3 Mau e Momo un legame conflittuale

Scritto da , il 2017-06-30, genere gay

Mau e Momo si frequentavano da quasi un anno ed i loro incontri da occasionali erano divenuti ormai frequenti, anzi molto frequenti e molto soddisfacenti anche se persisteva una conflittualità di base; quella conflittualità per loro era il leit-motiv per eccitarsi, il sesso era una battaglia tra chi voleva dominare e chi non si voleva sottomettere. Alla fine non c’erano vinti o vincitori solo due uomini sessualmente stremati ma appagati. La natura del loro rapporto era rimasto unicamente sessuale, al di fuori del sesso l’uno conosceva poco dell’altro e non tentavano nemmeno di conoscersi ma quell’estate avrebbe portato un grande cambiamento. Mau era pronto per la sua classica vacanza fra la terra infuocata ed il mare trasparente dell’agrigentino ma una incertezza lo disturbava: invitare o non invitare Momo ?. Alla fine si decise per il si ma sperando anche lui dicesse no, comunque se avesse detto si sarebbe stato soddisfatto? oppure si sarebbe pentito? Decise per il SI. La bellezza della zona e la peculiarità del territorio li teneva particolarmente uniti così da raccontarsi cose che non avrebbero mai pensato di confidarsi. Si erano scatenati in brevi uscite in mare, brevi viaggi nell’entroterra ma in realtà il sesso che stavano vivendo superava la loro stessa fantasia. Quel pomeriggio si erano recati in un supermercato per fare rifornimento e mentre Mau girava con il carrello Momo era in una corsia a parlare con un altro uomo di colore e quando Mau li raggiunse conobbe Marius – Sai anche lui e senegalese ed abitava in un villaggio vicino alla mia città, ora e qui con altri due miei compaesani e lavorano in un’azienda agricola disse Momo, bene vogliamo andare alla cassa così torniamo a casa? Sei incazzato? NO? Sei razzista? NOOOO! Se sto con te come posso essere razzista! Allora sono io che sono razzista? Cristo Momo basta! siete una bella coppia ma avete bisogno ancora di rodaggio disse Marius Ecco ha parlato Sigmund! Finalmente scoppiò una risata. Logicamente Marius salì in macchina con loro. Dove abiti Marius ? Non lo so come si chiama la contrada perché noi andiamo sempre a piedi bene allora mostraci la strada. Poco dopo andando verso il mare videro una casa colonica incastrata fra un gruppo di pini ed il mare. Noi abitiamo là disse Marius mentre gli venivano incontro anche gli altri molto incuriositi. Mau li osservò; non erano mandinghi, erano ex profughi che cercavano di sopravvivere ma non erano in condizioni pessime. Sai qui con loro ho ritrovato qualcosa di familiare, ti va di restare? Si Momo, Si mi piace questo coloured happening; scarichiamo qualche cosa anzi domanda loro se hanno un frigo così mettiamo in fresco del vino, delle bevande ,la carne per fare una specie di grigliata. Non si erano accorti ma la sera era calata su di loro che stavano stravaccati sulla sabbia a pochi metri dal mare, alticci e sbracati. Momo era vicino a Mau e gli sussurrò: mi piaci in tutto e per tutto, ti voglio bene e l’ho detto anche a loro.
Mau voglio fare sesso con te ora e qui. Mau lo guardò e lo baciò e poi disse: anche ti voglio bene e voglio fare sesso ma non possiamo ci sono gli altri. Momo, incurante, si denudò mostrando tutta la sua notevole fisicità, lo splendido cazzo circonciso e ancora floscio che gli pendeva fra le gambe coprendo in parte i due coglioni già gonfi; lui si affiancò al suo uomo e lo baciò con un’intensità nuova, coinvolgente, gli stava mordendo le labbra fino a fargli male, gli cominciò a succhiare la lingua, addentò con forza il lobo dell’orecchio destro che sanguinò ma la sua lingua rapida lo leccò con piacere fin quando smise di sanguinare. Il suo cazzo duro glielo batteva sui capezzoli facendoli inturgidire per il piacere, pose la cappella scivolosa per il cum che la copriva sulle labbra e poi gliela spinse dentro facendo arretrare ed appiattire la lingua e spinse ancora, ci furono dei conati di rigetto, tirò fuori il cazzo fra il duro ed il barzotto per posizionare il collo su un ripiano in modo che la testa si riversasse all’indietro e prima di ricominciare gli disse: amore tu sai come devi fare, non mi deludere amore è tutto tuo! e senza indugio gli apri la bocca e la riempì con il suo cazzo, cercò il giusto ritmo e poi cominciò a chiavare. Momo chiavava con maestria senza fermarsi, il suo cazzo scendeva tutto e le palle si fermavano sulle labbra di Mau; grande Mau!! riusciva a prendersi quella bestia di Momo con fatica, con sofferenza anche, rigurgitava saliva in abbondanza, aveva gli occhi spalancati e lagrimosi, quando era allo stremo piantava le unghie nel petto del suo mandingo che lo picchiava debolmente sulla guance gli massaggiava la laringe per aiutarlo a resistere continuando a fotterlo.
Momo cominciò ad accelerare e la pelle dello scroto si tesò e le palle salirono in alto, allora una scarica di sborra si sversò nella gola di Mau, parte fuori uscì dalla bocca e dal naso ed il resto coprì il suo viso. Momo e Mau era stesi l’uno a fianco all’altro stremati. Mau questa sera ti sei sacrificato al massimo per darmi piacere. Grazie. Mau era ancora stordito quando, poco dopo, sentì le dite della mano sinistra di Momo che cercavano il suo buco di culo mentre quelle di destra cercavano il capezzolo ed afferratolo lo pizzicavano; sentì che il culo si apriva, voleva il cazzo!!, SI! il cazzo del suo uomo perché da ora MOMO era il suo uomo e lui glielo diede duro, lungo, grosso e scivoloso. Con un colpo secco sentì entrare tutta la cappella, la spinta continuava ed il dolore era tanto ma lui voleva quel cazzo, glielo chiedeva con le parole con i mugolii, con i movimenti da cagna in calore, voleva essere aperta, quella notte e su quella spiaggia, voleva sentirsi donna e diventare la sua donna. La furia con la quale Momo lo stava chiavando era animalesca e devastante, non aveva mai sentito nel culo il cazzo di Momo così duro, così grosso ora era certamente più degli abituali 23 cmt. Momo conosceva il desiderio di Mau e lo stava accontentando sarebbe diventando l suo uomo, il suo amico, la sua donna, la sua troia da usare, la sua puttana da esibire il suo dominato; un grido di liberazione usci dal petto di Momo ed una sostanziosa sborrata riempì il culo di Mau. Momo il mandingo si era abbandonato sul corpo di Mau ma continuava a tenergli il cazzo nel culo finché non si afflosciò. Gli altri guardavano con la bocca aperta e con i cazzi in tiro.
Momo si era completamente ripreso ed era di nuovo padrone di se perciò si alzò, si tirò sulla spalla il telo da spiaggia, rivolto ai suoi compaesani disse: prendetevelo, per questa notte e solo per questa notte e tutto vostro e si avviò verso il mare.

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