Schiava e regina a Siracusa
di
Annamaria
genere
dominazione
In maggio, come qualcuno forse saprà, sono stata ospite in terra di Sicilia di un importante politico che per una settimana ha disposto di me a suo totale piacimento.
E' stata un'esperienza davvero particolare perchè per tutto il tempo mi sono sentita schiava e principessa al contempo.
Trattata come una dea, all'improvviso, diventavo un semplice oggetto di piacere estremo, a volte senza preavviso, e venivo presa alla sprovvista, nei luoghi più impensati, e questa alternanza di emozioni, questa altalena di sensazioni impreviste, mi coglieva di sorpresa ma al contempo mi eccitava.
Un giorno mi portò a cena in un esclusivo ristorante sul mare.
Il mio importante ospite è così preso da me che non mi molla nemmeno un minuto.
Mi osserva e mi scruta anche quando vado in bagno.
Mi guarda con occhi che trasudano passione.
Spesso legata, inerme, nella taverna della villa in cui sono ospite, mentre lui e i suoi due comparii si divertono a farmi tutto quello che passa loro per la mente, mi ritrovo poi, come una novella cenerentola, con abiti alla moda, elegante, ammirata, adorata come una dea nei locali più esclusivi, esibita come un prezioso trofeo.
Sono il suo spettacolo preferito: adora scoparmi, ma adora anche guardarmi mentre altri mi scopano, e lui spesso si diverte anche a dare ordini, mentre il suo tuttofare esegue diligente.
Come vi dicevo oggi mi porta fuori e sono una principessa.
Locale alla moda, location spettacolare.
Un tavolo è riservato per noi nella parte esclusiva del locale, lontano dal salone principale.
Gli antipasti sono divini, lui non fa altro che guardarmi e divorarmi con gli occhi.
Togliti gli slip, mi dice a un certo punto.
So che non posso contraddirlo.
Eseguo subito.
Lasciali per terra, sotto il tavolo, mi ingiunge.
Lo faccio.
Si avvicina un cameriere.
Ragazzo, alla Signora è caduto il tovagliolo sotto il tavolo...
Provvedo subito, si premura il ragazzo, e si inginocchia per infilarsi sotto il tavolo.
Mentre il cameriere si abbassa con il piede mi fa allargare le gambe.
Leccala, dice al cameriere, che senza fiatare appoggia la lingua sulla mia fica e prende a leccarla.
Leccala per bene, la voglio vedere che gode, hai capito? Dice al giovane che, per tutta risposta aumenta la frequenza delle leccate.
Sono eccitata, bagnata, afferro la testa del giovane, la premo sulla mia fica e vengo mugolando in silenzio.
Pochi secondi e il giovane riemerge, si ricompone.
Bravo giovane, e gli allunga una banconota da 50.
Hai goduto, troia? Mi chiede eccitato.
Decisamente, rispondo guardandolo dritto negli occhi.
Rimettiti le mutande allora.
Eseguo, e continuiamo sereni la cena.
Usciamo dal locale e mi porta a passeggiare sul lungomare.
C'è un vento insistente, tiepido e salmastro, che solleva la mia gonna con spacco.
Fatico un po' a tenerla sotto controllo.
Lo porti il reggiseno? Mi chiede all'improvviso.
No, rispondo.
E gli slip? Te li sei rimessi, vero?
Si
Spogliati allora, mi dice secco.
So bene che non posso replicare, mai, e quindi eseguo subito.
Il suo autista prende il mio vestito in consegna.
Lui mi guarda sorridendo.
Guarda i miei slip bianchi di pizzo.
Resto quasi completamente nuda e con le mani mi copro le tette perchè c'è gente che passa.
Mi guardano incuriositi.
Che cazzo ti copri, troia, tutti ti devono vedere, è chiaro?
Si, certo, rispondo.
Dai cammina, andiamo verso il molo, mi dice spingendomi.
Ci incamminiamo, sotto lo sguardo compiaciuto dei passanti.
La cosa però mi eccita, molto.
Sono solo con gli slip. Arriviamo all'altezza di un capanno. Mi fa entrare e trovo di fronte a me alcuni uomini che mi stavano aspettando.
Ogni promessa è debito, dice il mio onorevole. Vi avevo promesso che vi avrei portato la regina delle zoccole, ed eccola qui, tutta per voi.
Mi trovo in una specie di rimessa per attrezzi da pesca. Avviene tutto rapidamente.
Togliti gli slip e datti da fare, troia, mi dice l'onorevole, non ho molto tempi, ho un appuntamento.
Lasciala qui a noi! Dice uno dei presenti.
Questa è roba mia, è chiaro? Voi la usate per mia gentile concessione, e sbrigatevi.
A turno mi prendono tutti, avanti, dietro e in bocca. Sono cinque o forse sei che si alternano continuamente.
Il locale è angusto, scomodo, mi scopano tutti in piedi, riesco ad appoggiarmi con le mani a un vecchio bancone di legno mentre a turno mi sbattono prima nella fica e poi nel culo.
Forza che non ho più tempo, dice l'onorevole, tutti insieme!
Mi fa inginocchiare.
Tutti si mettono attorno a me e si preparano.
Tutti insieme, è chiaro? E tu alza la faccia e spalanca la bocca. Fammi vedere bene che sai fare.
Sono pronta, qualche secondo e vengo investita da ripetuti fiotti di sperma.
A turno lecco tutti i cazzi, li ripulisco per bene fino a quando lui ordina a tutti di andare via.
Datti una pulita e rivestiti, mi fa mentre il suo autista mi porge i vestiti e alcune salviette imbevute.
Mi ripulisco alla meno peggio e mi rivesto.
Saliamo in macchina.
Ci sei mai stata su una nave da pesca?
No, mai, rispondo.
Soffri il mal di mare?
No.
Bene, meglio così.
Cinque minuti e arriviamo in un porticciolo.
Seduti attorno a un tavolo, alla luce fioca di un lampione, c'è un gruppo di pescatori.
Com'è stasera il mare ragazzi? Chiede l'onorevole ai pescatori.
Calmo, onorevole, molto calmo
E allora lo faremo agitare noi, vero ragazzi?
E giù a ridere con gli altri che mi guardavano eccitati.
Ci ritroviamo su un peschereccio ancorato verso la fine del piccolo molo.
Con i tacchi sulla passerella faccio un po' di difficoltà.
Il ponte è illuminato da luci al neon.
C'è un grosso macchinario con delle reti enormi.
Guardo interessata tutto quello che c'è intorno a me.
Sei qui per scopare, spogliati, mi dice l'onorevole.
Mi tolgo di nuovo la gonna, poi la camicia. Resto qualche secondo con l'intimo per farmi ammirare.
Sono in quattro, oltre al mio ospite e al suo autista.
Tutti maturi, corpi massicci, facce segnate da rughe profonde, pelle che sembra davvero un'antica pergamena.
Forza, troia, spogliati, non ho molto tempo, ci aspettano a...e dice un nome che non ricordo.
Mi tolgo reggiseno e slip.
Consegno di nuovo tutto all'autista. I quattro pescatori cacciano gli attrezzi e iniziano a massaggiarsi.
È vero che ti piacciono i pesci, puttana?
Si, certo
E allora assaggiali, troia!
Mi inginocchio e a turno li prendo in bocca. Sono duri, sanno di mare.
Continuo con i pompini fino a quando mi sollevano e mi fanno appoggiare a un macchinario.
Da dietro a turno mi entrano tutti nella fica, spingendo con forza. Mi sbattono con decisione, mi sento piena, tanto che vengo contorcendomi per il piacere.
Poi a turno mi sbattono il culo.
L'onorevole fà la solita raccomandazione: Dopo tutti insieme, avete capito?
Ho il culo in fiamme, mi lamento un pò, ma subito dopo qualcuno mi afferra per i capelli e mi fa girare.
Mi inginocchio di nuovo, faccia in alto, bocca spalancata e lingua di fuori.
Attendo solo pochi secondi e di nuovo una raffica di sborrate mi invade il viso.
Ingoio quello che posso, raccolgo con le dita, lecco, lecco i cazzi che mi mettono in bocca.
Pulisci per bene quei peci, zoccola!
Continuo a leccare i cazzi, fino a quando si afflosciano tutti.
Adesso lavate la signora! Dice ridendo l'onorevole e poco dopo con una pompa mi riversano acqua addosso, sulla faccia, sul corpo. Mi lavo, pulisco la mia faccia dalla sborra residua. Mi stendono anche un asciugamano.
L'autista mi restituisce gli abiti, e mi rivesto di nuovo.
Risaliamo ancora in macchina.
Sei stanca? Mi chiede l'onorevole.
Assolutamente no, rispondo guardandolo. Hai qualche altra sorpresa per me?
Finiamo in bellezza, mia cara, vedrai, vedrai...
Telegram @seduzioneamaranto
Instagram @annamaria.ladyamaranto e @la.regola.del.kaos per le mie immagini artistiche
E' stata un'esperienza davvero particolare perchè per tutto il tempo mi sono sentita schiava e principessa al contempo.
Trattata come una dea, all'improvviso, diventavo un semplice oggetto di piacere estremo, a volte senza preavviso, e venivo presa alla sprovvista, nei luoghi più impensati, e questa alternanza di emozioni, questa altalena di sensazioni impreviste, mi coglieva di sorpresa ma al contempo mi eccitava.
Un giorno mi portò a cena in un esclusivo ristorante sul mare.
Il mio importante ospite è così preso da me che non mi molla nemmeno un minuto.
Mi osserva e mi scruta anche quando vado in bagno.
Mi guarda con occhi che trasudano passione.
Spesso legata, inerme, nella taverna della villa in cui sono ospite, mentre lui e i suoi due comparii si divertono a farmi tutto quello che passa loro per la mente, mi ritrovo poi, come una novella cenerentola, con abiti alla moda, elegante, ammirata, adorata come una dea nei locali più esclusivi, esibita come un prezioso trofeo.
Sono il suo spettacolo preferito: adora scoparmi, ma adora anche guardarmi mentre altri mi scopano, e lui spesso si diverte anche a dare ordini, mentre il suo tuttofare esegue diligente.
Come vi dicevo oggi mi porta fuori e sono una principessa.
Locale alla moda, location spettacolare.
Un tavolo è riservato per noi nella parte esclusiva del locale, lontano dal salone principale.
Gli antipasti sono divini, lui non fa altro che guardarmi e divorarmi con gli occhi.
Togliti gli slip, mi dice a un certo punto.
So che non posso contraddirlo.
Eseguo subito.
Lasciali per terra, sotto il tavolo, mi ingiunge.
Lo faccio.
Si avvicina un cameriere.
Ragazzo, alla Signora è caduto il tovagliolo sotto il tavolo...
Provvedo subito, si premura il ragazzo, e si inginocchia per infilarsi sotto il tavolo.
Mentre il cameriere si abbassa con il piede mi fa allargare le gambe.
Leccala, dice al cameriere, che senza fiatare appoggia la lingua sulla mia fica e prende a leccarla.
Leccala per bene, la voglio vedere che gode, hai capito? Dice al giovane che, per tutta risposta aumenta la frequenza delle leccate.
Sono eccitata, bagnata, afferro la testa del giovane, la premo sulla mia fica e vengo mugolando in silenzio.
Pochi secondi e il giovane riemerge, si ricompone.
Bravo giovane, e gli allunga una banconota da 50.
Hai goduto, troia? Mi chiede eccitato.
Decisamente, rispondo guardandolo dritto negli occhi.
Rimettiti le mutande allora.
Eseguo, e continuiamo sereni la cena.
Usciamo dal locale e mi porta a passeggiare sul lungomare.
C'è un vento insistente, tiepido e salmastro, che solleva la mia gonna con spacco.
Fatico un po' a tenerla sotto controllo.
Lo porti il reggiseno? Mi chiede all'improvviso.
No, rispondo.
E gli slip? Te li sei rimessi, vero?
Si
Spogliati allora, mi dice secco.
So bene che non posso replicare, mai, e quindi eseguo subito.
Il suo autista prende il mio vestito in consegna.
Lui mi guarda sorridendo.
Guarda i miei slip bianchi di pizzo.
Resto quasi completamente nuda e con le mani mi copro le tette perchè c'è gente che passa.
Mi guardano incuriositi.
Che cazzo ti copri, troia, tutti ti devono vedere, è chiaro?
Si, certo, rispondo.
Dai cammina, andiamo verso il molo, mi dice spingendomi.
Ci incamminiamo, sotto lo sguardo compiaciuto dei passanti.
La cosa però mi eccita, molto.
Sono solo con gli slip. Arriviamo all'altezza di un capanno. Mi fa entrare e trovo di fronte a me alcuni uomini che mi stavano aspettando.
Ogni promessa è debito, dice il mio onorevole. Vi avevo promesso che vi avrei portato la regina delle zoccole, ed eccola qui, tutta per voi.
Mi trovo in una specie di rimessa per attrezzi da pesca. Avviene tutto rapidamente.
Togliti gli slip e datti da fare, troia, mi dice l'onorevole, non ho molto tempi, ho un appuntamento.
Lasciala qui a noi! Dice uno dei presenti.
Questa è roba mia, è chiaro? Voi la usate per mia gentile concessione, e sbrigatevi.
A turno mi prendono tutti, avanti, dietro e in bocca. Sono cinque o forse sei che si alternano continuamente.
Il locale è angusto, scomodo, mi scopano tutti in piedi, riesco ad appoggiarmi con le mani a un vecchio bancone di legno mentre a turno mi sbattono prima nella fica e poi nel culo.
Forza che non ho più tempo, dice l'onorevole, tutti insieme!
Mi fa inginocchiare.
Tutti si mettono attorno a me e si preparano.
Tutti insieme, è chiaro? E tu alza la faccia e spalanca la bocca. Fammi vedere bene che sai fare.
Sono pronta, qualche secondo e vengo investita da ripetuti fiotti di sperma.
A turno lecco tutti i cazzi, li ripulisco per bene fino a quando lui ordina a tutti di andare via.
Datti una pulita e rivestiti, mi fa mentre il suo autista mi porge i vestiti e alcune salviette imbevute.
Mi ripulisco alla meno peggio e mi rivesto.
Saliamo in macchina.
Ci sei mai stata su una nave da pesca?
No, mai, rispondo.
Soffri il mal di mare?
No.
Bene, meglio così.
Cinque minuti e arriviamo in un porticciolo.
Seduti attorno a un tavolo, alla luce fioca di un lampione, c'è un gruppo di pescatori.
Com'è stasera il mare ragazzi? Chiede l'onorevole ai pescatori.
Calmo, onorevole, molto calmo
E allora lo faremo agitare noi, vero ragazzi?
E giù a ridere con gli altri che mi guardavano eccitati.
Ci ritroviamo su un peschereccio ancorato verso la fine del piccolo molo.
Con i tacchi sulla passerella faccio un po' di difficoltà.
Il ponte è illuminato da luci al neon.
C'è un grosso macchinario con delle reti enormi.
Guardo interessata tutto quello che c'è intorno a me.
Sei qui per scopare, spogliati, mi dice l'onorevole.
Mi tolgo di nuovo la gonna, poi la camicia. Resto qualche secondo con l'intimo per farmi ammirare.
Sono in quattro, oltre al mio ospite e al suo autista.
Tutti maturi, corpi massicci, facce segnate da rughe profonde, pelle che sembra davvero un'antica pergamena.
Forza, troia, spogliati, non ho molto tempo, ci aspettano a...e dice un nome che non ricordo.
Mi tolgo reggiseno e slip.
Consegno di nuovo tutto all'autista. I quattro pescatori cacciano gli attrezzi e iniziano a massaggiarsi.
È vero che ti piacciono i pesci, puttana?
Si, certo
E allora assaggiali, troia!
Mi inginocchio e a turno li prendo in bocca. Sono duri, sanno di mare.
Continuo con i pompini fino a quando mi sollevano e mi fanno appoggiare a un macchinario.
Da dietro a turno mi entrano tutti nella fica, spingendo con forza. Mi sbattono con decisione, mi sento piena, tanto che vengo contorcendomi per il piacere.
Poi a turno mi sbattono il culo.
L'onorevole fà la solita raccomandazione: Dopo tutti insieme, avete capito?
Ho il culo in fiamme, mi lamento un pò, ma subito dopo qualcuno mi afferra per i capelli e mi fa girare.
Mi inginocchio di nuovo, faccia in alto, bocca spalancata e lingua di fuori.
Attendo solo pochi secondi e di nuovo una raffica di sborrate mi invade il viso.
Ingoio quello che posso, raccolgo con le dita, lecco, lecco i cazzi che mi mettono in bocca.
Pulisci per bene quei peci, zoccola!
Continuo a leccare i cazzi, fino a quando si afflosciano tutti.
Adesso lavate la signora! Dice ridendo l'onorevole e poco dopo con una pompa mi riversano acqua addosso, sulla faccia, sul corpo. Mi lavo, pulisco la mia faccia dalla sborra residua. Mi stendono anche un asciugamano.
L'autista mi restituisce gli abiti, e mi rivesto di nuovo.
Risaliamo ancora in macchina.
Sei stanca? Mi chiede l'onorevole.
Assolutamente no, rispondo guardandolo. Hai qualche altra sorpresa per me?
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