La nipote di Emese
scritto il 2026-10-23 tempo di lettura 7 min
di
Arturo Uccello Duro
genere
trio
cura
B+
Emese è un antico nome ungherese. Nella loro mitologia, Emese è una nobile del IX secolo, sposa del principe Ügyek. Secondo la leggenda, ricevette in sogno la visione di un uccello totemico (il Turul) che le predisse che dal suo grembo sarebbe nata una grande dinastia. È considerata la madre del gran principe Álmos e la leggendaria progenitrice della dinastia degli Arpadi, fondatrice del regno d'Ungheria. Ora, assai più prosaicamente, Emese era mia moglie, conosciuta due anni prima e felicemente mia sposa. Ultimamente è venuta da noi in vacanza una sua nipote e questo è quello che è successo. Quando l’ho vista sono rimasto basito: era Emese da adolescente per quanto le somigliava: gli stessi occhi azzurri, lo stesso sorriso e lo stesso corpo di ragazzona sportiva ma sensuale. Quando l’ho conosciuta, Emese aveva lo stesso sguardo di adolescente precoce e procace e me ne sono innamorato subito. L’ho sposata contro il parere di mia madre e ancora non abbiamo avuto figli, ma li faremo. Nel frattempo, la nipotina gira per casa scalza o in vestaglia e non ha il senso del pudore, ma lo fa in modo naturale. Con la zia parla solo in ungherese, lingua che ancora non riesco a capire perché troppo diversa. A Emese non sfugge il mio sguardo su Margit, mi conosce bene e sa che la desidero. Ma in fondo ne approfitta: sa bene che quando facciamo l’amore fingo di baciare e scopare Margit. Sa benissimo che mentre la penetro e le sfondo l’utero e il culo sto invece pensando a Margit, sostituendola virtualmente a lei. Ma siccome questo aumenta il ritmo del sesso, lascia fare. Sa benissimo che nella nipotina vedo lei al momento del nostro primo amore, ma questo non la disturba, anzi rivive la passione dei nostri primi accoppiamenti. Quando Margit è uscita dalla doccia, le ha aperto davanti a me il suo accappatoio e me l’aveva mostrata nuda e sensuale come era lei il primo giorno. Me l’ha esibita con la fica aperta e i piccoli seni rotondi e sodi, orgogliosa di tanta stirpe magiara. Ammiravo il corpo modellato di questa ragazza, la desideravo, ma sapevo benissimo che prima sarei dovuto passare sopra il suo corpo, o piuttosto, dentro. Lancio a questo punto il guanto di sfida: “E adesso spogliati tu, vediamo chi è più bella”. Lei accetta la sfida, esponendosi nuda e statuaria accanto alla nipotina, eroticamente abbracciata alla zia. Entrambe mi guardano coi loro occhi penetranti ed io mi arrendo alla bellezza. Emese col tempo aveva preso qualche chilo in più, ma la sua conformazione fisica era uguale a quella della precoce nipote. Unica concessione alla moda, la fica di Maargit era depilata e si capiva benissimo che non era più vergine. A che età era stata deflorata? Meglio non immaginarlo, vista la carica erotica della zia, che da studentessa aveva avuto una relazione con un giovane africano con un cazzo di 20 centimetri, il che mi inorgogliva: sapevo anch’io soddisfarla. Fu però a questo punto che Margit dice qualcosa alla zia in ungherese, ma tanto l’avevo capito: devo spogliarmi anch’io. Rimango nudo, dritto davanti a loro, il tempo necessario per un’erezione. La nipote mi provoca con la lingua, Emese sorride, ma quando vede il bastone di carne inizia a far commenti in ungherese, chissà che dice, sicuramente roba di sesso, visto che Margit non stacca mai gli occhi dal mio arnese eretto e duro. A un certo punto Emese avanza e mi conduce per mano in camera da letto, lasciando la nipotina a masturbarsi nuda. Speravo che ci avrebbe seguito, e in un certo senso lo fece. Quanto avvenne dopo infatti rasenta la perversione. Il giorno dopo Emese era uscita per andare al lavoro (è la segretaria di un’agenzia viaggi) ed io rimango solo con la procace nipotina. Una volta soli, la ragazza mi mostra quanto aveva ripreso di nascosto col cellulare. Ben inquadrati e senza sfocature, io ed Emese facevamo l’amore a letto. Si era nascosta dietro l’armadio, ma non era una ripresa fatta male o frettolosa. Non potevamo vederla, ma si era sistemata in modo da riprenderci nel vivo del nostro amplesso, compreso un anale profondo. Madonna quanto eravamo bravi! Vista dall’esterno una scena d’amore sembra sempre la clip di un porno amatoriale, ma qui si vedeva l’amore totale, la fusione perfetta di due corpi e due anime. Il mio arnese entrava e usciva senza sosta dalla sua fica bagnata mentre lei urlava: “Erősebben, még erősebben!” (forte, più forte!). Quando il video termina (purtroppo) guardo Margit, esterrefatto ma anche eccitato, come dire: perché l’hai fatto? Lei non dice una parola e rimette il cellulare in tasca, guardandomi fisso con i suoi occhi azzurri. No, non me la sono scopata, anche se l’avrei fatto volentieri: Emese è mia moglie e non posso tradirla con la nipotina. Piuttosto, ne avrei parlato al ritorno dal lavoro. Nel frattempo, mi chiudo in studio per lavorare, non prima di aver lanciato uno sguardo di “severa” complicità a Margit. Nel profondo, l’avrei nominata regista ufficiale dei nostri amori. Ma un video l’avrei voluto girare con lei pornoattrice, sicuro.
Il giorno dopo, quando Margit andò al centro a vedere i negozi, parlai con Emese di quanto la nipotina mi aveva fatto vedere. Lei non si scompone: mi fa capire che non solo lo sapeva, ma aveva organizzato con lei la scena. A ripensarci, mentre io stavo sopra il suo corpo, Emese invece poteva vedere benissimo Margit mentre riprendeva la scena. E poi quando siamo passati all’anale, schiena sul cuscino aveva spalancato le gambe trattenendole con le braccia, in modo che io glielo mettessi dentro ma lei potesse controllare la scena; se lo avesse preso dietro stando di schiena, non avrebbe potuto dare istruzioni alla brava operatrice. Altro che dilettanti, le due donne erano registe nate. Proposi a questo punto di usare una videocamera HD e un paio di faretti: se dovevamo farlo, almeno potevamo farlo meglio. Ci possiamo pensare, mi fa. Il problema era se coinvolgere anche la nipotina o lasciarla fuori dalla scena. Alla fine, si decide di unirla al nostro amore. Sotto la doccia la insaponiamo bene e iniziamo a toccarla avanti e dietro e a strofinarle i capezzoli. La facciamo poi inginocchiare per farmelo baciare e lei si dimostra una consumata pompinara. In realtà lo sapevo già: quando Emese era andata al lavoro io e la nipotina troietta avevamo fatto la doccia insieme e lei mi aveva fatto il servizio, leccandolo e succhiandolo a occhi chiusi. Per premio le avevo permesso di mettermi il dito nel culo e stava quasi per infilarci tutta la mano per quanto era zozza. Le ho sborrato in faccia con uno schizzo lungo e deciso e lei si è sparso sui piccoli seni lo sperma non leccato. I capezzoli erano rigidi e li ho baciati e succhiati con amore. Erano uguali a quelli di Emese, al punto che per un attimo mi sono chiesto se Margit invece che la nipotina non fosse una figlia di cui non sapevo niente. Possibile, visto che della sua vita ancora poco sapevo. In quel caso avrei provato le trasgressive ed eccitanti gioie dell’incesto in famiglia. Ma ormai la nipotina è ripartita, non prima di essermela scopata davanti alla zia (o madre?) che riprendeva la scena. Ci restano per ora i video dei nostri amori e vedendoli io ed Emese ogni volta ci eccitiamo e scopiamo fino all’esaurimento delle forze fisiche. E quando Margit tornerà, sarà iniziata all’anale profondo. Glielo abbiamo promesso, era un suo desiderio: l’aveva visto fare a noi e aveva capito che se il culo è oliato non fa male e si raggiunge il massimo dell’orgasmo. Ma Emese ancora non mi vuol dire se Margit è sua figlia. Magari lo fosse! Mi diventerebbe subito duro come il ferro.
Il giorno dopo, quando Margit andò al centro a vedere i negozi, parlai con Emese di quanto la nipotina mi aveva fatto vedere. Lei non si scompone: mi fa capire che non solo lo sapeva, ma aveva organizzato con lei la scena. A ripensarci, mentre io stavo sopra il suo corpo, Emese invece poteva vedere benissimo Margit mentre riprendeva la scena. E poi quando siamo passati all’anale, schiena sul cuscino aveva spalancato le gambe trattenendole con le braccia, in modo che io glielo mettessi dentro ma lei potesse controllare la scena; se lo avesse preso dietro stando di schiena, non avrebbe potuto dare istruzioni alla brava operatrice. Altro che dilettanti, le due donne erano registe nate. Proposi a questo punto di usare una videocamera HD e un paio di faretti: se dovevamo farlo, almeno potevamo farlo meglio. Ci possiamo pensare, mi fa. Il problema era se coinvolgere anche la nipotina o lasciarla fuori dalla scena. Alla fine, si decide di unirla al nostro amore. Sotto la doccia la insaponiamo bene e iniziamo a toccarla avanti e dietro e a strofinarle i capezzoli. La facciamo poi inginocchiare per farmelo baciare e lei si dimostra una consumata pompinara. In realtà lo sapevo già: quando Emese era andata al lavoro io e la nipotina troietta avevamo fatto la doccia insieme e lei mi aveva fatto il servizio, leccandolo e succhiandolo a occhi chiusi. Per premio le avevo permesso di mettermi il dito nel culo e stava quasi per infilarci tutta la mano per quanto era zozza. Le ho sborrato in faccia con uno schizzo lungo e deciso e lei si è sparso sui piccoli seni lo sperma non leccato. I capezzoli erano rigidi e li ho baciati e succhiati con amore. Erano uguali a quelli di Emese, al punto che per un attimo mi sono chiesto se Margit invece che la nipotina non fosse una figlia di cui non sapevo niente. Possibile, visto che della sua vita ancora poco sapevo. In quel caso avrei provato le trasgressive ed eccitanti gioie dell’incesto in famiglia. Ma ormai la nipotina è ripartita, non prima di essermela scopata davanti alla zia (o madre?) che riprendeva la scena. Ci restano per ora i video dei nostri amori e vedendoli io ed Emese ogni volta ci eccitiamo e scopiamo fino all’esaurimento delle forze fisiche. E quando Margit tornerà, sarà iniziata all’anale profondo. Glielo abbiamo promesso, era un suo desiderio: l’aveva visto fare a noi e aveva capito che se il culo è oliato non fa male e si raggiunge il massimo dell’orgasmo. Ma Emese ancora non mi vuol dire se Margit è sua figlia. Magari lo fosse! Mi diventerebbe subito duro come il ferro.
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