Il cazzo di Lucio.

Scritto da , il 2019-03-11, genere gay

Vicino a casa mia è arrivato ad abitare un signore sui cinquant'anni, bel tipo e solo. Abita in un mini appartamento e fa l'insegnante di educazione fisica. Una sera lo trovai al bar e non so il motivo, ma ci trovammo a chiacchierare un po'. Mi disse che era separato, che insegnava alle medie e che era appassionato di calcio. A forza di chiacchierare scoprimmo che entrambi eravamo tifosi della stessa squadra, così la domenica successiva mi invitò a casa sua per vedere la partita. La partita non era un gran che, ma la nostra squadra vinse e fummo entrambi contenti, tanto che Lucio prese una bottiglia di cognac e ne versò una buona dose a testa per festeggiare. Dopo due tre bicchieri eravamo un po' brilli, Lucio mi chiese se mi andava di vedere un film porno, dissi di si e subito prese una cassetta e la inserì nel videoregistratore. Iniziarono le scene dove una gran troiona si faceva scopare da due negroni, prendendo i cazzi uno in figa e l'altro in culo e godendo come una matta. A quelle visioni anche noi due ci eccitammo ed in breve non sapevamo come tenere a bada i nostri cazzi. Notai che Lucio aveva un grosso rigonfiamento e la cosa mi attizzò, volevo vederlo perché mi sembrava veramente grande. Ad un certo punto non ce la facevamo più così proposi a Lucio di farsi una sega per calmarci un po'. Disse che ne aveva proprio voglia ma si era trattenuto perché non sapeva come la pensavo in tema di sesso tra maschi. Gli dissi che qualche volta l'avevo fatto e così ci denudammo mettendo in mostra io un cazzo normale ma vibrante dal tiraggio e lui, appena abbassati i pantaloni e le mutande, una bestia pazzesca, un cazzo degno di un cavallo, due palle mastodontiche ed una cappella che ti invitava a leccarla. Gli feci i complimenti, ma lui mi disse che era stufo di avere un cazzone enorme, perché non riusciva mai a scopare per la paura manifestata dai partner che incontrava. La mia troiaggine ebbe la meglio, gli raccontai del cazzone enorme di un altro mio amico che mi aveva slabbrato il buco del culo facendomi impazzire di godimento. Lucio mi disse che allora forse poteva incularmi ed io gli assicurai che desideravo provarlo. Subito fummo nudi ed a letto, una dose industriale di lubrificante venne spalmata sul mio buco e sul suo enorme cazzo in tiro, poi messomi alla pecorina lo invitai a provare. Mi sentii la cappellona bollente sul buco che pian piano cercava di farsi strada; a forza di spingere un po' era entrato, ma ne rimaneva fuori ancora una spanna, io gemevo come una vacca e lo invitavo a darmelo tutto, ma lui con calma procedeva pauroso di rompermi e di farmi male. Pian piano però riuscii a prenderlo tutto, trenta centimetri di cazzo tutto dentro il mio buco del culo, un cazzo imponente che vibrava e mi faceva sentire le sue nodosità, facendomi contorcere dal piacere immenso che stavo provando. Poi iniziò a montarmi, procedendo da prima con calma, per poi iniziare una cavalcata tremenda che mi fece ululare dal piacere ed anche da un po' di male. Sentirmi trafitto da un cazzo così era l'apoteosi del piacere e del godere, infatti iniziai a sborrare come una fontana, mentre lui continuava la frenetica cavalcata. Poi lo sentii tremare tutto e subito dopo urlando di piacere mi inondò l'intestino con una sborrata paurosa. Eravamo stremati, ma avevamo entrambi goduto pazzescamente. Lucio mi disse che mai aveva avuto tanto ed io ridendo dissi che anch'io mai avevo avuto tanto cazzo ed ero felice di averlo provato e gustato, nonché di farlo felice. Ci baciammo lungamente, poi Lucio mi scopò ancora una volta facendomi andare fuori di testa dal godimento, infine, dopo la seconda nostra sborrata, ci facemmo una doccia e me ne tornai a casa zoppicando, malridotto, ma contento. Da quella sera Lucio è il mio uomo ed un paio di volte la settimana mi concedo al suo enorme cazzo facendolo sborrare litri di sugo dolcissimo e facendomi impazzire dal piacere. Il mio buco del culo è una caverna, ma solo al pensare di essere scopato dal suo cazzone mi viene il cazzo duro e mi devo masturbare per dargli pace.

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