Storie di H - 12

di
genere
dominazione

Il fidanzato di Camille è lì davanti a me, con il suo fisico possente. Lei se lo è abbracciato e baciato per bene e ora gli ha tirato fuori il cazzo e ha iniziato a succhiarglielo, so che tra poco lo passerà a me…
Ma andiamo per ordine, devo raccontarvi cosa è successo prima di questo momento e chi è Camille.
Per lavoro dovevo andare in Francia, vicino a dove abita H e quindi ho organizzato di andare da lei un giorno prima del mio appuntamento, in modo da poter passare un po’ di tempo assieme.
“Ti devo dire una cosa molto importante” mi scrive lei alcuni giorni prima “Devi avere voglia di fare la cacca quando arrivi qui da me”.
Non è certo un problema, la faccio una o due volte al giorno, ma mi preoccupa l’uso che H vuole fare della mia cacca. Vuole che le caghi addosso? Mi sembra decisamente poco probabile… Quindi vorrà che sia io a fare qualcosa con la mia cacca. La prospettiva non mi diverte per nulla…
Comunque obbedisco e quando arrivo a casa sua nel pomeriggio è più di un giorno che non cago e ne ho una gran voglia… spero non mi faccia aspettare molto.
H mi dà il benvenuto baciandomi appassionatamente poi mi fa spogliare nudo e mi mette la gabbia di castità, dopo aver sfoltito un po’ di peli con sapienti tagli di forbice. Quindi mi fa piegare a 90 gradi, mi apre le chiappe e con un rasoio mi pulisce dai peli l’area attorno al buco del culo. Non so quale sia il suo scopo ma obbedisco senza fare domande.
Infine, mi fa vestire da salope, da troia, come sempre. Indosso un paio di calze a rete aperte sul cavallo, un reggiseno di pizzo rosso e un perizoma coordinato (lo metto sopra le calze perché immagino che dovrò poi togliermelo), su tutto un vestito rosso corto attillato. H mi trucca, con un po’ di fondotinta, un ombretto luccicante e un rossetto molto deciso, mi fa indossare una parrucca coi lunghi capelli biondi. Infine ai piedi metto le consuete decolté rosse con tacco 12.
Come temevo (ma sotto sotto desideravo) H mi annuncia che dobbiamo uscire. Adesso è ancora giorno e i miei peli sono ben visibili, non come quando siamo andati alla gangbang coi neri. Ma sono ormai abituato a vedere gente nelle situazioni più strane e non mi sento troppo a disagio. H mi dà anche un paio di occhialoni da sole per camuffare i lineamenti, dopodiché prende le chiavi dell’auto e usciamo.
Lei è vestita con quel bell’abitino bordeaux e coi sandali argento, è molto bella, anche se la mia attenzione è tutta focalizzata a scendere le scale coi tacchi senza sfracellarmi. Camminiamo sul marciapiede a braccetto per andare alla macchina, incrociamo gente, mi guardano e mi sento molto in imbarazzo, anche se nessuno dice niente.
Dopo un tempo che sembra interminabile arriviamo all’auto e, finalmente, durante il viaggio, H mi spiega tutto (quasi, come vedrò in seguito).
Da un po’ di tempo ha conosciuto una ragazza, Camille, con cui si sono scambiate molte confidenze intime. Camille non è molto bella ma ha un fidanzato con cui ha una vita sessuale molto attiva. C’è però una cosa che con il fidanzato non può fare e qui entriamo in scena noi: dovremo legarla e H la scoperà con un vibratore, mentre io le cagherò in bocca!
La cosa mi sorprende, ma al contempo mi eccita, anche se il mio cazzo, chiuso nella gabbietta, non può reagire come vorrebbe. H sembra leggermi nella mente “Ti ho messo la gabbietta, così sono sicura che, qualsiasi piega prenda la serata, non scoperai Camille né ti farai succhiare il cazzo da lei. Le chiavi sono rimaste a casa”.
Arriviamo al palazzo dove abita Camille, parcheggiamo non troppo lontano dal portone, per fortuna, ed entriamo nell’atrio senza che ci veda nessuno.
“Camille abita al settimo piano, l’ultimo, ha un bel terrazzo” mi dice H, prima di annunciare “io prendo l’ascensore, tu vai a piedi, troia” e, senza lasciarmi tempo di proferire inutili proteste, apre la porta dell’ascensore e sparisce lì dentro.
Mi incammino su per le scale, accompagnato dal ticchettio dei tacchi. Oltre a essere imbarazzante la salita è anche faticosa… Al quarto piano, poi, una donna esce di casa accompagnata da due bambini e mi guarda malissimo mentre i bambini sgranano gli occhi. Saluto, senza essere ricambiato, e continuo la mia salita.
Giunto al settimo piano trovo H sulla porta di casa di Camille e mi fa entrare nel salotto dove conosco Camille. Camille è giovane, circa 30 anni, ed è, a voler essere gentili, decisamente sovrappeso, potremmo dire obesa o cicciona. Camille ha capelli a caschetto tinti di blu, molti tatuaggi sul corpo, piuttosto visibili, dato che indossa solo un top di pizzo nero che mal trattiene le grosse tette, e (anche lei) un paio di calze a rete aperte sul cavallo, ma lei ai piedi ha degli stivali neri elasticizzati che le arrivano alle grosse cosce. Al naso e sulla figa risaltano due piercing. Un personaggio decisamente alternativo!
Ci presentiamo, ci salutiamo con dei baci sulla guancia e facciamo qualche minuto di convenevoli, poi ci mettiamo all’opera: Camille si leva il top mentre H si spoglia e resta completamente nuda, io tolgo il vestitino rosso e anche il perizoma, che sarebbe di impiccio per quello che abbiamo in programma. Camille è divertita dalla mia gabbietta e, col permesso di H, la tocca un po’, causandomi eccitazione e sofferenza nel vedere ancora una volta il mio cazzo gonfio imprigionato. La padrona di casa ha preparato i giocattoli da usare per l’occasione a cominciare dal grosso plug anale che io guardo con interesse e che H le infila nel culo dopo due o tre tentativi. Camille si sdraia e H le assicura le caviglie a una barra di metallo che la obbliga a tenere le gambe aperte. Poi H ammanetta Camille con le mani sulla pancia e con una corda lega le manette alla barra per le caviglie, in modo che la ragazza sia obbligata a stare con le gambe aperte, sollevate e ripiegate, in posizione perfetta per essere penetrata.
H non perde tempo, mette un po’ lubrificante sull’enorme dildo a forma di cazzo di cavallo che Camille ha pronto e inizia a scopare la sua amica… dopo un paio di minuti prende anche un piccolo vibratore e con quello inizia a stimolare il suo clitoride mentre continua ad affondare il giocattolo nella sua figa. Con il telefono faccio foto e video, come mi è stato ordinato. Ora tocca a me: mi siedo su Camille, poggio le mani sulle sue ginocchia sollevate, le cosce sulle sue enormi tette e le metto il culo ben in faccia. Camille inizia a leccarmi e la cosa mi procura un gran piacere, sento la sua linguona sul mio ano… H vede la soddisfazione sul mio volto e, per punire l’amica, aumenta la velocità con cui la sta scopando… Camille mugola, il suo corpo inizia a tremare e lei urla quando arriva all’orgasmo… H non le concede un attimo di pausa e non stacca il vibratore dal clitoride… la ragazza urla ancora, chiede pietà, e in questo modo smette purtroppo di leccarmi il culo… H allontana il vibratore ma non smette di scoparla e poi mi ordina “E ora caga in bocca a questa troia”.
Camille capisce, anche se H mi ha parlato in italiano, resta ferma con la bocca spalancata proprio sotto al mio buco. La voglia di cagare, già grande all’inizio del pomeriggio, era cresciuta ancora e non devo sforzarmi molto per riuscire. Sento un grande stronzo uscire dal mio culo per adagiarsi nella gola di Camille. Esce ancora un po’ di merda, più cremosa, che le va sul viso.
Finita la cagata mi alzo e guardo il risultato: dalla bocca di Camille spunta per metà il primo stronzo e c’è altra merda su naso e mento. H guarda soddisfatta mentre non arresta la scopata col cazzone e riprende a stimolare il clitoride dell’amica col vibratore… le ordina di mangiare tutto e lei inizia a masticare… la sto riprendendo in primo piano mentre vedo le sue labbra serrarsi attorno alla mia cacca e farla scomparire nella sua bocca. La vedo masticare faticosamente “Sputale in faccia” mi ordina H e io eseguo, provando un po’ di dispiacere per la ragazza che però non batte ciglio. Poi vedo una luce diversa nei suoi occhi, vedo il suo corpo che riprende a tremare e la sento mugolare forte mentre raggiunge un secondo orgasmo. Ingoia in fretta tutta la merda che ha in bocca per poter tornare a parlare e dire forte “Ouiiiii, ouiiiii”. Con le dita raccolgo la merda che ha in faccia e gliela riporto in bocca, la mangia avidamente ora, ancora sotto l’effetto dell’orgasmo, e poi mi succhia le dita per ripulirmele. Ripeto l’operazione un paio di volte, le metto in bocca un pezzetto di merda che era rotolato per terra e lei mi sussurra un “merci” prima di assaporarlo ancora. E’ completamente infoiata, me ne chiede ancora ma non ne ho più. Con l’autorizzazione di H mi siedo sopra di lei per farle ripulire il mio culo dalla cagata e lascio che la sua lingua mi faccia da carta igienica.
Poi finalmente rallentiamo il ritmo… H si toglie ancora la soddisfazione di togliere e mettere il grosso plug, poi smettiamo. Camille ha la faccia sporca di merda, H mi ordina di leccarla ma senza azzardarmi a baciarla. Sapevo che alla fine la mia cacca mi sarebbe finita in bocca, seppure in minima quantità “Ti frusto finché la mia amica non è perfettamente pulita” mi dice H mentre mi assesta un colpo deciso sul culo con il frustino che Camille le aveva fatto trovare pronto. Lecco le guance della ragazza, succhio il suo mento e il suo naso per ripulirli mentre H continua a darmi frustate sul culo. Non riesco neanche pensare al sapore disgustoso della cacca, sia per il dolore al culo, sia per lo sforzo di ripulire Camille senza azzardarmi a toccare le sue labbra, cosa che scatenerebbe H ancora di più.
Finalmente la tortura per entrambi finisce, mi rialzo in piedi e H mi bacia, anche se so di cacca, poi libera Camille dalla scomoda posizione. La padrona di casa va a farsi una doccia e ci lascia da soli nel suo salotto per un buon quarto d’ora, durante il quale H si fa leccare i piedi, poi la figa, poi si fa succhiare i capezzoli, poi ancora la figa. Sono come un burattino nelle sue mani e obbedisco ai suoi ordini. Poi mi dà una piccola ricompensa leccando il mio cazzo attraverso la gabbietta e succhiandomi le palle. Ricompensa o tortura ulteriore? Non saprei dirlo…
Quando Camille esce dal bagno, completamente nuda anche lei e coi capelli bagnati, H mi mette in mano la peretta per il clistere e capisco che la serata non è finita e ora sarò io l’oggetto della festa.
Eseguo prontamente, mi spruzzo acqua nel culo più volte fino a che l’acqua che esce non è pulita. Quando torno di là Camille indossa nuovamente gli stivali che aveva quando siamo arrivati. H mi annuncia che io e lei abbiamo aiutato Camille a realizzare la sua fantasia perché in cambio Camille mi consentisse di conoscere il suo fidanzato, Rio. “Quindi aspettiamo Rio?” Chiedo io, ingenuamente. “Oh no, Rio è già di là, ma era meglio che non vedesse” mi dice H, mentre Camille va nell’altra stanza. Passano pochi secondi e Camille entra accompagnata da … Rio…
Rio è un cane, un enorme alano col corto pelo grigio.
Camille mi spiega che non vuole più uomini nella sua vita e che solo Rio è in grado di soddisfarla sessualmente e al tempo stesso di esserle fedele. “Ora, perché H è mia amica, Rio fare amore con te” mi dice in un italiano stentato e mi sorride.
Io non ho mai amato i cani, mi sono sentito sempre a disagio con loro e adesso H ha organizzato di farmi scopare da uno di loro… non so cosa dire o pensare… osservo come in trance mentre Camille mette delle specie di scarpette al suo cane. Non vuole che mi graffi, dice che a volte è un po’ irruento.
Rio ha già capito che è il momento di fare sesso, deve essere abituato a farlo spesso con Camille, e si vede che si agita mentre in mezzo alle zampe posteriori incomincia a venire fuori un poco del suo cazzo.
Ora Camille bacia Rio, si stanno proprio slinguando, dovrei essere disgustato ma trovo la cosa affascinante. Camille accarezza e strofina bene il suo cane nel frattempo e mi invita a inginocchiarmi vicino a lei.
Accarezzo timidamente il cane mentre la mano della sua padrona va a stuzzicargli il cazzo che ora esce in tutta la sua lunghezza. E’ di un colore rosso vivo, ha una forma strana (penso “a cazzo di cane” e mi viene da ridere) e soprattutto è dannatamente grosso. “25 centimetri” mi dice H, leggendomi nel pensiero “Ma il meglio lo scoprirai dopo”. Nel frattempo Camille succhia il cazzo di Rio, e dopo averlo assaporato ben bene mi invita a fare lo stesso: regge le palle con due dita e lo punta nella mia direzione. Avvicino esitante la bocca poi un forte pizzicotto di H sul culo mi fa capire che non ho scelta… con la lingua tocco la punta del cazzo canino, poi lo prendo in bocca. Il cazzo è caldo e bello sodo, la sensazione è completamente diversa da quella del cazzo umano. Spompino Rio per un po’ e lui comincia a rilasciare abbondante liquido, è il lubrificante naturale, anche gli uomini lo emettono ma i cani ne producono molto di più. Il gusto è decisamente forte, salaticcio. Subito lo lascio colare dalla mia bocca ma poi mi faccio coraggio, aiutato anche da un altro pizzicotto di H che mi sussurra “ingoia tutto, troia” e lascio che il liquido mi scenda nello stomaco. Camille, che mi osserva da corta distanza, mi fa capire che vuole ancora un po’ di cazzo da succhiare. Me lo tolgo di bocca e lascio che sia lei a gustare il succo di Rio adesso.
“Ora mettiti a quattro zampe, mia salope” H mi richiama all’ordine e mi ricorda cosa sta per succedere. Mentre Camille sta ancora succhiando il cazzo di Rio H prende un siringone dal tavolo, evidentemente preparato in anticipo, pieno di lubrificante, e me lo spruzza nel culo “Ti servirà” mi dice e anche Camille annuisce, dopo essersi tolta il cazzo dalla bocca.
Ora la ragazza porta il cagnone verso di me e cerca di fargli capire che questa volta invece della sua padrona dovrà scopare me. Quando annusa il mio culo grondante lubrificante il cane inizia a leccarlo. La sua lunga e ruvida lingua sul mio ano mi dà una sensazione incredibilmente piacevole, dei brividi mi salgono lungo la schiena. Poi, incoraggiato dalla padrona, il cane mi sale addosso. Annaspa un po’, cercando il buco in cui infilare il suo grosso cazzo, sento che la punta sbatte contro le mie chiappe a più riprese. Poi il cane viene un poco più avanti, ora mi è completamente sopra e mi rendo conto che non sarei in grado di alzarmi facilmente perché pesa tantissimo, probabilmente quanto me… ma è l’ultimo pensiero razionale che ho perché la punta del cazzo ora trova il buco del mio culo e mi penetra improvvisamente con tutta la foga di cui può essere capace un animale che vuole scopare.
Prendo cazzi di diametri importanti ma non riesco ad andare troppo in profondità perché di solito sento un po’ male. Ma non si può spiegare una cosa del genere a un cane arrapato… Il suo enorme cazzo rosso mi entra dentro fino in fondo e mi sembra mi sconquassi l’intestino e, soprattutto, mi scopa con una violenza e una velocità mai provata prima d’ora. Due o tre volte perde il colpo ed esce dal culo per poi rientrarvi ancora più violentemente, facendomi vedere le stelle e facendomi godere al tempo stesso… dalla gabbietta in cui è contenuto il mio cazzo inizia a colare sborra…
Questa inculata selvaggia, feroce, dolorosa e bellissima dura poco, forse un paio di minuti, non di più, poi Rio si ferma dentro di me… sento il caldo della sua sborra pervadere il mio addome e, soprattutto, sento una crescente pressione al mio interno… il suo cazzo sta crescendo. Certo, lo sapevo: i cazzi dei cani gonfiano un bulbo alla radice durante l’accoppiamento per restare bene incastrati nella loro cagna e permettere la fecondazione. E ora la cagna da ingravidare sono io.
Il cazzo si gonfia a una dimensione quasi insostenibile, mi toglie il fiato, e questo unitamente alla lunghezza dell’asta spinta al mio interno rende veramente difficile la situazione; inoltre la quantità di sborra pompata nel mio culo deve essere particolarmente abbondante e il nodo formato da Rio e me non permette neanche a una goccia di scappare. Eppure la parte di me che si sente stupendamente troia è felice e, non solo sopporta tutto questo, ma ne trae godimento. Il continuo gocciolare di liquido dal mio cazzo ne è la prova…
H è molto felice di vedermi sodomizzato così e sta documentando tutto con foto, video e primi piani dei nostri particolari anatomici. Ne verrà un video interessante da mettere su internet, dice.
Ora Rio, come tutti i cani impegnati nell’accoppiamento, si gira in modo da mettersi col suo culo contro il mio, con il cazzo sempre ben piantato dentro di me. E’ un po’ nervoso e cerca di muoversi in avanti, il che vuol dire che devo retrocedere a quattro zampe per evitare che il suo cazzo gonfio salti fuori dal mio culo facendomi male sul serio. H ride dei miei goffi movimenti, poi Camille calma il suo cane e restiamo statici così a lungo.
Per passare il tempo H si fa dare dalla padrona di casa una ciotola per far bere il cane, ci piscia dentro e poi me la mette davanti “Forza cagna, bevi… e bevi come la cagna che sei, niente mani, solo con la lingua” e detto questo sputa anche nel liquido giallognolo che ho davanti.
E come una cagna bevo, lecco la pipì dalla ciotola, cercando di tirarla su, bagnandomi tutto il viso e ottenendo scarsi risultati, tanto che alla fine Camille, impietosita, mi porge una cannuccia. H approva e con la cannuccia tiro su tutta la pipì di H, fino all’ultima goccia. Il tutto sempre con il culo che sembra scoppiare, ben occupato dal cazzo di Rio.
Camille chiede ad H se può darmi anche la sua pipì ma la mia padrona rifiuta e intanto mi ordina di leccarle i piedi, cosa che faccio con molto piacere. H ha un ripensamento e chiede alla sua amica di pisciare anche lei nella ciotola, poi immerge la punta di un piede nel piscio e me lo porge da leccare.
Ormai non ho più alcuna dignità, sono solo uno schiavo alla mercé delle idee perverse della mia padrona. Eseguo senza alcun problema, lecco l’alluce e sento il sapore di una pipì diversa, passo la lingua tra le dita dei piedi di H e al tempo stesso assaggio Camille. Il tutto mi distrae un po’ da quello che succede nel mio ventre: continuo infatti a sentirmi come se avessi un pallone in culo mentre Rio, evidentemente abituato ad una vita sessuale intensa, sta serenamente in piedi con la lingua di fuori.
Quando è stufa di farsi leccare i piedi, H si sdraia davanti a me e apre le gambe per farsi leccare la figa… è sempre bellissima da vedere, ma si ferma un poco più in là di dove riesco ad arrivare, poi mi prende in giro “Cosa succede? Non vuoi più la mia figa?” ridacchia. Cerco di muovermi leggermente in avanti, cosa che implica tirare un po’ il cazzo di Rio e aumentare il dolore nel mio culo. Quando arrivo a leccare il suo clitoride allora H si sposta di nuovo di qualche centimetro e devo ripetere l’operazione, con grande sofferenza (o con grande piacere? Non saprei… so che dopo di allora mi sono masturbato spesso ripensando a questo momento).
Dopo un tempo interminabile (quaranta minuti, mi diranno poi) sento la pressione in culo diminuire e “POP” il cazzo di Rio esce dal mio culo e mi libera. Sento un fiume di sborra colarmi lungo le cosce, Rio arriva subito a leccarlo ma Camille lo prende a sé: è il momento di coccolare il fidanzato che l’ha tradita, seppure per una buona causa.
“Non vorrai sprecare tutta questa buona sborra?” mi dice H indicando la pozza che si è formata sotto il mio culo… “Certo che no padrona” le rispondo e con piacere inizio a leccare dal pavimento la pozza di sborra di Rio. Ci passo dentro la lingua con passione e poi ingoio tutto. Il sapore è estremamente forte, ripeto l’operazione alcune volte mentre H dapprima mi filma, poi mi accarezza la schiena, poi gioca con un dito nel mio culo. Mentre continuo a leccare le dita diventano due, tre, quattro e infine è tutta la mano di H a entrarmi dentro “Ma sei sfondatissimo, chérie… una vera salope!”
Quando il pavimento è ripulito, H estrae finalmente la mano dal mio culo ormai dolorante e me la porta alla bocca. Gronda liquidi di ogni genere: la sborra di Rio, in primis, ma anche succhi prodotti dal mio intestino e lubrificante. Lecco tutto e succo avidamente ogni goccia di questo miscuglio, sono eccitatissimo e farei qualsiasi cosa, ma la mia padrona sembra ormai soddisfatta del mio livello di troiaggine e del quantitativo di umiliazioni inflittemi.
E’ però Camille che interviene… prima mi fa i complimenti perché sa quanto sia difficile farsi inculare da Rio (e il suo culo è decisamente più largo del mio, aggiungerei), tanto che dice di preferire accogliere il suo cane nella figa, dove è impareggiabile, dice, e non faccio fatica a crederlo. Poi spiega a H che dopo un’inculata così importante è bene tenere il culo ancora un po’ impegnato e che ci vorrebbe un bel plug, che avrebbe anche il vantaggio di tenere dentro la sborra di Rio ed evitare che io camminando goccioli dappertutto. Detto questo si toglie il suo plug dal culo e lo porge ad H, che trova l’idea molto interessante, anche se il plug è vistosamente sporco della cacca di Camille. Non protesto, temendo ripercussioni, e mi piego in avanti allargando le chiappe. Il plug di Camille è molto grosso, essendo proporzionato al suo culo, per me è il più grande che abbia mai preso ma, essendo stato appena fistato da H, entra abbastanza agevolmente e dopo un mugolio dico solo “Grazie padrona”. Cerco di non pensare al fatto che ora nel mio retto c’è anche quello che era nel retto di Camille.
Restiamo a casa di Camille ancora un poco, H mi ammanetta al tavolo mentre loro due chiacchierano e bevono qualcosa “Tu hai già bevuto abbastanza” mi dice. Quando arrivano ai saluti mi apre una manetta in modo che io possa mettere di nuovo il vestito e l’inutile perizoma. H mi dice “Camille è così gentile da lasciarti il suo plug per andare a casa. Ringrazia Camille” “Merci Camille, c’est un plaisir” dico io. H si chiude la manetta al braccio in modo da legarmi a lei e usciamo.
Questa volta prendiamo l’ascensore e non incontriamo nessuno né nell’androne, né nel parcheggio. Una volta in auto mi libera dalle manette, per poter guidare. Stare seduto con un plug così grosso nel culo è piuttosto impegnativo ma sembra che il mio culo non sia mai davvero sazio.
L’ultima umiliazione arriva quando siamo davanti a casa di H: “Non c’è molto parcheggio a quest’ora e io non ho voglia di camminare. Io vado a casa, tu vai a parcheggiare la macchina. Ti aspetto, non ci mettere molto” e mi molla lì, in seconda fila.
Scendo, passo al volante, fatico a guidare coi tacchi e finalmente trovo un parcheggio. Il rientro a casa, coi tacchi ai piedi ormai da ore, è piuttosto doloroso e difficile. Sono vestito da troia, ho il cazzo in gabbia, un plug enorme nel culo… se incontro le persone sbagliate potrei avere dei seri problemi. Ma non succede nulla, non c’è quasi nessuno in giro e chi mi vede mi getta un’occhiata o due e null’altro.
All’arrivo in casa H mi fa togliere il vestito e mi dice che devo farla godere con la lingua se voglio togliere il plug e dormire nel letto. Mi dedico a questa operazione con molto piacere e molta cura e dopo svariati minuti riesco finalmente a portarla all’orgasmo. A questo punto H mi toglie finalmente il plug “Leccalo bene” è il suo ordine, che naturalmente eseguo. Parte della cacca di Camille non c’è più, e non posso che pensare con un brivido che ormai è dentro di me, e una parte è ancora lì e provo un enorme disgusto nel raccoglierla con la lingua e buttarla giù. Poi mi tolgo i tacchi (a questo punto erano davvero la cosa più dolorosa di tutta la serata) e H mi impone di andare a letto vestito così “Non ti devi lavare fino a domattina, devi essere cagna per tutta la notte, neanche i denti”. Posso solo rispondere “Sì padrona”, poi la padrona mi bacia e le nostre lingue giocano assieme a lungo, anche se questa sera ho leccato veramente qualsiasi cosa. Poi ci addormentiamo così abbracciati.
E’ ormai mattina quando mi sveglio mentre H mi sta togliendo la gabbietta “Basta cagna, ora ho voglia del mio uomo” mi dice. E sono contento ma un po’ mi dispiace… ricorderò a lungo la scopata con Rio….
scritto il
2026-09-08
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