Debiti del defunto 5

scritto il 2026-09-19 tempo di lettura 10 min

di
genere
Dominazione
cura
A−

Cap 5
Il commendatore una mattina mandò a prendere Catia , dall’autista e la portò alla villa
Durante il tragitto la vedova era nervosa sapeva , o meglio immaginava, il perché di quella convocazione
Quando fu al suo cospetto il vecchio le fece il conto di quello che lei e la figlia avevano saldato e di quello che restava da pagare
Praticamente , se tutto andava bene avrebbero dovuto sottostargli ancora per un anno
Catia aveva la pelle d’oca . il vecchio oltre ad essere semi impotente era perverso e malvagio e con la fissa del sesso
- Buongiorno vedovella , vedo che sei sempre in forma , una gran fica, visto che ci sei spogliati , comincia a farmi rifare la vista
Senza rispondere si slacciò le bretelle e il vestito scese lungo il corpo . Sotto aveva un reggiseno classico con grandi coppe e un paio di mutandine a pantaloncino ricamate , reggicalze e calze nere
- Bhe che aspetti ? tette e fica al vento , veloce
Ora il suo viso era cambiato e tremante con un accenno di pianto strozzato
La fece restare in piedi nel centro della camera da letto , le impose di allargare le gambe e di mettere le mani dietro la nuca
Il corpo di Catia si muoveva in relazione al suo respiro affannato dal nervosismo
Quando lo vide avvinarsi a lei voltò la testa guardando nel nulla
Avvertì le dita ruvide tra le labbra vaginali e istintivamente fece uno scatto indietro con il bacino
- Stai ferma , non è mica la prima volta che ti fai toccare la fregna, adesso ti sgrilletto anche se sei asciutta
- La prego mi sta facendo male
- Adesso la bagnerai tu in modo da rimediare all’inconveniente
Prese un vaso di cristallo e glielo mise tra le gambe sotto la fica
- Fammi vedere come pisciano le signore per bene
- Ma io non devo , non voglio poi davanti a lei mi vergogno
Le prese un capezzolo e lo strinse facendole male , lei tolse le mani da dietro la testa per afferrare quella che le stava dando dolore
- No, no, così non va bene , non devi disubbidire adesso ci penso io
Prese una corda e le fece rimettere le mani dietro la nuca e le legò le mise una maschera che le copriva tutto il volto lasciandole scoperti gli occhi e la bocca
Si abbassò davanti a lei e cominciò a leccargli il sesso bagnandolo con la saliva mentre lei ora aveva paura di sapeva che non poteva difendersi
Da un cassetto prese due candele e le mise davanti ai suoi occhi lucidi
- Sai dove te le metto, vero?
La vide irrigidirsi e scuotere la testa per dire un no che non gli usciva dalla gola
La mano scese e si sentì penetrare la vagina poi le mise l’altra in bocca dicendole di bagnarla bene come faceva con il cazzo
La fece scorrere tra le labbra fino a quando non ritenne che lo fosse pronto
Un attimo dopo la sentì poggiarsi sull’orifizio ed entrare nel retto
La mise tutta dentro come una supposta infilandole anche il dito fino a farla gridare di dolore
Catia ora piangeva umiliata mentre lui la scopava con la candela nella fica disse ad alta voce “puoi entrare”
Subito panico la colse
- cosa fa? è impazzito non può farmi questo?
era n nuda con una candela che fuori usciva dalla vulva , e scoppiò in un pianto isterico quando un uomo nudo con un cappuccio che gli copriva la testa entrò nella camera e si mise davanti a lei carezzandosi il pene già eretto
- Guarda la signora come si fa masturbare, sai ha anche una candela tutta nel culo ma adesso prima la faccio godere poi pensiamo al resto tu guarda e stai pronto che dopo la devi coprire perché questa cavalla va coperta altrimenti potrebbe fare l’isterica . Hai visto che bei seni ha e poi il culo è da sballo e la potrai inculare perché lei è abituata, il defunto glielo ha allargato a dovere
Trattava Catia come una vacca al mercato , la umiliava e la faceva piangere dando sfogo al suo sadismo
- Questa troia oggi non viene, sono dieci minuti che ha la candela nella fica , per favore continua a scoparla tu mentre io mi occupo dei capezzoli
L’uomo incappucciato prese il posto del commendatore , non si limitò a far scorrere l’oggetto ma con un dito stimolava il clitoride mentre ora anche i capezzoli erano nelle mani del vecchio
Dopo quasi quindici minuti la videro piegarsi sulle ginocchia e allargare prima e stringere le cosce le labbra tremarono seguì un grido liberatorio
- Finalmente ! sei dura a godere ? ci hai fatto sudare adesso ti scopa lui ,ma prima devi fare quello che non hai fatto prima
- Che cosa? Vi prego basta sto facendo tutto quello che volete
- Devi pisciare , prima lo avresti fatto solo davanti a me ora anche davanti a lui
- Non devo farla
- Se spingi la candela che hai nel culo, storzati e vedrai che ti uscirà
Gli rimise il vaso sotto la fica mentre lei era impassibile
Una sberla sul volto e poi un'altra
- Allora ti decidi? Spingi mentre ti tengo aperta la fica con le dita, bagnami la mano
L’altro guardava e il cazzo gli era diventato viola poi lo sguardo esausto di lei, la candela che usciva dal culo e cadeva a terra ed ecco un fiotto di pipì schizzare ed un grido soffocato liberatorio
Aveva svuotato la vescica e il commendatore soddisfatto immergeva la mano nel vaso la bagnava e poi carezzava il sesso di lei, le sciolse le mani e la fece piegare a novanta gradi fino a quando mise i gomiti sul letto
Ora l’altro al suo fianco con il cazzo vicino alla testa e il vecchio dette l’ordine di leccare la cappella mentre lui aveva immerso due dita nel barattolo della vaselina e cominciò a cospargere il buco del culo
- Sei pronta per essere inculata
- La prego no, lo ha grosso
- Adesso ti scopa un po’ vedrai che si allenta la tensione
Il cazzo era nella fica bagnata di umori e piscio poi passato un po’ di tempo
- Bene è pronta è ora di farle il culo
Non ci fu risposta ma solo il contatto della cappella tra i glutei
Il vecchio si mise in ginocchio sul letto davanti al volto impaurito e stressato di Catia , mettendole il cazzo semi rigido davanti
- allargati le chiappe facilitalo
non si mosse allora lui le prese i seni che pendolavano verso il letto
- vuoi che ti faccio male ? ti devo strizzare le tette? Vuoi allargarti il culo da sola o devo provvedere io? magari chiamo l'autista?
La vide portarsi le mani sulle chiappe e le allargò mettendo in mostra il buco lucido di crema lubrificante, guardò il viso del vecchio che gli afferrò la testa e la costrinse ad aprire la bocca per far entrare il cazzo floscio
Fu allora che l’altro puntò il buco e lo mise dentro tutto in una sola volta facendola gridare di paura e anche un po’ di dolore
Il vecchio depravato eiaculò nella bocca , lo sperma colava dai bordi delle labbra bagnando i testicoli
- basta incularla stenditi sul letto che adesso lecca anche te
l’uomo mascherato ubbidì . si mise sul letto con il cazzo in aria , Catia presa per i capelli dall’altro fu costretta ad abbassarsi fino a quando la sua lingua fu a contatto con lo scroto.
Davanti agli occhi aveva il cazzo lucido appena uscito dal suo culo e non odorava certo
il commendatore gli ordinò di leccare le palle poi gli spinse la testa tra le gambe e disse di leccare anche il culo
lei scosse la testa dicendo di no, gli faceva schifo
tre dita del vecchio si insinuarono nel suo culo ancora aperto , poi quattro
- se non lecchi il culo ti metto dentro tutta la mano
spinse un poco e lei gridò , questa volta di dolore
- basta non spinga la prego lo faccio ,lo lecco
l’altro alzò le gambe in aria mettendo il culo più accessibile e così si poteva vedere la lingua di Catia scivolare intorno al buco del culo
lo stava facendo godere , cominciò a smaniare ed allora il vecchio tolse la mascherina a Catia mentre la bocca gli si riempiva di sborra
l’altro si sfilò il cappuccio e i due potettero riconoscersi. Era Carlo suo genero
lei era inorridita avrebbe voluto scappare ma il commendatore la teneva per un braccio
- hai visto che brava troia hai per suocera? Ti è piaciuto come ti ha leccato il culo? D’altronde lo meritavi visto che in mezzo a questo casino ti ci hanno messo loro con i buffi lasciati da tuo suocero prima di morire
- fatemi andare via che vergogna che schifo , ti prego Carlo digli che mi lasciasse andare
- non sono io che comando , lo sai è lui che decide
- bravo , vedi che tuo genero ha capito? Non è finita la giornata per te, fuori c’è un mio amico che ha pagato per averti quindi resta qui così come stai e lavora
Carlo gli si avvicinò prima di uscire con con sommesa le disse
- sei stata brava mi hai fatto godere , non avevo mai goduto così con tua figlia, adesso fai questa marchetta e dopo torno per scoparti come meriti, non preoccuparti ti guarderò dallo specchio fai la brava così mi eccito
- ma Carlo cosa dici, potrei essere tua madre
- e invece sei mia suocera , sei pure bona, e soprattutto aperta nel culo e dopo ti voglio ancora
uscì incrociandosi con il cliente , un contadino rozzo , grasso e malcurato. La sua pancia era grossa e si stava già slacciando i pantaloni. Carlo lo guardò e gridando in modo che lei ascolatsse gli disse
- e’ brava sai soprattutto con la bocca
Catia si mise le mani in faccia e pianse ma al tipo non gliene fregò nulla la afferrò per le spalle e la fece inginocchiare sul pavimento
- Avanti succhia il cazzo per cominciare vediamo se sei veramente brava
Come un automa si gettò con la bocca su quel cazzo puzzolente e con la coda dell’occhio guardò lo specchio, avrebbe voluto invocare pietà ma doveva fare il suo dovere , doveva saldare i debiti
Il tipo gli chiese dove voleva che le sborrasse e lei questa volta presa dalla rabbia che le stava attraversando l’anima, si mise a pecorina con il volto arrabbiato verso lo specchio dove dietro il commendatore e suo genero si godevano lo spettacolo
- Nel culo, sfogati nel culo , porco
Quando la penetrò tornò alla realtà, urlò come una bestia ferita e pianse per tutto il tempo mentre il genero si menava il cazzo
Restò per un istante sola poi il commendatore la raggiunse mentre era ancora a pecora sul pavimento
- Prima ho voluto vederti pisciare , adesso devi tirare fuori la sborra che ti ha lasciato nel culo
Si mise in piedi dietro di lei e si segava mentre lei cominciò a spingere facendo aprire e chiudere l’ano fino a quando lo sperma giallastro uscì scolando per terra
Fu Carlo stesso a riportarla a casa
Durante il tragitto non dissero nulla , lei singhiozzava silenziosa, quando arrivarono scese ma Carlo le disse di aspettarlo che sarebbe salito con lei
- Ti prego sto a pezzi sono distrutta
- Se così fosse non ti saresti fatta inculare ma tu sei una troia nata pertanto adesso completerai la giornata con me . Io e il tuo culo insieme per il futuro, fatti un clistere abbiamo tutta la sera per noi
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