Storie di H - 11

di
genere
dominazione

La prima giornata di lavoro a Parigi era stata davvero molto difficile.
Le poche ore di sonno, certo, ma soprattutto le immagini della notte precedente nel club di scambisti e la tortura a cui mi aveva costretto H guardandola scopare con un sacco di gente. Anzi, perlopiù non mi aveva nemmeno concesso di guardare… ma tutto questo è descritto nel racconto precedente.
Avevo sofferto e continuavo a soffrire al pensiero di quello che aveva fatto con degli sconosciuti ma al tempo stesso il pensiero mi eccitava. Il cazzo non era più in gabbia ma forse sarebbe stato meglio se lo fosse stato: almeno non avrei dovuto combattere con frequenti erezioni in ufficio.
E come se non bastasse c’era il plug piantato nel mio culo che mi ricordava costantemente tutto questo e che mi faceva pensare che H mi aspettava in camera e che finalmente avremmo fatto l’amore, dopo che ieri sera solo lei aveva avuto la sua parte di sesso, parte piuttosto abbondante, come detto.
Riesco a uscire a metà pomeriggio e avviso H che sto arrivando. Sulla metro faccio film mentali continui su quello che è stato e su quello che sarà quando arriverò in camera. Il plug diventa sempre più insopportabile ma H non mi ha autorizzato a toglierlo.
Finalmente arrivo al residence. Lo stretto ascensore mi porta su al piano e mi precipito alla nostra stanza. Quando apro la porta trovo H nuovamente vestita da padrona, il che non promette niente di buono per me…
Mi tiene a distanza puntandomi il frustino al petto e mi ordina di spogliarmi e di indossare solo calze e scarpe. Eseguo immediatamente e quando ho completato la trasformazione in troia si avvicina a me e finalmente mi bacia. Ci baciamo e ci abbracciamo appassionatamente, la sua lingua nella mia bocca, le sue tette contro il mio petto, le mie mani sul suo culo. Poi H riprende il ruolo da padrona “Hai ancora il plug, salope?” “Sì padrona” “Toglilo pure”.
Abbasso le calze e con la mano posso finalmente estrarre quest’oggetto piacevole, ma ormai insopportabile, dal mio culo. Essendo rimasto lì molte ore è ricoperto da uno strato di cacca e H sembra scontenta della cosa “Oh com’è sporco, che schifo… puliscilo!” Indeciso, faccio per avvicinare il plug alla mia bocca e tiro fuori la lingua provocando il riso di H “Ma sei proprio una troia! Non devi leccarlo! Vai in bagno e lavalo!”.
Sollevato vado in bagno e lo ripulisco con cura nel lavandino. Poi torno in camera dalla mia padrona che ha una sorpresa in serbo per me “Sdraiati. E metti le mani all’indietro, vicino al tavolino”.
Eseguo e prontamente la padrona mi ammanetta in modo che la gamba del tavolo mi impedisca di muovere le braccia. Poi tocca alle caviglie che H mi blocca legandole tra loro con delle fascette.
Ci risiamo, sono di nuovo a sua disposizione… Sono un po’ eccitato e un po’ sconfortato. Il sentimento diventa unicamente eccitazione quando lei si mette su di me e mi porge la sua figa e inizia a succhiarmi il cazzo in un classico 69. Legato così però arrivo a fatica a leccarla ma cerco di impegnarmi, aiutato da H che mi spinge la figa ben contro la faccia. Poi si tira su e mi mette il suo culo davanti alla bocca, mentre con la mano mi masturba dolcemente il cazzo, e io passo la mia lingua con devozione ed entusiasmo sul suo buchino. La mia padrona mugola soddisfatta.
Poi H si porta più avanti di 20-30 centimetri. A questo punto non riesco più a leccarla, legato come sono, e anche lei è più avanti del mio cazzo che quindi rimane dritto ma non toccato da nessuno, se non dai suoi capezzoli che, in questa posizione, ogni tanto scontra.
Ammiro quella figa bellissima e quel culo meraviglioso. Per un buon mezzo minuto non succede assolutamente nulla, mi chiedo cosa abbia in mente. Poi il suo ano comincia a muoversi, si allarga poco a poco, e qualcosa di scuro fa capolino.
Non ci posso credere! Mi sta cagando addosso! Dovrei essere disgustato e in parte lo sono, ma sono anche affascinato da quello che sta accadendo.
Lo stronzo viene fuori sempre di più fino a che la gravità non lo vince, si spezza e mi cade sul petto. La cacca continua a uscire dal buco del culo della mia padrona e presto un secondo stronzo, un po’ più grande del precedente, si stacca e finisce vicino al primo, sul mio corpo. Sento la presenza di questi pezzi caldi su di me, anche se così legato non li vedo bene. A questo punto l’ano di H si richiude, un pezzetto di merda resta fuori.
“Puliscimi il culo, troia!” e H riporta il suo culo sulla mia faccia. Allungo la lingua per afferrare quel pezzetto di cacca e lo porto in bocca. Mi esplode in bocca un sapore amaro, ma è il sapore della mia padrona. Lo ingoio.
“Lecca bene!” e passo con cura la lingua attorno all’ano e poi la infilo dentro di lei. Sento ancora il sapore amaro mentre esploro l’estremità del suo retto.
Quando H è soddisfatta si alza e prende il plug che ho appena lavato. Mi chiedo cosa ne voglia fare e lo scopro presto, quando si inginocchia vicino a me, ne strofina la punta sul primo pezzo di cacca e me lo porge alla bocca. C’è una striatura di merda sulla punta del plug, la lecco senza obiettare.
H ripete l’operazione pigiando con maggior forza sulla cacca e ora quando mi porge il plug oltre alle striature c’è un pezzo di merda attaccato alla punta. Guardo H con occhi imploranti ma lei non ne tiene conto “Apri la bocca, troia” Eseguo e mi infila tutto il plug in bocca. “Quando lo tolgo deve essere pulito”. Succhio e ci passo la lingua mentre il sapore della sua merda mi pervade. Ma quando H toglie il plug c’è ancora un po’ di sporco. “Ah… non va bene qui sai?” Si alza, prende il frustino e me lo passa sulla punta del cazzo, per farmi capire cosa potrebbe succedere se non eseguo. Raccoglie altra cacca col plug e me lo porta nuovamente alla bocca che ora tengo ben aperta “Conto fino a 10, al 10 deve essere pulito” e mi spinge dentro il plug. Chiudo le labbra “Uno” lecco quello che posso “Due” sento la consistenza cremosa della cacca sotto la lingua “Tre” e sento questo sapore forte “Quattro” e succhio più forte che posso “Cinque” sento pezzetti di merda nella mia bocca “Sei” li ingoio “Sette” lecco ancora mentre H ruota il plug nella mia bocca “Otto” e succhio nuovamente “Nove” e lecco “Dieci! Vediamo come è andata.” Questa volta il plug è pulito e la padrona è soddisfatta.
“Come va salope?” Mi chiede. Le sorrido mentre H ripete l’operazione di raccolta col plug e torna alla mia bocca. Rassegnato apro e mentre lei ricomincia a contare io lecco e succhio con passione, l’ansia di non essere punito fa passare in secondo piano il sapore della sua merda e l’enormità di quello che sto facendo.
In altre tre volte terminiamo la raccolta di tutta la cacca del primo stronzo. H mi fa notare che il mio cazzo è rimasto duro tutto il tempo “Sembra che al tuo cazzo piaccia molto questa dieta!” “Sì padrona”.
“Allora vediamo di farlo felice” detto questo prende con due dita il secondo pezzo di merda e me lo mette tutto intero in bocca!
H inizia a succhiarmi il cazzo. Ho in bocca un pezzo della sua cacca tutto intero e non so bene cosa devo farne, il sapore è tremendo, gli muovo la lingua attorno delicatamente, cercando di non romperlo, ma al tempo stesso sento la sua lingua sul mio cazzo, sento quando se lo infila tutto in gola. La sento leccarmi le palle e tornare a succhiarmi la cappella. E allora mastico, mastico quel pezzo di merda della mia padrona e mastico come se non volessi mangiare altro e al tempo stesso esplodo in un orgasmo atteso da 24 ore… una sensazione incredibile… sento fiumi di sborra che escono dal mio cazzo e vanno nella vorace gola di H. H continua a succhiarmi il cazzo anche dopo l’orgasmo, una cosa che le piace fare e che mi fa sempre venire voglia di scappare, ma ora non riesco a ribellarmi, legato come sono. Mi concentro invece sull’ingoiare gli ultimi pezzetti di cacca. Ho le lacrime agli occhi quando lei finisce.
“Hai mangiato tutto cherie?” Mi chiede. Annuisco. Si china su di me e mi bacia appassionatamente, incurante della merda che ho in bocca. Sento vagamente il sapore della mia sborra sulla sua lingua, ma il sapore della merda copre tutto.
Poi H si spoglia dei suoi vestiti da padrona e si veste da ragazza qualsiasi. Vorrei chiederle cosa vuol fare ma so che non bisogna fare domande alla padrona.
“Bene, io vado a cena” mi dice mentre va alla porta. “E io?” mi azzardo a chiederle. “Tu hai già mangiato” e sorride mentre apre la porta e spegne la luce uscendo.
Resto lì, per terra, legato, al buio con la bocca che sa di merda. Sa di merda della mia padrona. Sono fiero di averla mangiata. Ora però lasciarmi così… al buio, legato, senza possibilità di ripulirsi… e mi sento fantasticamente troia… e mi godo il suo sapore nella mia bocca.
Non so quanto tempo passi… poi H mi dirà di essere stata fuori un paio di ore. Finalmente H arriva. La luce mi abbaglia. Mentre si toglie i pantaloni H mi dice di avermi portato due birre “Ma non sapevo come portarle così le ho trasportate dentro di me” e in un attimo mi mette l’imbuto in bocca e si vuota la vescica. E’ tantissima pipì e la bevo tutta, da bravo schiavo.
“Brava troia, ora ti libero” e finalmente mi toglie da quella scomoda posizione per poi mandarmi a fare una doccia.
Sono stato travolto dagli eventi ma non posso negare di avere goduto fantasticamente e ripenserò spesso con eccitazione agli avvenimenti di queste giornate parigine.

scritto il
2026-06-18
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