L'amico di mio marito
scritto il 2026-10-28 tempo di lettura 7 min
di
Annamaria
genere
tradimenti
cura
A−
Io, Carlo e mio marito formavamo un trio molto affiatato.
Loro due erano amici inseparabili e io ero la loro compagna e complice in tutto.
Avevo un debole per Carlo, mio marito lo sapeva, ma accettava la situazione perchè era sicuro che non sarebbe mai diventato il mio amante.
Dovete sapere, e qui faccio outing, che mio marito ha una particolare inclinazione.
E' innamoratissimo di me, mi adora come una Dea, letteralmente, è anche gelosissimo, ed è completamente succube di me.
Ma nel contempo è un cuckold, ovvero uno che si eccita a vedere la moglie scopata da un altro, ma nell'ottica di mio marito l'altro deve essere un perfetto sconosciuto, uno che entra nella nostra vita, che scopa con me, e poi scompare per sempre.
Mio marito non potrebbe mai accettare di vedermi scopata da un suo abituale conoscente, da un parente, da un amico...fa solo un'eccezione: i suoi figli.
Quando a volte capita che i gemelli stiano da noi per qualche giorno lui si eccita...non chiedetemi perchè, ho cercato di capire, ma ci ho rinunciato.
Quindi quando io e Carlo per la prima volta scopammo, e l'ho raccontato in "Gioco, set e partita", lo facemmo ovviamente di nascosto, così come continuammo a vederci ogni tanto, e a scopare, senza che mio marito sospettasse nulla.
Era da poco nata nostra figlia e a mio marito venne l'idea di fare un viaggio on the road, senza meta, a bordo di una macchina con la quale come tre avventurieri avremmo attraversato i paesi slavi per arrivare in Grecia, la sua amata Grecia, culla della cultura classica.
Eravamo nella baita di montagna di Carlo, una casetta tutta in legno che si era costruita da solo, asse dopo asse.
Era un giorno di inoltrata primavera.
Avevamo fatto una lunga camminata tra i sentieri di montagna, avevamo pranzato al sacco in una radura tra i boschi dell'altopiano, e quando tornammo nella baita eravamo stanchi morti.
Stavo preparando la cena quando mio marito mise sul tavolo la piantina dell'Europa e cominciò a indicare il percorso che avremmo fatto per raggiungere Salonicco.
Stabilì le tappe, le città da visitare, i luoghi in cui soffermarsi: dieci giorni di corse pazze lungo le strade dell'adriatico slavo.
Fummo tutti entusiasti, ma proprio mentre stavamo fissando le date mio marito venne chiamato al telefono.
Il socio di studio voleva che tornasse urgentemente a Torino perchè c'era un caso di vitale importanza da risolvere.
No tesoro, tu resta qui con Carlo, mi disse baciandomi, vado e domattina torno appena posso.
E così io e Carlo ci ritrovammo da soli nella baita.
Carlo non è un romantico, tutt'altro: un vero artista con il legno, un falegname eccezionale, instancabile, ma è duro e ruvido esattamente come un tronco di quercia.
"La cena può aspettare, troietta, vieni qui..., - mi dice tirandomi a sè senza tanti complimenti. - Spogliati, dai, sbrigati.."
Io sono gà eccitata, sento la mia fica che si inumidisce all'idea di essere scopata da questo boscaiolo rozzo e affascinante.
E' proprio questo suo modo spiccio, duro, quasi irrispettoso di rivolgersi a me che mi eccita terribilmente.
Mi spoglio rapidamente e in meno di un minuto mi ritrovo nuda davanti a lui. Mi avvicino, ma lui mi tenne a distanza.
"Dai, muoviti un pò, fammi eccitare, ancheggia come sai fare tu...", mi dice spingendomi verso il centro della sala.
Obbedisco
Prendo a muovermi, sinuosa, a guardarlo, a provocarlo, fino a quando con l'indice mi fà segno di avvicinarmi e di fargli un pompino.
Mi inginocchio subito davanti a lui, gli sbottono i pantaloni, estraggo il suo cazzo, lo guardo, lo accarezzo, lo bacio eccitata e lo metto in bocca.
Inizio a leccarlo con avidità, mentre con la mano lo sego.
Un minuto e diventa gonfio, duro, largo, proprio come piace a me.
Mi afferra, mi trascina nella camera da letto e mi spinge verso il letto.
"A quattro zampe, puttanella", mi dice deciso.
Obbedisco, mentre lui si spoglia e mi guarda.
"Sai che ti rompo il culo stasera, vero?"
"Mmmm, si, mi piace l'idea...", gli rispondo eccitata.
Carlo è fatto così, ruvido, a tratti brutale, e mi piace.
Niente preliminari, gli piace andare subito al sodo, e la cosa non mi dispiace, devo dire, anzi, aumenta la mia eccitazione, tanto che mentre mi afferra il culo con le sue mani possenti da falegname, me lo allarga e ficca la lingua nel buco per leccarmelo, mi bagno tutta per l'eccitazione.
Sento il suo cazzo appoggiarsi e cominciare a spingere, e quando lo sento entrarmi dentro emetto un urlo sommesso.
Senza tanti complimenti prende a spingere, con forza, mentre io inizio a masturbarmi, ancheggiando per il piacere.
Carlo, al contrario di mio marito, è in grado di resistere a lungo. Spinge per parecchio tempo con forza nel mio culo, tanto che io vengo urlando di piacere, mentre il mio il culo va in fiamme a forza di pompate potenti.
Mentre mi contorcevo per il piacere mi sentivo una cagna in calore, ed era una sensazione che mi rendeva ancora più eccitata, mentre il cazzo di Carlo continuava a fare su e giù nel mio culo.
Poi, senza preavviso, mi spinge in avanti, esce dal mio culo e mi fà girare senza tanti comp0limenti.
"Allarga bene le gambe, troia!, mi dice mentre con una mano si afferra il cazzo e con l'altra mi allarga la fica.
Mi penetra la fica con la solita decisione, un colpo secco, come una martellata, che mi lascia senza fiato, e prende a spingere, a pompare come un trattore.
Rapido, sempre più rapido, con forza, quasi con brutalità, fino a quando io, piena ed eccitata, vengo di nuovo urlando di piacere.
Carlo intanto continua a pompare imperterrito, come un ossesso, fino a quando esce dalla mia fica, prende il suo cazzo in mano, lo punta verso la mia faccia e mi esplode con violenza un getto di sperma che mi centra sul naso.
I getti continuano a ritmo intenso, due, tre, quattro, cinque, fino a quando mi ritrovo con la faccia e la bocca completamente inondati dalla sua sborra.
Ingoio con piacere tutta la sborra che posso, mentre con le dita cerco di togliere lo sperma che mi è finito sugli occhi e che mi impedisce di vedere.
"Lecca tutto, puttana", mi dice Carlo con un ghigno quasi satanico.
Obbedisco ben volentieri. Raccolgo tutta la sborra che posso con le dita, e la porto in bocca.
Lecco tutto, ingoio, mentre Carlo si diverte, come al solito, a passarmi sul viso il suo cazzo col quale raccoglie la sborra che poi mi mette in bocca.
Francamente non so dire da quanto tempo stò a raccogliere e leccare la sua sborra, tanta me ne ha riversata adfdosso.
A un certo punto lui si alza e va in bagno.
Io resto allungata sul letto, stremata ma soddisfatta.
Sento il mio viso ancora ricoperto dalle tracce del suo sperma, e con le dita, lentamente, vado a raccoglierlo e a metterlo in bocca, per assaporarlo ancora.
Ho ancora rivoli di sperma sul mento e sul collo: ci passo con le dita, lo metto in bocca, lo gusto.
Mi lecco le labbra, mentre Carlo, uscito dal bagno, mi guarda ridendo: "Cazzo di troia che sei, me lo stai facendo tornare duro", mi dice avvicinando di nuovo il suo cazzo al mio viso.
Io lo afferro e lo porto subito in bocca per leccarlo a dovere.
"No, no, basta così puttanella", mi dice allontanandosi. "Vatti a pulire e vai a cucinare qualcosa che sono affamato. Magari dopo cena, se te lo meriti, ti accontento ancora..."
"Promesso?", gli chiedo alzandomi dal letto e avvicinandomi a lui per baciarlo.
"Vatti a lavare, ti ho detto, zoccola!", mi dice allontanandomi e spingendomi via.
Rido di gusto, soddisfatta, mentre vado verso il bagno.
Telegram @seduzioneamaranto
Canale Telegram t.me/ladyamfree per immagini mie non pubblicabili su instagram
Instagram @annamaria.ladyamaranto
Loro due erano amici inseparabili e io ero la loro compagna e complice in tutto.
Avevo un debole per Carlo, mio marito lo sapeva, ma accettava la situazione perchè era sicuro che non sarebbe mai diventato il mio amante.
Dovete sapere, e qui faccio outing, che mio marito ha una particolare inclinazione.
E' innamoratissimo di me, mi adora come una Dea, letteralmente, è anche gelosissimo, ed è completamente succube di me.
Ma nel contempo è un cuckold, ovvero uno che si eccita a vedere la moglie scopata da un altro, ma nell'ottica di mio marito l'altro deve essere un perfetto sconosciuto, uno che entra nella nostra vita, che scopa con me, e poi scompare per sempre.
Mio marito non potrebbe mai accettare di vedermi scopata da un suo abituale conoscente, da un parente, da un amico...fa solo un'eccezione: i suoi figli.
Quando a volte capita che i gemelli stiano da noi per qualche giorno lui si eccita...non chiedetemi perchè, ho cercato di capire, ma ci ho rinunciato.
Quindi quando io e Carlo per la prima volta scopammo, e l'ho raccontato in "Gioco, set e partita", lo facemmo ovviamente di nascosto, così come continuammo a vederci ogni tanto, e a scopare, senza che mio marito sospettasse nulla.
Era da poco nata nostra figlia e a mio marito venne l'idea di fare un viaggio on the road, senza meta, a bordo di una macchina con la quale come tre avventurieri avremmo attraversato i paesi slavi per arrivare in Grecia, la sua amata Grecia, culla della cultura classica.
Eravamo nella baita di montagna di Carlo, una casetta tutta in legno che si era costruita da solo, asse dopo asse.
Era un giorno di inoltrata primavera.
Avevamo fatto una lunga camminata tra i sentieri di montagna, avevamo pranzato al sacco in una radura tra i boschi dell'altopiano, e quando tornammo nella baita eravamo stanchi morti.
Stavo preparando la cena quando mio marito mise sul tavolo la piantina dell'Europa e cominciò a indicare il percorso che avremmo fatto per raggiungere Salonicco.
Stabilì le tappe, le città da visitare, i luoghi in cui soffermarsi: dieci giorni di corse pazze lungo le strade dell'adriatico slavo.
Fummo tutti entusiasti, ma proprio mentre stavamo fissando le date mio marito venne chiamato al telefono.
Il socio di studio voleva che tornasse urgentemente a Torino perchè c'era un caso di vitale importanza da risolvere.
No tesoro, tu resta qui con Carlo, mi disse baciandomi, vado e domattina torno appena posso.
E così io e Carlo ci ritrovammo da soli nella baita.
Carlo non è un romantico, tutt'altro: un vero artista con il legno, un falegname eccezionale, instancabile, ma è duro e ruvido esattamente come un tronco di quercia.
"La cena può aspettare, troietta, vieni qui..., - mi dice tirandomi a sè senza tanti complimenti. - Spogliati, dai, sbrigati.."
Io sono gà eccitata, sento la mia fica che si inumidisce all'idea di essere scopata da questo boscaiolo rozzo e affascinante.
E' proprio questo suo modo spiccio, duro, quasi irrispettoso di rivolgersi a me che mi eccita terribilmente.
Mi spoglio rapidamente e in meno di un minuto mi ritrovo nuda davanti a lui. Mi avvicino, ma lui mi tenne a distanza.
"Dai, muoviti un pò, fammi eccitare, ancheggia come sai fare tu...", mi dice spingendomi verso il centro della sala.
Obbedisco
Prendo a muovermi, sinuosa, a guardarlo, a provocarlo, fino a quando con l'indice mi fà segno di avvicinarmi e di fargli un pompino.
Mi inginocchio subito davanti a lui, gli sbottono i pantaloni, estraggo il suo cazzo, lo guardo, lo accarezzo, lo bacio eccitata e lo metto in bocca.
Inizio a leccarlo con avidità, mentre con la mano lo sego.
Un minuto e diventa gonfio, duro, largo, proprio come piace a me.
Mi afferra, mi trascina nella camera da letto e mi spinge verso il letto.
"A quattro zampe, puttanella", mi dice deciso.
Obbedisco, mentre lui si spoglia e mi guarda.
"Sai che ti rompo il culo stasera, vero?"
"Mmmm, si, mi piace l'idea...", gli rispondo eccitata.
Carlo è fatto così, ruvido, a tratti brutale, e mi piace.
Niente preliminari, gli piace andare subito al sodo, e la cosa non mi dispiace, devo dire, anzi, aumenta la mia eccitazione, tanto che mentre mi afferra il culo con le sue mani possenti da falegname, me lo allarga e ficca la lingua nel buco per leccarmelo, mi bagno tutta per l'eccitazione.
Sento il suo cazzo appoggiarsi e cominciare a spingere, e quando lo sento entrarmi dentro emetto un urlo sommesso.
Senza tanti complimenti prende a spingere, con forza, mentre io inizio a masturbarmi, ancheggiando per il piacere.
Carlo, al contrario di mio marito, è in grado di resistere a lungo. Spinge per parecchio tempo con forza nel mio culo, tanto che io vengo urlando di piacere, mentre il mio il culo va in fiamme a forza di pompate potenti.
Mentre mi contorcevo per il piacere mi sentivo una cagna in calore, ed era una sensazione che mi rendeva ancora più eccitata, mentre il cazzo di Carlo continuava a fare su e giù nel mio culo.
Poi, senza preavviso, mi spinge in avanti, esce dal mio culo e mi fà girare senza tanti comp0limenti.
"Allarga bene le gambe, troia!, mi dice mentre con una mano si afferra il cazzo e con l'altra mi allarga la fica.
Mi penetra la fica con la solita decisione, un colpo secco, come una martellata, che mi lascia senza fiato, e prende a spingere, a pompare come un trattore.
Rapido, sempre più rapido, con forza, quasi con brutalità, fino a quando io, piena ed eccitata, vengo di nuovo urlando di piacere.
Carlo intanto continua a pompare imperterrito, come un ossesso, fino a quando esce dalla mia fica, prende il suo cazzo in mano, lo punta verso la mia faccia e mi esplode con violenza un getto di sperma che mi centra sul naso.
I getti continuano a ritmo intenso, due, tre, quattro, cinque, fino a quando mi ritrovo con la faccia e la bocca completamente inondati dalla sua sborra.
Ingoio con piacere tutta la sborra che posso, mentre con le dita cerco di togliere lo sperma che mi è finito sugli occhi e che mi impedisce di vedere.
"Lecca tutto, puttana", mi dice Carlo con un ghigno quasi satanico.
Obbedisco ben volentieri. Raccolgo tutta la sborra che posso con le dita, e la porto in bocca.
Lecco tutto, ingoio, mentre Carlo si diverte, come al solito, a passarmi sul viso il suo cazzo col quale raccoglie la sborra che poi mi mette in bocca.
Francamente non so dire da quanto tempo stò a raccogliere e leccare la sua sborra, tanta me ne ha riversata adfdosso.
A un certo punto lui si alza e va in bagno.
Io resto allungata sul letto, stremata ma soddisfatta.
Sento il mio viso ancora ricoperto dalle tracce del suo sperma, e con le dita, lentamente, vado a raccoglierlo e a metterlo in bocca, per assaporarlo ancora.
Ho ancora rivoli di sperma sul mento e sul collo: ci passo con le dita, lo metto in bocca, lo gusto.
Mi lecco le labbra, mentre Carlo, uscito dal bagno, mi guarda ridendo: "Cazzo di troia che sei, me lo stai facendo tornare duro", mi dice avvicinando di nuovo il suo cazzo al mio viso.
Io lo afferro e lo porto subito in bocca per leccarlo a dovere.
"No, no, basta così puttanella", mi dice allontanandosi. "Vatti a pulire e vai a cucinare qualcosa che sono affamato. Magari dopo cena, se te lo meriti, ti accontento ancora..."
"Promesso?", gli chiedo alzandomi dal letto e avvicinandomi a lui per baciarlo.
"Vatti a lavare, ti ho detto, zoccola!", mi dice allontanandomi e spingendomi via.
Rido di gusto, soddisfatta, mentre vado verso il bagno.
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