Storie di H - 10

di
genere
dominazione

Parigi.
Il lavoro mi porta a Parigi per qualche giorno ed H, che nella capitale francese ha vissuto alcuni anni, è ben felice di venire anche a lei.
Progettiamo cose nelle settimane precedenti: H vuole portarmi in qualche luogo pubblico in cui esibirmi vestito da troia, le piacerebbe portarmi al Bois de Boulogne ma sa che potrebbe essere pericoloso, quindi la scelta cade sui locali gay. Ne contatta alcuni ma le risposte sono sconfortanti… tutti ammettono solo uomini e quindi lei non potrebbe entrare… Poi sono io a trovare la soluzione: c’è un locale per scambisti che accetta anche travestiti! Quello sarà il nostro posto.
Non stiamo più nella pelle per l’eccitazione e io sono davvero curioso di vedere un posto così… anche se già so che H non mi farà toccare da nessuno.
Arrivo domenica sera all’aeroporto di Orly. H è già arrivata il giorno prima, ha fatto visita a un’amica e poi è andata a prendere le chiavi dell’appartamento nel residence in cui stiamo, vicino agli Champs Elysées. Poi, visto che c’è parecchio anticipo, mi viene incontro all’aeroporto e, varcata la soglia degli arrivi, me la trovo davanti che mi aspetta.
Ci baciamo appassionatamente, poi mi porge un sacchetto che teneva in tasca “Vai in bagno e metti questa roba” mi ordina. “Di cosa si tratta?” chiedo automaticamente. “Vai e lo vedrai!” è l’inevitabile risposta.
Entro nei bagni e mi chiudo in uno dei loculi. Apro il sacchetto: lubrificante anale, plug e gabbia di castità col suo lucchetto… okay, tutto chiaro. Infilo subito il plug, poi mi metto la gabbia, con qualche difficoltà, e chiudo infine il lucchetto. Tiro su i pantaloni, si vede un casino il gonfiore dato dalla gabbietta… cercherò di tenerci sempre le mani davanti.
Torno da H e le consegno le chiavi del lucchetto, mi accoglie con un sorriso ed un altro bacio lungo e profondo. Che bello ritrovare la sua lingua contro la mia…
Prendiamo la metro e scendiamo in centro. Nessuno sembra notare il bozzo nei miei pantaloni, anche perché passo la maggior parte del viaggio seduto, cosa che acuisce il piacere datomi dal plug, mentre ci sbaciucchiamo con H.
Usciti dalla metro compriamo al volo un panino intanto che chiamo un Uber: non stiamo nella pelle e vogliamo andare al club al più presto.
Finalmente arriviamo al residence. E’ un posto molto impersonale, tutte le porte si aprono coi codici e non c’è nessuno in giro.
Una volta nel nostro appartamento ci spogliamo completamente, ci facciamo una doccia e ci prepariamo per la serata di follie. Sono sempre ingabbiato, quindi non posso saltare addosso ad H che gioca a provocarmi e toccarmi a più riprese. Prima di levarmi il plug H me lo toglie e rimette almeno venti volte, lasciandomi una voglia ancora più grande di quella che già ho.
H mi mette lo smalto rosso alle mani e ai piedi… sono un po’ perplesso ma poi H mi annuncia che dovrò andare al locale già vestito da donna o, meglio, da salope, come dice lei… da troia, come diciamo noi in Italia. Alle mie rimostranze H mi dice che a Parigi è pieno di gente strana e che nessuno farà caso a me.
Per il locale ho una minigonna di pelle nera e una maglia di pizzo nera… ma con la minigonna non posso proprio uscire in strada… è così corta che si vede spuntare il cazzo, anche se ingabbiato. Così decidiamo che uscirò col mio vestitino rosso e che, una volta al locale, mi cambierò mettendo il look più sexy.
Metto un paio di calze nere ricamate, aperte sul cavallo, le mie decolté rosse tacco 12, il già citato vestitino, una parrucca bionda e un paio di occhiali da sole per nascondere un po’ il mio viso maschio. Prima di questo H mi trucca, mi mette un bel fondotinta per coprire la barba, mi mette ombretto e rossetto, mi trasforma in una donna davvero bella… almeno, io mi guardo nello specchio e mi trovo molto attraente.
H indossa un completino nero lucido, effetto bagnato, calze coprenti con giarrettiera, body e perizoma borchiati, per un look da vera padrona. Decolté argento, molto belle, e su tutto, per poter uscire per strada, un abitino estivo a fiori, molto innocente. Prende con sé lo zainetto e usciamo, andando incontro all’Uber che nel frattempo avevo chiamato.
Non incrociamo nessuno nei corridoi e sull’ascensore del residence. La nostra auto ci aspetta già davanti alla porta. L’autista non sembra battere ciglio quando saliamo… probabilmente ha ragione H: a Parigi sono tutti abitati alla gente strana.
Il viaggio dura una ventina di minuti, siamo abbastanza silenziosi, sono un po’ nervoso… mi guardo le unghie smaltate e mi emoziono. H mi accarezza le gambe e ci guardiamo negli occhi a più riprese. Ogni tanto lei infila la mano sotto il mio vestito per toccare la gabbietta che racchiude il mio cazzo e ridacchia.
Arriviamo davanti alla porta del locale. L’autista ci saluta con un “Amusez vous, mademoiselles” pronunciato sogghignando.
Il club è in un vialone alberato, l’entrata è una porta semplice nel palazzo, non troppo anonima perché ci sono due manichini luminosi all’ingresso. Qualche passante è in giro e ci osserva distrattamente. Suoniamo e veniamo fatti accomodare.
Ci vengono spiegate le regole del club, paghiamo e ci viene mostrato dove ci possiamo cambiare. H si toglie il suo vestitino e rimane vestita con quell’eccitantissimo look da padrona, io mi tolgo il vestito e metto magliettina sexy e minigonna supercorta, come programmato. Poi H mi ricorda che da questo momento lei è la padrona assoluta e io non devo questionare o fare domande. Detto questo estrae dallo zainetto ancora alcune cose: un plug, ma questo è nuovo ed ha una lunga coda pelosa… me lo infila in culo con aria davvero soddisfatta… Dopodiché prende l’altra cosa, un guinzaglio, di quelli a strozzo, e me lo fa passare attraverso la testa. “Ora sì che sei mio… vieni, facciamo vedere a tutti come sei bella!”.
Entriamo nella saletta dove c’è il bar, un po’ di gente ci guarda perplessa, qualcuno sorride a me, qualcuno a lei… è evidente che non incontriamo i gusti proprio di tutti ma nessuno ci dice nulla. La gente nel locale è vestita in maniera varia: per la maggioranza ci sono uomini ben vestiti e donne con abbigliamenti estremamente sexy. Qualcuno si bacia ma il grosso dell’azione avviene nelle stanze interne.
Per ora restiamo sui divani a sorseggiare due birre, io accavallo le gambe come si conviene a una vera donna. Viene una coppia a parlarci… lui avrà 60 anni, molto elegante, lei meno di 25, bellissima, due gambe da sogno e due tette enormi a malapena contenute dal tubino rosso che indossa. Vogliono giocare con noi… ma H ringrazia cordialmente e li manda mia. Poi mi tira forte il guinzaglio e mi rimprovera sottovoce in un orecchio “Ti piaceva, non è vero?” “Sì padrona…” rispondo, respirando a fatica, “mi scusi…” “Sei già sufficientemente punito non potendola toccare… non ti punisco oltre!” “Grazie padrona” e mi allenta la presa del guinzaglio. E aggiunge poi ridendo “Tanto le chiavi della tua gabbietta sono in albergo”. Rido anch’io.
Finite le birre decidiamo di alzarci e andare a vedere cosa succede nelle stanze interne… sempre con io che cammino dietro a lei tenuto al guinzaglio. Alcune stanze sono vuote, in altre ci sono quantitativi variabili di persone che scopano in maniera diverse, alcune piuttosto rumorosamente. In una di queste ci soffermiamo a guardare due ragazzi giovani che prima si fanno fare un pompino, poi scopano in doppia penetrazione, uno nella figa e uno nel culo, una signora bionda attempata mentre quello che sembra essere il marito rimane seduto da parte a toccarsi il cazzo flacido. La stanza seguente è vuota e H mi conduce dentro. Si sdraia sull’ampio divano a gambe aperte e mi ordina di leccarla.
Non me lo faccio certo ripetere, bacio i suoi piedi, lentamente bacio la sua gamba e quando arrivo al cavallo scosto il perizoma e do un bacetto a quella figa bellissima, poi passo timidamente la lingua sul clitoride e poi inizio a succhiarlo dolcemente, mentre la mia lingua vi gira attorno. Il mio culo, con la coda che pende dal plug, è puntato in direzione della porta e mi trovo a desiderare che qualcuno arrivi da fuori e, senza dire nulla, tolga il plug e mi pianti il suo cazzo dentro.
Invece veniamo improvvisamente interrotti da un signore sulla cinquantina, bello, abbronzato, vestito con cura. Ci dice che non abbiamo chiuso la porta con l’apposito cordino e che quindi è un segno che se qualcuno vuole unirsi a noi è il benvenuto. H ci pensa su, poi gli dice che va bene, ma non deve toccarmi… e poi gli chiede di chiudere la porta col cordino. “Tu continua a leccare, troia” mi ordina, mentre inizia a palpare i pantaloni del signore. Lecco, ma sono distratto da quello che vedo con la coda dell’occhio, e vedo H leccare dapprima timidamente, poi con maggior cura, il cazzo del signore. Quello reagisce rapidamente alla terapia che ben conosco (la lingua di H regala dei pompini celestiali) e diventa presto molto duro. H gli infila un preservativo (ce ne sono posati un po’ dappertutto) e poi inizia a succhiarlo come si deve, infilandoselo tutto in gola. Il signore apprezza e a un certo punto le tiene ferma la testa e inizia a scopare la gola di H con forza e grande concitazione. Continuo a leccare il clitoride mentre la gelosia mi sta facendo impazzire… e forse non solo la gelosia ma anche l’invidia per lui che può affondare il cazzo nella magnifica gola di H mentre il mio cazzo è chiuso nella gabbietta.
La gelosia è destinata ad aumentare dopo pochi istanti, quando H mi ordina di smettere “Ora basta, salope. Mettiti in piedi vicino alla porta e guardaci!”
Eseguo, molto a malincuore, mentre il tizio si toglie la maglia e finisce di sfilarsi i calzoni. Sono così a fare da spettatore quando lei allarga le gambe e le appoggia sulle spalle di lui mentre il suo cazzo si fa strada nella figa che leccavo fino a poco fa. Sono ancora spettatore del viso di H soddisfatto mentre lui la scopa. Sono spettatore quando lui mette H a pecora e la scopa con forza tenendole le tette tra le mani. E sono ancora spettatore quando H lo fa sdraiare e lo cavalca con la foga che ben conosco fino ad arrivare all’orgasmo. Orgasmo che dopo poco è seguito dall’orgasmo di lui.
H si rialza e viene da me, mi dà un bacetto mentre l’uomo si sfila il preservativo gonfio di sborra. H afferra il guinzaglio, rimasto pendente al mio collo per tutto il tempo, e mi trascina fuori mentre l’uomo inizia a rivestirsi.
Stiamo scendendo verso il bar quando incrociamo una coppia di ragazzi giovani, muscolosi, decisamente belli, uno dei due castano coi capelli ricci, l’altro biondo coi capelli molto corti. Sorridono ad H e si fermano a dirle qualcosa che non comprendo: parlano tutti e tre molto velocemente. Chiacchierano brevemente lì sulle scale, poi il biondo cinge col suo braccio la vita di H e riprende a salire le scale portandosi dietro H che, a sua volta tira dietro me. Non ci posso credere… subito questi due adesso?
Ci infiliamo nella prima stanza libera dove i due iniziano ad accarezzare il corpo di H, poi il biondo le bacia il collo mentre il riccio le infila la lingua in bocca e con la mano corre in mezzo alle gambe di H. La vedo trasalire quando le dita arrivano alla sua figa. Poi H si rivolge a me “Non voglio che tu guardi. Siediti lì” e mi indica una poltrona nell’angolo della stanza. Dice qualcosa che non capisco al riccio che, togliendosi la camicia, viene nella mia direzione e mi mette la camicia blu in testa incappucciandomi e togliendomi completamente la visuale.
Non vedo più nulla e per tutto il tempo in cui dura il rapporto, e sarà parecchio, devo accontentarmi di quello che intuisco dai suoni e dai loro commenti, respirando nel frattempo l’intenso odore dell’acqua di colonia del riccio. Sicuramente capisco quando H ad alta voce e scandendo bene le parole, sicuramente per farsi capire da me, fa i complimenti a uno per la dimensione del cazzo.
Poi riconosco il suono dei rumorosi pompini di H, sento mugolare lei mentre la scopano e sento ansimare un po’ tutti e tre. Capisco che le stanno mettendo il cazzo in culo, dai versi che fa H, e da quello che dicono i ragazzi capisco quando iniziano a prenderla con un cazzo in culo e uno nella figa. Sento H arrivare all’orgasmo un paio di volte durante la “sessione” e mi chiedo se fa sempre così tanto rumore. Loro sono più bravi? Sta facendo rumore apposta per farmi soffrire? Sento il grugnito di uno dei due quando arriva all’orgasmo e poi riconosco il rumore del pompino con cui H porta all’orgasmo anche l’altro. Le fanno i complimenti, poi la camicia mi viene tolta dal riccio che ha già indosso i pantaloni e ora si riveste.
H è ancora sdraiata sul letto, sembra provata dalla scopata… si tira su e sorridendo mi guarda e mi ordina “Cercami le scarpe”, già non ha più le sue bellissime scarpe argento… una è al di là del grande divano tondo su cui hanno scopato, l’altra è sotto allo stesso. Le porgo ad H che mi ringrazia “Grazie, salope”.
Una volta che si è ricomposta mi tira per il guinzaglio e torniamo giù per le scale passando davanti ad altre stanze dove si scopa nelle combinazioni più disparate.
H si siede e mi manda a prendere altre due birre al bar, quando torno sta parlando fitto fitto con un ragazzo. Sembra piuttosto giovane. Le porgo la birra e lei mi fa cenno di restare in disparte… resto lì in piedi sorseggiando la mia birra, i due ridacchiano, poi indicano un tizio al banco del bar, un uomo sulla quarantina, sento che H dice al ragazzo di andargli a chiedere qualcosa. Il ragazzo si avvicina al tipo, confabulano, il ragazzo indica H e l’uomo alza il suo bicchiere in direzione di H, come per brindare con lei, H ricambia il gesto e poi si alza in piedi. Uomo e ragazzo vengono vicino a lei, si salutano e si sorridono. A questo punto H mi mette in mano la sua birra non finita e mi dice “Vado su con loro, tu aspettami qui”. H ignora il mio sguardo tra lo stralunato e lo disperato e aggiunge “Anzi, siediti su questa poltroncina” Poi prende il guinzaglio e lo fa passare sotto la gamba del tavolinetto vicino “Così non puoi andare in giro…. E soprattutto non parlare con nessuno!”
Detto questo, si avvia per le scale sottobraccio al ragazzo mentre l’uomo le mette una mano sul culo.
L’attesa mi sembra eterna… sto veramente soffrendo a sapere che H è su a scopare mentre io sono qua bloccato.
C’è un altro travestito nel locale, l’ho visto prima. E’ minuto, ha lunghi capelli biondi (una parrucca anche la sua direi), due labbra carnose ben evidenziate dal rossetto, una camicetta bianca molto aperta, una minigonna nera e stivali neri fino al ginocchio. Si avvicina e viene a parlarmi. Scrollo la testa, mi chiede perché non voglio passare del tempo con lui e rispondo “Ma maitresse ne veut pas” la mia padrona non vuole. “j’ai compris” mi risponde, ha capito, e si allontana. Peccato, ci avrei fatto sesso volentieri… Tutta questa situazione mi sta facendo soffrire ma al contempo sono molto eccitato e scoperei o mi farei scopare da tutto il locale.
Il tempo passa, la sofferenza prosegue e istintivamente guardo verso le scale ogni volta che percepisco un movimento, per capire se è lei oppure no. Finalmente vedo scendere H assieme ai due tizi. Viene a sedersi vicino a me, è molto soddisfatta “E’ stata un’altra bella scopata, anche se i migliori erano i due di prima. Ho il culo che mi fa un male… mi sa che hanno esagerato tra tutti”, mi sento bruciare dentro al pensiero ma al tempo stesso H mi bacia appassionatamente e con le mani mi stringe forte la schiena mentre io stringo la sua.
Quando, dopo qualche minuto di passione, ci stacchiamo, il travestito torna alla carica. Dice ad H che vorrebbe fare qualcosa con me ma che gli ho detto che la sua padrona non vuole. H si gira verso di me “Gli hai parlato???” “Ma…. Sì padrona, solo per dirgli che non potevo fare nulla” “Ti sembra che gli ordini fossero quelli?? Ti ho detto di non parlare con nessuno o sbaglio??” “Sì padrona, è vero… mi scusi…” “Non ti scuso proprio, questa volta ti tocca una punizione bella grossa!”
“Mettiti a quattro zampe, troia” mi intima. Eseguo.
“Ora fai il giro della sala… lentamente… vai fino al banco del bar, poi all’inizio delle scale e poi torna qua” eseguo anche questo… mi stanno guardando tutti… il guinzaglio striscia per terra, la coda pelosa pende dal mio culo mentre le ginocchia strofinano il pavimento.
Torno dalla mia padrona “Leccami le scarpe” eseguo anche questo, passo bene il bordo, poi lecco il tacco a spillo prima di prenderlo tutto in bocca. “Ora una leccata anche alla suola, forza” ... esito ma devo placare l’ira della padrona, appoggio la lingua sulla suola e la tiro su, fin verso la punta.
“Rimani a quattro zampe”, così faccio e H mi appoggia le gambe sulla schiena, usandomi come se fossi un tavolinetto. Ne approfitta per chiacchierare col travestito che mi ha messo in questo casino.
Dopo alcuni minuti H decide che è ora di uscire dal locale “Vado a cambiarmi… ma tu per punizione verrai in albergo così”. Ormai non ho neanche l’energia per pensare di oppormi, faccio quello che mi dice e basta. Chiamiamo l’Uber e usciamo ad aspettarlo… lei col suo vestito a fiori innocente, io tenuto al guinzaglio con la minigonna così corta che la gabbia di castità luccica alla luce della strada e la coda pelosa che pende dal plug infilato nel mio culo. Restiamo alcuni minuti all’aperto nella notte parigina nell’attesa dell’auto… esposto allo sguardo di tutti quelli che passano. Spero non arrivi la polizia…
L’autista di Uber questa volta ci guarda con un certo stupore, Parigi è piena di gente strana, come dice H, ma ora sono decisamente molto strano.
Arriviamo al portone del residence, scendiamo e, entriamo assieme a una coppia! Sono le tre di notte, dove sono stati questi finora? Proprio ora dovevano rientrare? I due, ragazzo e ragazza, sono evidentemente imbarazzati mentre saliamo tutti e quattro nell’ascensore. Cerco di sorridere e quando scendono, al piano prima del nostro ci auguriamo a vicenda la buonanotte.
Entriamo in appartamento, H non mi ha più parlato finora ma adesso mi bacia nuovamente per poi dirmi “Devo fare un sacco di pipì, sei pronta tesoro?” “Sempre pronto per la tua pipì, chérie!” le rispondo.
Mi sdraio subito lì dove sono mentre H recupera l’imbuto, si accuccia su di me e libera la sua vescica. Ne fa tantissima, la bevo con estremo piacere e sono commosso… un po’ se come pisciandomi addosso mi dimostrasse il suo amore, anche se ha scopato con altri stasera.
Quando finalmente ho finito di svuotare l’imbuto H porge la figa alla mia bocca perché la mia lingua gliela ripulisca. Con piacere procedo e penso che sto anche ripulendo le tracce dei cazzi che sono passati dentro di lei. In qualche modo anche H deve avere lo stesso pensiero e, girandosi, mi chiede di farle anche la pulizia accurata del culo. Il buco mi sembra opporre meno resistenza del solito alla spinta della lingua, sento che, al pensiero degli uomini che sono transitati di lì stanotte, il mio cazzo si gonfia ulteriormente dentro la gabbietta.
Poi H si alza e inizia a spogliarsi “Ho scopato a sufficienza stasera, quindi ti lascerò la gabbietta stanotte” la notizia non può che rattristarmi… “però ho bisogno di affetto, quindi dormiremo nudi e vicini… ci sono obiezioni?” Sorrido, con un sorriso triste, e dico che non ho nessuna obiezione (anche se il mio cazzo avrebbe parecchia voglia di lei).
Mi spoglio completamente, tolgo la parrucca, H mi concede di togliere il plug “La coda disturba nel letto” e rimanda a domani le operazioni di struccamento e di rimozione dello smalto dalle mani “Quello ai piedi lo tieni per tutti questi giorni!”.
Ci addormentiamo abbracciati, come da programma, con la mia gabbietta appoggiata alle ambite chiappe di H, le mie mani sulle sue tette, il mio viso tra i suoi capelli.
Al mattino, che arriva dopo poche ore, H mi toglie lo smalto dalle mani, mi infila in culo un plug “Non toglierlo per tutto il giorno, solo se devi andare in bagno puoi farlo, ma poi lo rimetti” e, quando sono ormai pronto per uscire mi leva la gabbietta “Non posso proprio mandarti in ufficio con la gabbia, si vede… ma tu prometti di non farti una sega nei bagni!” Prometto e le assicuro che farò il bravo. Avrei proprio voglia di masturbarmi ma non posso rischiare di farmi scoprire… visto quello che è successo ieri.
Esco dall’appartamento frastornato, costretto a cercare di pensare al lavoro e deviare la mia mente dai ricordi di questa notte incredibile. E questa sera H sarà lì ad aspettarmi…


scritto il
2026-04-28
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