Nero lo voglio intero

scritto il 2026-10-08 tempo di lettura 5 min

di
genere
etero
cura
A

“Amore, sono il tuo allenatore” – così diceva il mio fidanzato, inculandomi per far irrobustire i glutei, col risultato di farmi diventare il culo come il buco del lavandino. Sono italiana ma provengo da una società in cui la verginità è ancora un valore, per cui prima del matrimonio guai se la passera non è sigillata, al paese mio non troveresti mai un marito e magari finiresti pure in qualche bordello. Morale della favola: prenderlo dietro è non dico permesso ma tollerato, sul culo non c’è il copyright. Una volta mollato questo pseudo allenatore scoprii ben presto che a molti uomini piaceva il mio aspetto acqua e sapone e ancora di più la possibilità di un rapporto anale facilitato dalla dilatazione dello sfintere. Chissà perché associavano il seno piccolo alla purezza, salvo scoprire che ero vergine solo davanti. A quel punto cadevano nel panico assoluto, oppure facevano domande strane e richieste improbabili. In ogni caso ho trovato anche un ragazzo che mi ha capito e rispettato, salvo sposare un’altra. A quel punto dovevo trovarmi un lavoro per pagare l’affitto e faccio la commessa. E qui una collega mi ha invitato ad andare insieme a far un casting per un film porno, tanto qui in città non ci conosce nessuno. Era una produzione seria, quindi non c’era la fregatura. Ci siamo dunque presentate e sono stati gentilissimi, anche se la segretaria sembrava scortese. Doccia, trucco, lingerie rossa e prova luci, poi subito in studio, dove gli operatori avevano già acceso gli spot e due maschi nudi se lo stavano menando in attesa di lavorare. La mia collega iniziò subito con un pompino in ginocchio, alternando i cazzi e facendoli venire duri, per poi spalancare le gambe e farsi fottere senza pietà, inseguita dal cameraman per il primo piano della fica aperta. Alla fine, si fece sborrare sul seno da uno dei due maschi, ingoiando invece lo sperma del secondo e baciandomi con passione. Sul momento dovevo fare solo quello. Quando toccò a me si aspettavano una doppia penetrazione, ma non l’avevo mai praticata e non sono cose che s’imparano sul momento, bisogna far tante prove. Lo dissi al regista – un tipo più normale di quanto pensassi – e questo accettò che la posa fosse solo un anale. Niente di più facile vista la mia dilatazione. Devo essere stata molto convincente, perché mentre il primo maschio m’inculava, l’altro si faceva una sega e poi mi schizzò lo sperma in faccia, subito leccato dalla mia amica e collega di porno.
Fui assunta e la volta successiva la scena fu preparata meglio: prima un clistere, poi massaggi con crema e una serie di precauzioni per evitare lesioni interne durante il rapporto, che nel porno piace anche violento. La fica, nel frattempo, era stata perfettamente depilata ed ero stata truccata come l’adolescente sedotta non dal padre incestuoso (roba vecchia), ma da un senegalese con un cazzo di 20 centimetri. Il titolo del film – una serie a episodi – era “Chi ha paura dell’Uomo Nero?”. Beh, quel negrone tanta sicurezza non me la dava proprio, ma ormai stavo in ballo e dovevo ballare. E poi mi sarebbero entrati in tasca tanti soldi per pagare l’affitto; gli uomini il porno lo fanno per affermarsi nel loro ambiente, le donne lo fanno per i soldi. So di tante ragazze dell’Est che in un paio di settimane di posa guadagnano quanto un anno al paese loro.
La scena era persino buffa: io e la mia amica scopavamo con i due maschi, ma quando entravano due africani li mandavamo via per accoppiarci con i nuovi arrivati, già nudi e col nero cazzo dritto. Un paio di prove per i tempi e i movimenti – tipo commedia dell’arte – e poi “Ciak mi tira”, come scherzosamente diceva il regista. L’ano era stato lubrificato per tempo, ma l’arnese dell’Uomo Nero non concedeva sconti, sentivo lo sfintere interno forzato dal bastone di carne che andava avanti e indietro come lo stantuffo di un treno a vapore, tutte le terminazioni nervose dentro il culo e la fica provocavano scosse e sensazioni che non riuscivo più a controllare. Solo in seguito avrei visto il video completo, dove si vede l’orgasmo in volto e la serie degli spasmi in ventre con tanto di squirting finale. Nel video il contrasto cromatico fra la mia pelle bianca e quella del nero stallone è arrapante di suo e vedere un arnese di 20 centimetri che entra fino al colon è uno spettacolo, credetemi. Comprate il DVD, ne vale la pena.
Quando ho saputo che mia madre, nel frattempo, si era messa con un senegalese con un cazzo grosso, la notizia mi ha riempito di gioia: magari era il mio collega stallone. In ogni caso me lo sarei scopato, anche perché conosco mia madre: pur di non essere abbandonata da un uomo, già mi aveva venduto a un suo amante una volta e l’avrebbe fatto di nuovo se necessario. Non che mi dispiacesse, solo che ero merce di scambio e questo non è bello. Ma in fondo sono sua figlia: mi piace il Cazzo e non posso farne a meno.
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