Agosto 2010, perdo qualcosa
scritto il 2026-10-15 tempo di lettura 6 min
di
Annamaria
genere
confessioni
cura
C
Ma quando hai perso la verginità? Se dovessi fare una classifica delle domande più ricorrenti che mi vengono poste, questa vincerebbe la medaglia d'oro, e per distacco direi.
E' una storia che racconto spesso a chi ha piacere di chattare con me, ma non sempre.
Qualche tempo fa mi stavo intrattenendo con un ammiratore che aveva letto il mio libro "Le Sette Porte", il discorso scivola sui miei inizi, quando ero giovane, giovanissima, e poi la domanda fatidica: ma quando hai perso la verginità?
Il mio interlocutore è un tipo serio, attento, che mi ispira fiducia, e quindi acconsento a raccontargli la storia, almeno per sommi capi. Lui resta sorpreso, entusiasta: Dovresti farne un racconto, mi dice, scrivi così bene: ne verrebbe fuori una storia bellissima.
E così ci ho pensato un pò su e alla fine ho deciso di raccontare questa esperienza.
Avevo da poco festeggiato il mio 18esimo compleanno. Mio padre e mio zio avevano voluto fare le cose in grande, invitando tutto il gruppo dei fotoamatori che frequentavano. Erano orgogliosi di me e mi esibivano come un'opera d'arte rara e preziosa. Naturalmente ricevettero una pioggia di richieste per avermi come modella, e mio zio stilò una lista lunghissima di appuntamenti e incontri ai quali, di lì a poco, avrei iniziato a presentarmi. Nei giorni successivi mio zio iniziò a illustrarmi quella lista, dandomi indicazioni precise soprattutto su cosa potessi concedere ai vari fotografi che avevano fatto richiesta di avermi come modella. Tutto dipendeva naturalmente da quanto erano disposti a spendere. Un giorno, ricordo bene, mi prende in disparte e mi dice: E' arrivato il momento di capitalizzare la cosa più importante che hai.
Cosa?, gli chiedo.
La tua verginità, tesoro mio.
E mi spiega. C'è questo fotoamatore, presidente della sezione di Moncalieri, un tizio molto ricco, che pare abbia completamente perso la testa per me. E' disposto a fare follie per avermi e per essere il primo a violare la mia fica. Quando lo zio mi dice la cifra faccio fatica a crederci.
Ma davvero zio?, chiedo incredula.
E così organizziamo. Erano i primi di agosto, io avevo festeggiato il mio compleanno da un mesetto circa, quando il misterioso e ricco tizio, fotoamatore innamorato di me, si presenta a casa e mi viene a prendere. Era un venerdì mattina, giornata torrida, lui si presente con una macchina da brividi. Mette la mia piccola valigia nel portabagagli e partiamo per Ospedaletti. Lungo l'autostrada corre come un pazzo, un pò ho paura ma mi diverto come non mai.
Arriviamo nella sua villa sul mare, stupefacente. Ricordo come in un sogno ancora questo edificio immenso, immerso nel verde, bianco, a tre piani, con le enormi persiane azzurro mare, le scalinate esterne che portavano ai giardini e alla piscina. Rimasi incantata a guardarla, a bocca aperta.
Tre giorni tutta per te, tesoro, mi disse dandomi un bacio sulla bocca. Dovrei dilungarmi a raccontare tutte le cose magnifiche che vidi e che ebbi la fortuna di vivere: il panorama mozzafiato sul mare, le gite in barca, il calore del sole quando nuda mi sdraiavo sulla terrazza dell'attico, i ristoranti meravigliosi, le passeggiate sul belvedere, i negozi dove acquistavo ciò che volevo. Ma fu proprio quella prima sera, quella sera di agosto del 2010, che lui mi sverginò. Quando uscimmo dal ristorante dove avevamo pranzato, tornammo in villa e mi condusse nel suo studio fotografico, attrezzatissimo, con apparecchiature, luci, macchinette di tutti i tipi, cineprese.
Voglio ammirarti mentre ti spogli. Fai piano. Lentamente. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo, mi dice guardandomi negli occhi
So come si fa. Zio mi aveva insegnato tutto per bene.
Lui mi guarda, mi riprende, scatta, in tutti i modi, in tutte le posizioni. Stiamo per ore dentro lo studio, poi mi prende per mano e, nuda, mi conduce nella camera da letto. Si spoglia mentre io, stesa sull'enorme letto, lo guardo divertita.
La prima cosa che fa è accarezzarmi la fica. I peli la circondano. Lui la guarda, la accarezza, la odora, la lecca, Poi si stende e mi dice di fargli un pompino. Lo accontento subito, come mi aveva insegnato mio zio. Lentamente all'inizio, molto lentamente, poi più veloce. Mi ferma. Il suo cazzo è già durissimo.
Poi ti faccio di tutto, di tutto, mi dice, ma prima...
Mi viene sopra, mi bacia le tette, mi mordicchia i capezzoli, poi giù, mi allarga la fica con le dita e inizia a leccarla, sul clitoride, poi dentro, avvicina il cazzo, e inizia a spingere, lentamente, piano. Avverto del fastidio. Lui mi guarda, gode nel vedermi mentre mi agito. Continua ad affondare. Sento qualcosa, non so bene cosa, una fitta, un bruciore, mi lamento un pò, lui continua a spingere, dentro, sempre più in profondità. Ho fastidio, ma il piacere è più grande. Ora spinge con forza, con decisione, veloce, sempre più veloce, fino a quando lo sento sborrare dentro la mia fica. Sento il suo sperma caldo. E' una sensazione che mi piace, che mi emoziona. Urlo un lungo SIII!!!! E vengo pure io contorcendomi per il piacere. Restiamo avvinghiati per qualche secondo, poi lui esce, si alza, prende la macchinetta e inizia a scattare. Torna da me, mi accarezza le tette, lecca i capezzoli, mi bacia e poi mi dice di andare a lavarmi perchè dopo cena ci sarebbe stata una festa.
Una festa? Chiedo eccitata. E lu. si, e tu sarai la reginetta della serata, quindi tra poco usciamo e andiamo a prendere l'abito più bello che c'è. Non stavo nella pelle per l'eccitazione. Tornammo in villa dopocena e nell'ampio viale c'erano un bel pò di macchine e parecchia gente mai vista. Tutti fotografi del suo circolo a cui lui aveva promesso una serata particolare. E così ci ritrovammo tutti nell'ampio salone al piano terra. Il regalo era il mio strip. Al centro del salone danzavo lentamente al suono della musica e, sempre più lentamente, toglievo gli abiti. Tutti intorno a me a guardare e scattare. Il gioco andò avanti per parecchio tempo, perchè ognuno voleva qualche foto particolare in esclusiva, ed anche qualche leccata particolare, ma lui era geloso, e consentiva solo piccoli assaggi.
Restai altri due giorni in quella villa da sogno, e facemmo di tutto. Magari ne racconterò in altre occasioni. Quello che vi dico è che il mattino dopo, quando scendemmo per andare a pranzo, vidi una bellissima 500 decappottabile, che mi incuriosì perchè non avevo visto nessuno in villa e quindi non capivo a chi potesse appartenere.
Ma c'è qualcuno? Gli chiesi incuriosita.
No, perchè? Mi fa lui.
Ho visto quella 500, pensavo fosse arrivato qualcuno.
No. Non c'è nessuno.
E quella allora, di chi è? Chiedo sempre più incuriosita.
Lui si avvicina, mi sventola davanti alla faccia le chiavi e mi dice: E' tua tesoro.
Io quasi svengo. Non ci credo. Ma non ho nemmeno la patente!, dico ridendo.
Appena la prenderai sarà la prima macchina che guiderai, e così ti ricorderai sempre di me, mi fa dandomi un bacio sulla bocca.
Telegram @seduzioneamaranto
Canale Telegram t.me/ladyamfree per immagini mie non pubblicabili su instagram
Instagram @annamaria.ladyamaranto
E' una storia che racconto spesso a chi ha piacere di chattare con me, ma non sempre.
Qualche tempo fa mi stavo intrattenendo con un ammiratore che aveva letto il mio libro "Le Sette Porte", il discorso scivola sui miei inizi, quando ero giovane, giovanissima, e poi la domanda fatidica: ma quando hai perso la verginità?
Il mio interlocutore è un tipo serio, attento, che mi ispira fiducia, e quindi acconsento a raccontargli la storia, almeno per sommi capi. Lui resta sorpreso, entusiasta: Dovresti farne un racconto, mi dice, scrivi così bene: ne verrebbe fuori una storia bellissima.
E così ci ho pensato un pò su e alla fine ho deciso di raccontare questa esperienza.
Avevo da poco festeggiato il mio 18esimo compleanno. Mio padre e mio zio avevano voluto fare le cose in grande, invitando tutto il gruppo dei fotoamatori che frequentavano. Erano orgogliosi di me e mi esibivano come un'opera d'arte rara e preziosa. Naturalmente ricevettero una pioggia di richieste per avermi come modella, e mio zio stilò una lista lunghissima di appuntamenti e incontri ai quali, di lì a poco, avrei iniziato a presentarmi. Nei giorni successivi mio zio iniziò a illustrarmi quella lista, dandomi indicazioni precise soprattutto su cosa potessi concedere ai vari fotografi che avevano fatto richiesta di avermi come modella. Tutto dipendeva naturalmente da quanto erano disposti a spendere. Un giorno, ricordo bene, mi prende in disparte e mi dice: E' arrivato il momento di capitalizzare la cosa più importante che hai.
Cosa?, gli chiedo.
La tua verginità, tesoro mio.
E mi spiega. C'è questo fotoamatore, presidente della sezione di Moncalieri, un tizio molto ricco, che pare abbia completamente perso la testa per me. E' disposto a fare follie per avermi e per essere il primo a violare la mia fica. Quando lo zio mi dice la cifra faccio fatica a crederci.
Ma davvero zio?, chiedo incredula.
E così organizziamo. Erano i primi di agosto, io avevo festeggiato il mio compleanno da un mesetto circa, quando il misterioso e ricco tizio, fotoamatore innamorato di me, si presenta a casa e mi viene a prendere. Era un venerdì mattina, giornata torrida, lui si presente con una macchina da brividi. Mette la mia piccola valigia nel portabagagli e partiamo per Ospedaletti. Lungo l'autostrada corre come un pazzo, un pò ho paura ma mi diverto come non mai.
Arriviamo nella sua villa sul mare, stupefacente. Ricordo come in un sogno ancora questo edificio immenso, immerso nel verde, bianco, a tre piani, con le enormi persiane azzurro mare, le scalinate esterne che portavano ai giardini e alla piscina. Rimasi incantata a guardarla, a bocca aperta.
Tre giorni tutta per te, tesoro, mi disse dandomi un bacio sulla bocca. Dovrei dilungarmi a raccontare tutte le cose magnifiche che vidi e che ebbi la fortuna di vivere: il panorama mozzafiato sul mare, le gite in barca, il calore del sole quando nuda mi sdraiavo sulla terrazza dell'attico, i ristoranti meravigliosi, le passeggiate sul belvedere, i negozi dove acquistavo ciò che volevo. Ma fu proprio quella prima sera, quella sera di agosto del 2010, che lui mi sverginò. Quando uscimmo dal ristorante dove avevamo pranzato, tornammo in villa e mi condusse nel suo studio fotografico, attrezzatissimo, con apparecchiature, luci, macchinette di tutti i tipi, cineprese.
Voglio ammirarti mentre ti spogli. Fai piano. Lentamente. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo, mi dice guardandomi negli occhi
So come si fa. Zio mi aveva insegnato tutto per bene.
Lui mi guarda, mi riprende, scatta, in tutti i modi, in tutte le posizioni. Stiamo per ore dentro lo studio, poi mi prende per mano e, nuda, mi conduce nella camera da letto. Si spoglia mentre io, stesa sull'enorme letto, lo guardo divertita.
La prima cosa che fa è accarezzarmi la fica. I peli la circondano. Lui la guarda, la accarezza, la odora, la lecca, Poi si stende e mi dice di fargli un pompino. Lo accontento subito, come mi aveva insegnato mio zio. Lentamente all'inizio, molto lentamente, poi più veloce. Mi ferma. Il suo cazzo è già durissimo.
Poi ti faccio di tutto, di tutto, mi dice, ma prima...
Mi viene sopra, mi bacia le tette, mi mordicchia i capezzoli, poi giù, mi allarga la fica con le dita e inizia a leccarla, sul clitoride, poi dentro, avvicina il cazzo, e inizia a spingere, lentamente, piano. Avverto del fastidio. Lui mi guarda, gode nel vedermi mentre mi agito. Continua ad affondare. Sento qualcosa, non so bene cosa, una fitta, un bruciore, mi lamento un pò, lui continua a spingere, dentro, sempre più in profondità. Ho fastidio, ma il piacere è più grande. Ora spinge con forza, con decisione, veloce, sempre più veloce, fino a quando lo sento sborrare dentro la mia fica. Sento il suo sperma caldo. E' una sensazione che mi piace, che mi emoziona. Urlo un lungo SIII!!!! E vengo pure io contorcendomi per il piacere. Restiamo avvinghiati per qualche secondo, poi lui esce, si alza, prende la macchinetta e inizia a scattare. Torna da me, mi accarezza le tette, lecca i capezzoli, mi bacia e poi mi dice di andare a lavarmi perchè dopo cena ci sarebbe stata una festa.
Una festa? Chiedo eccitata. E lu. si, e tu sarai la reginetta della serata, quindi tra poco usciamo e andiamo a prendere l'abito più bello che c'è. Non stavo nella pelle per l'eccitazione. Tornammo in villa dopocena e nell'ampio viale c'erano un bel pò di macchine e parecchia gente mai vista. Tutti fotografi del suo circolo a cui lui aveva promesso una serata particolare. E così ci ritrovammo tutti nell'ampio salone al piano terra. Il regalo era il mio strip. Al centro del salone danzavo lentamente al suono della musica e, sempre più lentamente, toglievo gli abiti. Tutti intorno a me a guardare e scattare. Il gioco andò avanti per parecchio tempo, perchè ognuno voleva qualche foto particolare in esclusiva, ed anche qualche leccata particolare, ma lui era geloso, e consentiva solo piccoli assaggi.
Restai altri due giorni in quella villa da sogno, e facemmo di tutto. Magari ne racconterò in altre occasioni. Quello che vi dico è che il mattino dopo, quando scendemmo per andare a pranzo, vidi una bellissima 500 decappottabile, che mi incuriosì perchè non avevo visto nessuno in villa e quindi non capivo a chi potesse appartenere.
Ma c'è qualcuno? Gli chiesi incuriosita.
No, perchè? Mi fa lui.
Ho visto quella 500, pensavo fosse arrivato qualcuno.
No. Non c'è nessuno.
E quella allora, di chi è? Chiedo sempre più incuriosita.
Lui si avvicina, mi sventola davanti alla faccia le chiavi e mi dice: E' tua tesoro.
Io quasi svengo. Non ci credo. Ma non ho nemmeno la patente!, dico ridendo.
Appena la prenderai sarà la prima macchina che guiderai, e così ti ricorderai sempre di me, mi fa dandomi un bacio sulla bocca.
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