Linea 1

di
genere
etero

Linea 1 – metrò Milano
Eccoti lì, attaccata al palo della metro, aspettando la tua fermata.
È notte e c'è pochissima gente in giro.
Il solito ritmo delle rotaie, quasi ipnotico, rischia di farti addormentare. Stai in piedi proprio per questo: non vuoi dormire. Vuoi resistere fino a casa, dove poi potrai finalmente cadere tra lenzuola e piumone, tra le braccia di Morfeo.
Il caldo della metro, il rumore ritmico delle ruote sui binari.
Tu-tum. Tu-tum.
Quasi una ninna nanna.
Nessuno che, come al solito, ride o urla lungo quella tratta ormai così familiare. E stasera, stranamente, quel silenzio non ti aiuta.
L'unico compagno che ti teneva desta sulla pensilina era stato il vento freddo della sera. Quello stesso vento che ti aveva fatto venire la pelle d'oca sulle cosce, toniche e abbronzate, risultato di tutte le corse fatte negli ultimi mesi estivi.
Abbassi lo sguardo.
E ti rendi conto di un semplice, ma ineffabile fatto.
Sara, sei proprio un bel vedere.
Gonnellina, scarpette col tacco alto, gambe scoperte.
Ti viene quasi da ridere.
Poi una curva.
Un'uscita dal tunnel.
L'improvvisa luce ti riporta alla realtà.
Quante fermate ancora? Dieci?
Conti mentalmente.
No. Quattordici. Cavolo, non ce la farò mai.
“Mi siedo?”
Naaa.
Resti in piedi.
“Resisti, Sara.”
Fai qualche passo, poi torni indietro. Ti giri attorno al palo, quasi per gioco, facendo qualche giro su te stessa per rompere la monotonia.
Ed è proprio durante uno di quei giri che lo noti.
In fondo al vagone, sull'ultima fila di sedili, c'è un ragazzo che dorme.
Accanto a lui, altri tre ridono e scherzano.
I soliti ubriaconi.
Alla fermata successiva, però, i tre si alzano e scendono.
Lui rimane lì.
Solo.
Addormentato.
E così resterà per tutto il resto del viaggio.
Chissenefrega, ti dici.
Ti giri.
Ma qualcosa ti rimane in testa.
Un tarlo.
Non sai nemmeno tu perché.
Ti volti di nuovo.
E se non si sveglia davvero?
“E io che faccio?”
Ti sorprendi a parlare con te stessa.
“Perché mai dovresti sentirti responsabile di svegliarlo? Perché?”
Poi arriva la risposta.
Forse perché alle superiori era successo anche a te.
E non era stato affatto piacevole farsi chilometri a piedi fino a casa.
Sospiri.
“Va bene, Sara. Vai.”
Passo dopo passo ti ritrovi nei quattro sedili accanto ai suoi.
Rimani in piedi, attaccata al palo, e sbirci verso di lui per capire se stia semplicemente dormendo o se ci sia qualcosa che non va.
Cappuccio della felpa alzato.
Non riesci a vedere bene il viso.
“Ehi...”
Niente.
“Ehi? Scusa... ti sei addormentato?”
Nessuna risposta.
Lo guardi.
Poi guardi il vagone.
Poi di nuovo lui.
“Perfetto.”
Una curva più brusca del previsto ti fa perdere leggermente l'equilibrio e, prima ancora che tu possa rendertene conto, ti ritrovi seduta.
“Uhh... forse è meglio stare seduta fino alla fermata.”
Ecco. Brava, Sara. Stai qui ferma e tranquilla. Non puoi pretendere troppo dal tuo fisico.
E poi quel bicchiere di vino di prima.
Quando la vista torna perfettamente a fuoco e riprendi in mano la situazione, ti accorgi di essere a un solo sedile da lui.
Beh, poco male.
Ti sistemi.
Lui si muove appena.
“Almeno è vivo.”
Sorridi tra te e te.
Continua a dormire come un sasso.
Chissà cosa si è bevuto questo qua. Altro che svegliarlo: ci vogliono le cannonate.
Ma allora?
Lo svegliamo o no, Sara?
Se quello era il tuo obiettivo, fallo e basta.
Magari ti ringrazia pure.
Ti senti quasi deficiente a parlare con te stessa.
Ma che ci puoi fare?
Sei fatta così da sempre.
Fin da ragazzina.
Ti guardi le mani.
Poi lui.
Come faccio a svegliarlo?
Ha il cappuccio della felpa alzato.
Dal profilo, però, sembra carino.
Gli tiro i capelli?
Ti trattieni dal ridere.
No, aspetta. Non ne ha. È rasato.
Lo osservi ancora.
Se lo sveglio di colpo magari reagisce male.
Un'altra pausa.
“Mmmm... come posso fare?”
Ed ecco l'idea.
La borsa.
Perfetto.
Aspetti la curva.
E...
Opp-là.
La borsa ti scivola dalle mani e finisce proprio sulle sue gambe.
Aspetti.
Niente.
Lui non fa una piega.
Lo guardi incredula.
“Ma è possibile?”
Ti chini per riprendere la borsa.
E proprio in quel momento arriva una curva nel senso opposto.
Perdi l'equilibrio.
Un istante dopo sei seduta accanto a lui.
“Beh... poco male.”
Recuperi la borsa.
O almeno ci provi.
Tiri.
Niente.
“Non è possibile.”
Un anello si è impigliato nella cintura dei suoi jeans.
“E ora?”
Ti guardi intorno.
Due ragazzi sono seduti a metà carrozza e continuano tranquillamente a parlare.
Nessuno sembra badare a voi.
“Dai, Sara. Fai quello che devi e poi via.”
Allunghi la mano.
Devi usare la sinistra, la tua mano meno precisa.
“Con tutto questo ballare della metro... manco avessi la tremarella.”
Cerchi di sganciare l'anello.
La borsa è sollevata con una mano, l'altra cerca il punto in cui si è incastrato.
È una cosa banalissima.
Eppure, improvvisamente, ti rendi conto di quanto sia ravvicinata la situazione.
Troppo.
Ti fermi.
Per la prima volta non stai più pensando alla borsa.
In quel momento t rendi conto di una cosa. Che effettivamente stai con le mani in una zona alquanto delicata.
e che fin a quel momento non ci avevi minimamente pensato. quando realizzi…vedi la scena con occhio diverso ed un brivido t scorre sulla schiena. “ che pensi Sara..togli la borsa e via!su su!”
Riprendi la tua mission impossibile, ma la consapevolezza della scenetta, ora gira nella tua testa…e t rifermi, lo guardi in viso e poi di nuovo verso la cintura, e di colpo sui jeans.
Senza senza pensarci troppo, quasi di istinto, fai scorrere un dito leggero sulla linea dei bottoni, sulla patta che li copre.
Rendendoti conto di quello che stavi facendo, che non dovevi ma che lo avevi fatto senza alcun pudore, un brivido piu profondo e prolungato è risalito dal bacino fino alla nuca.
“..cosa stai facendo Sara? cosi si sveglia!...o vuoi che succeda?!”
Quasi in trance, i rumori che accompagnavano i pensieri, un loop infinito, le luci ad intermittenza..la testa che gira vorticosamente..alzi la mano e la porti lenta proprio sopra quei bottoni.
La stesa mano si appoggia e resta ferma, quasi ad ascoltare.
Il cuore in gola.
La mano che preme leggermente.
Vuole capire, vuole sentire.
Guardi in fondo verso i 2 ragazzi che continuano a farsi i fatti loro,
Pensi a lui.
Al suo respiro regolare.
Al calore che proviene dal suo corpo.
Al fatto che è uno sconosciuto.
E al fatto che, nonostante tutto, sei ancora lì.
Che pensi, Sara?
Ti imponi di concentrarti.
L'anello finalmente si libera.
Tiri la borsa verso di te.
Missione compiuta.
Dovresti alzarti.
Dovresti tornare al tuo posto.
Dovresti semplicemente lasciarlo dormire.
Ma rimani seduta.
Non sai nemmeno tu perché.
Lo guardi.
Il neon passa sopra il suo viso e scompare.
Buio.
Poi luce.
Poi di nuovo buio.
Lui si muove appena.
t rendi conto che sotto la tua mano qualcosa sta reagendo, e istintivamente premi di più.
Più a fondo. Vorresti premere ancora, se non addirittura sbottonare tutto.
Ti ritrovi tra un desiderio e una nuova fermata chge le tue mani stanno slacciando del tutto i jeans.
vedi lo slip bianco sotto.
La testa t gira, ancora un balordone e quando riapri gli occhi…t ritrovi lui che t guarda.
“Ohh…scusa…ma…” non sai che dire, mentre lui abbassa lo sguardo sui jeans e li ritrova sbottonati…e una tua mano attaccata alla cintura.
T riguarda e senza dirti nulla t riprende la mano e la tira a sé, quasi dolcemente. Un attimo dopo t ritrovi il tessuto del suo intimo sotto il tuo palmo, adesso senti davvero tutto decisamente meglio.
Chiudendo gli occhi stringi la mano e gusti quell’attimo di brivido e proibito.
La sua mano dietro la tua testa, le lingue che si ritrovano assetate e affamate allo stesso tempo mentre la tua mano indugia sempre di piu sui bordi del suo slip..ti ritrovi a sussurrargli all’orecchio...”ciao….sono Sara..”
..la tua mano sempre piu audace e inibita tira lo slip verso il basso.
E mentre lo fai, guardi, vuoi vedere, vuoi assaporarti il momento, sei curiosa, sei ansiosa.
Quasi come una ragazzina alla prima esperienza.
Tiri piano, ci giochi quasi, finche scivola fuori.
Quasi faticava a rimanerci.
Lo riprendi quasi dolcemente nella tua mano, e lo stringi, tenendolo cosi, fermo.
Non lo lasci piu.
Lo senti sempre più gonfio e duro, e questo fermo immagine t fa impazzire.
Non tarda ad arrivare la sua mano, che scivola tra le tue gambe, ed in quell’istante ti ricordi che sei n gonnella.
Particolare che aiuta la sua seconda mano, ad allargarti le cosce, che non oppongono però alcuna resistenza.
Quando le sue dita incontrano i tuoi slip, già bagnati, hai una scossa, un brivido da voler urlare.
Senti che si sposta ed il suo cazzo ti scivola via di mano.
Apri gli occhi e ti ritrovi lui inginocchiato per terra , che si accuccia tra le tue gambe, e senza dire nulla t scosta lo slip di lato, e poi la sua lingua.
La sua lingua la senti che preme, scivola, lecca e t bacia….”ohh si continua cosi..non smettere ti prego..” mentre t attacchi al sedile, ti guardi attorno con gli occhi annebbiati da tutta questa goduria, e non vedi nessuno..senti solo questa bocca che ti sta mangiando e null’altro..
Sembra non esaurirsi mai la sua fame. Ora sta succhiando le labbra…scivola con la lingua, gira intorno al clitoride, ti senti pulsare e quasi stai per venire ”dio come usi bene quella lingua..mi sta leccando da dio……ohhsiii non fermarti..”…la linguaa preme, preme ancora e ancora e gira piu veloce…non vuoi urlare….e il metrò rallenta …ma non la sua linguaa..
E più rallenta, piu t pulsa….più rallenta più ti pulsa..ed ora e tu stai per esplodere…la metrò si ferma del tutto mentre tu stai per venire, mentre si aprono le portiere..
Non ti interessa di nulla..ti lasci scorrere da questa sensazione di libertà e assoluta estasi..e quando si chiudono, senza che nessuno sia salito, t senti quasi svenire, di colpo quel calore in tutto il corpo.
esplodi.
Gemi.
Tenendoti le dita di una mano in bocca.
Mentre la sua lingua continua a leccarti, per non sprecare nemmeno una goccia.
Non sai dove ti trovi, la metrò è ripartita e la tua fermata non sarà molto distante.
lo vedi alzarti, con la bocca e la corta barba, che gronda di te…si avvicina e ti bacia.
Senti il tuo sapore in bocca, ma senti anche il suo cazzo che t sta premendo, e per come ti ritrovi ora, dopo averlo sentito scivolare tra le labbra lucide e gonfie, te lo ritrovi dentro di colpo, li sulla sedia del metrò, ”ooddddio che bello!..si..cosi..tienilo dentro senza muoverlo..”
e senti che obbidisce a questo tuo ordine mandandoti in estasi pura, se solo ce ne fosse ancora bisogno.
Dopo quei secondi interminabili, inizia a scoparti, il ritmo segue le luci, il rumore della metrò.
non vedi pu nulla…e inizi a godere di nuovo, mentre lui t prende, sempre con piu forza, quasi a punirti,ed ora lo senti fino in fondo…tutto quel cazzo di prima te lo senti dentro.
E quell’immagine in testa ti fa sciogliere ogni inibizione, ogni piccolo baluardo di resistenza, si sgretola mentre, lento ma inesorabile t prende ancora e ancoraaa..e ancora, sbattendoti tutta…e ti senti cosi eccitata che stai per venire di nuovoo…” odddio di nuovooo..non è possibile..di nuovo..si..”e quando lui t prende per la cavigli, le alza sopra le spalle, e te lo rimette dentro..”cazzzocazzo cosi godooooooo…”
Riapri gli occchi, ti senti persa e quasi abbandonata, fatichi a comprendere per un attimo , poi ti accorgi che lui si è seduto al tuo fianco…
Se lo tiene in mano…lucido…duro…e t guarda
La sua mano tra i tuoi capelli, un bacio, un altro ma subito dopo ritrovi con il suo cazzo in bocca.
Cerchi di guardarlo in viso, cerchi un contatto visivo con i suoi occhi ma lui ti spinge giu, lo senti scivolare in bocca. Senti la cappela gonfia che riempie la tua gola quando è tutto dentro, quasi soffocando il respiro, e questo ti sta eccitando tanto, perché era tanto che non ti sentivi cosi persa da gustarti e desiderare cosi profondaente di succhiare un bel cazzo. E questo lo era davvero un bel Cazzo.
Seduta sul sedile t senti presa e quasi obbligata a succhiarlo, sempre piu gonfio e teso.
Vuoi prendere fiato ma non te lo permette e respiri a tentoni, dal naso , dalla bocca piena, fai fatica ma lui non lo sfila mai, e questa mancanza di aria ti sta facendo vacillare..batti con le mani sul suo petto..ma debolmente….
Un attimo dopo, aria.
Respiri quasi ansimando.
E per la prima volta senti la sua voce..”Ora Sara, apri bene la boccuccia..e tira fuori la lingua..da brava..”
E tu obbedisci quasi non potessi nemmeno pensare avessi l’opzione di dire di no.
Ti vedi, e ti immagini li, con la tua bocca aperta, la lingua fuori mentre lui si sta segando davanti a te..sopra di te..
Caldo..un getto caldo,ed altro ancora.
Chiudi gli occhi e senza ormai nessuna remora, ti spalmi tutto sul viso e sulla lingua , ingoiandolo e gustando quel sapore che da tanto desideravi..
È buono. Sà di buono.
E mentre sei nei tuoi più lontani pensieri, ti senti prendere il viso e la bocca riempirsi della sua.
“Adoro baciarti cosi…sai di me”
Mentre ti rimetti a sedere sul tuo sedile, lo vedi ricomporsi e lanciarti un ultimo sguardo, prima di scendere dalla metrò e calarsi il cappuccio della felpa sulla testa rasata.
La riprenderò più spesso questa metrò.
scritto il
2026-08-20
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