Il vicino di hotel
di
Boccad'oro
genere
gay
Sto girando per Viserba,sono annoiato e accaldato. Fuori dall'hotel ci sono quasi 40 gradi e decido di andare a bere qualcosa di fresco. Mentre vado verso il bar, lo vedo e capisco subito che è un gay. Cammina tranquillo, ma al tempo stesso, molto sensuale e cerco di capire come fare ad avvicinarlo.
Mentre penso a questo,i nostri occhi si incontrano e accenno un sorriso che lui ricambia, poi mi avvicino, mi presento e dico:
"Buon giorno, mi chiamo Andrea e credo che lei sia più pratico di me, del luogo. Vorrei bere qualcosa ma non saprei dove andare"
E lui "Piacere, io sono Sandro e si, posso aiutarla, stavo proprio andando anche io a bere qualcosa, se vuole, mi può fare compagnia"
"Volentieri, in due si beve meglio"
Ci sediamo ad un tavolino in un angolo quasi buio e ordiniamo, poi, mentre aspettiamo, parliamo di tante cose. Parlando, passano un paio d'ore, quindi ci alziamo, pago e usciamo a fare due passi sul bagnasciuga. Mentre camminiamo, mi chiede che cosa penso di lui ed io, senza mentire, gli dico che credo che sia gay.
Rimane un po' in silenzio, poi mi dice che lui pensa lo stesso di me,poi ci mettiamo a ridere.
Mentre ridiamo, mi dice che ha voglia di stare in un posto tranquillo con me,quindi, visto che diventava buio,andiamo verso una serie di cabine chiuse e andiamo tra due di esse. Appena dietro,ci abbracciamo e, mentre le nostre mani accarezzano i nostri corpi, le nostre bocche si cercano e si trovano. Le lingue si intrecciano e si avvolgono mentre perquisiscono le nostre bocche avide di piacere. Poi lui si scosta un attimo e io gli chiedo se me lo fa vedere, così lui abbassa il costume e tira fuori un cazzo non grande, normale, sui 15 o 16 centimetri ma duro come il marmo. Lo guardo in piena estasie lui mi invita a toccarlo. Non mi sembra vero, è la prima volta che tocco un pene che non sia il mio, poi lo tocco ed è un'emozione incredibile, sentirlo caldo e duro.Senza rendermi conto, l'ho preso in mano ed ho iniziato a far scorrere la mia mano su e giù per tutta la lunghezza della verga mentre abbiamo ripreso a baciarci. Ora lui sta ansimando, chiedendo di fare più piano.
"Sei dolcissimo, però la mano non mi basta. Mi piace da morire la tua bocca, mi fai un bocchino?"
Non lo avevo mai fatto, ma mentre mi ha detto così, mi ha fatto inginocchiare e me lo ha appoggiato sulle labbra. È stato come prendere una scossa, tremavo tutto di eccitazione ed è stato come scoprire il paradiso.
Ho iniziato a leccare lungo tutta l'asta, poi ho preso in bocca le sue palle mentre con la mano glielo smanettavo delicatamente.
A quel punto, mi ha chiesto di prenderglielo in bocca, tutto e io ho ubbidito, ho aperto la bocca e ho iniziato a pomparlo come se lo avessi fatto mille altre volte.
Mentre facevo su e giù con la testa, lui mi diceva "Siiii... Così... Sei bravissima... Hai due labbra caldissime ed una lingua strepitosa"
Mentre mi trattava da donna, mi sentivo al settimo cielo e l'ho incitato a scoparmi la bocca. Non se lo è fatto ripetere due volte, mi ha preso la testa ed ha iniziato a scoparmi furiosamente. Ogni tanto si fermava per farmi respirare e io, tra un respiro e l'altro, gli dicevo che ero la sua donna, che lo volevo tutto fino in gola e che volevo che mi dicesse che ero la sua troia. Allora lui ha ripreso a scoparmi in bocca e, mentre mi diceva "Prendi, zoccola, prendilo tutto, sei la mia puttana, la mia cagna..."
E mentre mi trattava da puttana, mi è venuto in bocca, riempiendomela di sborra caldissima. Ho succhiato fino all'ultima goccia mentre lui era appoggiato alla cabina,dicendomi che ero stata incredibile e mi riempiva di parole dolcissime. Dopo un po', l'ho abbracciato e baciato, poi siamo tornati ai nostri hotel e fino a quando non siamo tornati a casa, ho rifatto un certo numero di bocchini al mio uomo.
Mentre penso a questo,i nostri occhi si incontrano e accenno un sorriso che lui ricambia, poi mi avvicino, mi presento e dico:
"Buon giorno, mi chiamo Andrea e credo che lei sia più pratico di me, del luogo. Vorrei bere qualcosa ma non saprei dove andare"
E lui "Piacere, io sono Sandro e si, posso aiutarla, stavo proprio andando anche io a bere qualcosa, se vuole, mi può fare compagnia"
"Volentieri, in due si beve meglio"
Ci sediamo ad un tavolino in un angolo quasi buio e ordiniamo, poi, mentre aspettiamo, parliamo di tante cose. Parlando, passano un paio d'ore, quindi ci alziamo, pago e usciamo a fare due passi sul bagnasciuga. Mentre camminiamo, mi chiede che cosa penso di lui ed io, senza mentire, gli dico che credo che sia gay.
Rimane un po' in silenzio, poi mi dice che lui pensa lo stesso di me,poi ci mettiamo a ridere.
Mentre ridiamo, mi dice che ha voglia di stare in un posto tranquillo con me,quindi, visto che diventava buio,andiamo verso una serie di cabine chiuse e andiamo tra due di esse. Appena dietro,ci abbracciamo e, mentre le nostre mani accarezzano i nostri corpi, le nostre bocche si cercano e si trovano. Le lingue si intrecciano e si avvolgono mentre perquisiscono le nostre bocche avide di piacere. Poi lui si scosta un attimo e io gli chiedo se me lo fa vedere, così lui abbassa il costume e tira fuori un cazzo non grande, normale, sui 15 o 16 centimetri ma duro come il marmo. Lo guardo in piena estasie lui mi invita a toccarlo. Non mi sembra vero, è la prima volta che tocco un pene che non sia il mio, poi lo tocco ed è un'emozione incredibile, sentirlo caldo e duro.Senza rendermi conto, l'ho preso in mano ed ho iniziato a far scorrere la mia mano su e giù per tutta la lunghezza della verga mentre abbiamo ripreso a baciarci. Ora lui sta ansimando, chiedendo di fare più piano.
"Sei dolcissimo, però la mano non mi basta. Mi piace da morire la tua bocca, mi fai un bocchino?"
Non lo avevo mai fatto, ma mentre mi ha detto così, mi ha fatto inginocchiare e me lo ha appoggiato sulle labbra. È stato come prendere una scossa, tremavo tutto di eccitazione ed è stato come scoprire il paradiso.
Ho iniziato a leccare lungo tutta l'asta, poi ho preso in bocca le sue palle mentre con la mano glielo smanettavo delicatamente.
A quel punto, mi ha chiesto di prenderglielo in bocca, tutto e io ho ubbidito, ho aperto la bocca e ho iniziato a pomparlo come se lo avessi fatto mille altre volte.
Mentre facevo su e giù con la testa, lui mi diceva "Siiii... Così... Sei bravissima... Hai due labbra caldissime ed una lingua strepitosa"
Mentre mi trattava da donna, mi sentivo al settimo cielo e l'ho incitato a scoparmi la bocca. Non se lo è fatto ripetere due volte, mi ha preso la testa ed ha iniziato a scoparmi furiosamente. Ogni tanto si fermava per farmi respirare e io, tra un respiro e l'altro, gli dicevo che ero la sua donna, che lo volevo tutto fino in gola e che volevo che mi dicesse che ero la sua troia. Allora lui ha ripreso a scoparmi in bocca e, mentre mi diceva "Prendi, zoccola, prendilo tutto, sei la mia puttana, la mia cagna..."
E mentre mi trattava da puttana, mi è venuto in bocca, riempiendomela di sborra caldissima. Ho succhiato fino all'ultima goccia mentre lui era appoggiato alla cabina,dicendomi che ero stata incredibile e mi riempiva di parole dolcissime. Dopo un po', l'ho abbracciato e baciato, poi siamo tornati ai nostri hotel e fino a quando non siamo tornati a casa, ho rifatto un certo numero di bocchini al mio uomo.
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Commenti dei lettori al racconto erotico