Sensazioni
di
IL MICROBO
genere
gay
SENSAZIONI
Quando un maschio mi prende da dietro, mi abbraccia tutto, stimola i miei capezzoli, li esaspera e intanto mi struscia l'uccello fra le natiche in cerca di buco, io cado in deliquio. Lo sento che spinge e quanta voglia ha di me. Fremo e mi inarco. Entra. Alcuni lo fanno piano, altri con un colpo secco. Divento la loro femmina, il loro trastullo. Si sfogano su di me, dentro di me. Il loro palo mi raspa e mi fa gemere. Se stringo e rilascio nei momenti giusti vanno in visibilio. Mi piace accontentarli e innalzarli all'orgasmo, che mi arriva di furia come da una stampante-culo, non a getto d'inchiostro, ma di sborra. Lo ritirano soddisfatti, che ancora gocciola. Sono sazio di loro e loro di me. Certo che sì, sono un invertito, un culattone da sbarco, un frocio, anche se adesso si usa dire gay, passivo naturalmente. I bisex mi apprezzano, anche qualche etero in cerca di distrazioni, Gli attivi obbligati poi non vi dico quante feste mi fanno. Io mi concedo volentieri e non c'è nemmeno una volta che non ci goda all'ennesima potenza, in quello che si potrebbe chiamare il trapianto d'organo, l'intrusione, lo squasso che mi destinano come lo merito e che mi rende pago e felice quanto sono loro. Il loro ciuf ciuf. Il mio modo di reagire alle loro maniere spesso brutali e prepotenti. Che me ne importa. Qualcuno mi tratta da zoccola e io ci sto. Mi piace troppo riceverlo duro, dritto, che mi pulsa, che fa strage. Dopo glielo ripasso a lingua, lo lustro. Mi chiedono sempre: Ci teniamo in contatto? Troppa voglia ne ho per rifiutarmi e quasi sempre al secondo incontro-scontro tutto scorre e trascorre più meglio che mai, perché il lor pene in pena è più a suo agio e più tranquillo nel rovistare la mia fighetta. Li adoro. Mi richiedono ad oltranza. E io glielo do, e glielo do. e glielo do. E no ne sono mai sazi.
Quando un maschio mi prende da dietro, mi abbraccia tutto, stimola i miei capezzoli, li esaspera e intanto mi struscia l'uccello fra le natiche in cerca di buco, io cado in deliquio. Lo sento che spinge e quanta voglia ha di me. Fremo e mi inarco. Entra. Alcuni lo fanno piano, altri con un colpo secco. Divento la loro femmina, il loro trastullo. Si sfogano su di me, dentro di me. Il loro palo mi raspa e mi fa gemere. Se stringo e rilascio nei momenti giusti vanno in visibilio. Mi piace accontentarli e innalzarli all'orgasmo, che mi arriva di furia come da una stampante-culo, non a getto d'inchiostro, ma di sborra. Lo ritirano soddisfatti, che ancora gocciola. Sono sazio di loro e loro di me. Certo che sì, sono un invertito, un culattone da sbarco, un frocio, anche se adesso si usa dire gay, passivo naturalmente. I bisex mi apprezzano, anche qualche etero in cerca di distrazioni, Gli attivi obbligati poi non vi dico quante feste mi fanno. Io mi concedo volentieri e non c'è nemmeno una volta che non ci goda all'ennesima potenza, in quello che si potrebbe chiamare il trapianto d'organo, l'intrusione, lo squasso che mi destinano come lo merito e che mi rende pago e felice quanto sono loro. Il loro ciuf ciuf. Il mio modo di reagire alle loro maniere spesso brutali e prepotenti. Che me ne importa. Qualcuno mi tratta da zoccola e io ci sto. Mi piace troppo riceverlo duro, dritto, che mi pulsa, che fa strage. Dopo glielo ripasso a lingua, lo lustro. Mi chiedono sempre: Ci teniamo in contatto? Troppa voglia ne ho per rifiutarmi e quasi sempre al secondo incontro-scontro tutto scorre e trascorre più meglio che mai, perché il lor pene in pena è più a suo agio e più tranquillo nel rovistare la mia fighetta. Li adoro. Mi richiedono ad oltranza. E io glielo do, e glielo do. e glielo do. E no ne sono mai sazi.
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