La cappellona

Scritto da , il 2019-01-04, genere gay

Giovane giocatore di calcio mi dilettavo a guardare i cazzi dei miei coetanei in doccia finiti gli allenamenti. In particolare c'era Giorgio che aveva un cazzo normale ma una cappella molto grossa. Per questo motivo più di un ragazzo lo prendeva in giro chiamandolo cappellona. Giorgio abitava in un paese a quattro chilometri dal campo di calcio e, di solito, terminato l'allenamento arrivava un genitore a prenderlo in macchina. Una sera mi chiese se potevo portarlo a casa col motorino perché i genitori non c'erano, erano a cena da amici e rientravano tardi. Terminato l'allenamento e doccia, partimmo verso casa sua e naturalmente da giovani diciassettenni iniziammo subito a parlare di sesso. Mi disse che aveva parecchie difficoltà a causa della sua enorme cappella e che le ragazze appena gli vedevano il cazzo rifiutavano anche il minimo approccio, quindi era solito farsi delle solitarie seghe per darsi un po' di piacere. Io gli dissi che malgrado la mia normalità non riuscivo a concludere molto con le ragazze e così' anch'io ero un solitario segatore del mio cazzo. Questi discorsi ci fecero intostare i cazzi e sentivo chiaramente il suo appoggiato a me vibrante. Arrivati a casa sua mi chiese se volevo entrare per stare un po' con lui ed accettai. Sul divano, mentre bevevamo una bibita, continuammo a parlare di sesso e dopo un po' eravamo talmente arrapati che avevamo bisogno di sborrare per calmarci. Proposi a Giorgio una sega in compagnia, così in breve eravamo nudi e con le mani sul cazzo segandocelo con piacere. Dopo un po' gli dissi che era bello farsi la sega in compagnia, ma più bello sarebbe stato farsela fare e nel dirlo presi il suo cazzo in mano iniziando a segarlo con calma. Lui mi disse che non era avvezzo a questa attività, ma gli piaceva molto sentirsi segato, così lo invitai a contraccambiare e subito iniziammo a godere l'uno dell'altra mano. Vista l'età e gli ormoni a mille, trascorse qualche minuto ed eravamo pronti sborrata che avvenne quasi simultaneamente con getti potenti di caldo sborro che ci liberò le palle

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