Bagno di mezzanotte
di
sofi2Senpai
genere
trio
L'acqua era nera e calda come seta. La spiaggia deserta, c'era solo il rumore lento delle onde e il respiro di noi tre. Ci eravamo spogliati senza quasi parlare. Vittoria per prima: il costume nero le scivolò via dalle spalle, rivelando il seno piccolo e sodo e i capezzoli scuri già induriti dall'aria notturna. Poi si chinò e si liberò anche del resto. Mi fermai a guardare quel triangolo rasato tra le cosce troppo a lungo e lei lo notò. Roberto si tolse i boxer senza fretta; il suo cazzo pendeva pesante, già un po' gonfio, e non fece nulla per nasconderlo. Io restai un secondo ferma, poi mi spogliai anche io. Liberai dal costume il seno abbondante e pesante; percepii i capezzoli stringersi al contatto con l'aria. Sentivo i loro sguardi sul mio corpo: sul seno, sul pube, sulle cosce.
Entrammo in acqua. La temperatura era perfetta, quasi corporea. Nuotavamo lenti, i corpi che si sfioravano di continuo. Una volta la coscia di Vittoria mi strisciò tra le gambe, un contatto umido e deliberato. Un'altra, il braccio di Roberto mi passò sotto il seno, il dorso della mano che sfiorò il capezzolo. Nessuno disse niente. Solo respiri più corti. Ci fermammo in piedi dove l'acqua arrivava al petto. Vittoria era vicina, il suo seno emergeva e scompariva con le onde. La guardai e lei mi restituì lo sguardo, le labbra leggermente aperte. Roberto ci stava di fronte.
Ci avvicinammo. Non fu un bacio vero. Solo le nostre bocche che si sfiorarono, il sapore di sale sulle nostre labbra si mescolò al desiderio. Poi Vittoria mi prese il viso e mi baciò sul serio: la sua lingua era calda, lenta, invadente. Sentii il suo seno piccolo premere contro il mio, i capezzoli che si toccavano sotto l'acqua. Roberto ci circondò da dietro. Le sue mani grosse mi presero i fianchi, poi salirono e mi stuzzicarono le tette, le sollevarono, i pollici girarono sui capezzoli già duri. Continuai a baciare Vittoria mentre lui mi toccava. Una delle sue mani scese, mi aprì le cosce e mi accarezzò la fica; due dita scivolarono tra le labbra. Gemetti direttamente nella bocca di Vittoria. Lei abbassò una mano e mi toccò a sua volta, le dita che si intrecciavano con quelle di Roberto tra le mie cosce.
Restammo così per un po'. Ci toccavamo sotto l'acqua, lenti, senza fretta di andare oltre. Vittoria mi strofinava il clitoride con polpastrelli precisi mentre Roberto mi teneva la fica aperta. Io le rendevo il favore: le mie dita, tra le sue labbra rasate, la trovarono calda e scivolosa. Il cazzo di Roberto premeva contro il mio fianco, duro ormai, e ogni tanto lo sentivo pulsare. Nessuno di noi tre parlava. Solo respiri, gemiti soffocati, il suono dell'acqua che si muoveva con i nostri corpi. A un certo punto Vittoria mi girò e mi spinse contro Roberto. Il suo cazzo mi restò schiacciato contro il ventre. Lei, da dietro, mi abbracciò, le mani mi presero le tette e le offrirono a lui. Roberto non se lo fece ripetere due volte. Le sue dita iniziarono a palparmi il seno, poi chinò la testa e mi succhiò prima un capezzolo e poi l'altro, mentre le dita di Vittoria ripresero a lavorarmi il clitoride sott'acqua.
Il piacere saliva lento, velato, quasi doloroso. Mi strofinai contro il cazzo di Roberto cercando pressione, mentre Vittoria mi massaggiava con più insistenza. Stavo per venire così, in piedi nell'acqua nera, tra i loro corpi. Ma mi fermai. Non volevo ancora. Volevo di più, e volevo che succedesse dopo. Mi staccai piano, il respiro corto, le gambe che tremavano.
Uscimmo dall'acqua. L'aria notturna ci asciugò la pelle. Ci rimettemmo i costumi. Nessuno parlò nel ritorno a casa. L'auto odorava di sale e di desiderio non detto.
La notte non riuscii a chiudere occhio. Rivedevo Vittoria nuda nell'acqua: il suo seno piccolo che emergeva, il modo in cui mi aveva guardata mentre mi toccava, le dita di Roberto e le sue mescolate sulla mia figa. Mi accarezzai tra le gambe, ero già zuppa, e dopo un po' non resistetti più. Mi alzai a piedi nudi e andai nella sua stanza.
La porta non era chiusa. Lei dormiva di lato, un solo lenzuolo leggero sulle anche. Glielo tolsi. Era nuda. La guardai: seno, ventre, la fessura chiusa e rosa. Mi chinai e la baciai. Lei si svegliò e non si tirò indietro. Anzi, aprì le labbra e mi prese la lingua. Il bacio divenne subito umido, affamato. Le mie mani le strinsero le tette, i pollici sui capezzoli. Lei gemette.
Scesi con la bocca. Le succhiai un capezzolo, poi l'altro, mentre una mano le apriva le cosce. Era già bagnata. Le labbra lisce, il clitoride gonfio. Ci passai due dita sopra, poi le infilai dentro. Calde, strette. Vittoria aprì di più le gambe, invitandomi, e mi spinse la testa più in basso.
"Leccami… ti prego."
La leccai. Lingua piatta sulle labbra, poi punta sul clitoride, poi dentro. Il suo sapore era un mix di dolce e salato. Lei si muoveva contro la mia bocca, alzava i fianchi, mi veniva incontro. Le infilai due dita e la scopai piano mentre le succhiavo il clitoride. I suoi gemiti si fecero più alti. Continuai così finché non mi venne in bocca, spruzzando liquido chiaro e bagnandomi la faccia e labbra; stringendomi poi le cosce intorno alla testa. Il lenzuolo era fradicio.
Strisciai su di lei, le feci assaggiare la sua stessa figa, baciandola. Poi le presi la mano e la portai tra le mie cosce. Ero zuppa. Vittoria mi ficcò due dita dentro e mi scopò mentre ci baciavamo, il suo pollice sul mio clitoride. Cavalcai le sue dita, il mio seno che le batteva contro il volto. Lei prese un capezzolo in bocca e lo succhiò forte. Venni così, sopra di lei.
Ci stavamo ancora accarezzando dopo l'orgasmo, quando la porta si aprì. Era Roberto in boxer, il cazzo già duro formava un bozzo vistoso attraverso il tessuto. Ci guardò un secondo, poi si calò le mutande. Il suo cazzo uscì, spesso, venoso, lucido sulla punta.
"Vi stavo sentendo da fuori."
Nessuna di noi disse niente. Vittoria gli fece spazio. Lui si chinò e la baciò in bocca, poi passò alla mia. Assaggiò entrambe. Poi si mise in ginocchio tra le nostre gambe. Prima leccò Vittoria, poi me, alternandosi, diligentemente. La sua bocca passava da una figa all'altra come se fosse uno chef che voleva scoprire le differenze tra due portate. Io e Vittoria ci baciammo, mentre lui ci leccava.
Quando si alzò, Vittoria si mise a quattro zampe e gli prese il cazzo in bocca. Io mi distesi sotto di lei e le leccai la figa mentre lei lo succhiava. Sentivo il suo buco contrarsi contro la mia lingua ogni volta che Roberto le spingeva più a fondo in gola. Poi ci scambiammo. Io gli presi il cazzo, insaporito di saliva, e lo succhiai fino in fondo mentre Vittoria ci guardava e si accarezzava la fica.
Roberto mi fece girare. Mi mise a quattro zampe e mi entrò in un colpo solo. Mi riempì la fica. Era spesso e caldo. Iniziò a scoparmi forte, le mani sul culo, mentre Vittoria si metteva davanti a me e spalancò le cosce. Le leccai la fica mentre lui spingeva con forza il cazzo dentro di me. Ogni spinta mi mandava in avanti.
Mi scopò più forte. Vittoria mi guardava con gli occhi lucidi. Quando percepì che stavo per venire, mi baciò. Venni con il cazzo di Roberto dentro e la bocca di Vittoria sulla mia. La mia figa gli si chiudeva intorno a scatti.
Lui uscì ed entrò dentro Vittoria. Io mi misi in disparte, godendomi la scena e massaggiandomi la fica con le dita. Era scivolosa, fradicia, calda. Guardavo il suo cazzo entrare e uscire dalla fica della mia amica, come se fosse dentro di me, le labbra di Vittoria allargate nell'intensità del piacere. Mi avvicinai e la baciai; le presi la mano e gliela condussi nella mi fica. Vittoria venne gemendo forte.
Roberto non era ancora sazio, e nemmeno io lo ero. Si dedicò nuovamente a me e mi scopò un'altra volta ancora. Più veloce. Più duro. Io e Vittoria ci guardavamo di lato. Quando sentì che stava per venire, uscì e venne su di me. Getti caldi della sua sborra mi caddero sul culo. Continuò a masturbarsi e ne uscì ancora, seme bianco e denso.
Ci lasciammo cadere sul letto, sudati. Roberto piombò sulle mie cosce e terminò il lavoro con la lingua. Venni pochi secondi dopo. L'orgasmo mi squassò da dentro e mi fece tremare. Ero spossata. Mi voltai verso Vittoria e le baciai, lenta, assaporandola.
Fuori stava iniziando ad albeggiare. Nessuno di noi tre aveva intenzione di alzarsi. Restammo distesi a coccolarci finché non ci addormentammo, stanchi e soddisfatti.
******** FINE ************
Spero che vi sia piaciuto anche questo racconto. Come prima, se vi va di farmi sapere, potete scrivermi un'email (attenzione al "2" nell'email, c'è correttamente).
Appena posso vi risponderò: sofi2senpai@gmail.com
Entrammo in acqua. La temperatura era perfetta, quasi corporea. Nuotavamo lenti, i corpi che si sfioravano di continuo. Una volta la coscia di Vittoria mi strisciò tra le gambe, un contatto umido e deliberato. Un'altra, il braccio di Roberto mi passò sotto il seno, il dorso della mano che sfiorò il capezzolo. Nessuno disse niente. Solo respiri più corti. Ci fermammo in piedi dove l'acqua arrivava al petto. Vittoria era vicina, il suo seno emergeva e scompariva con le onde. La guardai e lei mi restituì lo sguardo, le labbra leggermente aperte. Roberto ci stava di fronte.
Ci avvicinammo. Non fu un bacio vero. Solo le nostre bocche che si sfiorarono, il sapore di sale sulle nostre labbra si mescolò al desiderio. Poi Vittoria mi prese il viso e mi baciò sul serio: la sua lingua era calda, lenta, invadente. Sentii il suo seno piccolo premere contro il mio, i capezzoli che si toccavano sotto l'acqua. Roberto ci circondò da dietro. Le sue mani grosse mi presero i fianchi, poi salirono e mi stuzzicarono le tette, le sollevarono, i pollici girarono sui capezzoli già duri. Continuai a baciare Vittoria mentre lui mi toccava. Una delle sue mani scese, mi aprì le cosce e mi accarezzò la fica; due dita scivolarono tra le labbra. Gemetti direttamente nella bocca di Vittoria. Lei abbassò una mano e mi toccò a sua volta, le dita che si intrecciavano con quelle di Roberto tra le mie cosce.
Restammo così per un po'. Ci toccavamo sotto l'acqua, lenti, senza fretta di andare oltre. Vittoria mi strofinava il clitoride con polpastrelli precisi mentre Roberto mi teneva la fica aperta. Io le rendevo il favore: le mie dita, tra le sue labbra rasate, la trovarono calda e scivolosa. Il cazzo di Roberto premeva contro il mio fianco, duro ormai, e ogni tanto lo sentivo pulsare. Nessuno di noi tre parlava. Solo respiri, gemiti soffocati, il suono dell'acqua che si muoveva con i nostri corpi. A un certo punto Vittoria mi girò e mi spinse contro Roberto. Il suo cazzo mi restò schiacciato contro il ventre. Lei, da dietro, mi abbracciò, le mani mi presero le tette e le offrirono a lui. Roberto non se lo fece ripetere due volte. Le sue dita iniziarono a palparmi il seno, poi chinò la testa e mi succhiò prima un capezzolo e poi l'altro, mentre le dita di Vittoria ripresero a lavorarmi il clitoride sott'acqua.
Il piacere saliva lento, velato, quasi doloroso. Mi strofinai contro il cazzo di Roberto cercando pressione, mentre Vittoria mi massaggiava con più insistenza. Stavo per venire così, in piedi nell'acqua nera, tra i loro corpi. Ma mi fermai. Non volevo ancora. Volevo di più, e volevo che succedesse dopo. Mi staccai piano, il respiro corto, le gambe che tremavano.
Uscimmo dall'acqua. L'aria notturna ci asciugò la pelle. Ci rimettemmo i costumi. Nessuno parlò nel ritorno a casa. L'auto odorava di sale e di desiderio non detto.
La notte non riuscii a chiudere occhio. Rivedevo Vittoria nuda nell'acqua: il suo seno piccolo che emergeva, il modo in cui mi aveva guardata mentre mi toccava, le dita di Roberto e le sue mescolate sulla mia figa. Mi accarezzai tra le gambe, ero già zuppa, e dopo un po' non resistetti più. Mi alzai a piedi nudi e andai nella sua stanza.
La porta non era chiusa. Lei dormiva di lato, un solo lenzuolo leggero sulle anche. Glielo tolsi. Era nuda. La guardai: seno, ventre, la fessura chiusa e rosa. Mi chinai e la baciai. Lei si svegliò e non si tirò indietro. Anzi, aprì le labbra e mi prese la lingua. Il bacio divenne subito umido, affamato. Le mie mani le strinsero le tette, i pollici sui capezzoli. Lei gemette.
Scesi con la bocca. Le succhiai un capezzolo, poi l'altro, mentre una mano le apriva le cosce. Era già bagnata. Le labbra lisce, il clitoride gonfio. Ci passai due dita sopra, poi le infilai dentro. Calde, strette. Vittoria aprì di più le gambe, invitandomi, e mi spinse la testa più in basso.
"Leccami… ti prego."
La leccai. Lingua piatta sulle labbra, poi punta sul clitoride, poi dentro. Il suo sapore era un mix di dolce e salato. Lei si muoveva contro la mia bocca, alzava i fianchi, mi veniva incontro. Le infilai due dita e la scopai piano mentre le succhiavo il clitoride. I suoi gemiti si fecero più alti. Continuai così finché non mi venne in bocca, spruzzando liquido chiaro e bagnandomi la faccia e labbra; stringendomi poi le cosce intorno alla testa. Il lenzuolo era fradicio.
Strisciai su di lei, le feci assaggiare la sua stessa figa, baciandola. Poi le presi la mano e la portai tra le mie cosce. Ero zuppa. Vittoria mi ficcò due dita dentro e mi scopò mentre ci baciavamo, il suo pollice sul mio clitoride. Cavalcai le sue dita, il mio seno che le batteva contro il volto. Lei prese un capezzolo in bocca e lo succhiò forte. Venni così, sopra di lei.
Ci stavamo ancora accarezzando dopo l'orgasmo, quando la porta si aprì. Era Roberto in boxer, il cazzo già duro formava un bozzo vistoso attraverso il tessuto. Ci guardò un secondo, poi si calò le mutande. Il suo cazzo uscì, spesso, venoso, lucido sulla punta.
"Vi stavo sentendo da fuori."
Nessuna di noi disse niente. Vittoria gli fece spazio. Lui si chinò e la baciò in bocca, poi passò alla mia. Assaggiò entrambe. Poi si mise in ginocchio tra le nostre gambe. Prima leccò Vittoria, poi me, alternandosi, diligentemente. La sua bocca passava da una figa all'altra come se fosse uno chef che voleva scoprire le differenze tra due portate. Io e Vittoria ci baciammo, mentre lui ci leccava.
Quando si alzò, Vittoria si mise a quattro zampe e gli prese il cazzo in bocca. Io mi distesi sotto di lei e le leccai la figa mentre lei lo succhiava. Sentivo il suo buco contrarsi contro la mia lingua ogni volta che Roberto le spingeva più a fondo in gola. Poi ci scambiammo. Io gli presi il cazzo, insaporito di saliva, e lo succhiai fino in fondo mentre Vittoria ci guardava e si accarezzava la fica.
Roberto mi fece girare. Mi mise a quattro zampe e mi entrò in un colpo solo. Mi riempì la fica. Era spesso e caldo. Iniziò a scoparmi forte, le mani sul culo, mentre Vittoria si metteva davanti a me e spalancò le cosce. Le leccai la fica mentre lui spingeva con forza il cazzo dentro di me. Ogni spinta mi mandava in avanti.
Mi scopò più forte. Vittoria mi guardava con gli occhi lucidi. Quando percepì che stavo per venire, mi baciò. Venni con il cazzo di Roberto dentro e la bocca di Vittoria sulla mia. La mia figa gli si chiudeva intorno a scatti.
Lui uscì ed entrò dentro Vittoria. Io mi misi in disparte, godendomi la scena e massaggiandomi la fica con le dita. Era scivolosa, fradicia, calda. Guardavo il suo cazzo entrare e uscire dalla fica della mia amica, come se fosse dentro di me, le labbra di Vittoria allargate nell'intensità del piacere. Mi avvicinai e la baciai; le presi la mano e gliela condussi nella mi fica. Vittoria venne gemendo forte.
Roberto non era ancora sazio, e nemmeno io lo ero. Si dedicò nuovamente a me e mi scopò un'altra volta ancora. Più veloce. Più duro. Io e Vittoria ci guardavamo di lato. Quando sentì che stava per venire, uscì e venne su di me. Getti caldi della sua sborra mi caddero sul culo. Continuò a masturbarsi e ne uscì ancora, seme bianco e denso.
Ci lasciammo cadere sul letto, sudati. Roberto piombò sulle mie cosce e terminò il lavoro con la lingua. Venni pochi secondi dopo. L'orgasmo mi squassò da dentro e mi fece tremare. Ero spossata. Mi voltai verso Vittoria e le baciai, lenta, assaporandola.
Fuori stava iniziando ad albeggiare. Nessuno di noi tre aveva intenzione di alzarsi. Restammo distesi a coccolarci finché non ci addormentammo, stanchi e soddisfatti.
******** FINE ************
Spero che vi sia piaciuto anche questo racconto. Come prima, se vi va di farmi sapere, potete scrivermi un'email (attenzione al "2" nell'email, c'è correttamente).
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