Mal d'Africa ( Alla maniera di Tibet ) Pt.3

Scritto da , il 2018-12-19, genere pulp

“ Alzati. Facciamo un giro. “

Dal Memorial, con la sua caffetteria, il sentiero saliva a oriente attraverso un boschetto degli immancabili alberi d’argento, che si chiusero dietro di noi come un sipario.

“ Non pensavo di salire proprio, non ho il cappello e il sole batte. “

“ Ti do il mio.. “

Gianna era scalza, costume, copricostume e basta, come se davvero fossimo in spiaggia. Si saliva per questo sterrato ripido, in mezzo a un’iradiddio di sterpi e sassi, pensavo di essere audace io coi sandali, e invece lei camminava leggera come sulla sabbia.

“ E’ da femmina ! “

“ Tu non ti preoccupare. “

Almeno i piedi non erano da gallina, lunghi, rettangolari, comunque di belle proporzioni.

“ E poi non ho nemmeno l’acqua e la giacca a vento ! “

“ Tu non ti preoccupare. “

C’era nell’aria una luce particolare che rendeva più intensi i colori. I cespugli di Protea esibivano tutte le varietà dei loro fiori, rossi, bianchi, gialli, sembravano piante di un altro pianeta.
Anzi, se non fosse stato per il panorama della città, tutto sarebbe sembrato un altro pianeta. Si sentiva solo il canto degli uccelli, non c’era nessuno, eppure ogni santo giorno i turisti salivano e scendevano, in comitive per non essere rapiti, e poi i maniaci del ciclocross, motocross, i negri che pregano non si sa cosa ai margini dei cammini. Dove era finita tutta quella gente ?

“ Dovrebbe essere pieno di comitive qua attorno. Perché non si vede nessuno ? “

“ Tu non ti preoccupare. Dicevamo di Timur lo zoppo, quando c’era lui, le carovane sulla via della seta arrivavano sempre in orario. Una donna vestita come me, cioè svestita, ma anche con dei monili d’oro, avrebbe potuto attraversare il regno senza scorta e nessuno avrebbe alzato un dito. Perchè Timur per qualunque crimine conosceva una sola punizione, aveva l'occhio per riconoscere i briganti e i predoni come lui stesso, e li faceva decapitare, oppure li arruolava nel suo esercito.
Si dice che abbia fatto morire un terzo della popolazione asiatica, ma quelli rimasti vivi se la passavano bene, i poveri erano pochi, le occasioni tante, e le città traboccavano di pietre preziose. "

Tutto il contrario della città sotto di noi, pensavo. Appariva splendida, con i suoi edifici moderni sotto quel cielo terso, ma chi la conosce ha visto la povertà, la mancanza di ogni elementare giustizia, e sa che le compagnie minerarie su quell'ingiustizia ci lucrano ancora più che sulla vendita dei diamanti.

" .. Mi avevano detto che a Tashkent, nel Bazar del Crocevia, si potevano trovare vestiti meravigliosi, seta cinese tutta intessuta di quelle pietre, e così un giorno di mercato sono andata a vedere.
Tashkent sta tra due fiumi, e al suo centro si incrociano le vie carovaniere. Li si ha il Bazar, coperto da una gran cupola di smalti azzurri e turchesi, con i serragli dei viaggiatori attorno, e quando fa bello, i venditori che non trovano posto dentro, montano le loro tende all'aperto e tutto diventa una confusione di voci e colori.
Sotto la cupola, al centro del Bazar, c'è una fontana pubblica col lavacro quadrato, poi i banchi dei venditori a cerchi concentrici, e infine un portico esterno, dove gli uomini si siedono a terra per passare il tempo. Si gioca a dama, passano ambulanti a offrire il the e le ciambelle col sesamo, infilate una sull'altra in una verga di legno, e ai quattro lati ci sono blocchi rialzati di marmo, dove i Meddah possono esercitare il loro mestiere di pubblici narratori.
Perchè non c'erano giornali e notiziari a quel tempo. "

Gianna teneva le mani nelle tasche del cardigan per tenerlo stretto contro il vento, nel raccontare saltellava da un lato, poi dall'altro, col movimento il tessuto passava dal verde all'azzurro, il cappello sembrava ogni attimo sul punto di volare via.

" E' li che ti ho visto la prima volta, eri un Meddah in quella vita, come tutti loro avevi un bastone e un fazzoletto, e nient'altro ti serviva per fare scena. - Hak, dostùm, hak ! - - Verità, signori, verità ! - e se dovevi parlare di una dama veneziana, tendevi il fazzoletto davanti al viso come un velo, e se dovevi parlare di un vecchio, chiudevi gli occhi e tastavi attorno col bastone. Io avevo dimenticato tutto e rimanevo li con gli altri ad ascoltare, ma sono Djinn, agisco solo per il mio piacere, e capivo che avresti ricevuto molti regali, come a quel tempo usava. Forse allora avresti potuto regalare a me uno di quei vestiti, mi ci volle poco a farmi notare tra il pubblico, non passò molto tempo, prima che finissimo nascosti nell'ombra, dietro una colonna della Moschea, mentre la gente pregava. "

“ Adesso però se metto in fila più di tre parole mi impappino, è per questo che ho dovuto imparare a scrivere. “

“ E’ normale.. fa parte della pena.. “

Così ragionando eravamo arrivati alla cima della salita, in vista della Casamatta del Re, un fortino costruito dagli Inglesi in epoca napoleonica, proprio sotto il Picco del Diavolo.
Davanti al fortino c’è uno spiazzo che gode di una perfetta vista sulle due baie ai lati della Penisola del Capo. Ci sono ancora gli antichi cannoni puntati sul mare, di solito ci sono anche torme di escursionisti a tutte le ore.

“ Dove sono andati a finire tutti ? Li hai fatti sparire ? “

“ No, è stato più facile fare sparire noi. Non hai visto che la luce è diversa dal solito ? “

Ci eravamo seduti sull’erba ingiallita, anzi lei si era stesa, il cappello era caduto lasciando liberi i capelli, il copricostume cadeva sui lati lasciandola del tutto offerta, era impossibile non andarle sopra.

“ Fai anche avverare i desideri ? “

“ Scordatelo. Troppa fatica. “

Aveva sollevato una gamba poggiandomi il piede sul petto, come per tenermi a distanza, ma poi era risalita fino a mettermelo in faccia, era pulito come se fosse appena uscita da una vasca, le donne mortali sarebbero morte di invidia per una cosa del genere.
Non sono uno di quei patiti che passano giorno e notte a pensare ai piedi, ho altre priorità, ma se la signora desiderava un massaggio, chi ero io per negarglielo.
Così presi a baciare la pianta e a stringerlo ai lati con le mani, per poi scendere a mordicchiare il tendine di Achille sopra il calcagno. Il profumo della sua pelle, no, non nel senso malizioso, dico davvero.

“ … I Meddah più bravi, regolarmente ricevevano offerte di ospitalità da parte di famiglie facoltose, e tu andasti a finire nel campo di un gran signore dei Tartari. Ti avevo seguito fingendomi tua moglie, tu raccontavi i fatti del mondo agli ospiti del signore, io ballavo con quel bell’abito che avevo finalmente ottenuto. Abbiamo passato delle belle giornate.
Ma non eri capace di accontentarti, avevi messo gli occhi su una delle figlie del nostro Mecenate.. Mehrangiz.. perché faceva chic dare nomi persiani alle ragazze.
Tu l’hai ubriacata di complimenti, incuriosita, e infine trascinata dentro ai nostri giochi.. “

Il racconto si faceva interessante, Gianna nel ricordare aveva infilato una mano sotto il suo costumino, io continuavo a baciare il piede e la caviglia, intanto la tiravo verso di me, fino a schiacciare il suo bacino contro il mio.

“ .. Ma dai e dai, alla fine ci hanno scoperto, è solo grazie alla mia magia che siamo arrivati ai cavalli, ne abbiamo rubato uno per scappare verso la Ferghana, ma Mehrangiz non volle seguirci, pur sapendo che l’avrebbero punita, si fidava della sua famiglia..“

“ Brava ragazza doveva essere. “

“ L’hanno lapidata. “

“ Eh ?? “

“ Prima hanno riunito i parenti, poi l’hanno portata davanti a una moschea e l’hanno uccisa a sassate. Aveva diciannove anni. “

“ Ma vaffanculo va ! Me lo hai fatto smollare ! “

Avevo lasciato cadere di botto la sua gamba, e lei con tutto questo rideva.

“ E allora ? Alla realtà non interessa come vorresti tu che fossero le cose, quel che è successo non cambia.
E questo è solo un esempio, un piccolo esempio, dei danni che quell’altro te stesso riusciva a fare, di solito senza neppure rendersi conto. Una scia di bugie, cuori spezzati, vite rovinate, da Costantinopoli fino a Kashgar !
E’ questo il karma di cui mi hai chiesto, che ha dato forma alla tua vita attuale. “

Troppa roba, mi era passata la voglia, mi sono steso di fianco a lei, rimasti in silenzio potevo sentire il vento e gli uccelli, con la testa all’indietro vedevo il cielo, il picco e le nuvole a filamenti che sembravano irraggiarsi dalla sua punta.
Sono convinto di avere scorto anche una capra di montagna sulle rocce, sono rare.
Ma avevo la mente vuota, non sapevo proprio che dire.

Gianna allungò la mano sulla mia guancia, per una carezza.

“ Facciamo un altro pezzo di strada ? Voglio mostrarti la mia casa, ti offrirò il the, la frutta, e potremo stare più comodi. “

Questo racconto di è stato letto 1 8 7 4 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.