Famiglia allargata (dai cazzi)
di
Padre preoccupato
genere
incesti
La ragazza inquadrata sembrava molto più giovane dei suoi 18 anni dichiarati, ma il marchio era quello di una produzione internazionale seria, quindi era tutto regolare. Si avvicinava timidamente a un senegalese alto un metro e novanta con un cazzo da 20 cm. La ragazza era minuta, indossava solo un tanga e aveva i capelli corti. Girava scalza per una stanza dominata da un letto a due piazze e ha fatto finta di spaventarsi quando ha visto l’uomo nero, un atletico senegalese uscito nudo dal bagno. Lei sta per scappare ma lui le dice di restare, le chiede anche il nome. La ragazza si avvicina lentamente all’uomo nero e osserva con meraviglia il nero bastone di carne che si sta alzando da solo. Lui la invita a toccarlo e mentre lo fa la ragazza si accorge di essere già bagnata, per cui si leva il tanga e rimane nuda. La passera è depilata e liscia come un’albicocca. Lui la prende gentilmente per mano e una volta sul letto si sdraia di schiena per farselo succhiare. La ragazza non si fa pregare, misura col braccio piegato il cazzone dell’africano e inizia a prenderlo in bocca…
Questa falsa minorenne era mia figlia. Finalmente avevo ritrovato in rete il video che prima o poi avrebbe girato. Avevo infatti scoperto questa mail nel suo computer:
Buongiorno, sono una studentessa e ho compiuto da poco i 18 anni. Voglio iscrivermi a una costosa università privata che mi garantirà un buon lavoro ma non ho i soldi. Sono pertanto disposta a fare la pornostar per pagarmi gli studi. Dimostro molto meno dei miei diciotto anni e sono quindi adatta per le scene di incesto con mio padre o in quelle dove la figlia si masturba davanti ai genitori che scopano e la invitano a letto con loro. Allego foto della mia CEI per dimostrare di essere realmente maggiorenne. Sono anche disposta a far sesso con giovani africani come piacciono a mia madre. Piacciono anche a me e il quartiere ne è pieno, ma poi ho paura di essere molestata ogni volta che esco di casa, mentre facendolo come pornostar ho da voi tutte le garanzie di sicurezza e di igiene. Sono disposta a tutto, anche all’anale, avendolo già provato da anni senza problemi. Aspetto che mi chiamate per un provino. MANUELA.
Ingenuamente aveva firmato con il suo nome vero, ma per il resto tutto era meno che ingenua. Quello che è peggio è che da questa mail scoprivo pure i tradimenti di mia moglie. Se dopo o insieme agli africani gradiva anche il mio arnese vuol dire che pure io ero ben dotato, ma c’era qualcosa che mi sfuggiva e ne avrei parlato con mia figlia. La mia bambina era cresciuta anche troppo e ora doveva darmi qualche spiegazione.
- Davvero vuoi laurearti alla LUISS? Costa quasi 15.000 euro all’anno
- Ho deciso di lavorare per mantenermi agli studi
- Che lavoro vuoi fare?
- Nella pubblicità, pagano bene.
- Andiamo, ti ho visto in un video
Manuela rimase esterrefatta, ma non si scompose. Non poteva negare la realtà ma non sembrava vergognarsi di quanto aveva fatto. Del resto la mia faccia era quella di chi si era anche divertito a vedere la propria figlia che faceva i pompini al negro. Se non mi ero poi fatto una sega era proprio per rispetto verso di lei. Fossero tutti così i padri! Non l’avevo rimproverata né schiaffeggiata come avrebbe fatto un padre normale. Forse perché non ero io un padre normale.
Quanti altri ne hai fatti?
Per ora solo quello, a parte il casting
Sarebbe?
La prima volta ti fanno entrare in studio seduta su un divano, ti fanno un sacco di domande per vedere chi sei che vuoi fare e se sei adatta. Tutto viene registrato,
E poi? (nota: già sapevo come sarebbe finita)
E poi entrano in scena due giovani imbottiti di viagra. Prima il pompino, poi la scopata. Tutto questo sotto le luci e davanti a una videocamera, mentre il regista dice quello che devi fare. Ho superato l’esame e così mi hanno dato appuntamento per la settimana dopo, il tempo di portare i certificati medici. Una segretaria mi ha poi dato alcuni consigli per il trucco. Sai, lei era stata una pornostar e poi ha sposato uno dei registi.
Hai una registrazione del casting?
Certo, posso fartela vedere con calma.
Ma se poi alla LUISS sapessero del tuo lavoro?
Papi, aggiornati, molte studentesse fanno le cam-girl per pagarsi gli studi
Questo lo sapevo. Only Fans e Chaturbate sono pieni di studentesse anche vere.:
Mamma se la fa con gli africani? – incalzai - Nella mail lo scrivi espressamente
Prima di sposarti ne ha avuti diversi, Non te l’ha mai detto?
No, non lo sapevo. Ma lo fa anche ora? L’hai scritto…
Qui si fermò guardando in basso. Poi mi fissò negli occhi.
Mamma ti vuole bene lo stesso, credimi. La famiglia per lei è sacra
Ma non le basto. Dai, dillo…
Papi, parlane con lei, è lei tua moglie
Va bene, poi che è questa storia dell’anale?
Prometti di mantenete un segreto?
Giuro su Topolino (il giuramento solenne che facevamo da bambini, ndr.)
È stato quello prima di te, un senegalese
Un attimo. Io con tua madre sto insieme da quattro anni e tu ora nei hai diciotto. Quindi ne avevi quattordici. Non eri troppo giovane per fare certe cose?
Già, perché in realtà Manuela non è figlia mia e di fatto l’ho adottata. Sua madre aveva bisogno di accasarsi e di poter dare un futuro a una ragazzina ancora a scuola. Sull’amore forse si sorvolava, ma anch’io sentivo il bisogno di una famiglia e in fondo sapevo che quella donna era un po’ zoccola, ma tanto ci scopavo pure io. Ma questa storia dell’anale andava approfondita.
Mi spieghi cosa c’entra il senegalese con il tuo sederino?
Mamma quando aveva le mestruazioni non voleva farlo ma lui ce l’aveva sempre dritto. Alla fine mi dovevo sacrificare io per la famiglia. Mamma però diceva che dovevo rimanere vergine, quindi prima di avere il ciclo comprava il gel e mi massaggiava il sederino. Poi mi spogliava nuda, mi abbracciava e mi teneva ferma mentre lui me lo infilava dietro. Mamma voleva essere sempre presente per paura mi facessi male.
Una madre esemplare, non c’è che dire.
Ero a dir poco sgomento. Manuela l’avevo educata e seguita come un padre naturale e ora venivo a sapere che l’africano amante della madre le aveva dilatato il culetto con lei presente. Manuela ne parlava però come fosse una cosa normale, senza che fosse uscita da un trauma. Evidentemente l’atto era diventato abituale, anche se non credo che ne parlasse a scuola.
E poi l’amante nero che fine ha fatto?
È tornato dalle sue mogli in Senegal e non si è più fatto vivo. E poi nella vita di mamma sei entrato tu.
Mi guardava ora in modo strano. Mi aveva rivelato di essere un cornuto, di essermi sposato per garantire una sicurezza economica e un’educazione a una ragazza che ora mi confessava di avere avuto l’ano trapanato da un negro e si vantava di scopare e fare pompini come pornostar per pagarsi gli studi. Non era immorale, piuttosto era amorale come sua madre. Sapeva che ora la desideravo e per questo assumeva l’espressione di una creatura da proteggere. L’abbracciai e iniziai a baciarla sulla bocca. Solo in quel momento capivo di aver sbagliato tutto per anni. Manuela aveva bisogno di amore ed io non avevo mai avuto il coraggio di abbracciarla o farle una carezza per evitare di essere giudicato male. Il desiderio di essere notata l’aveva portata ad atteggiamenti esibizionistici che trovavano nel porno la valvola di sfogo e un proprio spazio teatrale. Stava ora liberando la sua affettività a contatto con il mio corpo e i vestiti erano solo un diaframma fra di noi. Mi spogliai e lei fece lo stesso. Presto le rimase addosso solo il tanga che avevo visto nel video.
Che fai? Mamma può tornare da un momento all’altro
Papi, non ti preoccupare, mamma oggi farà tardi
Sorrideva sorniona. Come dire: mamma sta scopando col suo africano. Ma a questo punto neanche io avevo più inibizioni. Figlia o figliastra, volevo amarla come donna. La guardai di nuovo: le tettine quasi piatte dicevano poco, ma l’aspetto lolitesco e la fessurina depilata me l’avevano fatto diventare duro. Indossava però ancora il tanga.
Levatelo come hai fatto davanti al negro col cazzo dritto
Ma non è ancora bagnata
Allora masturbati davanti a me
Lo fece. Prima si sfilò il tanga, poi si sedette su una poltrona a gambe larghe come nei quadri di Balthus e iniziò lentamente a masturbarsi guardandomi negli occhi come nelle serie olandesi Seventeen Special che leggevamo da ragazzi. Quando chiuse gli occhi e iniziò a respirare con la bocca aperta mi avvicinai verso di lei e glielo inserii dolcemente nella fichetta depilata. Con un cenno mi fece capire di continuare e a quel punto non potevo più tornare indietro. Facemmo l’amore per un’ora buona, fin quando ne ebbi la forza. Nel frattempo le dita smaltate dei piedi si stringevano a ogni orgasmo e i suoi occhi si ribaltavano all’indietro. Poi una doccia per levarci di dosso il sudore e gli schizzi di sperma. Fu in quel momento che le misi il dito nel culo per verificare il suo racconto. Purtroppo non aveva mentito: l’ano era realmente dilatato e i rapporti non erano stati occasionali ma sistematici e forse anche violenti. Meno male che la bimba non aveva subito lesioni interne. Non sapevo che fare, ma fu lei a parlare:
Per oggi no, è presto
Fammi capire…
So che ti piace, ma lo faremo un’altra volta. E poi..
E poi?
E poi chi la fa l’aspetti.
Mi guardò con un’espressione furba e maliziosa, mimando l’introduzione prima di due, poi di tre dita e poi dell’intera mano fino al polso. Se volevo incularla, dovevo anche io farmi amare nello stesso modo. La sua mano delicata e oliata era adatta per il fisting e mi chiedo solo dove avesse imparato una pratica simile. Dalla ninfetta ormai mi aspettavo di tutto ed eravamo amanti e complici, ma ero cosciente della mia dipendenza e ormai non potevo più tornare indietro. In seguito lei mi avrebbe segnalato il video del suo first anal quest. Come desiderava, sulla scena fu inculata da un africano dopo averglielo succhiato per almeno dieci minuti. Il contrasto cromatico fra pelle bianca e pelle nera e il suo aspetto adolescenziale erano carte vincenti e infatti fu pagata bene. Io da quel video imparai che glielo potevo tranquillamente infilare fino al colon e poi schizzare lo sperma sulla schiena per farle il massaggio. Davanti era stata sverginata da poco da un compagno di liceo, ma dietro era abituata a prenderlo da anni e ansimava a ogni colpo duro inserito fra le piccole natiche, dove il buchino originario era diventato un ampio imbuto per il siluro di turno, magari non il buco del lavandino di Gina Gerson, ma comunque un invitante ingresso al retto per stimolare le sensibili nervature della fica. Non per niente quando praticava l’anale si masturbava fino all’orgasmo con due dita o con la mano intera mentre il pistone lubrificato andava avanti e indietro penetrando lo sfintere, il retto e ammortizzando la corsa con le palle gonfie di sperma..
Le davo anche lezioni di regia. Nel porno uno non deve scopare, ma si deve esibire e quindi movenze e posizioni sono funzionali allo spettacolo. Devi creare una tensione, è ovvio che chi entra in scena viene solo per scopare. Nell’anale a gambe larghe seduta sul cazzo era meglio bere prima un litro di minerale, così il pistone in culo avrebbe fatto esplodere la vescica e lo squirting misto a pioggia dorata sarebbe arrivato a innaffiare l’obiettivo della videocamera. Le consigliavo lo smalto per le dita dei piedi e delle mani e il colore del rossetto. In quel momento non era la mia amante o figlia, ma una simpatica allieva. Accettava i miei consigli come fossi un esperto regista e in quel momento eravamo soltanto due professionisti. La situazione dunque era stabile, finché non avvenne un imprevisto che cambiò la vita.
Quella notte dormivo con mia moglie e lei giocò alla scenetta classica della figlia che vede i genitori che scopano e si masturba scalza in sottana senza farsi vedere, finché viene scoperta. Se la scoprono in due la invitano a letto con loro, altrimenti il padre va al bagno e trova la figlia nuda pronta per il pompino. E così andò nella realtà. Una volta diventato duro lei mi fece vedere un flacone di gel, si voltò verso il muro della doccia e appoggiando le mani alla parete mi invitò a incularla. L’arnese entrò tutto fino alle palle mentre continuavo a baciarla sulla schiena ed eravamo felici. Ma non potevamo sapere che sua madre aveva piazzato una telecamera nascosta. Sapeva dunque della tresca con sua figlia come noi sapevamo dei negri e marocchini con cui scopava quando voleva. Ora il ricatto: se io avessi provato a chiedere la separazione o il divorzio lei avrebbe detto in tribunale che io mi ero scopato sua figlia minorenne, retrodatando il video. Io e Manuela ci facemmo una bella risata: nessuno di noi voleva andarsene, eravamo felici così e in fondo finora non le avevamo rinfacciato niente, anche se sapevamo dei suoi cazzi africani da 20 cm. La mia doppia, profonda relazione con madre e figlia garantiva anzi una solidità alla famiglia. Proprio così: la nostra era la
Sacra Famiglia Allargata.
Questa falsa minorenne era mia figlia. Finalmente avevo ritrovato in rete il video che prima o poi avrebbe girato. Avevo infatti scoperto questa mail nel suo computer:
Buongiorno, sono una studentessa e ho compiuto da poco i 18 anni. Voglio iscrivermi a una costosa università privata che mi garantirà un buon lavoro ma non ho i soldi. Sono pertanto disposta a fare la pornostar per pagarmi gli studi. Dimostro molto meno dei miei diciotto anni e sono quindi adatta per le scene di incesto con mio padre o in quelle dove la figlia si masturba davanti ai genitori che scopano e la invitano a letto con loro. Allego foto della mia CEI per dimostrare di essere realmente maggiorenne. Sono anche disposta a far sesso con giovani africani come piacciono a mia madre. Piacciono anche a me e il quartiere ne è pieno, ma poi ho paura di essere molestata ogni volta che esco di casa, mentre facendolo come pornostar ho da voi tutte le garanzie di sicurezza e di igiene. Sono disposta a tutto, anche all’anale, avendolo già provato da anni senza problemi. Aspetto che mi chiamate per un provino. MANUELA.
Ingenuamente aveva firmato con il suo nome vero, ma per il resto tutto era meno che ingenua. Quello che è peggio è che da questa mail scoprivo pure i tradimenti di mia moglie. Se dopo o insieme agli africani gradiva anche il mio arnese vuol dire che pure io ero ben dotato, ma c’era qualcosa che mi sfuggiva e ne avrei parlato con mia figlia. La mia bambina era cresciuta anche troppo e ora doveva darmi qualche spiegazione.
- Davvero vuoi laurearti alla LUISS? Costa quasi 15.000 euro all’anno
- Ho deciso di lavorare per mantenermi agli studi
- Che lavoro vuoi fare?
- Nella pubblicità, pagano bene.
- Andiamo, ti ho visto in un video
Manuela rimase esterrefatta, ma non si scompose. Non poteva negare la realtà ma non sembrava vergognarsi di quanto aveva fatto. Del resto la mia faccia era quella di chi si era anche divertito a vedere la propria figlia che faceva i pompini al negro. Se non mi ero poi fatto una sega era proprio per rispetto verso di lei. Fossero tutti così i padri! Non l’avevo rimproverata né schiaffeggiata come avrebbe fatto un padre normale. Forse perché non ero io un padre normale.
Quanti altri ne hai fatti?
Per ora solo quello, a parte il casting
Sarebbe?
La prima volta ti fanno entrare in studio seduta su un divano, ti fanno un sacco di domande per vedere chi sei che vuoi fare e se sei adatta. Tutto viene registrato,
E poi? (nota: già sapevo come sarebbe finita)
E poi entrano in scena due giovani imbottiti di viagra. Prima il pompino, poi la scopata. Tutto questo sotto le luci e davanti a una videocamera, mentre il regista dice quello che devi fare. Ho superato l’esame e così mi hanno dato appuntamento per la settimana dopo, il tempo di portare i certificati medici. Una segretaria mi ha poi dato alcuni consigli per il trucco. Sai, lei era stata una pornostar e poi ha sposato uno dei registi.
Hai una registrazione del casting?
Certo, posso fartela vedere con calma.
Ma se poi alla LUISS sapessero del tuo lavoro?
Papi, aggiornati, molte studentesse fanno le cam-girl per pagarsi gli studi
Questo lo sapevo. Only Fans e Chaturbate sono pieni di studentesse anche vere.:
Mamma se la fa con gli africani? – incalzai - Nella mail lo scrivi espressamente
Prima di sposarti ne ha avuti diversi, Non te l’ha mai detto?
No, non lo sapevo. Ma lo fa anche ora? L’hai scritto…
Qui si fermò guardando in basso. Poi mi fissò negli occhi.
Mamma ti vuole bene lo stesso, credimi. La famiglia per lei è sacra
Ma non le basto. Dai, dillo…
Papi, parlane con lei, è lei tua moglie
Va bene, poi che è questa storia dell’anale?
Prometti di mantenete un segreto?
Giuro su Topolino (il giuramento solenne che facevamo da bambini, ndr.)
È stato quello prima di te, un senegalese
Un attimo. Io con tua madre sto insieme da quattro anni e tu ora nei hai diciotto. Quindi ne avevi quattordici. Non eri troppo giovane per fare certe cose?
Già, perché in realtà Manuela non è figlia mia e di fatto l’ho adottata. Sua madre aveva bisogno di accasarsi e di poter dare un futuro a una ragazzina ancora a scuola. Sull’amore forse si sorvolava, ma anch’io sentivo il bisogno di una famiglia e in fondo sapevo che quella donna era un po’ zoccola, ma tanto ci scopavo pure io. Ma questa storia dell’anale andava approfondita.
Mi spieghi cosa c’entra il senegalese con il tuo sederino?
Mamma quando aveva le mestruazioni non voleva farlo ma lui ce l’aveva sempre dritto. Alla fine mi dovevo sacrificare io per la famiglia. Mamma però diceva che dovevo rimanere vergine, quindi prima di avere il ciclo comprava il gel e mi massaggiava il sederino. Poi mi spogliava nuda, mi abbracciava e mi teneva ferma mentre lui me lo infilava dietro. Mamma voleva essere sempre presente per paura mi facessi male.
Una madre esemplare, non c’è che dire.
Ero a dir poco sgomento. Manuela l’avevo educata e seguita come un padre naturale e ora venivo a sapere che l’africano amante della madre le aveva dilatato il culetto con lei presente. Manuela ne parlava però come fosse una cosa normale, senza che fosse uscita da un trauma. Evidentemente l’atto era diventato abituale, anche se non credo che ne parlasse a scuola.
E poi l’amante nero che fine ha fatto?
È tornato dalle sue mogli in Senegal e non si è più fatto vivo. E poi nella vita di mamma sei entrato tu.
Mi guardava ora in modo strano. Mi aveva rivelato di essere un cornuto, di essermi sposato per garantire una sicurezza economica e un’educazione a una ragazza che ora mi confessava di avere avuto l’ano trapanato da un negro e si vantava di scopare e fare pompini come pornostar per pagarsi gli studi. Non era immorale, piuttosto era amorale come sua madre. Sapeva che ora la desideravo e per questo assumeva l’espressione di una creatura da proteggere. L’abbracciai e iniziai a baciarla sulla bocca. Solo in quel momento capivo di aver sbagliato tutto per anni. Manuela aveva bisogno di amore ed io non avevo mai avuto il coraggio di abbracciarla o farle una carezza per evitare di essere giudicato male. Il desiderio di essere notata l’aveva portata ad atteggiamenti esibizionistici che trovavano nel porno la valvola di sfogo e un proprio spazio teatrale. Stava ora liberando la sua affettività a contatto con il mio corpo e i vestiti erano solo un diaframma fra di noi. Mi spogliai e lei fece lo stesso. Presto le rimase addosso solo il tanga che avevo visto nel video.
Che fai? Mamma può tornare da un momento all’altro
Papi, non ti preoccupare, mamma oggi farà tardi
Sorrideva sorniona. Come dire: mamma sta scopando col suo africano. Ma a questo punto neanche io avevo più inibizioni. Figlia o figliastra, volevo amarla come donna. La guardai di nuovo: le tettine quasi piatte dicevano poco, ma l’aspetto lolitesco e la fessurina depilata me l’avevano fatto diventare duro. Indossava però ancora il tanga.
Levatelo come hai fatto davanti al negro col cazzo dritto
Ma non è ancora bagnata
Allora masturbati davanti a me
Lo fece. Prima si sfilò il tanga, poi si sedette su una poltrona a gambe larghe come nei quadri di Balthus e iniziò lentamente a masturbarsi guardandomi negli occhi come nelle serie olandesi Seventeen Special che leggevamo da ragazzi. Quando chiuse gli occhi e iniziò a respirare con la bocca aperta mi avvicinai verso di lei e glielo inserii dolcemente nella fichetta depilata. Con un cenno mi fece capire di continuare e a quel punto non potevo più tornare indietro. Facemmo l’amore per un’ora buona, fin quando ne ebbi la forza. Nel frattempo le dita smaltate dei piedi si stringevano a ogni orgasmo e i suoi occhi si ribaltavano all’indietro. Poi una doccia per levarci di dosso il sudore e gli schizzi di sperma. Fu in quel momento che le misi il dito nel culo per verificare il suo racconto. Purtroppo non aveva mentito: l’ano era realmente dilatato e i rapporti non erano stati occasionali ma sistematici e forse anche violenti. Meno male che la bimba non aveva subito lesioni interne. Non sapevo che fare, ma fu lei a parlare:
Per oggi no, è presto
Fammi capire…
So che ti piace, ma lo faremo un’altra volta. E poi..
E poi?
E poi chi la fa l’aspetti.
Mi guardò con un’espressione furba e maliziosa, mimando l’introduzione prima di due, poi di tre dita e poi dell’intera mano fino al polso. Se volevo incularla, dovevo anche io farmi amare nello stesso modo. La sua mano delicata e oliata era adatta per il fisting e mi chiedo solo dove avesse imparato una pratica simile. Dalla ninfetta ormai mi aspettavo di tutto ed eravamo amanti e complici, ma ero cosciente della mia dipendenza e ormai non potevo più tornare indietro. In seguito lei mi avrebbe segnalato il video del suo first anal quest. Come desiderava, sulla scena fu inculata da un africano dopo averglielo succhiato per almeno dieci minuti. Il contrasto cromatico fra pelle bianca e pelle nera e il suo aspetto adolescenziale erano carte vincenti e infatti fu pagata bene. Io da quel video imparai che glielo potevo tranquillamente infilare fino al colon e poi schizzare lo sperma sulla schiena per farle il massaggio. Davanti era stata sverginata da poco da un compagno di liceo, ma dietro era abituata a prenderlo da anni e ansimava a ogni colpo duro inserito fra le piccole natiche, dove il buchino originario era diventato un ampio imbuto per il siluro di turno, magari non il buco del lavandino di Gina Gerson, ma comunque un invitante ingresso al retto per stimolare le sensibili nervature della fica. Non per niente quando praticava l’anale si masturbava fino all’orgasmo con due dita o con la mano intera mentre il pistone lubrificato andava avanti e indietro penetrando lo sfintere, il retto e ammortizzando la corsa con le palle gonfie di sperma..
Le davo anche lezioni di regia. Nel porno uno non deve scopare, ma si deve esibire e quindi movenze e posizioni sono funzionali allo spettacolo. Devi creare una tensione, è ovvio che chi entra in scena viene solo per scopare. Nell’anale a gambe larghe seduta sul cazzo era meglio bere prima un litro di minerale, così il pistone in culo avrebbe fatto esplodere la vescica e lo squirting misto a pioggia dorata sarebbe arrivato a innaffiare l’obiettivo della videocamera. Le consigliavo lo smalto per le dita dei piedi e delle mani e il colore del rossetto. In quel momento non era la mia amante o figlia, ma una simpatica allieva. Accettava i miei consigli come fossi un esperto regista e in quel momento eravamo soltanto due professionisti. La situazione dunque era stabile, finché non avvenne un imprevisto che cambiò la vita.
Quella notte dormivo con mia moglie e lei giocò alla scenetta classica della figlia che vede i genitori che scopano e si masturba scalza in sottana senza farsi vedere, finché viene scoperta. Se la scoprono in due la invitano a letto con loro, altrimenti il padre va al bagno e trova la figlia nuda pronta per il pompino. E così andò nella realtà. Una volta diventato duro lei mi fece vedere un flacone di gel, si voltò verso il muro della doccia e appoggiando le mani alla parete mi invitò a incularla. L’arnese entrò tutto fino alle palle mentre continuavo a baciarla sulla schiena ed eravamo felici. Ma non potevamo sapere che sua madre aveva piazzato una telecamera nascosta. Sapeva dunque della tresca con sua figlia come noi sapevamo dei negri e marocchini con cui scopava quando voleva. Ora il ricatto: se io avessi provato a chiedere la separazione o il divorzio lei avrebbe detto in tribunale che io mi ero scopato sua figlia minorenne, retrodatando il video. Io e Manuela ci facemmo una bella risata: nessuno di noi voleva andarsene, eravamo felici così e in fondo finora non le avevamo rinfacciato niente, anche se sapevamo dei suoi cazzi africani da 20 cm. La mia doppia, profonda relazione con madre e figlia garantiva anzi una solidità alla famiglia. Proprio così: la nostra era la
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