Spio mio padre con una signora parte 3
di
VoyEur
genere
voyeur
Parto con lo scusarmi per eventuali e passati errori di scrittura, ripetizioni varie ma sono storie davvero accadute a conoscenti, raccontate come se fossero successe a me, prendo spunto dalle critiche però mi sembra che alla maggior parte di coloro che votano piaccia ergersi in cattedra, manco fossero Calvino o Moravia.
Tornando alle esperienze avute da mio padre Vittorio, bel tipo di 43 anni, vi aggiorno sul suo incontro con la massaggiatrice rumena incontrata in hotel a Bucarest con cui ha avuto pomeriggi e notti di passione, di cui mi ha parlato, pur non sapendo che li avessi spiati più di una volta. Papà ha mantenuto i rapporti con Helena chattando spesso via whatsapp, inviandosi foto intime, promettendosi di incontrarsi a Roma stavolta per un weekend, ospitandola a casa. Mi avvisò del suo imminente incontro qualche giorno prima, tenendomi al corrente anche dell’orario in cui sarebbe andata a prenderla a Ciampino. Ne approfittai, avendo una voglia matta di vederlo ancora all’opera, per cui presi le chiavi di casa sua e mi ci recai verso le 18. Per mia grande sfortuna passai 4 ore ad aspettare, evidentemente decidendo di portarla a cena fuori o simili. Entrarono per le 22 a casa, pensai si sarebbero subito spogliati e avvinghiati ma li sorpresi a baciarsi sul divano tra una chiacchiera e l’altra. Poco dopo le propose di fare un home tour e mi impanicai! Per fortuna non la fece entrare in sgabuzzino dove mi ero chiuso. Lo ascoltai mentre le raccontava dove avesse preso quel quadro o quel cimelio, fino a tornare in salone da cui li spiai nuovamente. Si misero sul divano, lui si tolse le scarpe e i calzini e le disse di fare lo stesso. Si toccarono e strusciarono i piedi nudi durante la chiacchierata, erano più complici, meno assatanati. Si presero per mano molte volte, erano molto fisici tra loro, si captava benissimo che la passione stesse per esplodere finalmente. Helena poggiò un piede sul suo cazzo e lo strusciò per sedurlo, conscia della sua passione fetish. Lui sorridendo la minacciò di non provocarlo, che avrebbero avuto tutto il tempo per assaggiarsi e assaporarsi, che fosse meglio parlare un altro po’. Ma lei continuò a insistere, mettendogli il piede in faccia che iniziò prontamente ad annusare e leccare. Quella parte fetish mi intrigò ma ero ancora ben lontano dalla prima masturbazione. Li trovai più deludenti, ora che avevano tutto il tempo per urlare, montarsi e saltare prendevano tempo, soprattutto papà. La rumena gli disse:
Helena: Vittorio non ti va più di avermi?
Vittorio: In realtà è il contrario, sto aspettando così aumenta sempre di più il desiderio
Helena avvicinandosi e dandogli baci fugaci in bocca, sul collo: io ho già voglia di te, sono mesi che aspetto, a cena ti ho tenuto tutto il tempo per mano, ora voglio il resto
Vittorio cercando le mani di Helena intrecciandole alle sue: ecco ora siamo vicini, ti stringo le mani, va meglio?
Helena: amo le tue mani grandi e morbide ma ho voglia di altro, di qualcosa di duro
Vittorio: la mia maialina mi sta facendo impazzire
Helena tenendogli sempre le mani e mettendosi sopra di lui in ginocchio: fottimi
Mio padre le diete una leccata passionale sul viso, dal mento al naso, si staccarono e iniziarono a baciarci in maniera violenta e a spogliarsi, rimanendo in pochi secondi nudi. Lui si alzò con lei, la spinse e fece cadere sul divano, gli poggiò un piede sul petto e glielo strusciò tra i seni, lei lo afferrò leccandolo, intrecciando le dita della sua mano alle dita dei piedi di lui. Iniziarono finalmente lo spettacolo. Lui si ricompose, salì sul divano e le ficcò il pene in gola iniziando un pompino pazzesco, ma comunque non volle venirle in bocca. Lei si alzò e iniziarono a baciarsi ardentemente in piedi, spingendosi da una parte all’altra del salone, spesso sbattendo uno o l’altra contro il muro o dei mobili, fino a che lui non la spinse sul tavolino del salone, buttò a terra ciò che c’era sopra e la fece sdraiare iniziando a leccarle la vagina e a stimolarle il clitoride. Lei urlava “il mio porco, fammi tua, possiedimi”. Devo dire che parlasse molto bene l’italiano per quei pochi anni che ha vissuto a Firenze come domestica anni prima. Ammirai i loro bellissimi corpi avvinghiarsi in ogni parte della stanza e tornare spesso sul tavolino o sul divano per sdraiarsi e scopare meglio. Dopo un bel po’ Helena chiese a papà di portarla sul letto, lui la prese in braccio, la penetrò e la portò in camera sua. Non me la sentii di spostarmi fuori la stanza, sarebbe stato troppo rischioso, ma li sentii scopare come non mai, urlavano entrambi come pazzi, noncuranti del baccano che facessero o forse per puro esibizionismo, sperando che qualche vicino li sentisse invidiandoli. Per lo più immagino si cavalcarono bene in camera, visto che sentii spesso lui dirle “galoppa cazzo, più forte, prendimi le mani”. Continuarono per ore, mi masturbai però solo una volta, avevo voglia di vederli ma mi anticiparono. In un momento di tregua, si placarono e tornarono in salone, camminando avvinghiati, lui dietro di lei tenendosi per mano e barcollando tra un bacio e l’altro. Erano una calamita, non si staccarono un istante. Pensando di aver visto e rischiato abbastanza pensai di approfittarne della prima distrazione per andarmene ma fu poco dopo quella decisione che arrivò il bello. Lui le chiese se avesse delle voglie da soddisfare con lui, sessualmente ovviamente. Helena ci pensò e gli rispose che le sarebbe piaciuto farlo in posti pericolosi, dove li avrebbero potuti vedere, oppure farlo a tre con un altro uomo. Mi aspettai un Vittorio più frenato e con poche risorse a riguardo ma mi stupì da vero maiale quale è. Le rispose che sicuramente avrebbe trovato un’idea per farlo in qualche posto “pericoloso”, ma che lì per lì avesse forse la soluzione per la sua seconda voglia, ovvero farlo a tre. Chiamò il suo migliore amico Christian che in realtà ha circa 8 anni più di me, quindi 29:30 che ha conosciuto anni prima in palestra, con cui condivide tutto, ma con cui non ha mai avuto esperienze, che avrebbe provato quindi a proporglielo visto che tra loro non vi era timidezza. Christian accettò e arrivò dopo una mezz’oretta. Ve lo posso descrivere come un bel ragazzo palestrato moro, carnagione abbronzata, occhi neri, romano fino al midollo, super spigliato. Loro si fecero trovare nudi e lui impiegò due secondi a spogliarsi. Si salutò con mio padre alludendo alla grandezza del suo cazzo e la rumena assatanata come poche glieli fece avvicinare per confrontarli tra loro. Quella visione mi lasciò un po’ perplesso, in quanto non mi sarebbe piaciuto guardare un rapporto omosessuale tra mio padre e un suo amico, non per qualche problema mio personale, unicamente per questo ma non avvenne niente di eccessivo tra i due. Lei prese in bocca il cazzo di Christian e si mise in ginocchio, mentre il buon Vittorio le poggiava il pene sul volto sbattendoglielo in faccia durante il pompino. Lei gli fece cenno di andar dietro, si mise a novanta e continuò a succhiare il cazzo al ragazzo e a farsi penetrare il sedere dal papino. Chris e mio padre si guardarono ridendo complici e si diedero il cinque con entrambe le mani, intrecciandosele e mimando la posizione “tour eiffel” come suggerì l’esperto di kamasutra Christian. Continuarono facendo più posizioni suggerite dal ragazzo, ma tutto suonò più tecnico e forse meno passionale per le due calamite. Lei si fece scopare tutta da Chris fino a cercare sempre di più il corpo del mio daddy. Si misero sul divano, disponendosi Vittorio - Helena in mezzo - Di fronte a Chris che si lamentava con il suo amico di non strusciare i suoi piedi ai suoi facendogli piedino. Lui gli rispose scherzando che non sapeva dove metterli e Helena gli suggerì di infilarglieli in bocca. Non aspettò un secondo e sistemandosi bene glieli mise in faccia, mettendoglieli in bocca uno per volta. Lei li leccò con veemenza, Christian nel frattempo si masturbò ammirando questa scena fetish e avvicinò anche lui i piedi al viso di lei che prese ad alternare la sua lingua sui 4 piedi tenendoli attaccati uno all’altro. Donna più feticista comunque mai vista. Da lì ogni posizione pur suggerita dal ragazzo era buona per soddisfare le voglie dei due adulti che presi dalla voglia l’uno per l’altra iniziarono a isolar sempre più il mio coetaneo. Stette con loro due ore poi se ne andò, lasciandoli a divertirsi tra loro. Rimasti soli cominciarono proprio letteralmente a divorarsi, non li vidi mai staccarsi, penso che nemmeno nei migliori porno non si sia mai visto un sesso così sfrenato e avvolgente allo stesso tempo come quello che ebbero quell’oretta. Ovviamente dopo quell’ora me ne andai, approfittando del loro voler andarsi a fare un bagno insieme nella vasca. Fu un’ora di fuoco, si dissero cose volgari, che si volessero. Il culmine però fu una cosa che mi lasciò da un lato perplesso sullo schifato, dall’altro eccitato come pochi facendomi venire in una maniera eclatante. Senza dirsi o comandarsi di fare niente, dopo una bella sborrata di lui in faccia alla donna, quest’ultima tutta sporca in faccia si inginocchiò guardando con un fare strano mio padre, gli prese con una mano il cazzo, con l’altra gli fece cenno di incrociarla alla sua. Lui allora la prese per mano e le chiese se fosse sicura. Lei gli rispose leccandogli la punta del cazzo, quindi lui le fece pipì in bocca. Una cosa così volgare che lì per lì mi indignò, era troppo, da un lato mi eccitò da pazzi e mi fece venire in un orgasmo epico. Mi bagnai tutte le mutande. Andarono in bagno a pulirsi, prima di farsi il bagno in vasca e ne approfittai per andarmene. Il pensiero a posteriori di aver visto mio padre scopare con due donne fin lì non mi ha mai infastidito, ma di averlo visto far sesso con quella donna in particolare, in quella maniera così cruda, forte, volgare, sadomaso un po’ mi ha perturbato, facendomi esplorare però un universo da me totalmente ancora inesplorato, da cui sempre più sono attratto e che mi va di avvicinare in maniera stavolta diversa: da protagonista.
Tornando alle esperienze avute da mio padre Vittorio, bel tipo di 43 anni, vi aggiorno sul suo incontro con la massaggiatrice rumena incontrata in hotel a Bucarest con cui ha avuto pomeriggi e notti di passione, di cui mi ha parlato, pur non sapendo che li avessi spiati più di una volta. Papà ha mantenuto i rapporti con Helena chattando spesso via whatsapp, inviandosi foto intime, promettendosi di incontrarsi a Roma stavolta per un weekend, ospitandola a casa. Mi avvisò del suo imminente incontro qualche giorno prima, tenendomi al corrente anche dell’orario in cui sarebbe andata a prenderla a Ciampino. Ne approfittai, avendo una voglia matta di vederlo ancora all’opera, per cui presi le chiavi di casa sua e mi ci recai verso le 18. Per mia grande sfortuna passai 4 ore ad aspettare, evidentemente decidendo di portarla a cena fuori o simili. Entrarono per le 22 a casa, pensai si sarebbero subito spogliati e avvinghiati ma li sorpresi a baciarsi sul divano tra una chiacchiera e l’altra. Poco dopo le propose di fare un home tour e mi impanicai! Per fortuna non la fece entrare in sgabuzzino dove mi ero chiuso. Lo ascoltai mentre le raccontava dove avesse preso quel quadro o quel cimelio, fino a tornare in salone da cui li spiai nuovamente. Si misero sul divano, lui si tolse le scarpe e i calzini e le disse di fare lo stesso. Si toccarono e strusciarono i piedi nudi durante la chiacchierata, erano più complici, meno assatanati. Si presero per mano molte volte, erano molto fisici tra loro, si captava benissimo che la passione stesse per esplodere finalmente. Helena poggiò un piede sul suo cazzo e lo strusciò per sedurlo, conscia della sua passione fetish. Lui sorridendo la minacciò di non provocarlo, che avrebbero avuto tutto il tempo per assaggiarsi e assaporarsi, che fosse meglio parlare un altro po’. Ma lei continuò a insistere, mettendogli il piede in faccia che iniziò prontamente ad annusare e leccare. Quella parte fetish mi intrigò ma ero ancora ben lontano dalla prima masturbazione. Li trovai più deludenti, ora che avevano tutto il tempo per urlare, montarsi e saltare prendevano tempo, soprattutto papà. La rumena gli disse:
Helena: Vittorio non ti va più di avermi?
Vittorio: In realtà è il contrario, sto aspettando così aumenta sempre di più il desiderio
Helena avvicinandosi e dandogli baci fugaci in bocca, sul collo: io ho già voglia di te, sono mesi che aspetto, a cena ti ho tenuto tutto il tempo per mano, ora voglio il resto
Vittorio cercando le mani di Helena intrecciandole alle sue: ecco ora siamo vicini, ti stringo le mani, va meglio?
Helena: amo le tue mani grandi e morbide ma ho voglia di altro, di qualcosa di duro
Vittorio: la mia maialina mi sta facendo impazzire
Helena tenendogli sempre le mani e mettendosi sopra di lui in ginocchio: fottimi
Mio padre le diete una leccata passionale sul viso, dal mento al naso, si staccarono e iniziarono a baciarci in maniera violenta e a spogliarsi, rimanendo in pochi secondi nudi. Lui si alzò con lei, la spinse e fece cadere sul divano, gli poggiò un piede sul petto e glielo strusciò tra i seni, lei lo afferrò leccandolo, intrecciando le dita della sua mano alle dita dei piedi di lui. Iniziarono finalmente lo spettacolo. Lui si ricompose, salì sul divano e le ficcò il pene in gola iniziando un pompino pazzesco, ma comunque non volle venirle in bocca. Lei si alzò e iniziarono a baciarsi ardentemente in piedi, spingendosi da una parte all’altra del salone, spesso sbattendo uno o l’altra contro il muro o dei mobili, fino a che lui non la spinse sul tavolino del salone, buttò a terra ciò che c’era sopra e la fece sdraiare iniziando a leccarle la vagina e a stimolarle il clitoride. Lei urlava “il mio porco, fammi tua, possiedimi”. Devo dire che parlasse molto bene l’italiano per quei pochi anni che ha vissuto a Firenze come domestica anni prima. Ammirai i loro bellissimi corpi avvinghiarsi in ogni parte della stanza e tornare spesso sul tavolino o sul divano per sdraiarsi e scopare meglio. Dopo un bel po’ Helena chiese a papà di portarla sul letto, lui la prese in braccio, la penetrò e la portò in camera sua. Non me la sentii di spostarmi fuori la stanza, sarebbe stato troppo rischioso, ma li sentii scopare come non mai, urlavano entrambi come pazzi, noncuranti del baccano che facessero o forse per puro esibizionismo, sperando che qualche vicino li sentisse invidiandoli. Per lo più immagino si cavalcarono bene in camera, visto che sentii spesso lui dirle “galoppa cazzo, più forte, prendimi le mani”. Continuarono per ore, mi masturbai però solo una volta, avevo voglia di vederli ma mi anticiparono. In un momento di tregua, si placarono e tornarono in salone, camminando avvinghiati, lui dietro di lei tenendosi per mano e barcollando tra un bacio e l’altro. Erano una calamita, non si staccarono un istante. Pensando di aver visto e rischiato abbastanza pensai di approfittarne della prima distrazione per andarmene ma fu poco dopo quella decisione che arrivò il bello. Lui le chiese se avesse delle voglie da soddisfare con lui, sessualmente ovviamente. Helena ci pensò e gli rispose che le sarebbe piaciuto farlo in posti pericolosi, dove li avrebbero potuti vedere, oppure farlo a tre con un altro uomo. Mi aspettai un Vittorio più frenato e con poche risorse a riguardo ma mi stupì da vero maiale quale è. Le rispose che sicuramente avrebbe trovato un’idea per farlo in qualche posto “pericoloso”, ma che lì per lì avesse forse la soluzione per la sua seconda voglia, ovvero farlo a tre. Chiamò il suo migliore amico Christian che in realtà ha circa 8 anni più di me, quindi 29:30 che ha conosciuto anni prima in palestra, con cui condivide tutto, ma con cui non ha mai avuto esperienze, che avrebbe provato quindi a proporglielo visto che tra loro non vi era timidezza. Christian accettò e arrivò dopo una mezz’oretta. Ve lo posso descrivere come un bel ragazzo palestrato moro, carnagione abbronzata, occhi neri, romano fino al midollo, super spigliato. Loro si fecero trovare nudi e lui impiegò due secondi a spogliarsi. Si salutò con mio padre alludendo alla grandezza del suo cazzo e la rumena assatanata come poche glieli fece avvicinare per confrontarli tra loro. Quella visione mi lasciò un po’ perplesso, in quanto non mi sarebbe piaciuto guardare un rapporto omosessuale tra mio padre e un suo amico, non per qualche problema mio personale, unicamente per questo ma non avvenne niente di eccessivo tra i due. Lei prese in bocca il cazzo di Christian e si mise in ginocchio, mentre il buon Vittorio le poggiava il pene sul volto sbattendoglielo in faccia durante il pompino. Lei gli fece cenno di andar dietro, si mise a novanta e continuò a succhiare il cazzo al ragazzo e a farsi penetrare il sedere dal papino. Chris e mio padre si guardarono ridendo complici e si diedero il cinque con entrambe le mani, intrecciandosele e mimando la posizione “tour eiffel” come suggerì l’esperto di kamasutra Christian. Continuarono facendo più posizioni suggerite dal ragazzo, ma tutto suonò più tecnico e forse meno passionale per le due calamite. Lei si fece scopare tutta da Chris fino a cercare sempre di più il corpo del mio daddy. Si misero sul divano, disponendosi Vittorio - Helena in mezzo - Di fronte a Chris che si lamentava con il suo amico di non strusciare i suoi piedi ai suoi facendogli piedino. Lui gli rispose scherzando che non sapeva dove metterli e Helena gli suggerì di infilarglieli in bocca. Non aspettò un secondo e sistemandosi bene glieli mise in faccia, mettendoglieli in bocca uno per volta. Lei li leccò con veemenza, Christian nel frattempo si masturbò ammirando questa scena fetish e avvicinò anche lui i piedi al viso di lei che prese ad alternare la sua lingua sui 4 piedi tenendoli attaccati uno all’altro. Donna più feticista comunque mai vista. Da lì ogni posizione pur suggerita dal ragazzo era buona per soddisfare le voglie dei due adulti che presi dalla voglia l’uno per l’altra iniziarono a isolar sempre più il mio coetaneo. Stette con loro due ore poi se ne andò, lasciandoli a divertirsi tra loro. Rimasti soli cominciarono proprio letteralmente a divorarsi, non li vidi mai staccarsi, penso che nemmeno nei migliori porno non si sia mai visto un sesso così sfrenato e avvolgente allo stesso tempo come quello che ebbero quell’oretta. Ovviamente dopo quell’ora me ne andai, approfittando del loro voler andarsi a fare un bagno insieme nella vasca. Fu un’ora di fuoco, si dissero cose volgari, che si volessero. Il culmine però fu una cosa che mi lasciò da un lato perplesso sullo schifato, dall’altro eccitato come pochi facendomi venire in una maniera eclatante. Senza dirsi o comandarsi di fare niente, dopo una bella sborrata di lui in faccia alla donna, quest’ultima tutta sporca in faccia si inginocchiò guardando con un fare strano mio padre, gli prese con una mano il cazzo, con l’altra gli fece cenno di incrociarla alla sua. Lui allora la prese per mano e le chiese se fosse sicura. Lei gli rispose leccandogli la punta del cazzo, quindi lui le fece pipì in bocca. Una cosa così volgare che lì per lì mi indignò, era troppo, da un lato mi eccitò da pazzi e mi fece venire in un orgasmo epico. Mi bagnai tutte le mutande. Andarono in bagno a pulirsi, prima di farsi il bagno in vasca e ne approfittai per andarmene. Il pensiero a posteriori di aver visto mio padre scopare con due donne fin lì non mi ha mai infastidito, ma di averlo visto far sesso con quella donna in particolare, in quella maniera così cruda, forte, volgare, sadomaso un po’ mi ha perturbato, facendomi esplorare però un universo da me totalmente ancora inesplorato, da cui sempre più sono attratto e che mi va di avvicinare in maniera stavolta diversa: da protagonista.
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