Incesti e tradimenti 3 - Figlia troietta e padre complice e amante

Scritto da , il 2014-01-11, genere incesti

Premessa-
Il primo capitolo dal titolo-INCESTI E CORNA-è stato erroneamente firmato solo INCEST anziché INCEST 2012.
Chi volesse leggere tutto il racconto avrà l'onere quindi,di questa ulteriore ricerca.Me ne scuso ed auguro a chi vorrà-buona lettura!

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Terzo capitolo

......Quando Giulia aveva fatto il suo ingresso nel locale in compagnia dello strano accompagnatore,il chiasso che sino a quel momento avvolgeva quell'angolo appartato si era trasformato in un chiacchiericcio di sottofondo che,subito dopo l'inattesa esibizione del fondoschiena della giovane ragazza, si era spento del tutto.

Per lunghi minuti da quel tavolo ammutolito,partivano solo sguardi sempre più indiscreti ed indagatori ed anche quando la conversazione era ripresa,le voci giungevano sommesse ed incomprensibili e si confondevano col cicaleggio che proveniva dalla sala accanto.

Giulia che pure aveva da tempo festeggiato i suoi stupendi diciotto anni,appariva più giovane della sua età.

Tuttavia gli insegnamenti del padre l'avevano resa consapevole del magnetismo erotico che emanavano la sua prosperosa figura ed il suo sguardo magnetico e sensuale.

E lei,perfettamente cosciente delle sue qualità,era in grado di far fronte ad ogni situazione.

Era inoltre,talmente disinibita e sicura di se che non si sentiva mai in imbarazzo neanche quando dava libero sfogo alla sua incontenibile indole esibizionista che tanto piaceva al suo amato papà.

.....E Giulia aveva molto da esibire...altroché!

Quel giorno nonostante il candore del suo abbigliamento da collegiale,la sua femminilità emergeva con tale irruenza da aver tacitato in un sol colpo un tavolo di quattro giovanotti dall'aria tutt'altro che timida.

Quando poi si era chinata mostrando in tutto il suo splendore le fattezze "brasiliane" del suo culo,i ragazzi ne erano stati ammutoliti.

La ragazza che quasi in nulla somigliava fisicamente a sua madre,aveva però preso da lei,la magnifica forma delle natiche che sporgevano dal fondo schiena come una prominenza talmente piena e soda da apparire come certe sculture plasmata dalle mani del Canova in un bianco marmo di Carrara.

Il solco che partendo dalla zona lombare correva verso le oscure ed eccitanti zone erogene,appariva morbidamente aperto ed invitante come i lobi di certi frutti esotici dal delicato colore rosato,dal profumo intenso e dal gusto muschiato.

La madre di Giulia contrariamente alle fattezze della figlia benché avesse forme e proporzioni perfette,aveva una conformazione meno florida e rigogliosa.

Tuttavia il suo aspetto sensuale e scattante trasmetteva immediatamente in chi la osservava con attenzioni e brame erotiche,l'idea della femmina di mantide pronta a divorare il proprio amante nell'atto stesso dell'accoppiamento e non di meno capace di attrarre il maschio nel suo abbraccio mortale.


Quando si sono seduti a tavola,Giulia aveva chiesto al cameriere di sistemare i loro posti ad angolo invece che frontalmente come erano già posizionati.

In quella maniera avrebbe potuto meglio amoreggiare col padre ed al tempo stesso avrebbe potuto osservare i giovani del tavolo di fronte.

Naturalmente il suo principale obiettivo era di studiare le loro reazioni alle sue provocazioni esibizioniste.

Il locale era una caratteristica trattoria frequentata per lo più da giovani.

I tavoli molto spartani avevano sottili piedi in metallo verniciato di nero ed il piano era di uno strano materiale scuro simile al marmo.

Non c'erano tovaglie ed al loro posto vi erano serviti all'americana in carta colorata che rendevano molto allegri e luminosi gli ambienti.

Naturalmente l'assenza delle tovaglie faceva si che chi sedeva di fronte se non vi erano altri commensali a coprire la visuale,poteva osservare tutto quanto avveniva sotto il tavolo.

Nell'attesa che arrivassero le prime portate,Giulia sorseggiava l'aperitivo incrociando il braccio con quello di suo padre come due innamorati.

E si baciavano scambiandosi reciprocamente il vino che avevano in bocca.

Ad ogni sorso seguiva un bacio ed un travaso via via più lungo ed appassionato.

Sotto il tavolo la ragazza si era sfilata una scarpa e tenendo le gambe leggermente divaricate,col piede solleticava la gamba del padre e nel contempo con una mano gli accarezzava la patta dei pantaloni.

I ragazzi avevano smesso di bisbigliare e fingendo di essere interessati al cibo che avevano davanti,osservavano come ipnotizzati la scena che si stava svolgendo davanti a loro.

Certamente si sentivano immersi nel vivo di una scena erotica di un libro o un film che avevano già letto e visto mille volte e che mille volte li aveva fatti masturbare.

Via via che i minuti scorrevano,gli occhi del giovane che le sedeva di fronte si adattavano al buio sotto la tavola e le immagini che gli giungevano messe a fuoco, divenivano sempre più nitide ed eccitanti.

Le cosce di Giulia erano completamente aperte e la riga bianca del perizoma permetteva al giovane di distinguere perfettamente la grandi labbra della sua fica aperte come fossero valve di un succoso frutto di mare.

Persino il filo scuro dei peli gli ricordava il bisso che tiene certi molluschi attaccati al loro scoglio.

Gli occhi del ragazzo scorrevano nervosamente dallo sguardo ormai fisso di Giulia alla visione sotto al tavolo.

Il suo sguardo improvvisamente si era avvampato di libidine e le sue labbra parevano deformate da un lieve tremolio mentre agli angoli della bocca facevano capolino,rivoli lucenti.

Stava letteralmente sbavando il ragazzo!

La "sgualdrinella" aveva abbassato la cerniera del pantalone dell'uomo in sua compagnia,gli aveva estratto il cazzo già turgido come un randello e lo stava armeggiando con incredibile maestria.

Il ragazzo colla bocca socchiusa ed il volto paonazzo,aveva gli occhi oramai fissi e conficcati come lame in quelli di Laura.

Anche la ragazza,pur continuando ad armeggiare colle dita avvolte intorno alla verga sotto il tavolo,teneva il suo ammaliante sguardo fisso nei suoi occhi rendendolo di fatto prigioniero del suo magnetismo erotico.

D'un tratto,come liberandosi dal filo invisibile che lo teneva legato alla ragazza il giovane,contraendo il viso in una smorfia dall'apparente,implicito invito a seguirlo,si è alzato di scatto e si è diretto verso i servizi.

Dopo un po' anche Giulia si è alzata ed avvinandosi all'orecchio del padre gli ha bisbigliato:

-Papà credo che adesso arrivi il bello.....aspettami....aspettami...penso proprio che tornerò con una sorpresa per te!-

Il bagno appariva completamente deserto quando Giulia sotto voce ha chiesto:

-Ehi....ehi....dove sei...dove ti sei cacciato?-

Una porticina si è aperta ed una mano uscendo dal buio,l'ha afferrata per un braccio e l'ha tirata dentro.

-Ehi!
Piano...piano...così mi fai male!-

-E tu cosa cazzo credi di avermi fatto sino ad ora esibendoti come una puttanella con quello stronzo che sta con te?

Lo sai che mi stavi facendo scoppiare il cazzo dentro le mutande?!

Mi si sarebbe lacerato e mi sarei sborrato addosso se non fossi corso qui a liberarlo dalla stretta dei miei jeans-

Le ha risposto il ragazzo ansimando eccitato e trattenendo a stenti il tono alterato della voce mentre,con fare energico le portava la mano sul suo cazzo talmente caldo e duro da sembrare ferro arroventato.

-Ehi...ehi....calmati ora...ci sono qui io a dare sollievo al tuo povero dolorante pistolino e poi....non chiamare più stronzo l'uomo che è con me altrimenti ti lascio subito e devi farti una sega...capito!-

-Si...si...ho capito scusami...ma chi è quel vecchio che sta con te?-

Senza degnarlo di una risposta Giulia era già in ginocchio e gli stava succhiando il cazzo mentre gli accarezzava i testicoli.

Il ragazzo era davvero infoiato e sono bastati pochi colpi di lingua ed alcune escursioni nella bocca della ragazza per farlo sciogliere in una sborrata calda ed abbondante.

Giulia dopo aver ingoiato tutto,lo ha ben ripulito con la lingua e dopo essersi alzata lo ha baciato sulla bocca e gli ha detto:

-Peccato che sei venuto così presto mi sarebbe piaciuto sentirlo dentro questo scatenato....beh...sarà per la prossima volta...però sei buono...davvero gustosa la tua cremina!

Pensi che ci sia qualche altro tuo amico che gradirebbe un mio trattamento....assolutamente gratuito sai?!-

-Altroché se c'è qualcuno...se vuoi te li mando tutti...ma dimmi almeno come ti chiami!-

-No!..no!...niente nomi...adesso mandami solo quello con gli occhiali che sedeva alla tua destra....da come mi guardava mi sembrava molto arrapato e poi chissà perché ma mi da l'impressione di avercelo proprio grosso quello lì!-

-Ma come fai...chi sei tu...sei una strega...strega e troia ecco chi sei!?

Lo sai come lo chiamiamo lui?Pippi!....Pippi cazzolungo lo chiamiamo...proprio per le sue misure spropositate!-

Durante l'attesa Giulia aveva acceso la luce e si era resa conto che quello era un locale di servizio al centro del quale vi era un grosso tavolo.

Lasciando la luce accesa,vi si è distesa sopra in posizione supina con le cosce spalancate rivolte nella direzione della porta.

Quando il ragazzo è entrato l'ha trovata così, con la camicetta slacciata,la gonnellina raccolta sulla pancia,col perizoma scostato e con una mano sulla fica intenta a sgrillettarsi.

-Ciao Pippi cazzolungo...è vero quello che mi ha detto il tuo amico?-

-Guarda tu stessa!-

Le ha risposto il ragazzo mentre si toglieva i pantaloni e le mutande.

-Cazzo! Allora è vero! Che bello!-

Ha gridato Giulia con gli occhi sgranati dalla meraviglia mentre allungava una mano per tastare la consistenza di quello che a prima vista pareva il cazzo di un cavallo.

Era lungo,scuro e solcato da vistose vene a rilievo.

Il glande,sicuramente arrossata dalla costrizione sotto le mutande,scappellato sembrava un pomodoro maturo mentre i coglioni invisibili sotto una folta foresta ispida e nera appariva come un grosso e peloso gomitolo di lana.

-Vieni qui cazzone...avvicinati...mettimelo in bocca che voglio sentire se è buono tanto quanto è grosso e duro!-

Girandosi su un fianco Giulia ha aperto le labbra e restando immobile si è fatta chiavare la bocca dal ragazzo che la tratteneva per le trecce e modulava gli affondi per evitare di spaccarle l'ugola e le corde vocali.

Per poterlo imboccare Giulia doveva tenere le mascelle completamente spalancate e doveva prestare molta attenzione anche a non fargli male con i denti.

Ad ogni affondo dalla bocca della ragazza sortiva un suono simile al gorgoglio di un lavandino mentre lui pompava e sbuffava affannosamente.

Sentirsi chiavata in modo così energico ed osceno piaceva moltissimo alla ragazza.

La faceva sentire davvero troia e le faceva sciogliere la fica come una fontana sulla mano con la quale si accarezzava lei stessa.

Come le sarebbe piaciuto che la mamma,completamente all'oscuro delle sue attitudini sessuali,fosse lì in quel momento ad assistere all'osceno spettacolo della sua bambina chiavata in bocca come fosse la fica di una giumenta!

Tuttavia la postura alquanto scomoda e le spinte troppo energiche dopo un po' sono divenuti insopportabili.

A quel punto Giulia afferrandogli la mazza con entrambe le mani lo ha stoppato,lo ha estratto dalla sua indolenzita bocca e col fiato corto gli ha detto:

-Cazzolungo....adesso chiavami la fica che li la misura è più giusta per domare la tua bestia!-

Il ragazzo che non mostrava la stessa impazienza dell'amico che l'aveva preceduto,invece di penetrarla subito come gli chiesto Giulia,gli si è messo di fronte e dopo averle sfilato il perizoma,tirandola a se,le ha sollevato il bacino portandole la fica all'altezza della sua bocca.

Con le gambe appoggiate sulle sue spalle e le cosce divaricate,il sesso di Giulia appariva aperto ed incredibilmente lucente grazie agli umori che copiosi sgorgavano dalle grandi e piccole labbra dischiuse.

Agli occhi del ragazzo quella profumata,inebriante visione,appariva come un'offerta invitante,delicata, lasciva e meravigliosa al tempo stesso.

I primi approcci con la lingua sono stati molto delicati e concentrati soprattutto nella ricerca della clitoride che,al pari dei capezzoli non era ancora completamente sbocciata.

Dopo averlo trovato ed averlo stretto delicatamente tra le dita ed avergli finalmente fatto fare capolino,lui ha cominciato a leccare e succhiare il bramato roseo bottoncino sino a condurre Giulia ad un primo esplosivo orgasmo.

Poi,dopo averle allargato le grandi e le piccole labbra,ha appoggiato la bocca ed a guisa di ventosa,ha aspirato ingoiando i copiosi flussi di umori.

Dopo la prima gustosa bevuta,come fosse un gatto,ha cominciato a leccarle la fica dall'esterno con lunghe lappate che partendo dal buchetto del culo,terminavano sulla clitoride finalmente turgida e scappellata.

Giulia ansimava e si contorceva e mentre dalla fica continuavano incontenibili a sgorgare flussi di umori,lei veniva sconvolta da nuovi e più devastanti orgasmi.

Il ragazzo aveva il viso che pareva essere stato immerso in una vasca da bagno tanto era intriso di umori e del suo stesso sudore che oramai gli imperlava tutto il corpo.

-Chiavami....chiavami....Pippiiiii....chiavami ora....dammi il cazzo...voglio il cazzooooo...lo voglio tutto dentroooo...sfondami....aprimiiiii...-

Aveva cominciato ad implorare Giulia contorcendosi in preda all'ennesimo orgasmo.

Il ragazzo le riportato delicatamente il bacino sul tavolo e l'ha tirata verso di se e dopo averle puntato l'enorme glande tra le gonfie labbra della fica ha cominciato a spingere.

Pippi si era subito reso conto che benché la ragazza fosse già aperta e ben lubrificata,inizialmente la penetrazione sarebbe stata dolorosa ed è per questo che dopo aver varcato colla cappella le piccole labbra,si era fermato ed accarezzandole il volto aveva chiesto alla ragazza se tutto andasse bene.

Giulia aveva un'espressione tesa ed una smorfia di dolore le segnava il volto quando con un filo di voce lo aveva rassicurato invitandolo a continuare.

Il ragazzo dopo averla baciata sulle labbra socchiuse,ha cominciato a leccarle i seni e le areole che custodivano gelosamente i capezzoli non ancora sbocciati.

-Sai...non so neanche il tuo nome...posso però assicurarti che sei la fanciulla più affascinante e meravigliosa che mi sia mai capitato di avere tra le braccia.-

Le aveva detto con tono dimesso il ragazzo rimarcando il termine "fanciulla" mentre stringendole i fianchi aveva ripreso e spingersi dentro il suo fragile corpo.

Un lamento appena percettibile sortiva dalle labbra di Giulia mentre l'ariete avanzando dentro di lei pareva lacerarle le carni.

Nonostante l'aspetto minaccioso ed il timore che poteva indurre il grosso e nerboruto attrezzo che lo stallone aveva tra le gambe,i suoi movimenti erano delicati ed attenti al piacere della sua partner.

Anche se Giulia,soffrendo in silenzio gli avesse dato il suo tacito assenso per continuare nel suo affondo,il giovane ad ogni spinta faceva seguire un lieve arretramento in modo da dare una tregua agli spasmi di dolore della ragazza e dare la possibilità ai suoi muscoli vaginali di adattarsi al nuovo esagerato intruso.

Sudava il ragazzo nella sua lunghissima corsa e ad ogni minimo sobbalzo del tenero corpo che stringeva tra le sue mani o gemito che non fosse di puro piacere,una fitta al cuore gli imponeva un immediato stop.

Un ultimo sussulto di Giulia seguito da un grido e dall'abbandono di ogni muscolo sino ad allora teso gli comunicava che la punta rovente della sua acuminata spada aveva raggiunto la fine del suo percorso.

Il contatto del glande con la cervice del suo sesso oltre che scuoterla come una scarica elettrica,aveva annunciato a Giulia la fine del suo martirio e l'inizio di quella,che sarebbe divenuta la più coinvolgente e delirante cavalcata all'interno del suo corpo.

Quando il ragazzo avviluppato a Giulia dalla potente stretta delle sue gambe dietro la schiena,con un grugnito impressionante si è lasciato andare ad una potentissima,infinita sborrata,la ragazza si agitava contorcendosi smaniosamente e come in preda ad una crisi epilettica,sbavava ansimando e pronunciando irripetibili frasi di incitamento nei confronti del maschio che le stava procurando il delirio dei sensi.

Travolti dalla passione che aveva loro offuscato ogni senso,i ragazzi non si erano accorti che il loro rumoroso piacere aveva attratto l'attenzione di un cameriere il quale introdottosi furtivamente nella stanza nel momento stesso di sublime trasporto,aveva estratto il suo cazzo segandosi e sborrando sul viso di Giulia nello stesso istante in cui,anche la sua fica veniva inondata da bollenti fiotti di sperma.

Tutto era avvenuto in modo rapido e veloce come in un sogno e dopo che il cameriere scusandosi per il blitz era uscito,i due ragazzi si erano resi conto dell'accaduto solo quando hanno visto il viso ed i capelli di Giulia impregnati di sperma.

Aveva goduto troppo Giulia ed anche se con la fica dolorante,aveva voluto che il ragazzo si sdraiasse accanto a lei per abbandonarsi con lui in languide coccole come faceva sempre con suo padre.

-Pippi....perché mi hai detto quelle belle parole prima e com'è possibile che io sia la cosa meravigliosa che tu hai descritto se non conosci neanche il mio nome e forse non ci vedremo mai più?-

Ha chiesto Giulia con tono dolce e sensuale.

-Perché...io non ho mai avuto una ragazza sino ad oggi.
Tutte quelle che ho conosciuto appena hanno visto il mio "coso" sono fuggite a gambe levate e non mi hanno più voluto frequentare.-

Ha risposto il ragazzo.

-E....col sesso...come fai...come fai ad essere così bravo e così delicato....mmmmm...se ci ripenso mi viene ancora voglia di averti dentro...che stupide quelle là!?-

-Come faccio col sesso mi chiedi?Prostitute...bambina...le prostitute sono state le mie uniche amanti e maestre!-

Ha risposto il ragazzo con tono sconsolato.

-Ascoltami bene Pippi....io ho la donna che fa per te....lasciami il tuo cellulare...ti farò contattare direttamente da lei e...stai certo non dovrai pagarla e non avrai più bisogno di andare a puttane!-

Quando il ragazzo era uscito dalla stanza,aveva il cazzo completamente ripulito dal bidet che Giulia gli aveva fatto con la bocca.

Dopo di lui sono arrivati anche gli altri due amici col preciso accordo che non si sarebbe fatta chiavare nell'arrossata e dolorante fica ancora piena di sborra.

Dopo essersi infilata un tampone ed avere indossato il perizoma per non perdere il contenuto di sperma che aveva nella fica,da uno dei due si era fatta inculare e contemporaneamente faceva un bocchino all'altro.

Per lei che era stanca e già abbondantemente soddisfatta era stato più che altro un gesto di solidarietà con gli ultimi arrivati e mettendo in atto la sua collaudatissima esperienza,li aveva fatti sborrare insieme nel giro di pochissimi minuti.

Quando il padre l'aveva vista arrivare claudicante ma raggiante in viso,aveva capito ogni cosa ed alla sua domanda rivoltale senza pronunciar parole,lei che lo conosceva nel profondo dell'animo,gli ha risposto sorridendo ed unendo le dita in cerchio davanti agli occhi.

Il padre guardando il giovane con gli occhiali gli ha sorriso esibendogli il pollice alzato in senso di vittoria.

Giulia si è subito seduta accanto al padre avvolgendolo col suo forte olezzo di sesso e mentre lo baciava colla bocca al gusto di sperma,con una mano si faceva esplorare la fica dalla quale uscivano rivoli di sborra ancora caldi.

-Papà.....sai che ho trovato un nuovo fidanzato per la mamma...credo proprio che le piacerà!-

Ha bisbigliato nell'orecchio del padre mentre il cameriere aveva ripreso a servire le portate e dal tavolo dei ragazzi giungevano forti le loro voci felici!

Continua









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