Juliana è un capitolo della vita

scritto il 2026-10-11 tempo di lettura 8 min

di
genere
confessioni
cura
B+

Questo è un capitolo della mia vita,
Siamo nei anni 80.
Ho compiuto 18 anni e non ho ancora un ragazzo.
Mentre le mie amiche hanno già esperienze.
Io son di carattere chiusa e timida.
Ma ho scheletri nei armadi.
A detto dei altri sono una bella ragazza.
Alta 172 kg 57 una terza di seno occhi verdi.
Mai avrei pensato di perdere la moralità e la testa con un
Uomo maturo.
Per andare al liceo prendo il bus alla solita ora.
Qui noto un uno di circa 50 anni che mi fissa ogni
Qualvolta che salgo.
Mi fa imbarazzare e divento rossa in volto.
Ogni tanto alzo lo sguardo e lui è lì ha fissarmi.
Non so il vero motivo ma questa cosa mi eccita,
Ho le farfalle allo stomaco,
Mi sento strana e ho un calore nel mio basso ventre.
È una sensazione nuova.
Ormai è una abitudine,
salgo mi metto al angolo e lo osservo dal riflesso
Del vetro.
Son passati mesi ed sempre così,
Scendo che sono umida tra le gambe.
Arriva l’estate e mi vesto più libera.
E qui che lui fa un passo che io avrei dovuto respingere.
Salgo come al solito mi metto al solito posto.
Lui questa volta si posiziona dietro di me.
La gente sale e lo spazio diminuisce sempre più.
Me lo ritrovo appoggiato dietro.
E qui avrei dovuto divincolarmi,
Invece dalla paura dalla vergogna non mi sottraggo.
E la prima volta che sento in erezione di un uomo.
Lui impassivo me lo spinge tra il solco ad ogni frenata.
Il mio respiro si fa pesante,
Il suo corpo è appiccicato e fa movimenti di bacino.
Chiudo i occhi e ho un calore che cola lungo le cosce.
Ho avuto un orgasmo.
Ho saltato la mia fermata.
Mi aggiro e cerco di arrivare alla porta.
Lui mi prende la mano e scende con me.
Luigi piacere mi dice tendendo la mano.
Lo guardo e ricambio Juliana.
Posso offrirti la colazione?
Guardo l’ora ormai ho perso la prima ora.
Non so che fare,
Ma sono attratta dalla sua voce calda sensuale
Che mi fa stare bene mentalmente.
Dovrei scappare via,
Invece lo seguo al bar lì vicino,
Ci sediamo,
Sei una bella ragazza sai.
Divento rossa in volto.
Che cosa fai nella vita?
Studio
Facoltà?
liceo classico
Non ti piacerebbe fare moda?
Sono un fotografo e potrei aiutarti ad inserirti.
Hai un viso che è molto fotogenico.
Questo d il mio biglietto di visita,
Se ti interessasse puoi contattarmi.
Lo guardo mi alzo la ringrazio ma non credo che
Possa essere interessata.
Ok ma se ci dovessi ripensare chiamami
Potrei farti fare un servizio di moda e portarti a casa 500 euro.
Comunque pensaci.
Si alza mi dà un bacio sulle labbra
Che io non faccio nulla per evitarlo.
Non so neanche dove mi trovo.
Alla fermata si ferma un auto con 4 balordi
Ho paura loro mi danno della puttana chiedendomi
Quanto prendo.
Mi guardo intorno non c’è nessuno.
Uno scende il scappo correndo.
L’auto parte e uno mi corre dietro.
Svolto in un vicolo ma è cieco.
Me li ritrovo addosso tutte e quattro,
Le loro mani frugano il mio corpo.
Non riesco ad urlare dal terrore.
Ma nello stesso tempo sono eccitata.
Uno mettendo la mano lì si accorge che sono un lago.
Ei la troia gli sta piacendo.
Cerca di baciarmi in bocca,
Sento cose umide sulla coscia
Mi prende la mano e me la guida sul suo cazzo.
E la prima volta che sento con mano lo strumento del piacere.
Fu tratto sento urlare,
Cosa state facendo maiali,
Loro scappano via .
Ho le mutandine alle caviglie i semi fuori.
Sono ancora impietrita.
Stai bene?
Riconosco la voce e del uomo del bus.
Dico con voce tremanti si.
Lui mi guarda e mi aiuta a ricompormi.
Vuoi sporgere denuncia?
No vorrei tornare a casa.
Ti accompagno.
Arrivati alla sua auto rimango sbalordita.
Una Lamborghini.
Salgo e la gonna risale.
Mi sento in colpa se non ti facevo perdere la fermata
E non ti invitavo a fare colazione,
Tutto questo non sarebbe successo.
Vorrei sdebitarmi.
Arrivati davanti alla scuola scendo ringraziandolo
Di tutto.
Entro a scuola sono ancora scossa da quella brutta esperienza.
Per le restanti ore sono con la testa altrove.
Ripenso a tutto,
E ora invece dì spaventare mi eccita.
Ho provato delle sensazioni che passavano dal terrore all eccitazione.
E poi quei contati ho toccato per la prima volta un cazzo.
E mi è rimasto il desiderio,
Lo tenevo stretto anche se ero terrorizzata.
Poi penso nel bus
Lui che me lo strofina tra il solco.
Ho le mutandine bagnate.
Suona la campanella e mi sveglia dai pensieri.
Esco da scuola e vedo la Lamborghini parcheggiata difronte.
Ho un fremito e mi viene un calore tra le gambe.
Faccio finta di non averlo visto.
Cammino e sento la presenza del auto,
Sali che ti accompagno a casa.
Non aspettavo altro che me lo chiedesse.
Salgo ed istintivamente gli do un bacio sulle labbra.
Lui mi sorride e parte mettendo la mano sul ginocchio.
Io no dico nulla
Lui muove la mano e io istintivamente invece di chiuderle le allargo.
Tutto succede nel silenzio.
Hai il ragazzo?
Mentre me lo dice un dito e tra le mie grandi labbra.
Mi esce son vergine.
Alla tua età non hai un ragazzo e per di più sei vergine?
Ho affanno perché il dito scorre veloce tra le mie
Grandi labbra.
Mi prende la mano portandola sul suo cazzo
Lo ha di fuori,
lo vedo lucido grosso rosso
Le seghe le avrai fatte spero?
No
Dio ma sei tutta da istruire.
Ho un orgasmo e stringo forte il cazzo tra le mani.
Si porta il dito alla bocca e lo succhia,
Hai un buon sapore.
Mi guardo intorno sismo in un parcheggio sotterraneo.
Non mi son resa conto di nulla.
Ma il cazzo lo tengo stretto.
Mi sento la sua mano dietro la nuca,
Dai dagli dei bacetti.
Cedo e scendo lateralmente.
Sento il suo odore di maschio.
E do bacetti alla cappella.
Dai piccola prendilo in bocca.
Chiudo i occhi e mi lascio trasportare dal istinto.
Sento la bocca invadermi dal suo cazzo.
E lui mi guida con la mano il movimento da eseguire,
Hai talento se lo succhi così bene dalla prima volta.
Sotto sue indicazioni sto facendo il mio primo pompino della mia vita.
Mi raccomando ingoia tutto perché non puoi
Sporcarmi la tappezzeria.
Mi arriva un getto faccio per alzarmi,
No troia giù bevilo tutto.
Mi pressa giù e non riuscendo ad ingoiare tutto cola lungo l’asta le pslle
Sino a creare una pozza sotto le palle.
Stronza guada che cazzo di casino.
Sei stupida cazzo.
Mi scuso
Lui tranquilla scusami ma è l’eccitazione
Che mi ha portato a reagire così.
Si sistema scende,
Ora pulisci
Lo guardo
Lecca tutto.
Mi metto a pecora a leccare il sedile di pelle
Sento aprire lo sportello e una lingua lavorare la mia fica e il mio culo.
Dai pulisci.
Oggi torni a casa aperta.
Non comprendo il senso delle parole.
Sento prendermi dai fianchi tirarmi indietro.
E sento la sua cappella far breccia tra le mie grandi labbra.
È una pressione continua fino al cedimento.
Mi entra cm dopo cm.
È un dolore sopportabile,
Poi ho un senso di calore,
E sono io che mi muovo lentamente.
E brava la mia troietta ti sta piacendo il cazzo d troia?
Su scopati da sola,
Mentre mi sto scopando da sola mi penetra il culo col il police.
Che dici ti apro anche qui?
E mi mette due dita in culo.
Io vado avanti e indietro sempre più veloce
Cerco il mio orgasmo che arriva nel momento che mi penetra con tre dita il culo.
Squirto innaffiando l’auto,
Cazzo che cazzo di casinò hai combinato.
Meriti di essere punita.
Si sfila appoggiando la cappella al mio ano
Dico no ti prego
Zitta che lo desideri che ti rompo anche il culo.
Forza leggermente e avendo il culo elastico lo ricevo tutto sino alla radice.
Cazzo te lo sei preso tutto
Sei sicura che sei vergine?
Effettivamente il culo lo ho dato parecchie volte al bagnino al mare quest’estate.
Mi pompa il culo facendomi avere un orgasmo anale.
Ora però lo ingoi chiaro.
Mi fa mettere seduta a bocca aperta
Sì sega d mi fa il pieno.
Mi tiene con la testa alta dai capelli.
Trabocca sul mento.
Ora ingoia tutto
Ingoio e lui mi sbatte il cazzo sul viso.
Brava ora si che posso riportarti a casa.
Prende 500 euro d me le mette nel reggiseno.
Quando vuoi sono sempre disponibile.
Parte lasciandomi sul marciapiede come una puttana.
Mi avvio verso il portone tutt’a indolenzita.
Il portiere sorridendo vedo che stai facendo carriera.
Alzo il dito medio.
Lui ricordati che sei partita dal basso diciamo dal portone?
Tale madre tale figlia.
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