Visita in cascina con l'amante 2 - I cani
di
cuck 24
genere
corna
La cena come c'era da aspettarsi, era tutta basata sui piatti tipici di quella montagnosa zona dell'Emilia.
Affettati, buoni piatti rustici con ingredienti di montagna annaffiati da uno spumeggiante Lambrusco.
A fine cena, il cameriere aveva voluto offrirci un "digestivo" che ci avrebbe aiutati ad affrontare il dopo cena a stomaco più leggero.
In realtà, quasi subito mi ero sentita come liberata da un peso sullo stomaco mentre una specie di ebrezza saliva al cervello coinvolgendo alcuni sensi e parti del corpo.
Mi si era anche scatenata una voglia incontrollata di andare in bagno a svuotare la vescica.
Chiedendo scusa a Roberto che mi guardava con aria curiosa, ero corsa in bagno.
Mentre seduta sulla tazza facevo pipì, avevo telefonato a mio marito per raccontargli della cena e delle nuove sensazioni che stavo provando:
-Sai amore, mi sento strana!
E' come se le cose che avevo visto nelle stalle della cascina, appartenessero alla memoria di un'altra persona.
Non avevo più paura di ciò che avevo visto, anzi, mi sembrava del tutto naturale che una signora dall'aspetto così normale ed elegante, stesso in ginocchio accanto ad un cavallo tenendo tra le mani il suo enorme pene ed in bocca la sua cappelle aperta come un fungo e gocciolante come un rubinetto guasto mentre il marito accanto a lei, compiaciuto, pareva volerla proteggere da eventuali intrusi.
La stessa sensazione provavo al ricordo di quella donna annodata al cane come una cagna col marito che le stringeva amorevolmente la mano.
In quel caso mi ci ero rivista quando Roberto mi portava alla monta in qualche cascina ed incredibilmente mi pareva che "quell'uomo fossi tu" col tuo amore piuttosto che Roberto colla sua ruvida personalità dominante.
Amore, mentre ti parlo sono bagnata e sento una voglia pazza di godere..godere!
Cosa ne pensi amore?-
-Penso che quello che ti hanno dato da bere non fosse un normale digestivo ma un intruglio che agisce sul tuo cervello con un effetto inibitorio sui tuoi freni morali. i falsi pudori ed i pregiudizi che ci portiamo dentro anche se talvolta, inconsciamente.
Credo che passerai una serata stupenda che, ne sono certo, vorrai poi, condividere con me.-
-Tesoro, ho paura, vorrei che fossi tu con me adesso!
Lo sai, Roberto mi piace perché da quando sto con lui, ho vissuto esperienze incredibili che mai avrei potuto neanche immaginare.
Ogni volta che sto con lui so che mi farà godere come una pazza eppure, il fatto che sia così creativo e fuori controllo mi spaventa.
Lo so e lo sai anche tu amore che ogni nuova esperienza con lui, mi inquieta all'inizio ma poi mi piace e mi fa perdere la testa dal piacere che mi da.
Ricordi com'ero spaventata quella volta che in quel privé aveva organizzato una gang bang con 10 maschi tutti per me?
Ero terrorizzata!
Alla fine però, ero talmente entusiasta di essere stata usata da tanti sconosciuti ed essere riempita in bocca e tutti gli altri pertugi dal loro caldo sperma, che ne avrei voluti ancora ed invece, mi ero dovuta accontentare di Roberto che mi aveva scopata per ultimo sborrandomi infine in bocca anche lui.-
-Ricordo tutto tesoro, ricordo ogni momento che hai poi condiviso con me.
Credo che stasera, sarà per te una di quelle esperienze memorabili che puoi vivere senza limiti ne tabù di sorta per goderne come mai prima.
Fidati di Roberto, non sarà il tuo amore ma è una persona affidabile che cerca attraverso di te, di realizzare tutti i desideri covati da sempre e che deve reprimere a causa di una moglie frigida e bigotta.
In te, in noi, ha trovato il modo di risolvere tutte le sue frustrazioni.-
-Grazie amore, grazie...ti amo, ti amo, ti amooooo!-
Quando avevano ripreso il giro, erano soli e potevano scegliere a piacimento gli ambienti da vistare.
In ogni locale o spazio che attraversavano, vi era sempre un addetto al controllo ed eventualmente a collaborare o dare consigli.
In un angolo della stalla sopra un mucchio di paglia, vi era sdraiata una donna abbracciata ad un cane nero e che, tenendogli la testa tra le mani, lo baciava sulla bocca con intreccio di lingue e scambio di saliva alla francese.
Tra le zampe del cane, nella penombra si intravvedeva il rosso del suo bel cazzo sfoderato e lucido.
-E' una frequentatrice abituale, si conoscono da tempo e quando si incontrano fanno coppia fissa e l'amore come fidanzati.
Lei non vuole altri cani ne altre bestie quando viene qui (all'insaputa del marito col quale non ha più rapporti) si fa montare e fa l'amore solo con Argo.
Di solito si trattiene il tempo necessario per svuotargli completamente i testicoli e lasciarlo capace solo di riempirla di baci e leccarle la fica sino all'ultimo orgasmo.-
-Dio Roberto come sono eccitata, sto colando tutta!-
A quelle parole Roberto rivolgendosi al custode aveva chiesto:
-C'è qualcuno con un bel cane dotato che può aiutarmi a spegnere il fuoco di mia moglie?-
Aveva detto proprio "Mia moglie" sapendo che questo avrebbe aumentato la mia eccitazione.
Quando il custode era tornato aveva accanto a se un ragazzone biondo coperto solo da un minuscolo perizoma e con al guinzaglio uno scalpitante doberman.
Si erano appartati dietro alcune balle di paglia poco distante dal luogo dove la donna si faceva leccare la fica da Argo.
Per terra una specie di materasso mi aveva accolto quando vi ero caduta spinta dalla foga del cane.
Subito mi si era coricato accanto il ragazzo biondo il quale aveva cominciato a baciarmi con la lingua in bocca per poi scendere insalivandolo, tutto il corpo mentre il cane mi leccava la fica.
Il mio corpo era subito entrato in vibrazione e le mie grida di piacere si sovrapponevano agli ansimi dell'altra donna alle prese con Argo.
Dopo il primo orgasmo, Roberto aveva chiesto che il giovane si distendesse supino e che io mi impalasse sulla sua verga eretta come un randello tenendo il corpo rivolto a lui in maniera da poterlo guardare negli occhi, farmi succhiare i capezzoli e volendo, baciarlo sulla bocca.
Io arrapata come una bestia lo cavalcavo come impazzita mentre il cane sempre più inquieto, gli girava nervosamente attorno cercando di tanto in tanto di montare me o una una parte dei nostri sudati e vibranti corpi.
Mentre ci baciavano la bestia era persino riuscita ad intrufolare il suo cazzo gocciolante tra le nostre labbra.
Infine Roberto, dopo aver lubrificato il mio buco del culo, prendendo il cane per il collare, lo aveva accompagnato ad ingropparmi guidando poi il suo cazzo, nel mio accogliente buco del culo.
"Finalmente!" Avevo pensato al culmine di uno spasmo orgasmico ricordando la promessa di Roberto di una doppia penetrazione: Il cazzo di un maschio nella fica e quello di un cane nel culo!.
Quando il cane si era bloccato dentro di me annodandosi e riempiendomi coi suoi schizzi di sperma, io mi agitavo, mi contorcevo e gridavo fuori controllo con una serie di orgasmi sempre più violenti mentre anche il giovane mi scopava in un crescendo di dolorosi e gustosi affondi direttamente sulla cervice uterina.
A quel punto, anche Roberto era entrato in gioco tenendomi la testa e chiavandomi in bocca sino a sborrarmi direttamente in gola mentre il giovane mi infiammava l'utero coi suoi bollenti fiotti di sperma.
Quando finalmente anche il cane si era staccato, io sudata, ansimante e col mio carico di sperma in ogni buco, mi era distesa sotto al cane e, come avevo già imparato in precedenza, lo spompinavo e lo succhiava per ingoiare ogni stilla si sperma che fuorusciva dal suo cazzo rosso, gonfio ed ancora duro.
Alla fine della battaglia, dopo aver ringraziato il giovane ed aver dato un ultimo bacio al cazzo del cane rinchiuso nel suo fodero, eravamo andati in un piccolo locale adibito a bar dove avevamo ordinato delle bibite rinfrescanti.
Mentre io (Rosa questo il mio nome) ero impegnata a fare un resoconto telefonico dell'accaduto a mio marito, era giunta accompagnata da Argo, anche l'altra donna la quale senza indugi, si era accomodata al nostro stesso tavolo.
Poche parole accompagnate da sguardi languidi tra noi donne sino a che quella di Argo aveva detto: "Voi sapete che detesto gli uomini e che il mio unico maschio è Argo.
Ciò che non sapete però è che mi piacciono le donne specialmente quando hanno in corpo un carico di sperma di cane."
Al termine di quelle parole, si era inginocchiata sotto al tavolo e, mentre Argo, approfittando di quella postura aveva ripreso a montarla, lei aveva infilato la testa tra le mie cosce ed aveva cominciato a leccarmi il buco del culo gocciolante di sperma di cane e stando ben attenta ad evitare il contatto con la sborra del ragazzo biondo che colava dalla fica.
segue
Affettati, buoni piatti rustici con ingredienti di montagna annaffiati da uno spumeggiante Lambrusco.
A fine cena, il cameriere aveva voluto offrirci un "digestivo" che ci avrebbe aiutati ad affrontare il dopo cena a stomaco più leggero.
In realtà, quasi subito mi ero sentita come liberata da un peso sullo stomaco mentre una specie di ebrezza saliva al cervello coinvolgendo alcuni sensi e parti del corpo.
Mi si era anche scatenata una voglia incontrollata di andare in bagno a svuotare la vescica.
Chiedendo scusa a Roberto che mi guardava con aria curiosa, ero corsa in bagno.
Mentre seduta sulla tazza facevo pipì, avevo telefonato a mio marito per raccontargli della cena e delle nuove sensazioni che stavo provando:
-Sai amore, mi sento strana!
E' come se le cose che avevo visto nelle stalle della cascina, appartenessero alla memoria di un'altra persona.
Non avevo più paura di ciò che avevo visto, anzi, mi sembrava del tutto naturale che una signora dall'aspetto così normale ed elegante, stesso in ginocchio accanto ad un cavallo tenendo tra le mani il suo enorme pene ed in bocca la sua cappelle aperta come un fungo e gocciolante come un rubinetto guasto mentre il marito accanto a lei, compiaciuto, pareva volerla proteggere da eventuali intrusi.
La stessa sensazione provavo al ricordo di quella donna annodata al cane come una cagna col marito che le stringeva amorevolmente la mano.
In quel caso mi ci ero rivista quando Roberto mi portava alla monta in qualche cascina ed incredibilmente mi pareva che "quell'uomo fossi tu" col tuo amore piuttosto che Roberto colla sua ruvida personalità dominante.
Amore, mentre ti parlo sono bagnata e sento una voglia pazza di godere..godere!
Cosa ne pensi amore?-
-Penso che quello che ti hanno dato da bere non fosse un normale digestivo ma un intruglio che agisce sul tuo cervello con un effetto inibitorio sui tuoi freni morali. i falsi pudori ed i pregiudizi che ci portiamo dentro anche se talvolta, inconsciamente.
Credo che passerai una serata stupenda che, ne sono certo, vorrai poi, condividere con me.-
-Tesoro, ho paura, vorrei che fossi tu con me adesso!
Lo sai, Roberto mi piace perché da quando sto con lui, ho vissuto esperienze incredibili che mai avrei potuto neanche immaginare.
Ogni volta che sto con lui so che mi farà godere come una pazza eppure, il fatto che sia così creativo e fuori controllo mi spaventa.
Lo so e lo sai anche tu amore che ogni nuova esperienza con lui, mi inquieta all'inizio ma poi mi piace e mi fa perdere la testa dal piacere che mi da.
Ricordi com'ero spaventata quella volta che in quel privé aveva organizzato una gang bang con 10 maschi tutti per me?
Ero terrorizzata!
Alla fine però, ero talmente entusiasta di essere stata usata da tanti sconosciuti ed essere riempita in bocca e tutti gli altri pertugi dal loro caldo sperma, che ne avrei voluti ancora ed invece, mi ero dovuta accontentare di Roberto che mi aveva scopata per ultimo sborrandomi infine in bocca anche lui.-
-Ricordo tutto tesoro, ricordo ogni momento che hai poi condiviso con me.
Credo che stasera, sarà per te una di quelle esperienze memorabili che puoi vivere senza limiti ne tabù di sorta per goderne come mai prima.
Fidati di Roberto, non sarà il tuo amore ma è una persona affidabile che cerca attraverso di te, di realizzare tutti i desideri covati da sempre e che deve reprimere a causa di una moglie frigida e bigotta.
In te, in noi, ha trovato il modo di risolvere tutte le sue frustrazioni.-
-Grazie amore, grazie...ti amo, ti amo, ti amooooo!-
Quando avevano ripreso il giro, erano soli e potevano scegliere a piacimento gli ambienti da vistare.
In ogni locale o spazio che attraversavano, vi era sempre un addetto al controllo ed eventualmente a collaborare o dare consigli.
In un angolo della stalla sopra un mucchio di paglia, vi era sdraiata una donna abbracciata ad un cane nero e che, tenendogli la testa tra le mani, lo baciava sulla bocca con intreccio di lingue e scambio di saliva alla francese.
Tra le zampe del cane, nella penombra si intravvedeva il rosso del suo bel cazzo sfoderato e lucido.
-E' una frequentatrice abituale, si conoscono da tempo e quando si incontrano fanno coppia fissa e l'amore come fidanzati.
Lei non vuole altri cani ne altre bestie quando viene qui (all'insaputa del marito col quale non ha più rapporti) si fa montare e fa l'amore solo con Argo.
Di solito si trattiene il tempo necessario per svuotargli completamente i testicoli e lasciarlo capace solo di riempirla di baci e leccarle la fica sino all'ultimo orgasmo.-
-Dio Roberto come sono eccitata, sto colando tutta!-
A quelle parole Roberto rivolgendosi al custode aveva chiesto:
-C'è qualcuno con un bel cane dotato che può aiutarmi a spegnere il fuoco di mia moglie?-
Aveva detto proprio "Mia moglie" sapendo che questo avrebbe aumentato la mia eccitazione.
Quando il custode era tornato aveva accanto a se un ragazzone biondo coperto solo da un minuscolo perizoma e con al guinzaglio uno scalpitante doberman.
Si erano appartati dietro alcune balle di paglia poco distante dal luogo dove la donna si faceva leccare la fica da Argo.
Per terra una specie di materasso mi aveva accolto quando vi ero caduta spinta dalla foga del cane.
Subito mi si era coricato accanto il ragazzo biondo il quale aveva cominciato a baciarmi con la lingua in bocca per poi scendere insalivandolo, tutto il corpo mentre il cane mi leccava la fica.
Il mio corpo era subito entrato in vibrazione e le mie grida di piacere si sovrapponevano agli ansimi dell'altra donna alle prese con Argo.
Dopo il primo orgasmo, Roberto aveva chiesto che il giovane si distendesse supino e che io mi impalasse sulla sua verga eretta come un randello tenendo il corpo rivolto a lui in maniera da poterlo guardare negli occhi, farmi succhiare i capezzoli e volendo, baciarlo sulla bocca.
Io arrapata come una bestia lo cavalcavo come impazzita mentre il cane sempre più inquieto, gli girava nervosamente attorno cercando di tanto in tanto di montare me o una una parte dei nostri sudati e vibranti corpi.
Mentre ci baciavano la bestia era persino riuscita ad intrufolare il suo cazzo gocciolante tra le nostre labbra.
Infine Roberto, dopo aver lubrificato il mio buco del culo, prendendo il cane per il collare, lo aveva accompagnato ad ingropparmi guidando poi il suo cazzo, nel mio accogliente buco del culo.
"Finalmente!" Avevo pensato al culmine di uno spasmo orgasmico ricordando la promessa di Roberto di una doppia penetrazione: Il cazzo di un maschio nella fica e quello di un cane nel culo!.
Quando il cane si era bloccato dentro di me annodandosi e riempiendomi coi suoi schizzi di sperma, io mi agitavo, mi contorcevo e gridavo fuori controllo con una serie di orgasmi sempre più violenti mentre anche il giovane mi scopava in un crescendo di dolorosi e gustosi affondi direttamente sulla cervice uterina.
A quel punto, anche Roberto era entrato in gioco tenendomi la testa e chiavandomi in bocca sino a sborrarmi direttamente in gola mentre il giovane mi infiammava l'utero coi suoi bollenti fiotti di sperma.
Quando finalmente anche il cane si era staccato, io sudata, ansimante e col mio carico di sperma in ogni buco, mi era distesa sotto al cane e, come avevo già imparato in precedenza, lo spompinavo e lo succhiava per ingoiare ogni stilla si sperma che fuorusciva dal suo cazzo rosso, gonfio ed ancora duro.
Alla fine della battaglia, dopo aver ringraziato il giovane ed aver dato un ultimo bacio al cazzo del cane rinchiuso nel suo fodero, eravamo andati in un piccolo locale adibito a bar dove avevamo ordinato delle bibite rinfrescanti.
Mentre io (Rosa questo il mio nome) ero impegnata a fare un resoconto telefonico dell'accaduto a mio marito, era giunta accompagnata da Argo, anche l'altra donna la quale senza indugi, si era accomodata al nostro stesso tavolo.
Poche parole accompagnate da sguardi languidi tra noi donne sino a che quella di Argo aveva detto: "Voi sapete che detesto gli uomini e che il mio unico maschio è Argo.
Ciò che non sapete però è che mi piacciono le donne specialmente quando hanno in corpo un carico di sperma di cane."
Al termine di quelle parole, si era inginocchiata sotto al tavolo e, mentre Argo, approfittando di quella postura aveva ripreso a montarla, lei aveva infilato la testa tra le mie cosce ed aveva cominciato a leccarmi il buco del culo gocciolante di sperma di cane e stando ben attenta ad evitare il contatto con la sborra del ragazzo biondo che colava dalla fica.
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