Aura la vicina
di
Angelo B
genere
prime esperienze
Liquido caldo sui lenzuola bianchi
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Nel tardo pomeriggio, tra le ombre che danzano sul pavimento della camera di Angelo, Aura e lui si riprendono dal loro primo incontro intenso, quando Angelo confessa di averla osservata da quando si è trasferita. Aura ammette di averlo sempre sentito guardarla dalla finestra, e tra confessioni inas…
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Il sole del tardo pomeriggio filtrava attraverso le tende della camera da letto, creando lunghe ombre danzanti sul pavimento in legno. Angelo si trovava ancora sopra Aura, il suo corpo pesante e sudato che la copriva completamente. Entrambi respiravano affannosamente, i loro petti si alzavano e si abbassavano in un ritmo sincronizzato mentre cercavano di riprendersi dall'intensità del loro incontro.
Aura, la giovane vicina di casa da poco maggiorenne, sentiva ancora le gambe tremare sotto di lei. I suoi capelli biondi erano sparsi sul cuscino in un disordinato aureola dorato, e le guance arrossate testimoniavano l'ardore del momento. Angelo si sollevò lentamente sui gomiti, osservando il viso di lei mentre cercava di leggere le sue emozioni nei suoi occhi ancora velati
"Sei stata incredibile," sussurrò lui, la sua voce roca per lo sforzo. Le sue dita accarezzarono delicatamente i capelli bagnati di sudore di Aura, spostandoli dalla sua fronte.
Lei rispose con un sorriso stanco, le labbra gonfie e rosse per i baci appassionati che si erano scambiati. "Anche tu," mormorò, la sua voce appena udibile. Le sue mani scivolarono lungo la schiena di lui, sentendo i muscoli ancora tesi sotto la pelle liscia.
Angelo sapeva che era il momento di muoversi. Con un movimento lento e controllato, iniziò a ritirarsi da lei, sentendo la resistenza dei loro corpi ancora uniti. Il suo cazzo era ancora semi-duro, avvolto dal calore e dalla bagnatura della fica di Aura. Quando finalmente si sfilò completamente, un'ondata di sborra iniziò a fuoriuscire dalla fica dilatata della ragazza.
Aura gemette quando sentì il caldo liquido scivolare fuori di lei. Era una quantità impressionante, molto più di quanto avesse immaginato potesse contenere. La sborra colossale che Angelo le aveva scaricato dentro ora le inondava le cosce, creando una pozza sul lenzuolo bianco sotto di lei. Guardò verso il basso, affascinata dallo spettacolo della sua fica aperta e stillante, i suoi piccoli peli biondi completamente bagnati e incollati alla pelle.
"Wow," esclamò, gli occhi spalancati per la meraviglia. "Ne hai davvero tanto."
Angelo sorrise, un'espressione di orgoglio maschile sul suo viso. "Eri troppo eccitante," rispose, la sua mano che ora si posava sulla coscia di Aura, vicino al punto dove la sborra continuava a fuoriuscire. "Non potevo trattenermi."
Lei tremò sotto il suo tocco, il suo corpo ancora ipersensibile dopo l'orgasmo intenso. Le dita di lui iniziarono a raccogliere un po' della sborra che colava, portandola verso l'ingresso ancora aperto della fica di Aura. Con movimenti lenti e deliberati, iniziò a spingerla di nuovo dentro di lei, facendola gemere di nuovo.
"Angelo," sussurrò lei, le sue mani che afferravano le lenzuola. "Cosa stai facendo?"
"Voglio che tu lo tenga dentro un po' più a lungo," rispose lui, la sua voce profonda e rauca. "Voglio che tu senta tutto il mio calore dentro di te."
Aura chiuse gli occhi, abbandonandosi alla sensazione. Le dita di lui continuavano a spingere la sborra dentro la sua fica dilatata, ogni movimento che la faceva sussultare di piacere. Poteva sentire il liquido caldo che le riempiva, che le colava lungo le pareti vaginali ancora sensibili.
"Mi sento così piena," mormorò lei, le gambe che si aprivano di più per permettergli un accesso migliore. "È... è incredibile."
Angelo si chinò, le sue labbra che trovavano il suo orecchio. "Lo sai che ti guardo da quando ti sei trasferita, vero?" sussurrò lui, il suo alito caldo sulla sua pelle. "Ogni mattina, quando esci per andare a lezione. Ogni sera, quando torni."
Aura tremette, non solo per il tocco fisico ma anche per le sue parole. L'idea di essere osservata dal suo vicino più anziano la eccitava in un modo che non avrebbe mai immaginato.
"Lo... lo sapevo," ammise lei, la voce tremante. "A volte ti sentivo guardarmi dalla finestra."
Lui rise, un suono basso e vibrante che risuonò nel petto di lei. "E cosa pensavi quando mi sentivi?"
Lei arrossì, girando il viso verso il cuscino. "Pensavo... pensavo a come sarebbe stato."
Angelo afferrò delicatamente il suo mento, girandola di nuovo verso di lui. "E come è stato?" chiese, i suoi occhi che la guardavano intensamente.
"Meglio di quanto avessi mai immaginato," rispose lei sinceramente. "Molto meglio."
Le dita di lui continuarono il loro lavoro, spingendo la sborra dentro di lei mentre il suo pollice trovava il suo clitoride ancora sensibile. Aura gemette forte, le anche che si sollevavano per incontrare il suo tocco.
"Vuoi di più?" chiese lui, la sua voce carica di promesse.
Lei annuì freneticamente, incapace di formare parole coerenti mentre il piacere di nuovo iniziava a costruirsi dentro di lei. Angelo sorrise, soddisfatto della sua risposta. Si allontanò leggermente, permettendo alla sua vista di spostarsi sulla fica di Aura, ancora aperta e bagnata dalla loro unione.
"Tenetelo dentro," ordinò lui, la sua voce autoritaria ma gentile. "Non lasciare che esca."
Aura strinse i muscoli vaginali, cercando di obbedire al suo comando. Poteva sentire la sborra che cercava di fuoriuscire, ma si sforzò di trattenerla dentro di sé. Lo sforzo la faceva tremare, i suoi muscoli ancora deboli dopo l'orgasmo precedente.
"Brava ragazza," la lodò Angelo, la sua mano che ora accarezzava il suo stomaco piatto. "Sei così brava ad obbedire."
Lei si sentì gonfiare di orgoglio sotto le sue lodi. Essere la sua "brava ragazza" la faceva sentire desiderata e apprezzata in un modo nuovo e eccitante.
Angelo si spostò, posizionandosi tra le sue gambe ancora aperte. Il suo cazzo, ora di nuovo completamente duro, si eresse maestoso verso il suo stomaco. Poteva vedere le gocce di sborra ancora sulla punta, testimonianza del loro precedente incontro.
"Sei pronta per averlo di nuovo dentro?" chiese lui, la sua voce bassa e carica di desiderio.
Aura annuì, le sue mani che si allungavano verso di lui. "Per favore," sussurrò lei. "Voglio sentirti di nuovo dentro di me."
Lui si chinò, il suo cazzo che trovava l'ingresso della sua fica ancora bagnata. Lentamente, con un controllo che la fece impazzire, iniziò a spingere dentro di lei, sentendola aprirsi per accoglierlo. La sborra ancora dentro di lei servì da lubrificante, permettendogli di scivolare facilmente fino in fondo.
"Ah," gemette Aura quando lui la riempì completamente. "Mi senti? Sono così piena di te."
Angelo iniziò a muoversi, lentamente all'inizio, poi con un ritmo sempre più accelerato. Ogni spinta spingeva ancora più sborra dentro di lei, facendola sentire più piena e eccitata che mai. Le sue mani afferravano le sue cosce, tenendole aperte mentre la prendeva con una forza che la faceva tremare.
"Sei mia," sibilò lui, il suo ritmo che diventava più selvaggio. "Questa fica è mia."
"Sì," gridò lei, le unghie che gli graffiavano la schiena. "Sono tutta tua. Solo tua."
Il loro ritmo divenne frenetico, i corpi che si scontravano con un suono bagnato e eccitante. Aura sentiva l'orgasmo avvicinarsi di nuovo, più potente questa volta. Le gambe iniziarono a tremare incontrollabilmente, la sua visione si annebbiava mentre il piacere la travolgeva.
"Angelo," gridò lei, il suo corpo che si arcava sotto di lui. "Sto per venire."
"Vieni per me, tesoro," esortò lui, le sue spinte che diventavano più profonde e violente. "Vieni tutta per me."
L'orgasmo la colpì come un'onda, travolgente e totale. Gridò il suo nome mentre il suo corpo si contraeva attorno al cazzo di lui, strizzandolo in un abbraccio mortale. Angelo continuò a spingere, prolungando il suo piacere fino a quando anche lui non raggiunse il suo picco, scaricando un'altra ondata di sborra calda dentro di lei.
Crollarono entrambi sul letto, esausti e soddisfatti. Angelo rimase dentro di lei per alcuni minuti, godendo il calore e la vicinanza. Quando finalmente si sfilò, un'altra ondata di sborra mista ai suoi succhi femminili colò fuori di lei, creando una macchia ancora più grande sul lenzuolo.
Aura guardò il disordine che avevano creato, un sorriso steso sul suo viso. Sapeva che questo era solo l'inizio, che ci sarebbero state molte altre notti come questa. E non vedeva l'ora.
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Nel tardo pomeriggio, tra le ombre che danzano sul pavimento della camera di Angelo, Aura e lui si riprendono dal loro primo incontro intenso, quando Angelo confessa di averla osservata da quando si è trasferita. Aura ammette di averlo sempre sentito guardarla dalla finestra, e tra confessioni inas…
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Il sole del tardo pomeriggio filtrava attraverso le tende della camera da letto, creando lunghe ombre danzanti sul pavimento in legno. Angelo si trovava ancora sopra Aura, il suo corpo pesante e sudato che la copriva completamente. Entrambi respiravano affannosamente, i loro petti si alzavano e si abbassavano in un ritmo sincronizzato mentre cercavano di riprendersi dall'intensità del loro incontro.
Aura, la giovane vicina di casa da poco maggiorenne, sentiva ancora le gambe tremare sotto di lei. I suoi capelli biondi erano sparsi sul cuscino in un disordinato aureola dorato, e le guance arrossate testimoniavano l'ardore del momento. Angelo si sollevò lentamente sui gomiti, osservando il viso di lei mentre cercava di leggere le sue emozioni nei suoi occhi ancora velati
"Sei stata incredibile," sussurrò lui, la sua voce roca per lo sforzo. Le sue dita accarezzarono delicatamente i capelli bagnati di sudore di Aura, spostandoli dalla sua fronte.
Lei rispose con un sorriso stanco, le labbra gonfie e rosse per i baci appassionati che si erano scambiati. "Anche tu," mormorò, la sua voce appena udibile. Le sue mani scivolarono lungo la schiena di lui, sentendo i muscoli ancora tesi sotto la pelle liscia.
Angelo sapeva che era il momento di muoversi. Con un movimento lento e controllato, iniziò a ritirarsi da lei, sentendo la resistenza dei loro corpi ancora uniti. Il suo cazzo era ancora semi-duro, avvolto dal calore e dalla bagnatura della fica di Aura. Quando finalmente si sfilò completamente, un'ondata di sborra iniziò a fuoriuscire dalla fica dilatata della ragazza.
Aura gemette quando sentì il caldo liquido scivolare fuori di lei. Era una quantità impressionante, molto più di quanto avesse immaginato potesse contenere. La sborra colossale che Angelo le aveva scaricato dentro ora le inondava le cosce, creando una pozza sul lenzuolo bianco sotto di lei. Guardò verso il basso, affascinata dallo spettacolo della sua fica aperta e stillante, i suoi piccoli peli biondi completamente bagnati e incollati alla pelle.
"Wow," esclamò, gli occhi spalancati per la meraviglia. "Ne hai davvero tanto."
Angelo sorrise, un'espressione di orgoglio maschile sul suo viso. "Eri troppo eccitante," rispose, la sua mano che ora si posava sulla coscia di Aura, vicino al punto dove la sborra continuava a fuoriuscire. "Non potevo trattenermi."
Lei tremò sotto il suo tocco, il suo corpo ancora ipersensibile dopo l'orgasmo intenso. Le dita di lui iniziarono a raccogliere un po' della sborra che colava, portandola verso l'ingresso ancora aperto della fica di Aura. Con movimenti lenti e deliberati, iniziò a spingerla di nuovo dentro di lei, facendola gemere di nuovo.
"Angelo," sussurrò lei, le sue mani che afferravano le lenzuola. "Cosa stai facendo?"
"Voglio che tu lo tenga dentro un po' più a lungo," rispose lui, la sua voce profonda e rauca. "Voglio che tu senta tutto il mio calore dentro di te."
Aura chiuse gli occhi, abbandonandosi alla sensazione. Le dita di lui continuavano a spingere la sborra dentro la sua fica dilatata, ogni movimento che la faceva sussultare di piacere. Poteva sentire il liquido caldo che le riempiva, che le colava lungo le pareti vaginali ancora sensibili.
"Mi sento così piena," mormorò lei, le gambe che si aprivano di più per permettergli un accesso migliore. "È... è incredibile."
Angelo si chinò, le sue labbra che trovavano il suo orecchio. "Lo sai che ti guardo da quando ti sei trasferita, vero?" sussurrò lui, il suo alito caldo sulla sua pelle. "Ogni mattina, quando esci per andare a lezione. Ogni sera, quando torni."
Aura tremette, non solo per il tocco fisico ma anche per le sue parole. L'idea di essere osservata dal suo vicino più anziano la eccitava in un modo che non avrebbe mai immaginato.
"Lo... lo sapevo," ammise lei, la voce tremante. "A volte ti sentivo guardarmi dalla finestra."
Lui rise, un suono basso e vibrante che risuonò nel petto di lei. "E cosa pensavi quando mi sentivi?"
Lei arrossì, girando il viso verso il cuscino. "Pensavo... pensavo a come sarebbe stato."
Angelo afferrò delicatamente il suo mento, girandola di nuovo verso di lui. "E come è stato?" chiese, i suoi occhi che la guardavano intensamente.
"Meglio di quanto avessi mai immaginato," rispose lei sinceramente. "Molto meglio."
Le dita di lui continuarono il loro lavoro, spingendo la sborra dentro di lei mentre il suo pollice trovava il suo clitoride ancora sensibile. Aura gemette forte, le anche che si sollevavano per incontrare il suo tocco.
"Vuoi di più?" chiese lui, la sua voce carica di promesse.
Lei annuì freneticamente, incapace di formare parole coerenti mentre il piacere di nuovo iniziava a costruirsi dentro di lei. Angelo sorrise, soddisfatto della sua risposta. Si allontanò leggermente, permettendo alla sua vista di spostarsi sulla fica di Aura, ancora aperta e bagnata dalla loro unione.
"Tenetelo dentro," ordinò lui, la sua voce autoritaria ma gentile. "Non lasciare che esca."
Aura strinse i muscoli vaginali, cercando di obbedire al suo comando. Poteva sentire la sborra che cercava di fuoriuscire, ma si sforzò di trattenerla dentro di sé. Lo sforzo la faceva tremare, i suoi muscoli ancora deboli dopo l'orgasmo precedente.
"Brava ragazza," la lodò Angelo, la sua mano che ora accarezzava il suo stomaco piatto. "Sei così brava ad obbedire."
Lei si sentì gonfiare di orgoglio sotto le sue lodi. Essere la sua "brava ragazza" la faceva sentire desiderata e apprezzata in un modo nuovo e eccitante.
Angelo si spostò, posizionandosi tra le sue gambe ancora aperte. Il suo cazzo, ora di nuovo completamente duro, si eresse maestoso verso il suo stomaco. Poteva vedere le gocce di sborra ancora sulla punta, testimonianza del loro precedente incontro.
"Sei pronta per averlo di nuovo dentro?" chiese lui, la sua voce bassa e carica di desiderio.
Aura annuì, le sue mani che si allungavano verso di lui. "Per favore," sussurrò lei. "Voglio sentirti di nuovo dentro di me."
Lui si chinò, il suo cazzo che trovava l'ingresso della sua fica ancora bagnata. Lentamente, con un controllo che la fece impazzire, iniziò a spingere dentro di lei, sentendola aprirsi per accoglierlo. La sborra ancora dentro di lei servì da lubrificante, permettendogli di scivolare facilmente fino in fondo.
"Ah," gemette Aura quando lui la riempì completamente. "Mi senti? Sono così piena di te."
Angelo iniziò a muoversi, lentamente all'inizio, poi con un ritmo sempre più accelerato. Ogni spinta spingeva ancora più sborra dentro di lei, facendola sentire più piena e eccitata che mai. Le sue mani afferravano le sue cosce, tenendole aperte mentre la prendeva con una forza che la faceva tremare.
"Sei mia," sibilò lui, il suo ritmo che diventava più selvaggio. "Questa fica è mia."
"Sì," gridò lei, le unghie che gli graffiavano la schiena. "Sono tutta tua. Solo tua."
Il loro ritmo divenne frenetico, i corpi che si scontravano con un suono bagnato e eccitante. Aura sentiva l'orgasmo avvicinarsi di nuovo, più potente questa volta. Le gambe iniziarono a tremare incontrollabilmente, la sua visione si annebbiava mentre il piacere la travolgeva.
"Angelo," gridò lei, il suo corpo che si arcava sotto di lui. "Sto per venire."
"Vieni per me, tesoro," esortò lui, le sue spinte che diventavano più profonde e violente. "Vieni tutta per me."
L'orgasmo la colpì come un'onda, travolgente e totale. Gridò il suo nome mentre il suo corpo si contraeva attorno al cazzo di lui, strizzandolo in un abbraccio mortale. Angelo continuò a spingere, prolungando il suo piacere fino a quando anche lui non raggiunse il suo picco, scaricando un'altra ondata di sborra calda dentro di lei.
Crollarono entrambi sul letto, esausti e soddisfatti. Angelo rimase dentro di lei per alcuni minuti, godendo il calore e la vicinanza. Quando finalmente si sfilò, un'altra ondata di sborra mista ai suoi succhi femminili colò fuori di lei, creando una macchia ancora più grande sul lenzuolo.
Aura guardò il disordine che avevano creato, un sorriso steso sul suo viso. Sapeva che questo era solo l'inizio, che ci sarebbero state molte altre notti come questa. E non vedeva l'ora.
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