Adry e il gay

Scritto da , il 2017-08-09, genere gay

Pronto? SI pronto, chi parla? Adry !! Adry chi? siamo stati al mare due settimane fa non ti ricordi?. Stavo giocando con lui come un gattone con il topino. Avevo capito dal timbro della voce chi era: Adry.
Avevamo fatto un week-end al mare circa due settimane fa e soprattutto le notti tra le lenzuola erano state quasi torride. Si. ho fatto un week-end al mare, purtroppo non so se lei è la stessa persona che stava con me, come non sai se io sono la stessa persona, con quanti Adry sei stato a fare il week-end? Ahhh…..ma tu sei quell’ Adry lì ! certo che sono io! quanti Adry conosci tu? tre! Come tre? 2 Adry sono parenti e rumeni, un Adry italiano conosciuto per sbaglio in un week-end al mare, ecco quello che hai conosciuto per sbaglio sono io! lo dice lei, e chi lo deve dire sto cazzo? sarebbe meglio se lo dicesse lui! Quello lo conosco, ma vai a quel paese mi stavi facendo incazzare di brutto tu e il tuo spirito di patata, allora ti sei ripreso da quella botta alle palle di 2 settimane fa ci puoi giurare!! Ora non riesco a tenerle nelle mutande, per forza ti sono scese le ernie dopo quelle due scopatine, ma se ti stavo affogando con il pompino in gola e ti ho spaccato le emorroidi.
Pronto? Mi senti? Pronto??? Quando finisci di fare il gradasso e parlerai seriamente ti risponderò altrimenti ti faccio parlare da solo va bene? Ricominciamo tutto daccapo. Enrico hai visto come ho tenuto botta quando facevi il coglione, pensavi non l’avessi capito?, Nooo! Ti ho sgamato subito.
Mi piace stare con te perché sei il tipo semplice, ruspante, senti non prendermi per il culo quando ci possiamo vedere? Stasera? Stasera non posso, facciamo domani a qualunque ora. Ti va bene? Domani devo accompagnare lei ed il bambino dalla madre, però se vuoi vengo da te dopo le undici di sera e stiamo insieme quanto vogliamo. Che ne dici? OK ti aspetto. Sono passate da poco le 11 quando sento suonare il citofono: Adry, sali al terzo piano, ciao! Non sapevo che abitassi in questa zona, è facile ci sono arrivato subito, dai vieni di là, devo andare in bagno non la tengo più, ecco quella è la porta e aspetta che ti porto anche un’asciugamani pulita, grazie. Mi raggiunge in cucina con l’accappatoio di servizio; è sempre il mio stesso accappatoio che è già usato da un'altra persona ed io da allora l’ho destinato agli ospiti. Adry mi ha raggiunto in cucina; hai cenato?, hai fame? con una faccia indecisa mi chiede che hai ?, ti posso fare una bistecca veloce con insalata e poi ho ancora porzioni di lasagna e di parmigiana e dei tranci di pesce in umido e pane ancora fresco, ma tu mangi per tre? io avevo preparato solo il pesce ma la signora che abita al quinto piano mi ha portato il resto, e com’è!?!! Minchia se la vedi è una che ti schianta, mi stai prendendo per il culo vero? SI! La cena è pronta e lo faccio sedere al tavolo, mentre gli passo di dietro mi fermo alle sue spalle e gli infilo le mani sotto l’accappatoio: gli sussurro all’orecchio: grazie di essere venuto. Mi siedo di fronte e lo guardo che mangia; mi sale una certa malinconia che rimando a forza giù e allora attacco a parlare: Ma tu che fai nella vita oltre a rompere l’anima ed il resto alle persone? Ma sono veramente così rompiballe? Ma no! stai tranquillo stavo solo scherzando. Ho comprato due anni fa un furgonato usato della Mercedes e mi sono messo in proprio a fare i trasporti interregionali; praticamente lo stesso lavoro che facevo prima da dipendente ora lo faccio da padroncino, mi faccio un culo della madonna ma guadagno di più. E poi quattro anni fa ho fatto la cazzata di sposarmi, mi sembrava la cosa più normale della mia vita; hai del vino per favore?, gli faccio vedere il rosso, si,si il rosso mi piace; ti stavo dicendo? Ah si! mi sono sposato, all’inizio tutto normale ma poi piano piano scopro che ogni giorno c’è un problema. Questo lei non lo capisce, io mi faccio un culo tutti i giorni, torno a casa alcune sere che sono morto dalla fatica, mi butto sul divano e non vorrei sentire niente e nessuno e lei invece mi assale con tutte le sue stronzate, se non gli rispondi si incazza, diventa furiosa, comincia con le solite litanie, io gli rispondo e litighiamo.
Sai che cosa gli proposto? gli ho detto vattene da tua madre, lei sta sola, non ha nessuno in casa e tu vivi con lei tranquilla e fai quello che ti pare va bene? Io passo tutte le sere, vi vengo a trovare e me ne vado a casa a dormire. Ma non gli sta bene!, sai cosa mi dice che così poi ho troppa libertà. Troppa libertà m’ai capito? Che stronza!! Esco di casa alle 5 di mattino e torno alle nove di sera, mi faccio un culo della madonna e ho TROPPA LIBERTÀ!!. Ho lasciato che si sfogasse, che recuperasse un poco di leggerezza, gli ho passato la mano fra i capelli arruffati e gli ho chiesto: vuoi frutta? Che c’è? Uva, un po' di pesche, qualche albicocca, ahh… vuoi l’anguria? Dammi l’anguria. Se potessi ricevere da lei, che fa la casalinga, un’accoglienza così per me sarebbe il massimo, poi dopo possiamo parlare dei problemi, ma porco cane! Fammi respirare prima. Adry, io ora non parlo di te ma in generale va bene?. Non puoi credere che quello che sta succedendo ora, in questo posto possa essere ripetuto ogni sera per 365 sere. C’è un proverbio conosciuto come il sole e la luna che dice: “ l’erba del vicino è sempre più verde”. Cosa vuol dire? Noi non vediamo che nelle case degli altri ci sono lo stesso problemi tutti i giorni per 365 giorni.

Per i nostri problemi bisogna avere la pazienza di trovare le chiavi per risolverli. Prendiamo tua moglie: fa la casalinga? tu sei sicuro che vuole fare quello ? se non lo sai proponile di andare a lavorare! forse si sentirà più realizzata, più integrata, più coinvolta più stanca e meno disposta a litigare e se così fosse avresti trovato un equilibrio. Provaci a parlargliene, mi raccomando però con pazienza e con garbo, avessi visto che lei è d’accordo e risolvete una parte dei problemi? Adry si alza dal tavolo e viene da me, nell’angolo opposto della cucina, mi prende il viso fra le mani e mi stampa un bacio sulle labbra. Lo provoco: ma dai!!! si sente nell’alito l’odore di parmigiana, della lasagna del pesce e del vino che puzza!!!!!, ma và a fare in….tu non sai che cosa è la gentilezza!! Come ti capisco amore! Ma vieni qui per favore, a mia volta gli prendo il viso fra le mani e lo bacio infilandogli la lingua in bocca: non dice nulla. Caro Adry! Adry vado in bagno a lavarmi, vengo anche io, Io preparo il bidet e lui fa la pipì, lui fa il bidet io mi lavo i denti, io faccio la pipì e lui si lava i denti io faccio il bidet lui si scappella il cazzo, il teatrino finisce e andiamo a dormire. Sento il rumore dell’ascensore che sale e scende più volte e mi sveglio completamente: è giorno. Ho dormito ma non ho riposato perché ho tenuto alle costole tutta la notte Adry; fin dall’inizio si è attaccato alle mie spalle e subito si è addormentato e poi dopo ogni giravolta mi si piazzava ancora sotto. Mi alzo, mi faccio un caffè e me lo prendo poi tornò di là; lui è sveglio mi guarda e mi dice: e a me? Vai è ancora caldo nelle macchinetta a fianco c’è una tazzina pulita; torna camminando lentamente perché aveva la tazzina stracolma, la poggia sul comodino e si stende sul letto, devi farlo cadere? e sporcarmi il letto ? mamma mia sei una suocera! Lo beve senza fare danni mi guarda e ridiamo scambiandoci delle manate. Porca pupazza non è possibile! tu mi fai avere e tenere il cazzo duro!! Come se fossi una figa arrapante ma è normale!!, ma certo che non è normale!! ti pare che un maschio etero resta con il cazzo duro con un gay maturo? Ah bè allora datti da fare che di lavoro ce né tanto. Si mette cavalcioni sul petto e mi strofina la cappella sulle labbra, apro la bocca e me lo sento bello, grosso e duro in gola, mi mette due cuscini sotto il collo così la testa reclina indietro e così comincia a chiavarmi, le mie mani salgono lungo il petto ed arrivano ai capezzoli, glieli tasto lui si arrapa e mi tiene il cazzo in gola, lo sbatto via perché stavo affogando, me lo riprendo, voglio sentirmelo adesso che la via è aperta e scende veloce, mi chiava a lungo finché non scarica le sue palle. Mi tira fuori il cazzo dalla bocca coperto di saliva e di sperma come una sciabola, mi mette supino con i due cuscini sotto i reni sollevandomi le gambe, mi slarga le natiche ed a colpo sicuro mi centra il culo e mi cade addosso. Una penetrazione così rapida, totale e violenta non me l’aspettavo e non posso fare a meno di gridare. Mi pompa veloce e forte, lo toglie lo mette con rapidità, si china su di me e fa passare le braccia sotto le spalle poi le sue mani le agganciano e mi incula, adesso mi entra tutto, la cappella mi colpisce anche la prostata e la vescica. Adry non resisto più così io… zitto, stai zitto per favore……resisti…. è il mio momento magico…..non me lo togliere, una chiavata in culo così non l’ho mai fatta. Era insopportabile davvero quella forma di sesso, era parossistica quella penetrazione io non so che provasse lui ma per me stava diventando una violenza, una consensuale violenza ma sempre violenza. Ormai aveva accelerato tanto i colpi che quasi non avevo più la cognizione di quando fosse dentro e quando fuori, sentivo le palle sbattermi contro ma finalmente mi si piantò dentro e cominciò a schizzare; ad ogni getto un tremito del corpo ed un grido. All’ultimo schizzo esplose come fosse una liberazione. Eravamo completamente bagnati di sudore ma soprattutto disfatti. La sua mano cercava la mia, la trovò e mi attirò a sé per dirmi: scusami se ti ho fatto soffrire io non volevo, non capisco che cosa mi succede quando faccio sesso con te, mi trovo sempre una carica erotica ed una potenza sessuale particolare.
Abbracciami, si così, abbracciami forte forte, tienimi ancora. Andai in cucina a prepararmi un altro caffè e mentre bevevo riflettevo: non cambia mai niente per me: sempre il parafulmini per casi al limite o complicati. Ci siamo lasciati nel tardo pomeriggio e naturalmente è inutile dirlo ma abbiamo fatto ancora sesso. Scende in strada e ci si ferma in mezzo, io lo guardo dal balcone e vedo che usa il cellulare e squilla il mio: cosa hai dimenticato? no niente, per dirti che ti chiamo venerdì ti racconto di mia moglie e poi sabato sono da te e ti voglio in forma e non deludermi matusa!!.


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