Una ragazza a L.A. 4 - Nobody loves no one

scritto il 2026-11-01 tempo di lettura 13 min

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Confessioni
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A−

Mi sto innamorando di Kareem?

Me lo chiedo mentre corro intorno a casa. Io non lo so se sono mai stata innamorata. Veramente innamorata, dico. 

Leggo e ascolto di altri. Ma io non ho mai sentito quello che dicono di sentire loro. 

Tu sei fredda come tutti i nordici, mi dicono. 

Per come li vedo io, penso che siano stupidi. Penso che l'amore sia una cosa stupida. L'affetto, l'amicizia, si, questo esiste e ha senso. Voglio bene a delle persone. Ma Amore? Quella cosa che ti fa rincoglionire e fare scelte senza senso? No grazie.

E allora perchè quando vedo Kareem mi sento ... emozionata. Confusa. Felice. Eccitata. E quando se ne va sento come un vuoto da riempire?


No, non se ne parla mi dico. E' uno spacciatore, cazzo. Ci manca solo questo.

Però ho rivisto molte delle mie idee sugli spacciatori. Lui non c'entra nulla con quel clichè.

E' laureato. E' incredibilmente intelligente. Ha una clientela estremamente scelta fre le celebrieties hollywodiane. Fa una vita molto controllata con una copertura perfetta: personal trainer (lo è veramente, ha la qualifica e il fisico). In questo modo ha motivo di entrare nelle case per le consegne a domicilio. Dipinge. E vende i suoi quadri. L'arte è soggettiva, quindi non deve giustificare le sue entrate e i suoi conti correnti. In realtà gli pagano le sue forniture, ma la transazione appare giustificata dalla vendita di quadri. O i servizi da personal trainer.



Si rifiuta di vendere keta: troppo poco controllabile l'effetto se abbinato all'alcol.
L'ultima cosa che vuole uno spacciatore è che il suo cliente celebre finisca in ospedale o peggio. Solo erba e coca della migliore qualità, controllata e garantita. 

Sa un sacco di cose su tutti ma non ne parla con nessuno.
Sta bene a attento a non pestare piedi importanti e non si mette in mostra.

Lui è convinto di poter smettere quando avrà accumulato abbastanza soldi e che è troppo intelligente e prudente per farsi fregare.

Io sono convinta che il peggior errore che una persona intellgente possa fare è ritenere che non possa esistere nessuno in grado di fotterti, prima o poi.


Però il sesso fra noi è fantastico e stiamo veramente bene insieme. Mi piace moltissimo andare in macchina con lui per ore. Nella città, in quartieri dove non entrerei mai senza la sua scorta, e poi a Santa Barbara, a Joshua Tree, a Coachella Valley per il festival a vedere Prince. 


In tutto questo Tyler dopo essersi tolto lo sfizio con Petra è partito per un lavoro. Tornerà fra due settimane. Petra pure sembra sia in tourné con un gruppo famoso. Cioè lei segue il cantante che se la scopa. 


Quindi abbiamo casa tutta per noi. Tyler mi ha chiesto di seguire i lavori in casa. Stiamo dividendo la villa in tre miniappartamenti di cui due da affittare. Scopiamo moltissimo e ci sono giorni che non usciamo proprio. L'unico lavoro che faccio in questi giorni è posare per delle scuole di fotografia. Un lavoro noioso, mal pagato e pieno di maniaci che fanno questi corsi solo per provarci con le modelle.
Il fatto che mi venga a portare e a prendere Kareem però li tiene lontani.

In pratica la mia vita in questo periodo è matrimoniale con Kareem.

Mi accompagna sui set, aspetta, oppure fa i suoi giri nel frattempo.

Sto rischiando oltre il dovuto, lo so. Se beccano lui e mi collegano la mia carriera è finita. Ma in questo c'è quella vena di pazzia che mi ha sempre accompagnata. Quella di fare le cose di nascosto. Di avere una vita segreta. Qui non è tanto la mia vita, è la sua. Ma è inutile far finta di non sapere nulla.

Tiffany, la mia amica, mi ha detto di stare attenta, perché Kareem, ecco, insomma, non so come dirtelo, ma... insomma... è un giro pericoloso, capisci?

Qui le cose del Cartello si nominano con perifrasi. 


Questo mi fa un po' tentennare, perché fino a adesso ho pensato alle possibili implicazioni non gradite del suo lavoro soprattutto sul lato legale. Non ho mai riflettuto, stupidamente, sui suoi contatti a monte. Se lui non è una spacciatore di basso livello, i suoi fornitori non possono che essere persone pericolose. 

Inizio a pensare a come uscirne.

Intanto sempre Kareem mi accompagna all'incontro con Suzie, la manager di quella startup che produce reggiseni.

Mi spiega: "Le linee di reggiseni più eleganti tendono a soddisfare le donne più formose. Ciò che speriamo di realizzare è qualcosa che si rivolga alle donne con il mio tipo di corpo. Magri, più piatti, che hanno anche bisogno di sentirsi sexy. È rivolto principalmente agli asiatici americani, ma ovviamente vorremmo venderli a tutti.

E molto convincente, entusiasta. Abbasso lo sguardo sul suo petto. Cup A. Non avevo notato quanto fossero piccole le sue tette quando sono entrata nel suo ufficio, perché mi concentro sempre sugli occhi, sulla postura e sul modo di vestire. 


Continua: "E' una linea di reggiseni speciali per le asiatiche americane. Seno piccolo ma capezzoli grandi. Capisci?  Noi ci rivolgiamo specificamente a questo tipo di pubblico. Ma non vogliamo ghettizzare il prodotto. Per questo vorremmo una testimonial europea, preferibilmente italiana. O francese. Ma io preferirei italiana e tu saresti perfetta. Ho visto il tuo portfolio e i tuoi lavori e ho detto al mio socio, voglio lei assolutamente, ci credi? e quando ho saputo che venivi a LA, ho pensato, è un segno! è lei."

Il suo entusiasmo mi coinvolge. Tutte le mie obiezioni, o dubbi, spariscono. 

"Non avevo mai pensato di poter fare da testimonial per dei reggiseni. Di solito si scelgono modelle con seno più abbondante del mio." dico tanto per dire qualcosa.



"Si, è vero. Ma la tua misura, una Cup B giusto? è bella da vedere senza far sorgere sentimenti di ostilità inconscia da parte di chi, come me, ha le tette piccole. Cioè io non lo riempio il reggiseno, tu si. Il giusto, per noi."

Il clima è rilassato e piacevole. Per cui azzardo la mia curiosità: "Io però non ho capezzoli grandi. Tu si?"

Scoppia in una risata bellissima. 

"Assolutamente si. Sono stati motivo di disagio per quasi tutta la mia vita. Negli spogliatoi mi coprivo con la mano."

"E ora? hai superato questa cosa?" le chiedo.

"Si. Abbastanza. Vedo che suscitano sempre molto attenzione. Anche qualche occhiata molto diretta e ... interessata. Se mi capisci..."

"Oh si. Posso capire, puoi immaginare che nel mio ambiente è normale vederci nude e ogni caratteristica un po' particolare è spesso motivo di curiosità, anche... sessuale."

"Ecco si... in quel senso."

"E, ti dispiace? cioè... ti mette a disagio?"

"No, devo dire che no, anche se non sono attratta dalle donne, il sapere di essere oggetto di attenzione mi gratifica." 

"Beh, magari un giorno me li farai vedere" le dico. E rido per farle copire che è solo una battuta.


Armeggia con il telefono emi manda una sua foto. Ha un capezzolo scuro, grosso, un bottone che ti fa venire voglia di metterci la lingua. Ma mi ha detto che non è attratta dalle donne. E poi io non sono lesbica. (Ancora no!)


"Uau ma sono bellissimi !" dico. E lo penso davvero.  Nonostante la situazione piuttosto ufficiale mi sento vagamente eccitata. Si è stabilita una grande complicità fra noi. 

"Non lo faccio mai, credimi" mi dice. Ma con te mi andava di condividere"

Sorrido e ringrazio. C'è veramente un feeling fantastico fra noi e sono contenta.

Insomma, di lì a breve sarò su un sacco di riviste, negli spot tv, al cinema, nei cartelloni pubblicitari. Le mie tette ma anche il mio viso.

Suzie verrà sui set a vedere gli shooting. Provo i reggiseni davanti a lei con il sorriso negli occhi per il nostro segreto.

Nelle feste sono una specie di superstar anche io. La mia faccia è ovunque. I famosi 15 minuti di celebrità.

Mi chiamano a lavorare su due set di video musicali. In uno devo solo ballare sotto la pioggia. Ore di riprese. Apparirò esattamente 3 secondi una volta e poi 2.
Nell'altro si vedranno solo le gambe e nemmeno il mio nome fra i credits.


C'è solo un problema in tutto ciò. Che anche un'altra conoscenza, molto vicina al lapd, mi ha messo in guardia su Kareem.  Ho deciso che la nostra relazione deve finire. Mi dispiace moltissimo. Ma so riconoscere le strade che portano all'inferno, seppure ben lastricate e piacevoli.


E mentre penso questo, oh i segni, alla radio passa Wicked Game: No, I don’t wanna fall in love (this world is only gonna break your heart) with you, with you (this world is only gonna break your heart) (This world is only gonna break your heart) no, I (This world is only gonna break your heart) nobody loves no one

Nobody loves no one. 

Nessuno ama nessuno.


Dovevamo a sentire un concerto al The Smell in downtown. Che poi è un posto famoso perché no-alcol e no-drugs. Altro segno.


Gli dico che non se ne fa niente e che penso che per un po' (vigliacca) sarà il caso di non vederci. Cioè non andare per locali o a feste insieme. Mi chiede se lo sto mollando. Gli rispondo aggressiva, perché fra noi c'era qualche promessa?  Mi dà un colpo basso: "adesso che sei famosa ti vergogni di farti vedere in giro con me?"


"No non mi vergogno Kareem, ma tu hai fatto le tue scelte. Io le mie. Non ti chiedo di cambiare per me. Ti chiedo di fare in modo che la mia strada e la tua restino separate, mi capisci?" Mi piange il cuore mentre lo dico. Ma lo dico.


"Moni non posso cambiare da oggi a domani. Ho degli impegni." 

"lo so."

"Ti giuro che ho sempre fatto in modo da tenerti fuori da tutto"

"Lo so. Ma non puoi promettere quello che non dipende da te. Lo sai."


Chiudo la chiamata. Torno a casa e mi butto a letto, anche se è pomeriggio. Arriva Tyler e gli spiego quello che è successo e perchè. 

"Si si" dice "poi tu non sei nemmeno cittadina americana. Ti sbattono fuori nella migliore delle ipotesi..."

"Dai usciamo, andiamo divertirci" propone. 

"Veramente stasera c'è un evento della "ReggiseniTettePiccole" cui dovrei essere presente. Vuoi venire anche tu? qualche figa molti gay e poche tettone però..." (la pizzicata è per Petra? certo che si).


Ci prepariamo e acchittiamo. Trucco, capelli, vestito sexy, tacco altissimo, reggiseno della casa. Noblesse oblige. L'evento è sulla terrazza del Poper Hotel, in downtown. Tyler come accompagnatore è più adatto di Kareem. Volto conosciuto e ovviamente più che apprezzato. Ma avevo pensato di andarci con K e sento un vuoto dentro. 


Suzie è felicissima, le vendite vanno bene. Soprattutto stanno crescendo con percentuali incredibili fuori del segmento asiatiche. Sono al centro dell'attenzione e la cosa mi gratifica e mi manda su di giri. Brindiamo e mi dice che stasera ha voglia di fare pazzie. Ma certo non intende lì, considerata la presenza di soci, membri del consiglio di amministrazione, giornalisti, eccetera, cioè tutto quel mondo che ruota intorno agli eventi dove si può scroccare una cena, una comparsata, e magari un po' di figa.


"No no... vorrei divertirmi come ai tempi del college. Andare in giro, bere, musica dal vivo, conoscere qualcuno e perchè no, un  po' di sesso. Gli ultimi mesi sono stati di una pressione incredibile. E adesso che, grazie a te, va tutto bene, voglio festeggiare e rilassarmi. 


"ma dai... "mi schermisco "grazie a me... sono solo una faccia e un paio di tette... sei tu che hai pensato e portato avanti tutto... sei solo te che devi ringraziare, sei stata fantastica..."


Mi sorride e mi abbraccia. E non posso fare a meno di sentire i suoi capezzoli spingermi sul petto. 

Le dico:" Senti ma di Tyler che ne pensi?" 


"Il tuo accompagnatore? ma state insieme?" mi dice, con un'espressione eloquente di apprezzamento sul viso.

"Siamo molto amici... ma siamo liberi... nessun impegno... capisci? dai andiamo a berci qualcosa noi, ti va?"

"Assolutamente si... ora mollo tutto in mano a George (il socio) e sparisco, ci vediamo giù, dove hai la macchina?"

"Siamo con il taxi."

"Ok allora scendiamo insieme e andiamo con la mia." 

Dopo mezzora siamo sulla Santa Monica Freeway diretti verso l'Harvelle's Blues Club che dovrebbe esserci musica dal vivo.

Suzie è carinissima. Ha tolto l'abito di rappresentanza e si è infilata in un paio di jeans e una t-shirt bianca. I capelli legati a coda.


Io invece non ho cambi, ho portato solo un paio di scarpe basse. Quindi ci fermiamo in un drugstore e compro dei jeans e una maglietta anche io. Entriamo in camerino insieme.

"Ecco, ora siamo pari " le dico "puoi vedere i miei capezzoli" mentre mi infilo la t-shirt.



In realtà mi aveva già vista nuda durante gli shooting, ma lì non conta. Qui siamo solo io e lei.


"Sei bellissima" mi dice. E mi guarda veramente con una luce negli occhi che non riesco a decifrare. Se non fosse che mi ha detto che le donne non le interessano. 


Beviamo troppo. Il concerto non lo sentiamo quasi per niente. Decidiamo che non siamo in grado di guidare e quindi di prendere un taxi. Non riusciamo a capire dove abita Suzie e la portiamo a casa nostra. Ridiamo e scherziamo barcollando fino al letto e ci buttiamo sopra. Ci addormentiamo tutti. Credo. Io si.


Dopo poco mi sveglio e Suzie e Tyler stanno scopando. Lei è sopra di lui, nuda e si muove avanti e indietro. Mi guarda in un modo che non riesco a decifrare. Forse vuole solo essere sicura che io non sia gelosa. Le sorrido, li guardo per qualche minuto, poi mi spoglio velocemente della maglietta e delle mutandine, le sorrido, le accarezzo la schiena. Sollevata dalla mia evidente partecipazione si muove con maggiore convinzione.


Bacio Tyler, passo la lingua sul suo corpo. Dico a Suzie di non consumarlo tutto. E lei mi cede il posto con un sorriso. Mi siedo su quello scettro che conosco così bene e sento che mi entra dentro piacevolmente. Me lo godo per un po’ e di nuovo cedo il posto a lei. Ci scambiamo la seduta per due o tre volte. Non posso fare a meno di succhiarle un capezzolo. Diventa durissimo e ancora più grosso. Una delizia da titillare con la lingua e da succhiare. Lei è sensibilissima. Gode mentre si muove su Tyler e io le succhio i capezzoli.



Si stacca da Ty e mi dice: “adesso tu, fammi guardare... mi eccita guardare…” e si mette seduta su una poltroncina che usiamo per buttarci gli abiti, una gamba sollevata, la mano sulla fica, se la accarezza leggera e mi guarda con una intensità che moltiplica la mia eccitazione.

Voglio fare un po' la puttana per lei. Mi volto dando la spalle a Ty e mi siedo sul suo cazzo guidandolo in modo mi entri nel culo, lo faccio entrare lentamente senza smettere di guardarla negli occhi. La sua masturbazione segue il ritmo della mia sodomizzazione. Mi tocco anch'io. Sempre più veloce. Veniamo praticamente insieme. Ty dentro di me e lei toccandosi. Io insieme a loro.

Né io né lei ci pensavamo lesbiche. Peccato. Ma Suzie ha avuto la sua notte folle. E io… chiodo scaccia chiodo. Ho fatto le mie scelte.
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