Niente pillola 9 - Sesso spinto nel gazebo

Scritto da , il 2020-12-17, genere incesti

Quel repentino cambio di situazione aveva sorpreso sia me che mio figlio.

Io ero già abituata ai piaceri saffici grazie ai rapporti con le mie amiche che mi avevano introdotta in quel magnifico mondo(le cui delizie mi erano sconosciute sino ad allora)proprio quando le avevo informate del mio nuovo rapporto incestuoso con Matteo.

Per mio figlio invece,la situazione era del tutto nuova.

Infatti, se anche avevamo sperimentato dei giochi di esibizionismo in pubblico,non avevamo mai avuto contatti fisici coi nostri occasionali spettatori.

Mentre Paola con i suoi baci languidi ed i suoi toccamenti leggeri mi accompagnava verso sensazioni di piaceri crescenti,con la coda degli occhi osservano mio figlio cogliendone la rigidezza del corpo e l'incapacità ad assumere un qualunque atteggiamento di accondiscendenza o di rifiuto.

Semplicemente,rimaneva passivo e si lasciava fare senza apparenti reazioni.

Totalamente irrigidito,si faceva toccare in quei punti dove mai nessun maschio aveva messo le mani anche se in palestra,durante la doccia,vi era un certo scambio di sguardi come avviene in quei casi senza però,la malizia di toccarsi.

Paola intanto dopo aver esplorato con la lingua tutti gli spazi raggiungibili dentro la mia bocca e dopo avermi pennellato con la lingua il viso,dietro le orecchie ed il collo,aveva cominciato ad armeggiare col mio vestito sino a lasciarmi coi seni completamente scoperti.

Le sue mani di velluto,il suo alito tiepido e la sua lingua rugosa come quella di una gatta,mi procuravano brividi di piacere che,come una rete elettrica,attraversando tutta la mia pelle, si dirigeva dentro al mio sesso per poi risalirmi dentro,lasciandomi completamente umida e diramandosi in ogni nervo e vena del mio corpo sino a scuotermi il cervello.

I miei seni parevano miracolosamente più sodi mentre i miei capezzoli oramai durissimi,spuntavano come due nocciole su di essi per il piacere delle sue avide labbra.

L'effetto della sua lingua era incredibile.

Con gli occhi chiusi ed il cuore che batteva a mille,mi sentivo avvolta,strusciata,accarezzata e morsa in ogni angolo dentro e fuori di me dalle sue mille mani scivolose come seta e avvolgenti come braccia di una piovra.

Quando avevo riaperto gli occhi,lei era inginocchiata accanto al marito ancora impegnato con mio figlio, con le mie mutandine in mano e la testa immersa tra le mie cosce.

Istintivamente le avevo portato le mani tra i capelli per accompagnarne i movimenti ed al tempo stesso,avevo notato che anche mio figlio aveva un'aria più rilassata e con una postura completamente abbandonata sulla spalliera,con la bocca socchiusa ansimava piano mentre Luca gli succhiava il cazzo e gli accarezzava i testicoli e le parti erogene di tutta la zona anale e genitale.

Paola era stata capace di farmi raggiungere un orgasmo completamente diverso da quelli ai quali ero abituata.

La sua lingua e le sue carezze erano talmente lievi e continui,che mi ero sciolta e bagnata in un orgasmo lunghissimo in cui dalla mia bocca sortiva solo un flebile e lungo gemito di godimento mentre il mio corpo vibrava come scosso da una lieve folata di vento.

Una specie di intensissimo languore portatore di un acme senza botto ma continuo,intenso e gioioso come certi fuochi d'artificio visti da lontano dei quali si intravedodo i bagliori ed i lapilli colorati prima che giungano i frastuoni.

Con la bocca madida dei miei umori,Paola si era sollevata e dopo avermi fatto assaporarare tra le labbra il mio stesso nettare,si era avvicinata al mio orecchio per sussurrarmi in una specie di imprecazione:

-Sei deliziosa e buonissima Silvia e vorrei chiederti per favore,se mi permetti di assaggiare anche Matteo.-

Un lungo sospiro era stata la mia risposta e,tenendomi legata a lei con le sole dita della mano,l'avevo sentita allontanarsi da me.

-Che spettacolo Matteo!
Sei bellissimo ma devo ammettere che anche mio marito è stato bravo a tirare fuori il meglio del tuo giovane corpo.

Oddio come sei bello...mi ricordi mio figlio con la tua verga bruna segnata da quelle trasparenti venature bluastre e con quella fragola rosa che promette mille delizie!-

A quelle ultime parole,una specie di frustata aveva scosso tutto il mio corpo al punto che,con un gesto brusco,avevo sciolto il nodo che legava le nostre dita:"Mi ricordi mio figlio" aveva detto con tale naturalezza che ne ero rimasta turbata

Dopo quelle parole,chinandosi sul ventre di mio figlio,gli aveva afferrato il pene con una mano e dopo avergli leccato il prepuzio scappellato e l'umido buchino sul glande,con la bocca aveva sfiorato le labbra del marito e si era alzata tirando con se anche mio figlio.

-Vieni Matteo,aiutami a sdraiare su questo pouff in modo che mio marito possa preparare per te anche la mia fica come ha fatto col tuo bel membro.-

Con mio figlio seduto accanto a lei che timidamente cercava di accarezzarle i seni,Paola aveva allargato le cosce ed il marito,infilandole le braccia sotto,l'aveva sollevata portando il sesso già aperto all'altezza del suo viso.

Io ancora come stodita dal piacere provato e dal veloce correre delle situazioni,osservavo la scena come se quel giovane maschio col cazzo svettante non fosse mio figlio.

Era la prima volta infatti che lo vedevo insieme ad una donna che gli stava chiedendo di montarla.

La situazione era davvero paradossale.

L'uomo che la stava preparando con la lingua ero lo stesso che aveva succhiato Matteo sino al punto di fargli diventare il cazzo gonfio e duro come forse non l'avevo mai visto prima.

Sensazioni mai provate avevano attraversato il mio cervello in quel momento.

Una specie di gelosia per quel maschio che al tempo stesso mi era figlio,amante e padre della creatura che forse avevo già in grembo.

A quelle sensazioni si univa l'orgoglio per il desiderio e la passione che il mio giovane maschio aveva suscitato in persone così interessanti.

segue

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