Una giornata particolare a Noto
scritto il 2026-11-01 tempo di lettura 9 min
di
Annamaria
genere
Confessioni, Dominazione
cura
A−
Chi mi segue sa che lo scorso mese di maggio ho trascorso una settimana intensa, molto intensa, insieme a un potente politico siciliano, un influente parlamentare che mi aveva promesso un grosso favore in cambio della mia totale disponibilità.
Sapete, io sono così: trasgressiva, curiosa per natura, intraprendente fino alla temerarietà, e accettai la proposta senza immaginare a cosa sarei andata incontro.
Ero a Siracusa, ospite nella splendida villa dello zio dell'onorevole, da un paio di giorni.
Avevo già avuto modo di apprezzare i loro gusti, e l'esperienza era stata, come dire...particolare.
Quella mattina l'onorevole, accompagnato dall'onnipresente autista, si presentò abbastanza presto.
"Oggi andiamo a Noto", mi dice sorridendo.
Io sono in soggiorno a leggere, seminuda, sdraiata comodamente sul divano.
"Perfetto!", dico entusiasta, "mi vado subito a preparare".
Ero davvero contenta, anche perché non vedevo l'ora di immergermi tra i vicoli di quell'opera d'arte a cielo aperto.
"Non avere tutta questa fretta", mi dice trattenendomi per un braccio.
Hai già fatto colazione?", mi chiede sorridendo.
"Si, certo", rispondo, e avendo compreso le sue intenzioni, lo guardo dritto negli occhi e gli chiedo provocatoriamente: "Hai qualcos'altro da offrirmi?"
"Non vedi l'ora, eh? Che troia che sei, mi fai eccitare solo col pensiero, zoccola!", mi dice estraendo il suo cazzo.
"Dai, fammi vedere che sai fare... ", mi dice sedendosi comodo sul divano col cazzo in mano e i pantaloni abbassati.
Mi inginocchio tra le sue gambe, prendo il suo cazzo in mano, lo bacio, lo lecco, lo sego lentamente, inizio il pompino.
"Mi raccomando, non mi sporcare i pantaloni, ingoia tutto, troia, hai capito bene?"
Annuisco con la testa mentre continuo il pompino.
Qualche minuto, lo sento fremere, prendo a segarlo con veemenza, sento che stà per sborrare, metto il suo cazzo in bocca e dopo pochi secondi sento la gola invasa dalla sua sborra calda.
Continuo a segarlo, i fiotti si susseguono, io ingoio, attenta a non far uscire nulla dalla bocca.
Resto qualche minuto a ingoiare, leccare, ripulire per bene il cazzo, fino a quando si sgonfia del tutto.
Lo bacio mentre lo guardo: "Contento?", gli chiedo facendogli l'occhiolino.
"Sei una zoccola unica, straordinaria, vali tutto quello che mi costi", mi dice alzandosi.
"Ora vatti a vestire, mi va di esibirti per la città."
Annuisco e vado a prepararmi.
Arriviamo a Noto.
Passeggiamo un po' per le strade, i palazzi barocchi, i colori luminosi.
Sono incantata.
"Ci aspettano al lido, andiamo", mi dice all'improvviso.
"Non ho portato il costume, non pensavo..." dico presa un po' di sorpresa.
"Non ti servirà", mi fa lui sorridendo.
Mi porta in uno stabilimento che sembra un sogno.
Sulla battigia una passerella in legno porta in mezzo all'acqua dove ci sono tre gazebo rettangolari attrezzati come grandi alcove. Tende bianche le circondano completamente.
Resto affascinata.
Ci attendono tre uomini, uno maturo e due più giovani.
"Visto? Che vi avevo detto?", dice tutto entusista l'onorevole spingendomi verso di loro.
"Questa è la più grande troia che possiate immaginare. Viene da Torino, mi spiego?
Tutta per voi, fateci quello che volete. Per un po', però, solo per un po', intesi? Ho altri impegni, capite?", e tutti a ridere.
Saliamo sul gazebo, mi allungo sul materasso. Mi spogliano.
L'autista chiude le tende.
"Prima io. Voi dopo", dice quello maturo.
Mi lecca tutta, mentre gli altri guardano. Mi riempie la bocca col suo cazzo. Lo lecco. Mi vuole inculare. Mi giro. Mi lecca, entra, affonda.
"Guardate e imparate", fa agli altri due, mentre spinge in profondità, con forza.
"Ti sborro in bocca, troia, preparati."
Sono già pronta. Bocca spalancata, lui su di me, mi riempie..
La schizzata è sorprendente. Raramente mi era capitato di venire innaffiata in tal modo di sperma. Forse mai. Ho la bocca talmente piena che la gran parte defluisce fuori, nonostante io cerchi di ingoiare tutto lo sperma che ho in bocca. Ho la faccia completamente ricoperta di sborra. Schizza a getto continuo, non so per quanto tempo, mentre i due giovani ridono come pazzi. Quando finalmente smette di schizzare prendo a leccargli il cazzo fino a quando doventa del tutto moscio e pulito, mentre lui si diverte a raccogliere la sborra con le dita e farmela leccare. Il giochino va avanti per parecchio tempo. Poi mi dà una pacca sul culo e mi dice: "Mica ti vuoi presentare così ai due giovincelli, vatti a lavare."
E così scendo da quella specie di alcova galleggiante e mi faccio un bel bagno in quell'acqua meravigliosa. Un po' fredda, ammetto, ma stupenda. Appena risalgo i due più giovani mi sono subito addosso. Uno mi dice: "Con questo sapore di sale addosso sei arrapante", e si fionda a leccarmi la fica, mentre l'altro viene attratto dalle tette. Me le lecca, morde. Io godo, mi piace...
I due con la lingua ci sanno fare. Non so come, il mare, il panorama, il sole, sono eccitata all'inverosimile e vengo godendo come una vera maiala. Con le mani afferro i capelli di quello che mi lecca la fica e lo premo con forza sulla fica, quasi a farlo entrare. Pochi secondi ed entrano davvero con i loro attrezzi. Quello sotto di me mi penetra la fica, quello dietro dopo avermi leccata per bene spinge nel culo. Mmmm, quanto mi piace, ansimo, mi contorco, mi piace dannatamente. Mi sbattono con forza, in profondità e vengo emettendo un gemito di piacere. Quelli continuano fino a quando escono. Mi allungo sul lettino, spalanco la bocca: li voglio. Si inginocchiano su di me, si segano e dopo poco mi schizzano insieme. Sulla faccia, in bocca. Gli schizzi sono tanti. Io con le dita raccolgo tutto lo sperma che mi scivola sul collo e lo lecco avidamente. Ingoio deliziata. Finalmente smettono, afferro i due cazzi ancora duri e me li lecco con ferocia. Ingoio tutto lo sperma che posso, i due ridono e io continuo a ingoiare...
"Sei piena di sborra, puttana, ti devi dare una pulita. Ci vuole un altro bagno", mi dice uno dei due ridendo. Allora mi prendono, uno per i piedi, uno per le spalle e mi scaraventano in acqua.
Mi faccio un altro bagno rigenerante, nuoto, mi diverto.
Quando torno in spiaggia sono pronta per ripartire.
Torniamo a Noto.
Dopo quella mattinata intensa ero affamata, glielo dico, e l'onorevole mi porta in un ristorante che sembra un gioiellino incastonato nella pietra.
Dopo pranzo stranamente mi chiede cosa volessi fare.
"Vorrei visitare qualche monumento di questa meravigliosa città", rispondo.
Mi conduce in centro.
"La Chiesa di San Carlo è uno spettacolo. Vuoi salire in cima?", mi chiede.
"Si può?", rispondo sorpresa.
"Seguimi."
Mi porta ad ammirare le campane, il panorama è qualcosa di indimenticabile. Mi affaccio sotto le grandi arcate a tutto sesto.
"Stai lì non ti muovere, mi intima."
Mi abbraccia. "Hai un culo strepitoso...", mi dice eccitato.
"Lo vuoi?", gli chiedo provocatoriamente.
Non mi risponde. La mia gonna è corta, nera. Mi toglie gli slip.
"Tu non far arrivare nessuno qui", dice al suo autista. Si inginocchia dietro di me e prende a leccarmi ìl culo con avidità mentre con le mani tiene le chiappe ben allargate. Infila un dito, due, mmmmm, mugolo in silenzio. Con l'altra mano intanto entra sotto la maglietta bianca, dentro il reggiseno e prende ad accarezzarmi le tette, mi strizza i capezzoli. Pochi secondi e sento il suo cazzo iniziare a spingere nel culo. Mi lascia le tette. Con una mano allarga il buco del culo mentre con l'altra spinge con forza il cazzo dentro. Entra.
Emetto un gemito. Spinge ancora più forte. Soffoco un urlo di dolore. Prende a pompare con velocità. Io ansimo, di dolore e piacere. Qualche secondo ancora. Io gemo, mi masturbo vorticosamente. Ho voglia di venire.
"Siii!", urli, e vengo mentre lui continua a pomparmi nel culo.
"In bocca, si ti voglio in bocca, sborrami in bocca", gli dico ansimante mentre con una mano mi afferra i capelli e mi attira a sè per far entrare il suo cazzo fino in fondo.
Esce all'improvviso. So cosa devo fare.
Mi inginocchio davanti a lui, spalanco la bocca, lingua di fuori, in spasmodica attesa, nemmeno il tempo di un respiro e mi esplode in bocca e sulla faccia. Due, tre, quattro fiotti, attendo che la mia bocca si riempia e poi ingoio. Gli afferro il cazzo, lo metto voracemente in bocca, lo lecco con avidità. Tutto, a lungo. Ripulisco tutta la sborra che ho sulla faccia col suo cazzo e lo lecco con piacere.
"Basta così troia", mi dice allontanandomi, "ora hai altri da accontentare, lo sai?"
"No, non immaginavo", gli rispondo mentre con le mani mi pulisco la faccia. Prendo dalla borsetta una salvietta umida, me la passo sul viso mentre lo guardo.
"Dove, chi, quando?", gli chiedo curiosa.
"Qui, subito. Amici miei. Altra sborra per te, sei contenta?"
"Certo", gli rispondo sorridendo, "non mi accontento mai, lo sai".
L'onorevole finisce di sgocciolarmi in bocca, prima di ricomporsi, mi prende per i capelli e mi fa: "Proprio una gran troia sei, brava."
Mi tira su, odora i miei slip: "Che zoccola!", mi dice estasiato. "Ora arrivano due miei amici, fammi fare bella figura, ci tengo. Allora, sono arrivati?" Chiede al suo autista.
"Si, onorevole, stanno salendo."
Qualche secondo e appaiono due tizi sulla cinquantina, un po' appesantiti. "Siete in ritardo, peggio per voi, solo 5 minuti, ho impegni urgenti", dice ai due.
"Ho promesso un pompino a questi due miei amici, un pompino particolare, nordico", fa l'onorevole rivolgendosi a me e ridendo, mentre i due si mettono di fronte a me e cacciano i loro attrezzi. Torno a inginocchiarmi. Li prendo in mano e inizio a segarli. Li metto in bocca, li lecco a turno.
"Sbrigatevi, tengo fretta", dice l'onorevole.
I due prendono a segarsi velocemente. "Tu spalanca la bocca, troia, preparati", mi dice l'onorevole, fammi divertire.
Vengo investita da due torrenti di sperma, ingoio tutto, quasi soffoco, e lui ride...
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Instagram @annamaria.ladyamaranto
Sapete, io sono così: trasgressiva, curiosa per natura, intraprendente fino alla temerarietà, e accettai la proposta senza immaginare a cosa sarei andata incontro.
Ero a Siracusa, ospite nella splendida villa dello zio dell'onorevole, da un paio di giorni.
Avevo già avuto modo di apprezzare i loro gusti, e l'esperienza era stata, come dire...particolare.
Quella mattina l'onorevole, accompagnato dall'onnipresente autista, si presentò abbastanza presto.
"Oggi andiamo a Noto", mi dice sorridendo.
Io sono in soggiorno a leggere, seminuda, sdraiata comodamente sul divano.
"Perfetto!", dico entusiasta, "mi vado subito a preparare".
Ero davvero contenta, anche perché non vedevo l'ora di immergermi tra i vicoli di quell'opera d'arte a cielo aperto.
"Non avere tutta questa fretta", mi dice trattenendomi per un braccio.
Hai già fatto colazione?", mi chiede sorridendo.
"Si, certo", rispondo, e avendo compreso le sue intenzioni, lo guardo dritto negli occhi e gli chiedo provocatoriamente: "Hai qualcos'altro da offrirmi?"
"Non vedi l'ora, eh? Che troia che sei, mi fai eccitare solo col pensiero, zoccola!", mi dice estraendo il suo cazzo.
"Dai, fammi vedere che sai fare... ", mi dice sedendosi comodo sul divano col cazzo in mano e i pantaloni abbassati.
Mi inginocchio tra le sue gambe, prendo il suo cazzo in mano, lo bacio, lo lecco, lo sego lentamente, inizio il pompino.
"Mi raccomando, non mi sporcare i pantaloni, ingoia tutto, troia, hai capito bene?"
Annuisco con la testa mentre continuo il pompino.
Qualche minuto, lo sento fremere, prendo a segarlo con veemenza, sento che stà per sborrare, metto il suo cazzo in bocca e dopo pochi secondi sento la gola invasa dalla sua sborra calda.
Continuo a segarlo, i fiotti si susseguono, io ingoio, attenta a non far uscire nulla dalla bocca.
Resto qualche minuto a ingoiare, leccare, ripulire per bene il cazzo, fino a quando si sgonfia del tutto.
Lo bacio mentre lo guardo: "Contento?", gli chiedo facendogli l'occhiolino.
"Sei una zoccola unica, straordinaria, vali tutto quello che mi costi", mi dice alzandosi.
"Ora vatti a vestire, mi va di esibirti per la città."
Annuisco e vado a prepararmi.
Arriviamo a Noto.
Passeggiamo un po' per le strade, i palazzi barocchi, i colori luminosi.
Sono incantata.
"Ci aspettano al lido, andiamo", mi dice all'improvviso.
"Non ho portato il costume, non pensavo..." dico presa un po' di sorpresa.
"Non ti servirà", mi fa lui sorridendo.
Mi porta in uno stabilimento che sembra un sogno.
Sulla battigia una passerella in legno porta in mezzo all'acqua dove ci sono tre gazebo rettangolari attrezzati come grandi alcove. Tende bianche le circondano completamente.
Resto affascinata.
Ci attendono tre uomini, uno maturo e due più giovani.
"Visto? Che vi avevo detto?", dice tutto entusista l'onorevole spingendomi verso di loro.
"Questa è la più grande troia che possiate immaginare. Viene da Torino, mi spiego?
Tutta per voi, fateci quello che volete. Per un po', però, solo per un po', intesi? Ho altri impegni, capite?", e tutti a ridere.
Saliamo sul gazebo, mi allungo sul materasso. Mi spogliano.
L'autista chiude le tende.
"Prima io. Voi dopo", dice quello maturo.
Mi lecca tutta, mentre gli altri guardano. Mi riempie la bocca col suo cazzo. Lo lecco. Mi vuole inculare. Mi giro. Mi lecca, entra, affonda.
"Guardate e imparate", fa agli altri due, mentre spinge in profondità, con forza.
"Ti sborro in bocca, troia, preparati."
Sono già pronta. Bocca spalancata, lui su di me, mi riempie..
La schizzata è sorprendente. Raramente mi era capitato di venire innaffiata in tal modo di sperma. Forse mai. Ho la bocca talmente piena che la gran parte defluisce fuori, nonostante io cerchi di ingoiare tutto lo sperma che ho in bocca. Ho la faccia completamente ricoperta di sborra. Schizza a getto continuo, non so per quanto tempo, mentre i due giovani ridono come pazzi. Quando finalmente smette di schizzare prendo a leccargli il cazzo fino a quando doventa del tutto moscio e pulito, mentre lui si diverte a raccogliere la sborra con le dita e farmela leccare. Il giochino va avanti per parecchio tempo. Poi mi dà una pacca sul culo e mi dice: "Mica ti vuoi presentare così ai due giovincelli, vatti a lavare."
E così scendo da quella specie di alcova galleggiante e mi faccio un bel bagno in quell'acqua meravigliosa. Un po' fredda, ammetto, ma stupenda. Appena risalgo i due più giovani mi sono subito addosso. Uno mi dice: "Con questo sapore di sale addosso sei arrapante", e si fionda a leccarmi la fica, mentre l'altro viene attratto dalle tette. Me le lecca, morde. Io godo, mi piace...
I due con la lingua ci sanno fare. Non so come, il mare, il panorama, il sole, sono eccitata all'inverosimile e vengo godendo come una vera maiala. Con le mani afferro i capelli di quello che mi lecca la fica e lo premo con forza sulla fica, quasi a farlo entrare. Pochi secondi ed entrano davvero con i loro attrezzi. Quello sotto di me mi penetra la fica, quello dietro dopo avermi leccata per bene spinge nel culo. Mmmm, quanto mi piace, ansimo, mi contorco, mi piace dannatamente. Mi sbattono con forza, in profondità e vengo emettendo un gemito di piacere. Quelli continuano fino a quando escono. Mi allungo sul lettino, spalanco la bocca: li voglio. Si inginocchiano su di me, si segano e dopo poco mi schizzano insieme. Sulla faccia, in bocca. Gli schizzi sono tanti. Io con le dita raccolgo tutto lo sperma che mi scivola sul collo e lo lecco avidamente. Ingoio deliziata. Finalmente smettono, afferro i due cazzi ancora duri e me li lecco con ferocia. Ingoio tutto lo sperma che posso, i due ridono e io continuo a ingoiare...
"Sei piena di sborra, puttana, ti devi dare una pulita. Ci vuole un altro bagno", mi dice uno dei due ridendo. Allora mi prendono, uno per i piedi, uno per le spalle e mi scaraventano in acqua.
Mi faccio un altro bagno rigenerante, nuoto, mi diverto.
Quando torno in spiaggia sono pronta per ripartire.
Torniamo a Noto.
Dopo quella mattinata intensa ero affamata, glielo dico, e l'onorevole mi porta in un ristorante che sembra un gioiellino incastonato nella pietra.
Dopo pranzo stranamente mi chiede cosa volessi fare.
"Vorrei visitare qualche monumento di questa meravigliosa città", rispondo.
Mi conduce in centro.
"La Chiesa di San Carlo è uno spettacolo. Vuoi salire in cima?", mi chiede.
"Si può?", rispondo sorpresa.
"Seguimi."
Mi porta ad ammirare le campane, il panorama è qualcosa di indimenticabile. Mi affaccio sotto le grandi arcate a tutto sesto.
"Stai lì non ti muovere, mi intima."
Mi abbraccia. "Hai un culo strepitoso...", mi dice eccitato.
"Lo vuoi?", gli chiedo provocatoriamente.
Non mi risponde. La mia gonna è corta, nera. Mi toglie gli slip.
"Tu non far arrivare nessuno qui", dice al suo autista. Si inginocchia dietro di me e prende a leccarmi ìl culo con avidità mentre con le mani tiene le chiappe ben allargate. Infila un dito, due, mmmmm, mugolo in silenzio. Con l'altra mano intanto entra sotto la maglietta bianca, dentro il reggiseno e prende ad accarezzarmi le tette, mi strizza i capezzoli. Pochi secondi e sento il suo cazzo iniziare a spingere nel culo. Mi lascia le tette. Con una mano allarga il buco del culo mentre con l'altra spinge con forza il cazzo dentro. Entra.
Emetto un gemito. Spinge ancora più forte. Soffoco un urlo di dolore. Prende a pompare con velocità. Io ansimo, di dolore e piacere. Qualche secondo ancora. Io gemo, mi masturbo vorticosamente. Ho voglia di venire.
"Siii!", urli, e vengo mentre lui continua a pomparmi nel culo.
"In bocca, si ti voglio in bocca, sborrami in bocca", gli dico ansimante mentre con una mano mi afferra i capelli e mi attira a sè per far entrare il suo cazzo fino in fondo.
Esce all'improvviso. So cosa devo fare.
Mi inginocchio davanti a lui, spalanco la bocca, lingua di fuori, in spasmodica attesa, nemmeno il tempo di un respiro e mi esplode in bocca e sulla faccia. Due, tre, quattro fiotti, attendo che la mia bocca si riempia e poi ingoio. Gli afferro il cazzo, lo metto voracemente in bocca, lo lecco con avidità. Tutto, a lungo. Ripulisco tutta la sborra che ho sulla faccia col suo cazzo e lo lecco con piacere.
"Basta così troia", mi dice allontanandomi, "ora hai altri da accontentare, lo sai?"
"No, non immaginavo", gli rispondo mentre con le mani mi pulisco la faccia. Prendo dalla borsetta una salvietta umida, me la passo sul viso mentre lo guardo.
"Dove, chi, quando?", gli chiedo curiosa.
"Qui, subito. Amici miei. Altra sborra per te, sei contenta?"
"Certo", gli rispondo sorridendo, "non mi accontento mai, lo sai".
L'onorevole finisce di sgocciolarmi in bocca, prima di ricomporsi, mi prende per i capelli e mi fa: "Proprio una gran troia sei, brava."
Mi tira su, odora i miei slip: "Che zoccola!", mi dice estasiato. "Ora arrivano due miei amici, fammi fare bella figura, ci tengo. Allora, sono arrivati?" Chiede al suo autista.
"Si, onorevole, stanno salendo."
Qualche secondo e appaiono due tizi sulla cinquantina, un po' appesantiti. "Siete in ritardo, peggio per voi, solo 5 minuti, ho impegni urgenti", dice ai due.
"Ho promesso un pompino a questi due miei amici, un pompino particolare, nordico", fa l'onorevole rivolgendosi a me e ridendo, mentre i due si mettono di fronte a me e cacciano i loro attrezzi. Torno a inginocchiarmi. Li prendo in mano e inizio a segarli. Li metto in bocca, li lecco a turno.
"Sbrigatevi, tengo fretta", dice l'onorevole.
I due prendono a segarsi velocemente. "Tu spalanca la bocca, troia, preparati", mi dice l'onorevole, fammi divertire.
Vengo investita da due torrenti di sperma, ingoio tutto, quasi soffoco, e lui ride...
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