Mara il sapore del peccato
di
Angelo B
genere
incesti
Il Sapore del Peccato
---
Mara, la giovane moglie di suo nipote, irrompe nella solitudine di zio Angelo con un'offerta che scardina ogni tabù. Tra sguardi carichi di desiderio e confessioni sussurrate, la loro passione proibita esplode nel letto matrimoniale, dove ogni limite viene superato con una fame inarrestabile.
---
Il suono della campanella mi fa sussultare sulla poltrona. Mi alzo lentamente, le mie vecchie ossa che protestano dopo sei decenni di vita, e vado ad aprire. Mara sta lì sulla soglia, un sorriso che non arriva agli occhi stampato sul suo viso. "Zio Angelo, sono venuta a salutarti."
La invito ad entrare, notando come la sua gonna aderente le contorni i fianchi mentre passa accanto a me. Siede sul divano, incrociando le gambe lunghe e abbronzate. Il profumo del suo corpo riempie la stanza - un misto di gelsomino e qualcosa di più primitivo, più caldo.
"Come stai, zio?" chiede, mentre le sue dita giocano con una ciocca di capelli corvini. "Sei da solo oggi?"
Annuisco, versandole un bicchiere di vino. "Sì, Mara. Come al solito."
Lei si avvicina mentre le porgo il calice, le sue dita che sfiorano le mie. Un brivido percorre la mia schiena. "Povero zio Angelo," sussurra, i suoi occhi scuri che mi fissano intensamente. "Non dovresti essere sempre solo."
Mi siedo accanto a lei, mantenendo una distanza di sicurezza. "Stai bene, Mara? Sei strana oggi."
Lei ride, un suono basso e rauco. "Strana? No. Solo... stanca." Si sposta più vicino, la sua coscia che preme contro la mia. "Mio marito non mi capisce. Non capisce cosa ho bisogno."
Il vino mi va di traverso. "Cosa intendi?"
La sua mano si posa sulla mia gamba, sopra il pantalone. "Intendo che ho bisogno di più, zio. Molto di più." Le sue dita iniziano a salire lentamente. "Hai mai pensato a me, Angelo? Davvero?"
La mia gola si secca. "Mara, non dovresti..."
"Shhh," interrompe, la sua bocca che si avvicina al mio orecchio. "So che hai guardato il mio culo quando sono entrata. So che hai immaginato com'è." La sua mano ora è quasi all'altezza del mio inguine. "E se ti dicessi che voglio che tu lo scopra?"
Mi allontano di scatto, quasi rovesciando il vino. "Mara, sei la moglie di mio nipote. Sua nipote acquisita."
"Esatto," dice, un sorriso predatorio sul suo volto. "E questo mi rende ancora più eccitante, no?" Si alza, inizia a slacciare i bottoni della sua camicetta. "Voglio che tu mi scopi nel nostro letto matrimoniale. Voglio che tu mi riempi mentre mio marito lavora come un idiota."
La sua camicetta si apre, rivelando un reggiseno nero che spinge le sue tette perfette verso l'alto. Le sue capezzoli sono già duri, visibili attraverso il tessuto. "Vengo, zio Angelo. Vengo solo all'idea di tradirlo con te."
Mi guarda dritto negli occhi mentre slaccia la gonna. Questa cade a terra, rivelando perizoma nero e cosce toniche. "Mio marito ha un cazzo piccolo, sai. Non mi soddisfa mai." Si avvicina di nuovo, questa volta strusciandosi contro di me. "Ma tu... ho sentito le voci. So che sei dotato."
La mia resistenza si sgretola come zucchero nell'acqua. Le mie mani, come avessero volontà propria, raggiungono i suoi fianchi. "Mara..."
"Portami a casa, zio," sussurra, la bocca che trova la mia. "Portami nel nostro letto e fammi tua puttana."
Il viaggio verso casa sua è un inferno di desiderio represso. La sua mano non mi lascia un momento, strofinando il mio cazzo già duro attraverso i pantaloni. Appena entriamo, lei mi spinge contro la porta, baciandomi con una fame che mi spaventa e mi eccita.
"Subito," ansima, strappandomi la camicia. "Non posso aspettare."
Mi trascina per mano verso la camera da letto. Il letto matrimoniale, impeccabilmente fatto, mi fissa come un'offerta sacrilega. "Qui," dice, indicandolo. "Qui dove dormiamo io e lui."
Si spoglia con movimenti fluidi, ogni pezzo di tessuto che cade rivelando più pelle perfetta. Le sue tette sono ancora più belle di quanto immaginassi - sode, con capezzoli scuri e turgidi. Il suo ventre è piatto, scendendo verso una figa rasata che già brilla di umidità.
"Ti piaccio, zio?" chiede, girandosi lentamente. Il suo culo è perfetto - rotondo, sodo, fatto per essere afferrato. "Vuoi questa fica? Vuoi questo culo?"
Mi spoglio a mia volta, i miei sessantuno anni che sembrano un peso improvviso sotto il suo sguardo avido. Ma quando il mio cazzo salta fuori, i suoi occhi si spalancano. "Oh sì," sussurra. "Le voci erano vere."
Si getta sulle ginocchia davanti a me, senza esitazione. "Lasciami assaggiarlo, zio. Lasciami mostrarti cosa sa fare una vera troia."
La sua bocca mi avvolge, calda e umida. Scende subito fino in fondo, senza gag reflex, la gola che si contrae attorno alla mia testa. Le sue mani afferrano le mie chiappe, spingendomi più a fondo. "Mmmph," emette, le lacrime che le rigano il viso mentre mi prende tutto.
La guardo dall'alto, questo angelo dal volto innocente che ora mi succhia il cazzo come una professionista. I suoi occhi mi guardano mentre lavora, pieni di un desiderio perverso. "Sì," gorgoglia, tirandosi fuori per un attimo. "Usami. Scopami la bocca."
Riprendo a scoparle la gola, più duramente questa volta. Le sue dita si stringono sulle mie cosce mentre la saliva cola lungo il mento. È bellissima così - disfatta, avida, completamente mia.
"Voglio il tuo sperma," dice dopo qualche minuto, la voce roca. "Voglio ingoiare tutto, zio. Voglio sentire il tuo sapore in gola mentre mio marito mi bacia stasera."
Questo pensiero mi spinge oltre il limite. La mia esplosione è violenta, ondate di sperma che inondano la sua bocca. Lei inghiotte avidamente, non perdendo una goccia, poi lecca il mio cazzo pulito.
"Adesso il letto," ordina, alzandosi. "Voglio che tu mi scopi nel nostro letto."
Mi sdraio sul materasso che ancora profuma di lei e di suo marito. Lei mi monta subito, guidando il mio cazzo ancora duro nella sua fica bagnata. "Oh sì," geme, scivolando giù fino in fondo. "Così piena."
Inizia a muoversi, lentamente all'inizio, poi più velocemente. Le sue tette rimbalzano davanti al mio viso, e le afferro, pizzicando i capezzoli duri. "Più forte," urla. "Scopami più forte, zio!"
La sua fica è incredibilmente stretta, le pareti che si stringono attorno a me mentre si avvicina all'orgasmo. "Sì, sì, SÌ!" urla, il corpo che trema mentre viene. La sento contrarsi attorno al mio cazzo, ondate di piacere che la attraversano.
Ma non si ferma. "Ancora," dice, scendendo da me e mettendosi a quattro zampe. "Adesso il culo."
Il suo buco è piccolo e stretto, ma lei lo spinge indietro, desideroso. "Usa la saliva, zio. Bagnalo bene."
Obbedisco, leccando il suo culo perfetto, la lingua che penetra lentamente. Lei geme, spingendosi indietro contro di me. "Adesso. Mettilo dentro."
Spingo lentamente, sentendo la resistenza che cede. È incredibilmente stretta, più stretta della sua fica. "Sì," geme. "Tutto. Voglio tutto dentro."
Inizio a scoparla nel culo, lentamente all'inizio, poi con più forza. Le sue mani afferrano le lenzuola, strappandole mentre la inondo di cazzo. "Mi senti, zio?" ansima. "Mi senti mentre mi rompi il culo?"
La sua seconda venuta è ancora più violenta della prima. Il suo corpo si contorce, urlando parole senza senso mentre l'orgasmo la travolge. Questo mi spinge oltre, e la riempio di sperma, il cazzo che pulsa nel suo culo stretto.
Crolliamo entrambi esausti, il mio corpo che copre il suo. "Mio Dio," sussurra dopo qualche minuto. "Mio Dio."
La bacio, sentendo il sapore del mio sperma ancora sulla sua lingua. "Sei stata incredibile, Mara."
Lei ride, un suono soddisfatto. "E questo era solo l'inizio, zio." Si gira verso di me, gli occhi brillanti di malizia. "Torniamo spesso, vero?"
Guardo il letto disfatto, i vestiti sparsi per terra, il profumo del sesso che riempie l'aria. "Sì," rispondo, la mano che le accarezza il fianco. "Molto spesso."
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Mara, la giovane moglie di suo nipote, irrompe nella solitudine di zio Angelo con un'offerta che scardina ogni tabù. Tra sguardi carichi di desiderio e confessioni sussurrate, la loro passione proibita esplode nel letto matrimoniale, dove ogni limite viene superato con una fame inarrestabile.
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Il suono della campanella mi fa sussultare sulla poltrona. Mi alzo lentamente, le mie vecchie ossa che protestano dopo sei decenni di vita, e vado ad aprire. Mara sta lì sulla soglia, un sorriso che non arriva agli occhi stampato sul suo viso. "Zio Angelo, sono venuta a salutarti."
La invito ad entrare, notando come la sua gonna aderente le contorni i fianchi mentre passa accanto a me. Siede sul divano, incrociando le gambe lunghe e abbronzate. Il profumo del suo corpo riempie la stanza - un misto di gelsomino e qualcosa di più primitivo, più caldo.
"Come stai, zio?" chiede, mentre le sue dita giocano con una ciocca di capelli corvini. "Sei da solo oggi?"
Annuisco, versandole un bicchiere di vino. "Sì, Mara. Come al solito."
Lei si avvicina mentre le porgo il calice, le sue dita che sfiorano le mie. Un brivido percorre la mia schiena. "Povero zio Angelo," sussurra, i suoi occhi scuri che mi fissano intensamente. "Non dovresti essere sempre solo."
Mi siedo accanto a lei, mantenendo una distanza di sicurezza. "Stai bene, Mara? Sei strana oggi."
Lei ride, un suono basso e rauco. "Strana? No. Solo... stanca." Si sposta più vicino, la sua coscia che preme contro la mia. "Mio marito non mi capisce. Non capisce cosa ho bisogno."
Il vino mi va di traverso. "Cosa intendi?"
La sua mano si posa sulla mia gamba, sopra il pantalone. "Intendo che ho bisogno di più, zio. Molto di più." Le sue dita iniziano a salire lentamente. "Hai mai pensato a me, Angelo? Davvero?"
La mia gola si secca. "Mara, non dovresti..."
"Shhh," interrompe, la sua bocca che si avvicina al mio orecchio. "So che hai guardato il mio culo quando sono entrata. So che hai immaginato com'è." La sua mano ora è quasi all'altezza del mio inguine. "E se ti dicessi che voglio che tu lo scopra?"
Mi allontano di scatto, quasi rovesciando il vino. "Mara, sei la moglie di mio nipote. Sua nipote acquisita."
"Esatto," dice, un sorriso predatorio sul suo volto. "E questo mi rende ancora più eccitante, no?" Si alza, inizia a slacciare i bottoni della sua camicetta. "Voglio che tu mi scopi nel nostro letto matrimoniale. Voglio che tu mi riempi mentre mio marito lavora come un idiota."
La sua camicetta si apre, rivelando un reggiseno nero che spinge le sue tette perfette verso l'alto. Le sue capezzoli sono già duri, visibili attraverso il tessuto. "Vengo, zio Angelo. Vengo solo all'idea di tradirlo con te."
Mi guarda dritto negli occhi mentre slaccia la gonna. Questa cade a terra, rivelando perizoma nero e cosce toniche. "Mio marito ha un cazzo piccolo, sai. Non mi soddisfa mai." Si avvicina di nuovo, questa volta strusciandosi contro di me. "Ma tu... ho sentito le voci. So che sei dotato."
La mia resistenza si sgretola come zucchero nell'acqua. Le mie mani, come avessero volontà propria, raggiungono i suoi fianchi. "Mara..."
"Portami a casa, zio," sussurra, la bocca che trova la mia. "Portami nel nostro letto e fammi tua puttana."
Il viaggio verso casa sua è un inferno di desiderio represso. La sua mano non mi lascia un momento, strofinando il mio cazzo già duro attraverso i pantaloni. Appena entriamo, lei mi spinge contro la porta, baciandomi con una fame che mi spaventa e mi eccita.
"Subito," ansima, strappandomi la camicia. "Non posso aspettare."
Mi trascina per mano verso la camera da letto. Il letto matrimoniale, impeccabilmente fatto, mi fissa come un'offerta sacrilega. "Qui," dice, indicandolo. "Qui dove dormiamo io e lui."
Si spoglia con movimenti fluidi, ogni pezzo di tessuto che cade rivelando più pelle perfetta. Le sue tette sono ancora più belle di quanto immaginassi - sode, con capezzoli scuri e turgidi. Il suo ventre è piatto, scendendo verso una figa rasata che già brilla di umidità.
"Ti piaccio, zio?" chiede, girandosi lentamente. Il suo culo è perfetto - rotondo, sodo, fatto per essere afferrato. "Vuoi questa fica? Vuoi questo culo?"
Mi spoglio a mia volta, i miei sessantuno anni che sembrano un peso improvviso sotto il suo sguardo avido. Ma quando il mio cazzo salta fuori, i suoi occhi si spalancano. "Oh sì," sussurra. "Le voci erano vere."
Si getta sulle ginocchia davanti a me, senza esitazione. "Lasciami assaggiarlo, zio. Lasciami mostrarti cosa sa fare una vera troia."
La sua bocca mi avvolge, calda e umida. Scende subito fino in fondo, senza gag reflex, la gola che si contrae attorno alla mia testa. Le sue mani afferrano le mie chiappe, spingendomi più a fondo. "Mmmph," emette, le lacrime che le rigano il viso mentre mi prende tutto.
La guardo dall'alto, questo angelo dal volto innocente che ora mi succhia il cazzo come una professionista. I suoi occhi mi guardano mentre lavora, pieni di un desiderio perverso. "Sì," gorgoglia, tirandosi fuori per un attimo. "Usami. Scopami la bocca."
Riprendo a scoparle la gola, più duramente questa volta. Le sue dita si stringono sulle mie cosce mentre la saliva cola lungo il mento. È bellissima così - disfatta, avida, completamente mia.
"Voglio il tuo sperma," dice dopo qualche minuto, la voce roca. "Voglio ingoiare tutto, zio. Voglio sentire il tuo sapore in gola mentre mio marito mi bacia stasera."
Questo pensiero mi spinge oltre il limite. La mia esplosione è violenta, ondate di sperma che inondano la sua bocca. Lei inghiotte avidamente, non perdendo una goccia, poi lecca il mio cazzo pulito.
"Adesso il letto," ordina, alzandosi. "Voglio che tu mi scopi nel nostro letto."
Mi sdraio sul materasso che ancora profuma di lei e di suo marito. Lei mi monta subito, guidando il mio cazzo ancora duro nella sua fica bagnata. "Oh sì," geme, scivolando giù fino in fondo. "Così piena."
Inizia a muoversi, lentamente all'inizio, poi più velocemente. Le sue tette rimbalzano davanti al mio viso, e le afferro, pizzicando i capezzoli duri. "Più forte," urla. "Scopami più forte, zio!"
La sua fica è incredibilmente stretta, le pareti che si stringono attorno a me mentre si avvicina all'orgasmo. "Sì, sì, SÌ!" urla, il corpo che trema mentre viene. La sento contrarsi attorno al mio cazzo, ondate di piacere che la attraversano.
Ma non si ferma. "Ancora," dice, scendendo da me e mettendosi a quattro zampe. "Adesso il culo."
Il suo buco è piccolo e stretto, ma lei lo spinge indietro, desideroso. "Usa la saliva, zio. Bagnalo bene."
Obbedisco, leccando il suo culo perfetto, la lingua che penetra lentamente. Lei geme, spingendosi indietro contro di me. "Adesso. Mettilo dentro."
Spingo lentamente, sentendo la resistenza che cede. È incredibilmente stretta, più stretta della sua fica. "Sì," geme. "Tutto. Voglio tutto dentro."
Inizio a scoparla nel culo, lentamente all'inizio, poi con più forza. Le sue mani afferrano le lenzuola, strappandole mentre la inondo di cazzo. "Mi senti, zio?" ansima. "Mi senti mentre mi rompi il culo?"
La sua seconda venuta è ancora più violenta della prima. Il suo corpo si contorce, urlando parole senza senso mentre l'orgasmo la travolge. Questo mi spinge oltre, e la riempio di sperma, il cazzo che pulsa nel suo culo stretto.
Crolliamo entrambi esausti, il mio corpo che copre il suo. "Mio Dio," sussurra dopo qualche minuto. "Mio Dio."
La bacio, sentendo il sapore del mio sperma ancora sulla sua lingua. "Sei stata incredibile, Mara."
Lei ride, un suono soddisfatto. "E questo era solo l'inizio, zio." Si gira verso di me, gli occhi brillanti di malizia. "Torniamo spesso, vero?"
Guardo il letto disfatto, i vestiti sparsi per terra, il profumo del sesso che riempie l'aria. "Sì," rispondo, la mano che le accarezza il fianco. "Molto spesso."
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