre in una fragorosa risata.

-E poi,se anche la mamma dovesse rimanere incinta,noi avremmo un fratellino e il bimbo avrebbe un papaà meraviglioso come nostro padre.....io sarei contenta e tu?!-

Aveva concluso la sorella.

L'ultimo dubbio era stato chiarito dalla mamma quando il figlio le aveva chiesto:

-Ma se saremo tutti nudi dove li tengo i presevativi?-

-Stupido!-

Aveva risposto lei continuando poi:

-Negli spogliatoi ci sono a disposizione delle sacchttine da portare al collo per i soldi per le consumazioni al bar,i fazzolettini e i preservativi.

Chi vuole poi,può anche mettere dei biglietti da visita nel caso desideri approfondire quella conoscenza.-

Quando erano arrivati a destinazione,la madre era rimasta colpita dai molti cambiamenti che vi erano dopo in cancello d'ingresso di quella grande villa.

Il parcheggio che l'ultima volta era completamente brullo,aveva ora,degli vasi in legno con dentro dei grandi olenadri fioriti che dividevano gli spazi dedicati alle automobili.

Vi erano aggiunti anche dei lampioni che emananavano una luce discreta e suggestiva.

All'entrata vi era un uomo in divisa ad accoglierli mentre oltre l'ampio portone,il salone era stato trasformato in una elegante lobbye ornato da piante colorate ed alcuni grandi divani neri.

L'accoglienza era stata molto calda ed anche se il proprietario non l'aveva data a vedere,lei aveva avuto la netta sensazione che fosse stata riconosciuta.

Oltre le pinte,un blulichio di voci lasciava intendere che il locale era già pieno.

Prima di passare dagli spogliatoi,il proprietario li aveva accompaganti al loro tavolo riservato al bar ed aveva loro offerto come benvenuto una flute di prosecco.

Il loro arrivo non era passato inosservato e per qualche secondo,i loro passi verso il tavolo erano stati accompagnati da un significativo silenzio.

Segue

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