Il regalo 2

Scritto da , il 2017-12-10, genere incesti

Per essere stato il mio primo regalo, devo dire, di essere veramente soddisfatta, e allo stesso tempo, incredula, sapevo che i miei avevano capito, la mia vera natura, spesso sbirciavo mio padre nudo in bagno, mentre si lavava, o faceva la barba, e osservavo il suo cazzo molle, ma di dimensioni pazzesche per mè, e non ha mai fatto nulla per nascondersi, certo, non lo faceva apposta, non ha mai pensato di farmelo vedere di proposito, ma se succedeva, non c'era imbarazzo, come spesso vedevo mia madre nuda, anzi spesso entravo in camera sua, e mi siedevo vicino a lei, e poi mettevo la mia testa, appoggiata sulle sue gambe, e le parlavo, vedendole se sue meravigliose tette da sotto e scorgevo i capezzoli turgidi svettare, e si chiacchierava senza pudore, poi quando ha capito, che ero cresciuta, e che volevo di più, mi ha seguita stretta stretta, ormai, mi toccavo, vedevo il mio corpo diverso da quello dei miei compagni, e ogni giorno che passava, se li vedevo nudi alle docce o in spogliatoio, la voglia di accarezzare i loro membri cresceva.
Poi Andrea, un mio compagno, maschio fino al midollo, bello, muscoloso, attraente, forse troppo, si accorse di come, insistentemente lo osservavo, o meglio, come sbavavo alla vista del suo cazzo, e lui, porco, faceva apposta a rimanere solo con mè, e sempre nudo, col cazzo durissimo, si fermava a chiacchierare con mè, del più e del meno, e a volte mi sfiorava con la sua cappella, impazzivo, ma mi ricordavo le parole di mamma, manca poco ai 18 anni tesoro, calma, poi vedrai, che bei regali ti faremo, potrai finalmente cambiare vita, e io di mamma mi fidavo, e così, con enorme fatica, resistevo.
La cosa era a conoscenza di mamy, le avevo raccontato tutto, e lei accarezzandomi mi consolava, e così, mi fece invitare Andrea a casa un pomeriggio, per studiare e per conoscerlo, e una volta conosciuto, mamy mi disse, che era una scelta eccezionale, e che da lì a poco, il mio sogno si sarebbe avverato.
Ora dopo la serata del mio compleanno, tutto andò sempre per il meglio, intanto passavo tutti i giorni, quando non ero a scuola en femme, e mamma mi insegnava a truccarmi, e cominciammo ad uscire io e lei a braccetto, come madre e figlia, per iniziarmi, d uscire da donna, e camminare con i tacchi, cosa non facile, poi, era venerdì, mi disse, domani sera papy ti farà il suo regalo, vedrai sarà bellissimo, e quindi la mattina dopo mamy mi portò, dalla sua estetista, e mi tolse i pochi peletti che avevo, e poi il suo parrucchiere mi rese presentabile, visto che i capelli erano ancora corti, e poi fece una cosa che mi lasciò di stucco, mi disse, Paola, togliti il vestito per favore, guardai mia madre,e lei annuì, lo feci, rossa in viso, rimasi in autoreggenti slip e reggiseno, e imbarazzata per il mio pene semieretto, ecco disse lui, è questo il problema che hai, ma io ti aiuterò a risolverlo, e mi abbassò gli slip, in un attimo il cazzo era in piedi, lui lo vide e si mise a ridere, Simona, disse a mia madre, ci pensi tu? deve essere molle per iniziarlo, e così, lei si alzò, mi raggiunse, aprì il suo vestito, sotto era nuda, mi baciò, e intanto prese a segarmi, prima lentamente, e poi più velocemente, poi mi guardò negli occhi, io iniziai a palparle il seno, e poi la figa, bagnatissima, e lei si rivolse a mè, Paola guardami negli occhi tesoro, lo feci, e poi aggiunse, vieni amore sborra la tua mamma, e così feci, partirono una serie di schizzi, che colpirono il suo ventre, le sue coscie, e la sua figa, e poi mi calmai, lei lo lasciò, e poco a poco divenne molle,io ansimavo, era stato stupendo.
Bene ora ti insegno a farlo sparire, non puoi permetterti che accavallando le coscie si intraveda il cazzetto no? o che se indossi un vestito attillato, e ti ecciti si veda la forma del cazzo vero? annuii, e iniziò a insegnarmi, a far rientrare i testicoli, all'interno del mio corpo, cosa non facile all'inizio e dolorosa, e a come ripiegarlo e farlo sparire, dovetti andarci parecchio, e segarmi davanti a lui, e poi ad altre, ma è una cosa che racconterò più avanti, ora, inizavo, ad essere una vera femminuccia, e col trucchetto insegnatomi, iniziavo a vedermi donna.
La sera, cenammo, come sempre, tutte e trè en femme, papy, indossava un babydoll rosso, reggicalze rosso, slip rosso, e calze 8 denari color carne, era stupendo, truccatissimo, una parrucca capelli neri, io per l'occasione, indossavo un intimo da bambina eccitante, tra una bimba e una puttanella, calzettoni bianchi da ragazzina del collegio, e scarpe tacco 8, mamy, invece era una metresse, tutta di nero, vestaglia lunga nera, corpetto stretto da lacci, e scarpe tacco 12 di vernice nera, e suola rossa, finito di cenare, si alzò e disse in tono perentorio, ora tu piccola troia, vai in camera mia, e stenditi sul letto, e tù, rivolta a papy, brutta vacca che non sei altro seguimi, io li precedetti in camera, e poco dopo arrivarono loro, mamy aveva allacciato in vita un cazzo di gomma enorme, e quando vidi papy mettersi sul letto a pecora, non capii più nulla, era pazzesco, il suo cazzo pendeva tra le sue coscie, come quello di un cavallo, mamy si sistemò dietro di lui, e puntò il mostro alle chiappe di papy, e spinse, papy chiuse gli occhi per un attimo, e poi iniziò ad ansimare, e lei spingeva sempre di più, e il suo cazzo iniziava a dondolare ed a contrarsi, non resistetti, lo accarezzai, brava disse mamy, toccalo, e segalo piano piano, eseguii, passarono alcuni minuti e mami, che nel frattempo stava montando papy, mi disse, ora mettiti sotto e inizia a fare un bel pompino, forza, immagina sia un gelato, e vedrai quanta panna ti darà, non persi tempo, lo afferrai e iniziai a leccarlo dsa pria, e poi a infilarlo nella mia stretta bocca, era stupendo, sentire il suo sapore, sentire le pulsazioni, e vedevo che a papy piaceva, con coraggio loinfilavo sempre più in fondo, fino ad arrivare a riceverne quasi la metà, poi sentii papy aumentare il respiro, e dire godo, si così sfondami, che godo in bocca a Paola, sii, io lo tolsi, e misi la cappella comodamente nella mia boccuccia, elo segai un attimo, partì un getto pazzesco, poi un altro e un altro ancora, faticavo a berla, ma come mi disse mia madre, la sborra del tuo uomo, non la butti mai via, la bevi fino in fondo, e lo feci.
Eauusto mio padre si stese, con dentro io cazzone, e mia madre lo baciava, e lo incitava, sei stata bravissima mia puttana, come sempre, certo che il tuo uomo ti ha sfondata per bene negli anni vero?, lui annuii, seppi poi, che papà era l'amante del suo direttore da anni, e che era la sua segretaria, e compagna, lo seguiva nei suoi viaggi, e soddisfava ogni suo desiderio, e ogni persona che il suo uomo volesse, lo conoscerai un giorno amore mi disse papy, ora c'è la tua sorpresa.
Mamy andò in sala, e ritornò poco dopo con Andrea per mano, nudo, io rimasi basita, mamy, si sedette al bordo letto, prese il cazzo di Andrea in bocca, e lo lavorò per un poco, intanto papy, mi aveva sollevato le gambe, e si era messo a leccarmi il forellino, infilando di tanto in tanto la sua lingua, dandomi forti spasimi di piacere, poi mamy si staccò dal manganello turgido di ndrea, e presa della crema, iniziò a spalmare il suo cazzo, e papy fece lo stesso con il mio ano, introducendo la cremina, poi mamy mi guardò e mi disse, vedi amore, oggi divverrai donna, ti dissi di avere pazienza che saresti stata premiata, ed ora ecco il premio, Andrea sarà il tuo uomo, il tuo primo uomo, ti sverginerà, non poteva essere papy, ti avrebbe distrutta, ma lui è di giuste proporzioni, da oggi, diverrai la nostra bambina, non sarai più un maschietto, mi baciò, poi baciò in bocca Andrea e gli disse, falla tua, sverginala, e non se lo fece dire due volte, mi salì sopra, mi baciò, ti amo mi disse, io scoppiai a piangere, da quanto lo desideravo, ne ero innamorata pazza, io ti amo aggiunsi mio amore fammi tua.
Andrea avvicinò la sua cappella al mio ano, e spinse con delicatezza, scivolando dentro quel poco, che mi fece capire, che avrei sofferto, il dolore era lancinante, lui riprese a spingere e io urlai il mio dolore, mi stava devastando, mi stava strappando dentro, o almeno credevo, mamy mi accarezzò, e mi baciò, e lui spinse, secco entrò.
Svenni, per un attimo il suono attorno a mè, era flebile ovattato, e poi silenzio, mi ripresi immediatamente, Andrea entrava, si mi bruciava, poi presi il coraggio per mano, sollevai ancora di più le gambe e mi allargai le coscie con le mani, lo guardai in viso e urlai, siii mio amore, fammi donna, fammi tua sverginami il culo, rompilo, fammi sentire la tu dura verga, avevo il cazzo duro come la pietra, e lui che pompava come un pazzo, il dolore lasciava il passo al piacere, sentivo colare il sangue caldo e il mio piacere sulle coscie, e mentre lo baciavo, gli giuravo il mio amore eterno, poi venne, un urlo liberatorio e mi scaricò il suo piacere nel culetto, distrutto, ma appagato, lo sentivo schizzare il suo seme, quanto vorrei avere le ovaie mio amore e procreare con tè, rimanere gravida di tè, poi scivolò fuori, lasciandomi devastata, mamy mi aiutò a ripulire il sangue che colava dal mio ano ferito, misto a sborra e mio piacere, ma un attimo dopo, ero intenta a lucidare lo strumento del mio piacere con la mia bocca, leccavo il suo cazzo, e il suo e il mio sapore erano uno solo, Andrea venne ancora poco dopo nella mia bocca e bevvi la poca sborra che sgorgò, poi mi abbracciò, e mi baciò, brava, sei stata una vera troia, mi sei piaciuta.
Rimas a dormire da noi, la mattina dopo, potè scoparsi mamy, per tutta la mattina, io ero fuori gioco, elo sarei stata per qualche giorno, invece papy doveva raggiungere il suo uomo, partivano per alcuni giorni, mi abbraccò, mi sorrise, poi mi diede in mano il suo cazzo durissimo, al mio ritorno amore, lo avrai come mio regalo, sarai la donna di papà, ti và; per ringraziarlo, mi inginocchiai, e gli feci un pompino da urlo, bevendo chiaramente il suo semee, poi corsi da mamma, per avere la mia parte di figa da chiavare, la guardai in viso, era soddisfatta dal servizio del mio uomo, e le dissi, mamy, dovrò cambiare scuola, non voglio più vestirmi da uomo, lei annuì e disse, già fatto, andrai dalle suore, sanno già di tè, tranquilla non sei l'unica là dentro, ora amore chiava la tua mamma.

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