Parenti contenti

di
genere
gay

PARENTI CONTENTI
Tornai l'estate successiva e gli zii furono felici di avermi con loro. La sera mi coricavo nel solito modo, nudo, un po' rannicchiato e sempre su un fianco. Ci davano dentro alla grande, anche per due volte di fila.
Mi piaceva cosa dicevano di me. Che come al solito dormivo alla grossa, Che avevo un culetto appunto da sogno, Ha un ano stretto ma che si dilata di un bene. Che da addormentavo gli sembravo un bambolo e gli piaceva di più. Ogni tanto litigavano.
-Prima io.
-Tu dopo, ce lo hai più grosso e ti apro la strada.
-Hai ragione.
Ogni tanto quando gemevo di più ed ero travolto dai fremiti e dagli spasmi quasi quasi si accorgevano che ero sul desto.
-Non ti pare che il nostro cocco sia più vigile di quello che ci fa credere?
-Se anche fosse non mi va di rompere un tale incantesimo.
Buon per me che il sotterfugio continuasse a marciare.
Quella volta che chiaramente ho aperto gli occhi e ho esclamato: Oh Ziiii...
Loro si sono guardati allibiti e hanno tagliato corto: Questo qui ci soffre di sonnambulismo.
Mi sono subito ravveduto dando mostra di essere del tutto riassopito, continuando la recita a ronfate in risposta ad ogni spinta: Ronf, ronf, ronf, sgrauf. SGROB. Grr. Grrr. SGRAFFFFFFFF.
-Lo vedi? È un ghiro.
-Un ghiro con tanto di cazzo nel culo: a me non mi convince del tutto.
-Di cosa vai in cerca? Se a lui dovesse piacere così, chi siamo noi per rompergli le uova nel paniere?
-Le uova? Quali uova? Le nostre?
-Le sue. Piccole, tondette, ben attaccate. Gliele sto massaggiando. Ce le ha carine e vedo che reagisce. Ha innalzato il cazzetto. Mi sa che lo sborra.
-Gli piace tutto a questo ipocrita.
-Guarda che schizzo che ha sparato.
-Si chiamerebbe polluzione notturna.
-Glielo diamo in bocca, che dici?
-Mettiamolo alla prova.
-Fai tu o faccio io?
-Fai tu.
-Lo succhia che meglio non si può.
-Come da sveglio a colazione?
-Anche meglio.
-Secondo te ci sta prendendo per il naso?
-Tranquillo: ci sta solo assecondando.
-Fatti da parte, che glielo batto in gola.
Si risvegliò e nello strafogo balbuziava: Fatemi respirare.
In coro mi hanno detto: Che commediante che sei.
-Sì sì. Ma a voi vi va che sono così.
Svelato l'arcano ora mi pinciano anche in pieno giorno. Non ne hanno mai abbastanza.
-Che dice la zia di noi?
-Che siete dei degenerati.
-Lo siamo?
-All'ennesima potenza.
-Ci ha visto giusto la zietta.
-Non si sbaglia mai.
-Basta ipnosi e anestesie.
-Basta. Sono tutto vostro.
-Alla luce del giorno?
-Nel buio dei vostri atroci affondi.
Almeno tre volte al giorno me li godo e loro mi strafogano a spinta e a schizzo. Basta fingere. Solo sfangarli.
-Sei nostro.
-Rompetemi.
-La nostra cagna.
-Il vostro tutto.
scritto il
2026-08-16
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