Finiti gli esami ce l'hanno data
di
Padre preoccupato
genere
etero
Quando le tre amiche decisero di fare un viaggio a Roma appena finiti gli esami di maturità, le famiglie furono d’accordo e per premio gli pagarono sia viaggio che albergo, senza sapere che Carla, una delle tre ragazze – le altre erano Delia ed Eva - stava già in contatto con un amico romano conosciuto sui social, che avrebbe fatto da guida per ristoranti e locali romani. Aldo – questo è il suo nome – era un bel trentenne sportivo e lavorava come agente immobiliare come Bruno, suo amico e collega. In realtà quando chatti in rete non sai mai chi hai realmente davanti, ma per le nostre amiche un contatto romano faceva comodo e lui era un tipo simpatico, aveva la macchina e conosceva bene la vita romana. L’incontro avvenne in un locale del centro, dove lui si presentò insieme a Bruno, entrambi in giacca sportiva leggera e camicia aperta, era fine giugno. Dopo le presentazioni presero un aperitivo e cenarono in un locale in viale XXI aprile, vicino piazza Bologna e dove le ragazze avevano l’albergo ma anche la fermata della metro. La serata finì nel modo classico: il gruppo decide di rivedersi il giorno dopo al centro, verso piazza Navona, una volta finito il giro turistico fra Colosseo e Foro Romano. Anche stavolta tutto normale: cena dal Polese offerta dai due professionisti, gelato a piazza Navona e poi a casa coi mezzi, visto che parcheggiare al centro la sera è un’impresa. Nel frattempo le ragazze avevano avuto modo di conoscere meglio i loro due corteggiatori. Fin qui neanche a scriverlo…
La novità è che in una chat privata i due uomini fecero capire alle ragazze che il giorno dopo sarebbero stati molto generosi, dipendeva solo da loro. In quei casi la reazione può essere la rottura immediata del rapporto, oppure un continuo scambio di messaggi per capire meglio la situazione. Le ragazze presero tempo per discuterne, per poi accordarsi sulla cifra: 300 rose a testa per la giornata intera, tutto da saldare in anticipo con ricariche Postepay, appuntamento a piazza Bologna e poi in macchina fino a un villino sulla Cassia messo in vendita da poco, di cui i due giovanotti avevano le chiavi. Niente riprese video né post sui social, niente aperitivi o altro, mancava solo che si portassero il thermos da casa come per andare da Putin. I cellulari delle ragazze erano geolocalizzati, meglio sempre stare in guardia e rimanere sempre insieme piuttosto che finire sul Messaggero.
Quando entrarono nella villetta in zona di San Godenzo (dietro l’ospedale di San Pietro) si misero tutti a loro agio, chi in cucina, chi in salotto, lasciando chiusa la camera da letto ma aperto l’ampio bagno dove una lussuosa doccia invitava al relax. Nessuno aveva fretta, in quella casa si poteva restare fino a sera e proporre pure una spaghettata. Le ragazze si erano vestite più sexy degli altri giorni, erano truccate e indossavano leggeri abiti estivi sotto i quali s’indovinava la lingerie. Portavano ora scarpe aperte con tacchi alti e si muovevano e scherzavano come fosse casa loro. Una foto di gruppo nel piccolo giardino e poi al fresco del salotto a chiacchierare. Carla alla fine ruppe il ghiaccio dicendo che andava a farsi una doccia. Delle altre due, Delia era forse la più esperta – aveva un ragazzo fisso – mentre Eva era la più timida, per certo era ancora vergine e si appoggiava alle amiche più disinibite. Carla era più navigata, visto che aveva negoziato l’incontro. Aveva capito che i due uomini non erano troppo diretti e sbrigativi e che potevano anche spendere, quindi era riuscita a convincere non tanto Delia quanto la timida Eva: con quei soldi potevano pagarsi un corso estivo d’inglese e i due maschi anche se adulti erano fichi e affidabili
Bruna statuaria meridionale, Carla ora si affacciava dal bagno in vestaglia invitando uno dei due uomini a fare la doccia con lei. Il suo accento pugliese aggiungeva un tocco di sensualità a un invito già di per sé esplicito. I suoi capelli sciolti parlavano da soli e i due uomini si avvicinarono verso di lei, ma con un gesto li fermò: poteva entrare uno solo. Avanzò quindi Aldo, mentre Carla si era già levato l’accappatoio e già si sentiva lo scroscio dell’acqua. Carla odiava i fidanzati in calzini, li voleva nudi e maschi e amava condurre il gioco. Il resto del gruppo rimase in salotto a chiacchierare, era ancora presto per farsi mettere le mani addosso. La scena si animò quando dal rumore era chiaro che sotto la doccia i due non si erano solo toccati e insaponati, ma iniziavano a baciarsi e a dirsi esplicite frasi d’amore, per eccitarsi. Ogni tanto si sentiva il secco rumore di una sculacciata, si capiva che i due iniziavano a fare sul serio. Ma fu solo quando le amiche sentirono Carla dire ad alta voce “ragazze, che fate lì, venite pure voi” seguita da un’espressione in pugliese stretto, che le due amiche iniziarono a spogliarsi nel vestibolo ed entrarono nell’ampio vano doccia, presto seguite da Bruno. La saponata di gruppo eliminò la tensione precedente e fu l’occasione per toccare le parti intime e far diventare duri gli arnesi dei maschi. Carla e Delia si erano inginocchiate e ora sotto il caldo getto d’acqua stavano facendo il pompino ai due ragazzoni, mentre Eva rimaneva per ora in disparte, finché Bruno non la baciò sulla bocca mentre Delia glielo succhiava. Eva era magra e coi seni piccoli, aveva un aspetto ancora da adolescente e questo arrapa gli uomini grandi. Chiuse gli occhi mentre Bruno continuava a baciarla e a farle sentire la lingua fra le sue labbra. Eva con Bruno ci avrebbe pure fatto l’amore gratis, ma non era ancora pronta per un rapporto completo, mentre le sue amiche erano pronte per scopare; Delia si appoggiò in piedi schiena al muro, Carla nel frattempo si sedeva sul mobile. del lavandino spalancando le gambe e aspettando solo di essere infilata da un bastone di carne.
Eva s’era capito che non voleva farlo, ma per contratto non poteva tirarsi indietro e in piedi sotto la doccia fu prima leccata da una delle amiche, per poi essere slinguata da uno dei due maschi inginocchiato davanti a lei in adorazione della sua fica depilata. Eva non era lesbica ma stava al gioco e quelle leccate e baci la facevano sognare, meglio ancora quando Bruno mentre la leccava le mise lentamente il dito nel culo insaponato. E qui ebbe una sorpresa: Eva era vergine solo davanti, l’ano era dilatato e lui se ne accorse subito. Non poteva sapere che Eva era stata inculata dallo zio a partire dai tredici anni in su e che una o due agili dita potevano eccitarla frugandole sensualmente il retto. Bruno ora mise Eva seni al muro, le carezzava la schiena e iniziava a leccarle e stimolare con dolcezza lo sfintere, ben determinato a finire il lavoro più tardi. Mentre inginocchiato continuava a far girare il dito dentro al morbido culetto, fu però spiazzato da un caldo getto di piscio: Eva per l’emozione se la stava facendo addosso e non riusciva più a controllarsi. Aldo nel frattempo aveva quasi impalato Carla, abbastanza robusta da assorbire colpi duri e dimenarsi nell’orgasmo mentre lui la martellava sempre più veloce. Le venne dentro mentre quella urlava e continuò a baciarla con passione per almeno altri dieci minuti. Soldi a parte, le ragazze con quei due ganzi ci sarebbero andate a letto lo stesso, magari non subito. Chi fa l’amore per lavoro non prova orgasmo, è raro, ma chi si prostituisce occasionalmente può ancora scegliere, e i due professionisti erano belli e fichi. Proprio Aldo si ricordava di un periodo in cui aveva vent’anni e meno soldi ma frequentava un giro di studentesse che per comprarsi vestiti, scarpe e borse si prostituivano ogni tanto in un appartamento a Portuense, coordinate da una signora che poi fu arrestata. Erano goffe ma spontanee, molto giovani e quasi tutte italiane, ancora non era arrivata la marea dall’Est, né esistevano i cellulari ma solo il passaparola o le inserzioni sul Messaggero, quindi compravi a scatola chiusa e quella volta andò bene: non erano puttane ma ragazze comuni che potevi incontrare per strada e corteggiare.
Nel frattempo erano usciti dal bagno, separandosi per un attimo: le ragazze a cambiarsi in camera da letto, gli uomini in cucina a organizzare una spaghettata. Entro mezz’ora le ragazze erano a tavola, dopo che sicuramente si erano scambiate confidenze e consigli. Il breve pranzo fu una piacevole pausa prima del caffè e di una pausa di relax. Avrebbero ricominciato a far sesso nel pomeriggio, ma senza fretta.
Alle due, quando le tre Grazie uscirono dalla camera da letto, erano irriconoscibili: tutte e tre in lingerie, tacchi a spillo e trucco sensuale, come fossero navigate escort invece che zozze liceali di provincia. O sei donna o non lo sei, pensarono i due maschi. Magari avevano pure un fidanzato, ma mentre al paese facevano le santarelline qui la davano perché erano in libera uscita. Dopo un brindisi con la cocacola (niente alcolici, si era detto) le tre Grazie chiesero chi fosse la più bella. Difficile dirlo: Carla si è detto che era una meridionale bruna e robusta, Eva era una castana adolescenziale coi seni piccoli, Delia era bassina bruna con gli occhiali ma molto sensuale, si vedeva dallo smalto sulle unghie e in più aveva una cavigliera con piccoli sonagli al piede, sensuale quanto la catenina d’oro coi cuoricini che cingeva i nudi fianchi di Eva. Solo Carla teneva un ciuffo di peli pubici bello riccio nero, le altre due erano depilate e lisce come albicocche. I due giudici di bellezza non credevano ai loro occhi: le tre Grazie si erano lentamente levato tutto e quasi danzando mostravano i loro corpi, nessuna escort avrebbe offerto un simile spettacolo ma sarebbe andata subito al sodo come i loro clienti. Cazzo, queste ragazze erano da sposare, altro che avventura. Bruno una fidanzata ce l’aveva pure, ma era una donna tranquilla e poco scopereccia, mentre Aldo in quel periodo era in caccia. Chi lavora per le immobiliari ha un sacco di occasioni, ma le ultime volte era andata sempre in buca, forse per lo stress del mestiere. Mentre ancora pensava questo, Aldo fu invitato a spogliarsi e a masturbarsi davanti alle ragazze e altrettanto doveva fare Bruno. I cazzi dovevano diventare di nuovo duri e almeno due delle tre ragazze – ma non Eva – iniziarono a muovere la lingua e provocare con gemiti e gesti allusivi. Robetta da studenti, facevano quasi ridere ma il gioco poteva ripartire. Via col pompino! Delia s’inginocchiò davanti Bruno, Aldo si sdraiò sul divano mentre Carla glielo succhiava. Non ci volle molto per farli diventare grossi e duri, anche se Carla lo faceva con più lentezza; Aldo le piaceva e ci sarebbe andato a letto comunque, quindi tra una leccata e l’altra lo guardava negli occhi e gli stringeva le palle. Delia invece era forse più meccanica, ma se lo faceva entrare fino in gola per poi riprendere il respiro e ricominciare da capo. Eva per il momento era spaiata e si masturbava davanti agli altri, tanto prima o poi toccava anche a lei. Era stata messa in mezzo dalle amiche, ma in fondo i soldi fanno comodo e l’estate era appena iniziata. Fu invitata da Delia a unirsi all’abbraccio con Bruno, magari baciandolo sulla bocca. Nei film porno le sequenze sono organizzate in anticipo, qui era la commedia dell’arte. Nel frattempo Aldo e Carla avevano iniziato a scopare, il tempo di spalancare le gambe e il cazzo era già entrato e iniziava la sua sistematica opera di ariete. I larghi fianchi di Carla assorbivano bene i colpi e la fica era già bagnata di suo. Aldo le piaceva proprio, altrimenti non l’avrebbe accolto dentro il suo corpo con quella passione, voleva che la martellasse fino al fondo dell’utero, che non smettesse mai. Nella foto che Eva fece col cellulare si vedevano i suoi occhi rivoltati all’indietro e la bocca aperta ansimante. Il divieto di riprendere le scene valeva dunque solo per i maschi, davvero loro erano sicure di non essere sputtanate o ricattate? Ho visto alcune sequenze e devo dire che quelle tre liceali davano i punti alle pornostar. Erano riprese fatte col cellulare, nessuno si esibiva, eppure sembrava un film porno di qualità: giovanissime attrici, sportivi stalloni, prestazioni spontanee ma professionali. Queste sequenze l’avrei viste qualche mese dopo e rimasi scioccato: Eva riprese Delia mentre si faceva impalare – lei piccolina – dal cazzone di Bruno, che dopo aver leccato i suoi capezzoli scuri non perse tempo a farsi cavalcare da questa brunetta con le unghie dipinte. Il bastone di carne era più lubrificato di un pistone e Delia muoveva il bacino su e giù per farsi impalare, mancava solo che il cazzo le uscisse dalla bocca. Gli occhiali nel frattempo chissà dove erano finiti. Tutti però potevano sentire il ritmico tintinnìo dei campanellini della sua cavigliera mentre il cazzone di Bruno le martellava l’utero. Quando i campanellini tacquero Delia aveva già raggiunto due volte l’orgasmo e i suoi seni rotondi erano schizzati di sperma, con i capezzoli diventati duri e rigidi e l’areola scura intorno spalmata di linfa maschile. Le fosse venuto in bocca, Delia avrebbe teneramente imboccato Eva, il c.d. cum swapping, ma Bruno a un certo punto non ce l’aveva fatta e Delia chiuse gli occhi temendo il prevedibile schizzo lungo, immortalato peraltro dal cellulare di Eva novella regista a luci rosse.
L’inculata di Eva resta invece un pezzo di antologia. Aldo e Carla non se ne accorsero perché nel frattempo si erano spostati in camera da letto dove continuavano a scopare come ricci, ma Delia e Bruno presero per mano Eva e la fecero mettere prona sul divano, carezzandole la schiena mentre le versavano olio profumato e gel dentro l’ano. Delia s’incaricò di metterle prima uno poi due dita nel culo, delicatamente, stimolando i muscoli dello sfintere ed esplorando l’interno del retto, mentre Bruno le massaggiava la schiena. Eva doveva rilassarsi, altrimenti avrebbe reagito in modo scomposto. Una volta tranquilla, fu messa schiena a terra sul divano, Delia le tenne ferme le gambe divaricate in alto e così Bruno poteva lentamente infilarle l’arnese dentro il culo. L’area intorno allo sfintere appariva rientrata verso l’interno ed era più scura, classico segno di prolungati rapporti anali. In più quello che una volta era un buchino rosa ricordava più le dilatazioni di Gina Gerson ed Eva Tender che quelle di una ragazza di famiglia. Non era il buco del lavandino, ma penso che lo zio sodomizzasse la nipotina regolarmente da almeno cinque anni. Ma non era il caso di essere violenti: le pornostar scopano fraciche di cocaina, qui invece doveva essere un’esperienza dolce e piacevole. Delia nel frattempo si era seduta con tutta la fica sopra la bocca di Eva, la vergine perversa penetrata fino al colon da uno stallone arrapato. Possibile che tre ragazze di provincia appena diplomate avessero tanta fame arretrata di cazzo e non avessero limiti non appena lontane dal controllo familiare? Quando ero più giovane io e miei amici andavamo a Rimini per corteggiare le ragazze tedesche e svedesi e loro ci facevano capire che erano libere perché in vacanza. Molti anni dopo anche le nostre ragazze si sarebbero comportate nello stesso modo, ma questo ci turbava. Finché le zozze invece sono straniere va tutto bene…
La giornata volgeva ora lentamente al tramonto. Aldo e Carla ormai avevamo capito che avrebbero fatto coppia fissa e forse si sarebbero anche sposati. Eva rimaneva comunque vergine, Delia aveva dimostrato di essere una donna persino dominatrice, lei la timida secchiona con gli occhiali. Le tre Grazie furono riaccompagnate in macchina ma nel tragitto dalla Cassia a piazza Bologna nessuno parlò. Carla volle sedere avanti accanto ad Aldo che guidava, mentre Bruno fu messo in mezzo nel sedile posteriore, Sentiva il calore delle due ragazze accanto a lui ma si addormentò per la stanchezza. Per lui era stato un tour de force, le ragazze sembravano invece aver ricaricato le batterie facendo sesso per una giornata intera. Beata gioventù!
La novità è che in una chat privata i due uomini fecero capire alle ragazze che il giorno dopo sarebbero stati molto generosi, dipendeva solo da loro. In quei casi la reazione può essere la rottura immediata del rapporto, oppure un continuo scambio di messaggi per capire meglio la situazione. Le ragazze presero tempo per discuterne, per poi accordarsi sulla cifra: 300 rose a testa per la giornata intera, tutto da saldare in anticipo con ricariche Postepay, appuntamento a piazza Bologna e poi in macchina fino a un villino sulla Cassia messo in vendita da poco, di cui i due giovanotti avevano le chiavi. Niente riprese video né post sui social, niente aperitivi o altro, mancava solo che si portassero il thermos da casa come per andare da Putin. I cellulari delle ragazze erano geolocalizzati, meglio sempre stare in guardia e rimanere sempre insieme piuttosto che finire sul Messaggero.
Quando entrarono nella villetta in zona di San Godenzo (dietro l’ospedale di San Pietro) si misero tutti a loro agio, chi in cucina, chi in salotto, lasciando chiusa la camera da letto ma aperto l’ampio bagno dove una lussuosa doccia invitava al relax. Nessuno aveva fretta, in quella casa si poteva restare fino a sera e proporre pure una spaghettata. Le ragazze si erano vestite più sexy degli altri giorni, erano truccate e indossavano leggeri abiti estivi sotto i quali s’indovinava la lingerie. Portavano ora scarpe aperte con tacchi alti e si muovevano e scherzavano come fosse casa loro. Una foto di gruppo nel piccolo giardino e poi al fresco del salotto a chiacchierare. Carla alla fine ruppe il ghiaccio dicendo che andava a farsi una doccia. Delle altre due, Delia era forse la più esperta – aveva un ragazzo fisso – mentre Eva era la più timida, per certo era ancora vergine e si appoggiava alle amiche più disinibite. Carla era più navigata, visto che aveva negoziato l’incontro. Aveva capito che i due uomini non erano troppo diretti e sbrigativi e che potevano anche spendere, quindi era riuscita a convincere non tanto Delia quanto la timida Eva: con quei soldi potevano pagarsi un corso estivo d’inglese e i due maschi anche se adulti erano fichi e affidabili
Bruna statuaria meridionale, Carla ora si affacciava dal bagno in vestaglia invitando uno dei due uomini a fare la doccia con lei. Il suo accento pugliese aggiungeva un tocco di sensualità a un invito già di per sé esplicito. I suoi capelli sciolti parlavano da soli e i due uomini si avvicinarono verso di lei, ma con un gesto li fermò: poteva entrare uno solo. Avanzò quindi Aldo, mentre Carla si era già levato l’accappatoio e già si sentiva lo scroscio dell’acqua. Carla odiava i fidanzati in calzini, li voleva nudi e maschi e amava condurre il gioco. Il resto del gruppo rimase in salotto a chiacchierare, era ancora presto per farsi mettere le mani addosso. La scena si animò quando dal rumore era chiaro che sotto la doccia i due non si erano solo toccati e insaponati, ma iniziavano a baciarsi e a dirsi esplicite frasi d’amore, per eccitarsi. Ogni tanto si sentiva il secco rumore di una sculacciata, si capiva che i due iniziavano a fare sul serio. Ma fu solo quando le amiche sentirono Carla dire ad alta voce “ragazze, che fate lì, venite pure voi” seguita da un’espressione in pugliese stretto, che le due amiche iniziarono a spogliarsi nel vestibolo ed entrarono nell’ampio vano doccia, presto seguite da Bruno. La saponata di gruppo eliminò la tensione precedente e fu l’occasione per toccare le parti intime e far diventare duri gli arnesi dei maschi. Carla e Delia si erano inginocchiate e ora sotto il caldo getto d’acqua stavano facendo il pompino ai due ragazzoni, mentre Eva rimaneva per ora in disparte, finché Bruno non la baciò sulla bocca mentre Delia glielo succhiava. Eva era magra e coi seni piccoli, aveva un aspetto ancora da adolescente e questo arrapa gli uomini grandi. Chiuse gli occhi mentre Bruno continuava a baciarla e a farle sentire la lingua fra le sue labbra. Eva con Bruno ci avrebbe pure fatto l’amore gratis, ma non era ancora pronta per un rapporto completo, mentre le sue amiche erano pronte per scopare; Delia si appoggiò in piedi schiena al muro, Carla nel frattempo si sedeva sul mobile. del lavandino spalancando le gambe e aspettando solo di essere infilata da un bastone di carne.
Eva s’era capito che non voleva farlo, ma per contratto non poteva tirarsi indietro e in piedi sotto la doccia fu prima leccata da una delle amiche, per poi essere slinguata da uno dei due maschi inginocchiato davanti a lei in adorazione della sua fica depilata. Eva non era lesbica ma stava al gioco e quelle leccate e baci la facevano sognare, meglio ancora quando Bruno mentre la leccava le mise lentamente il dito nel culo insaponato. E qui ebbe una sorpresa: Eva era vergine solo davanti, l’ano era dilatato e lui se ne accorse subito. Non poteva sapere che Eva era stata inculata dallo zio a partire dai tredici anni in su e che una o due agili dita potevano eccitarla frugandole sensualmente il retto. Bruno ora mise Eva seni al muro, le carezzava la schiena e iniziava a leccarle e stimolare con dolcezza lo sfintere, ben determinato a finire il lavoro più tardi. Mentre inginocchiato continuava a far girare il dito dentro al morbido culetto, fu però spiazzato da un caldo getto di piscio: Eva per l’emozione se la stava facendo addosso e non riusciva più a controllarsi. Aldo nel frattempo aveva quasi impalato Carla, abbastanza robusta da assorbire colpi duri e dimenarsi nell’orgasmo mentre lui la martellava sempre più veloce. Le venne dentro mentre quella urlava e continuò a baciarla con passione per almeno altri dieci minuti. Soldi a parte, le ragazze con quei due ganzi ci sarebbero andate a letto lo stesso, magari non subito. Chi fa l’amore per lavoro non prova orgasmo, è raro, ma chi si prostituisce occasionalmente può ancora scegliere, e i due professionisti erano belli e fichi. Proprio Aldo si ricordava di un periodo in cui aveva vent’anni e meno soldi ma frequentava un giro di studentesse che per comprarsi vestiti, scarpe e borse si prostituivano ogni tanto in un appartamento a Portuense, coordinate da una signora che poi fu arrestata. Erano goffe ma spontanee, molto giovani e quasi tutte italiane, ancora non era arrivata la marea dall’Est, né esistevano i cellulari ma solo il passaparola o le inserzioni sul Messaggero, quindi compravi a scatola chiusa e quella volta andò bene: non erano puttane ma ragazze comuni che potevi incontrare per strada e corteggiare.
Nel frattempo erano usciti dal bagno, separandosi per un attimo: le ragazze a cambiarsi in camera da letto, gli uomini in cucina a organizzare una spaghettata. Entro mezz’ora le ragazze erano a tavola, dopo che sicuramente si erano scambiate confidenze e consigli. Il breve pranzo fu una piacevole pausa prima del caffè e di una pausa di relax. Avrebbero ricominciato a far sesso nel pomeriggio, ma senza fretta.
Alle due, quando le tre Grazie uscirono dalla camera da letto, erano irriconoscibili: tutte e tre in lingerie, tacchi a spillo e trucco sensuale, come fossero navigate escort invece che zozze liceali di provincia. O sei donna o non lo sei, pensarono i due maschi. Magari avevano pure un fidanzato, ma mentre al paese facevano le santarelline qui la davano perché erano in libera uscita. Dopo un brindisi con la cocacola (niente alcolici, si era detto) le tre Grazie chiesero chi fosse la più bella. Difficile dirlo: Carla si è detto che era una meridionale bruna e robusta, Eva era una castana adolescenziale coi seni piccoli, Delia era bassina bruna con gli occhiali ma molto sensuale, si vedeva dallo smalto sulle unghie e in più aveva una cavigliera con piccoli sonagli al piede, sensuale quanto la catenina d’oro coi cuoricini che cingeva i nudi fianchi di Eva. Solo Carla teneva un ciuffo di peli pubici bello riccio nero, le altre due erano depilate e lisce come albicocche. I due giudici di bellezza non credevano ai loro occhi: le tre Grazie si erano lentamente levato tutto e quasi danzando mostravano i loro corpi, nessuna escort avrebbe offerto un simile spettacolo ma sarebbe andata subito al sodo come i loro clienti. Cazzo, queste ragazze erano da sposare, altro che avventura. Bruno una fidanzata ce l’aveva pure, ma era una donna tranquilla e poco scopereccia, mentre Aldo in quel periodo era in caccia. Chi lavora per le immobiliari ha un sacco di occasioni, ma le ultime volte era andata sempre in buca, forse per lo stress del mestiere. Mentre ancora pensava questo, Aldo fu invitato a spogliarsi e a masturbarsi davanti alle ragazze e altrettanto doveva fare Bruno. I cazzi dovevano diventare di nuovo duri e almeno due delle tre ragazze – ma non Eva – iniziarono a muovere la lingua e provocare con gemiti e gesti allusivi. Robetta da studenti, facevano quasi ridere ma il gioco poteva ripartire. Via col pompino! Delia s’inginocchiò davanti Bruno, Aldo si sdraiò sul divano mentre Carla glielo succhiava. Non ci volle molto per farli diventare grossi e duri, anche se Carla lo faceva con più lentezza; Aldo le piaceva e ci sarebbe andato a letto comunque, quindi tra una leccata e l’altra lo guardava negli occhi e gli stringeva le palle. Delia invece era forse più meccanica, ma se lo faceva entrare fino in gola per poi riprendere il respiro e ricominciare da capo. Eva per il momento era spaiata e si masturbava davanti agli altri, tanto prima o poi toccava anche a lei. Era stata messa in mezzo dalle amiche, ma in fondo i soldi fanno comodo e l’estate era appena iniziata. Fu invitata da Delia a unirsi all’abbraccio con Bruno, magari baciandolo sulla bocca. Nei film porno le sequenze sono organizzate in anticipo, qui era la commedia dell’arte. Nel frattempo Aldo e Carla avevano iniziato a scopare, il tempo di spalancare le gambe e il cazzo era già entrato e iniziava la sua sistematica opera di ariete. I larghi fianchi di Carla assorbivano bene i colpi e la fica era già bagnata di suo. Aldo le piaceva proprio, altrimenti non l’avrebbe accolto dentro il suo corpo con quella passione, voleva che la martellasse fino al fondo dell’utero, che non smettesse mai. Nella foto che Eva fece col cellulare si vedevano i suoi occhi rivoltati all’indietro e la bocca aperta ansimante. Il divieto di riprendere le scene valeva dunque solo per i maschi, davvero loro erano sicure di non essere sputtanate o ricattate? Ho visto alcune sequenze e devo dire che quelle tre liceali davano i punti alle pornostar. Erano riprese fatte col cellulare, nessuno si esibiva, eppure sembrava un film porno di qualità: giovanissime attrici, sportivi stalloni, prestazioni spontanee ma professionali. Queste sequenze l’avrei viste qualche mese dopo e rimasi scioccato: Eva riprese Delia mentre si faceva impalare – lei piccolina – dal cazzone di Bruno, che dopo aver leccato i suoi capezzoli scuri non perse tempo a farsi cavalcare da questa brunetta con le unghie dipinte. Il bastone di carne era più lubrificato di un pistone e Delia muoveva il bacino su e giù per farsi impalare, mancava solo che il cazzo le uscisse dalla bocca. Gli occhiali nel frattempo chissà dove erano finiti. Tutti però potevano sentire il ritmico tintinnìo dei campanellini della sua cavigliera mentre il cazzone di Bruno le martellava l’utero. Quando i campanellini tacquero Delia aveva già raggiunto due volte l’orgasmo e i suoi seni rotondi erano schizzati di sperma, con i capezzoli diventati duri e rigidi e l’areola scura intorno spalmata di linfa maschile. Le fosse venuto in bocca, Delia avrebbe teneramente imboccato Eva, il c.d. cum swapping, ma Bruno a un certo punto non ce l’aveva fatta e Delia chiuse gli occhi temendo il prevedibile schizzo lungo, immortalato peraltro dal cellulare di Eva novella regista a luci rosse.
L’inculata di Eva resta invece un pezzo di antologia. Aldo e Carla non se ne accorsero perché nel frattempo si erano spostati in camera da letto dove continuavano a scopare come ricci, ma Delia e Bruno presero per mano Eva e la fecero mettere prona sul divano, carezzandole la schiena mentre le versavano olio profumato e gel dentro l’ano. Delia s’incaricò di metterle prima uno poi due dita nel culo, delicatamente, stimolando i muscoli dello sfintere ed esplorando l’interno del retto, mentre Bruno le massaggiava la schiena. Eva doveva rilassarsi, altrimenti avrebbe reagito in modo scomposto. Una volta tranquilla, fu messa schiena a terra sul divano, Delia le tenne ferme le gambe divaricate in alto e così Bruno poteva lentamente infilarle l’arnese dentro il culo. L’area intorno allo sfintere appariva rientrata verso l’interno ed era più scura, classico segno di prolungati rapporti anali. In più quello che una volta era un buchino rosa ricordava più le dilatazioni di Gina Gerson ed Eva Tender che quelle di una ragazza di famiglia. Non era il buco del lavandino, ma penso che lo zio sodomizzasse la nipotina regolarmente da almeno cinque anni. Ma non era il caso di essere violenti: le pornostar scopano fraciche di cocaina, qui invece doveva essere un’esperienza dolce e piacevole. Delia nel frattempo si era seduta con tutta la fica sopra la bocca di Eva, la vergine perversa penetrata fino al colon da uno stallone arrapato. Possibile che tre ragazze di provincia appena diplomate avessero tanta fame arretrata di cazzo e non avessero limiti non appena lontane dal controllo familiare? Quando ero più giovane io e miei amici andavamo a Rimini per corteggiare le ragazze tedesche e svedesi e loro ci facevano capire che erano libere perché in vacanza. Molti anni dopo anche le nostre ragazze si sarebbero comportate nello stesso modo, ma questo ci turbava. Finché le zozze invece sono straniere va tutto bene…
La giornata volgeva ora lentamente al tramonto. Aldo e Carla ormai avevamo capito che avrebbero fatto coppia fissa e forse si sarebbero anche sposati. Eva rimaneva comunque vergine, Delia aveva dimostrato di essere una donna persino dominatrice, lei la timida secchiona con gli occhiali. Le tre Grazie furono riaccompagnate in macchina ma nel tragitto dalla Cassia a piazza Bologna nessuno parlò. Carla volle sedere avanti accanto ad Aldo che guidava, mentre Bruno fu messo in mezzo nel sedile posteriore, Sentiva il calore delle due ragazze accanto a lui ma si addormentò per la stanchezza. Per lui era stato un tour de force, le ragazze sembravano invece aver ricaricato le batterie facendo sesso per una giornata intera. Beata gioventù!
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