Avventure ed esperienze di un estate – QUARTA parte – l’edicolante padrona

Scritto da , il 2019-09-20, genere dominazione

DISCLAIMER: NARRAZIONE DI PURA FANTASIA, NOMI, LUOGHI, PERSONAGGI E’ TUTTO INVENTATO. IL PROTAGONISTA E’ MAGGIORENNE E QUANTO NARRATO AVVIENE DOPO LA SUA MAGGIORE ETA’.
Avventure ed esperienze di un estate – QUARTA parte – l’edicolante padrona
(per avere un filo logico ti consiglio di leggere anche le altri parti in quanto viene alternato passato e presente)
Ed erano altri ricordi di quello che sarebbe poi avvenuto il 21 ottobre…Una data particolare, che poi segno il resto della mia vita. Era, quel giorno, la mia libera scelta di intraprendere un percorso di vita e sessuale di un genere piuttosto che di un altro. Ero il mio appuntamento verso la diversità.
Tornato al presente, abbandonando i ricordi, mi resi conto che la donna al banco mi fissava ed aspettava di essere pagata per le riviste che avevo comprato. Guardando ogni copertina aveva fatto la somma. In particolare si era soffermata sull’ultima che avevo scelto…era palesemente di genere bdsm, davvero particolare come scelta. “Sono 17 mila lire, disse”. Allungai la mano verso la tasca dietro dove tenevo il portafogli….immediatamente realizzai che era rimasto sulla cassapanca della camera. Non senza imbarazzo dissi alla signora che l’avevo dimenticato e che non avevo modo di pagarla, gli avrei lasciato il tutto tornando poi il giorno a prendere le mie riviste visto che ormai era ora di chiusura del negozio e non avei fatto in tempo a tornare. L’edicolante, mi rispose, guardandomi in maniera diversa “ma dai, non ti preoccupare, se vuoi puoi pagare anche in un altro modo…” mentre lo diceva si avvio alla porta del negozio. Giro il cartello in vetrina su “chiuso”, accosto la porta per poi chiuderla a chiave. Torno da me, al banco, cercando una mia reazione alle sue parole…io la guardai ma non capivo dove andasse a parare….”ho visto l’ultima rivista che hai preso…” “ora mi dirai perché hai scelto proprio quella…” io, perplesso dall’esuberanza della signora esitavo nel risponderle… il suo tono diventò improvvisamente perentorio e duro “perché hai scelto quella rivista??...devo arrabbiarmi ? devo passare alle maniere forti ? ” io intimorito rosso di vergogna a bassa voce gli risposi “ mi piace quando mi castigano…” “allora avevo intuito bene! sei un discolo che deve essere punito! Ora ti sistemo io! ” “seguimi!! Ora! Muoviti, non mi fare incazzare“ il suo tono ormai non permetteva discussioni…come un cagnolino la segui nel retrobottega seguendola passo passo. Dal ripiano di uno scaffale prese uno scudiscio da cavalli, poi prese una sedia e vi sedette. Guardandomi dritto in faccia si rivolse a me…”spogliati e vieni qui”… Io inizia a gongolare a questa situazione. Mi sentivo ancora una volta eccitato. La mia storia passata mi aveva più volte portato ad affrontare e godere di queste situazioni, ma con lei era molto diverso, era la prima volta e non me l’aspettavo. Di solito le mie punizioni, le mie sessioni, erano programmate o comunque previste, ma in questo caso fu diverso. L’uomo che mi prendeva in cantina programmava i miei appuntamenti. Eccitato e timoroso obbedì iniziando a spogliarmi, rimanendo in breve completamente nudo davanti a lei. “avvicinati!” con 2 brevi passi fui di fronte a lei, mani dietro la schiena e sguardo chino, come avevo imparato nel tempo. Uno schiavo si presente sempre così. Lei si soffermo a guardarmi su tutto il corpo. In mano il frustino che si batteva sul palmo della mano. Prese la rivista che avevo scelto ed inizio a sfogliarla fino ad arrivare ad una certa pagina.. “era questo l’articolo che t’interessava ?” alzai gli occhi per guardare quella pagina “si, signora, era quella”… Lei scorse l’articolo e , soprattutto le immagini dove si vedeva un ragazzo sulla ventina piegato sulle ginocchia di una donna, e lei che era nell’intento di scudisciarlo con forza…” quindi è questo che ti piace ? ti piace essere frustato sul culo ? e sul cazzo ?“ si, signora, lo desidero molto, anche sul cazzo” dissi flebilmente …”NON HO CAPITO! “ disse lei con tono più alto ed imperativo “si, si signora, mi piace”. “ma bene…allora ti sistemo io! “ cosi dicendo mi prese per un braccio e mi porto verso di se…”in ginocchio! “ ..io obbedii e mi misi di fronte a lei. Il mio viso era di fronte al suo seno, prosperoso. Non potevo ignorarlo…e lei se ne accorse…mi diede uno schiaffo e disse “non si guarda così la padrona!” poi, intimandomi di rimanere dove ero, si allontanò dalla sedia…torno dopo qualche istante. Nel frattempo, obbediente, non mi spostai e non rifiatai aspettando il seguito di questa esperienza. Ancora una volta, come tutte le altre, ero eccitato per quello che stavo passando…ancora una volta la mia parte maso aveva il sopravvento su di me. Mi piaceva essere l’oggetto. La signora torno , si era completamente spogliata. Si sedette sulla sedia con le gambe divaricate. Roteando nell’aria il frustino mi disse “vieni qui!”..io camminando su i ginocchi mi trovai al cospetto di lei, la faccia attaccato al suo corpo. “Ora leccami le tette e non smettere finche te lo dico io”. Io attaccai le mie labbra al suo capezzolo, e con sapiente lavoro iniziai a succhiare e leccare quel bottoncino. Stetti molto tempo nel poppare dalla sua mammella, come un bambino farebbe per il latte.. poi mi spostai sull’altra tetta…erano grosse e pesanti, la mia bocca si perdeva su tanta carne .Preso dalla foga, le mie mani che erano sempre rimaste dietro in segno di penitenza, si spostarono davanti, e, cercarono il sesso di lei, Mentre la leccavo le mie mani s’intrufolarono fra le sue cosce. In breve erano al cospetto del suo sesso cercando di darle piacere dal basso. La leccavo e sgrillettavo senza ritegno. “bravo il mio maialino, il mio schiavetto…” il suo sesso era bagnato e scivoloso…godeva, la vacca. Improvvisamente serro le cosce e mi sferro un ulteriore sberla :”chi ti ha autorizzato a toccarmi la fica ? preparati ad essere severamente punito ! vedrai ora cosa ti aspetta! ” cosi dicendo mi fece stendere sulle sue ginocchia. Poi, mentre una mano mi premeva sul collo con l’altra, munita di scudiscio, inizio a percuotermi sul culo. Lei iniziò frustandomi dapprima sulle natiche con una crescente violenza, sempre più forte. Poi, non contenta, mi fece spostare per potermi far allargare meglio le gambe Il mio cazzo era alla sua portata. Lo prese in mano e con pochi colpi ben assestati lo fece diventare duro. Mi prese le palle e le strizzo facendomi genere. Poi, facendomi scendere dalle sue ginocchia, mi fece mettere carponi col culo rivolta verso di lei. Con il frustino inizio a giocherellare con le mie palle ed il mio cazzo…lo passava sfiorandolo e poi lo sferzava con colpi leggeri. Di tanto in tanto la punta del frustino andava a stuzzicarmi il buco del culo, lo forzava, ma non lo violava. In cuor mio ne avrei avuto piacere se mi avesse preso da dietro violentandomi con quel suo oggetto ma in quell’occasione non avvenne, si limito solo a stuzzicarmi. Ormai il cazzo era duro da far paura, sarei esploso da un momento all’altro. Allora cambio tattica… “ti piace il culo rosso ? ora ti accontento !!” mi fece accucciare, il viso a sfiorare il pavimento e il culo ben rialzato, con le gambe ben divaricate. Venne di lato a me, prese bene la mira ed inizio a sferzarmi in maniera sempre più dolorosa . Mi assestava una serie di colpi ravvicinati , poi, sadica, spostava la mira, mi dava dei leggeri colpi e poi una nuova scarica. Si divertiva e godeva a frustarmi. Quando il culo ormai rosso e segnato di lunghe strie, si fermo. Evidentemente era pronta per il finale…temevo mi avesse sferzato con una miriade di colpi come gran finale, invece…disse ”girati, schiena a terra!” , io mi girai come lei mi aveva ordinato. Si sedette sopra di me, e, accosto la sua fica alla mia bocca. “ora caro mio mi leccherai la fica mentre ti seghi, se tu vieni prima di me ti finisco di botte” e, dicendolo, mi assesto una frustata direttamente sulle palle. “forza, fammi godere!” Io iniziai a leccarle il sesso passando la lingua inizialmente sull’esterno, per poi infilarla fra le sue grandi labbra, andando avanti e indietro nella sua vagina umida. Il mio viso era inondato dei suoi succhi, facevo quasi fatica a respirare, contemporaneamente la mia mano cerco il mio cazzo ed inizia a segarmi in sincronia con le leccate che le davo. Il ritmo aumento in un crescendo di spasmi e mugolii, fino a che, incredibilmente, si venne insieme. Lei ebbe un orgasmo tale che le sue ginocchia mi strinsero ai fianchi levandomi il respiro. “che vacca da monta” pensai fra me e me. Finito questo pseudo 69 lei si rialzo. Con tono diverso, quasi amorevole, mi disse “grazie caro, mi ci voleva proprio”, “spero ti sia piaciuto anche a te”. Mi allungo una scatola di kleenex con cui asciugarmi. “ora se vuoi ti puoi vestire, altrimenti decidi te”…sarei rimasto li, ma era ora di cena e a casa, i nonni, mi aspettavano. Avevo passato un pomeriggio sconvolgente. Tornammo nel negozio, lei mi mise le riviste in un sacchetto e me lo porse sorridendo, ma con un sorriso pieno di soddisfazione. Mi disse “torna, se vuoi, anche senza soldi…” e mi fece un occhiolino. Poi si assicuro, guardando dalla vetrina, che nessuno passasse dalla strada e mi fece uscire velocemente. M’incamminai verso casa dei miei nonni con le mie riviste, ed un senso di piacere che mi invadeva. Inaspettatamente un pomeriggio di sesso…non ci avrei sperato. Ed aveva ancora da leggere le mie riviste.
Segue….
Questa storia può certamente andare avanti all’infinito con molteplici avventure. Se vi sta piacendo scrivetemi nei commenti o su reply.to.segaty@gmail.com e datemi suggerimenti o commenti. Cosa dovrebbe ancora capitare al nostro amico ?  Grazie e buona lettura

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