La brace sotto la cenere

di
genere
incesti

La brace sotto la cenere
---
Dopo una notte di eccessi, il desiderio di lui non si placa. Tra Gis che gli offre la schiena e Nicole che spalanca le gambe chiamandolo 'zio', si ritrova a dover scegliere—o forse a non scegliere affatto—in un'alba carica di promesse e di carne.
---

La stanza era immersa in un silenzio denso, rotto solo dal respiro lento e regolare delle donne addormentate ai suoi lati. L'aria era ancora carica dell'odore del sesso, un misto salato e dolciastro di sudore, profumo e umori. Si mosse piano, con la lentezza di chi sa di avere tutto il tempo del mondo, cercando di non disturbare l'equilibrio precario di quella notte. Il lenzuolo di seta, scivoloso e fresco, si adattava ai contorni dei loro corpi nudi. Il suo cazzo, già appagato ma non sazio, si indurì di nuovo, un sussulto lento e potente che lo colpì all'improvviso. Sembrava che bastasse sentire il calore della pelle di Gis premuta contro il suo fianco, il peso morbido del suo seno sulla sua spalla, per risvegliare in lui una fame che non sembrava mai placarsi del tutto.

La sua mano, con un gesto quasi inconscio, scivolò via da Gis e si posò sul fianco di Nicole, dall'altra parte del letto. La sua pelle era liscia e vellutata sotto le sue dita. Lei sussultò, un piccolo tremito che percorse il suo corpo, ma i suoi occhi rimasero chiusi, persa ancora in un sonno profondo e probabilmente esausto. Lui ritirò leggermente la mano, aspettando. Dal suo lato, Gis sorrise senza aprire gli occhi, una curva quasi impercettibile delle sue labbra. "Di nuovo?", mormorò, la voce roca e impastata dal sonno, un suono basso che vibrò contro la sua pelle.




"Non ho mai smesso...", rispose lui, la sua voce altrettanto bassa, un filo intenso che tagliava il silenzio. Era la verità. Anche nel momento di massima quiete, dopo l'esplosione, il desiderio era rimasto lì, una brace sotto la cenere, pronto a riaccendersi al minimo contatto. Si chinò su di lei, le sue labbra cercarono la nuca, dove i suoi capelli scuri si arricciavano umidi. La baciò lentamente, assaporando il sapore della sua pelle, poi il suo percorso scese lungo le sue spalle, lasciando una scia di baci leggeri ma carichi di intenzione. Ogni tocco era un possesso, una riaffermazione. Con lentezza. Con fame.

Mentre la sua bocca esplorava Gis, la sua mano tornò su Nicole. Le sue dita, questa volta più decise, scesero lungo il suo ventre piatto, seguendo la linea morbida dei suoi fianchi fino a raggiungere il centro del suo calore. La trovò ancora calda, ancora bagnata dalla loro precedente unione. L'umidità la accolse, un invito silenzioso. Nicole aprì gli occhi in quel momento. Non c'era confusione nel suo sguardo, solo una consapevolezza lucida e un lampo di malizia dolce e sfrontata che sempre lo faceva impazzire. Lo guardò fissamente, un sorriso che giocava sulle sue labbra.

"Vuoi di nuovo la mia figa, zio?", sussurrò, la sua voce un filo provocatorio che lo colpì come una scossa elettrica. E mentre parlava, eseguì la promessa del suo sguardo, spalancando lentamente le gambe, offrendogliela senza riserve, una visione esplicita e incredibilmente eccitante nel chiarore lattiginoso che filtrava dalla tenda. La sua fica, rosa e gonfia, si aprì per lui, un fiore che aspettava di essere di nuovo posseduto.

"Sempre.", rispose lui, la parola un sospiro carico di desiderio. Non c'era altro da dire. Era la sua unica, totale verità. La sua mano si fermò, le dita pronte a entrare, a esplorare di nuovo quella profondità che lo aveva inghiottito poco prima. Ma prima che potesse farlo, sentì un movimento accanto a sé. Gis si era voltata, con una grazia felina, e si era sdraiata a pancia in giù. Il suo corpo si allungò sul letto, le curve del suo culo perfetto si inarcarono verso di lui, un invito ancora più diretto, più viscerale. Era un regalo che sapeva già essere accettato, un'offerta silenziosa che parlava di totale fiducia e di un appetito pari al suo. Lui si trovò bloccato tra due desideri, due offerte altrettanto irresistibili, con il suo cazzo duro che pulsava, un dio indeciso tra due paradisi terreni.
scritto il
2026-09-07
1 0 2
visite
3
voti
valutazione
1
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Il Marchio segreto

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.