Un'esperienza assurda

di
genere
prime esperienze

Ho sempre adorato andare a cavallo, fin da piccola, ora alla veneranda età di 54 anni, continuo ad andarci, vado spesso dalla mia amica Circe che ha un allevamento di cavalli, quando posso l’aiuto nelle faccende che sono inerenti alla manutenzione delle stalle, proprio in una di quelle occasioni che mi ritrovai in una situazione molto strana, dopo un pomeriggio di passeggiate in campagna con Circe, arrivò il momento di portare nelle stalle i due cavalli che avevamo preso, il mio si chiama Zeus, un possente arabo nero, non era certo la prima volta che lo cavalcavo e che lo rimettevo nel suo box.
Inizio tutto con la toelettatura, lo spazzolavo con i classici movimenti rotondi, prima con la strigli per levare il grosso, poi con la brusca, proprio con quest’ultima iniziò il tutto, mi cadde sotto il cavallo, per recuperarla andai sotto di lui, so che non si fa, ma fu istintivo, recuperai lo strumento ritornai a spazzolarlo, facendo scorrere la spazzola sul suo cappotto castano lucido, le dita che scendevano più in basso, fino al basso ventre, arrivavo a sfiorare la guaina spessa e morbida che proteggeva il suo apparato riproduttivo, lui si agitava, le orecchie si muovevano all'indietro, ma si fidava di me, avevamo instaurato un rapporto di fiducia, conosceva il mio odore, la mia voce, il mio tocco, poi conoscevo il suo corpo ogni muscolo, ogni brivido, ogni volta che il suo respiro si bloccava quando accarezzavo la parte inferiore della sua pancia.
Inizialmente era solo una toccatina, lasciavo la mano appoggiata sul suo fodero, sentivo il calore che sprigionava, a volte sentivo muovere il suo membro all’interno, Zeus si girava mi guardava e si strofinava sulla mia spalla, come se fosse a suo agio e come se il mio tocco lo rilassasse, poi a volte gli sfioravo i testicoli, enormi, lui sollevava la zampa come quando fai i grattini ai gatti, facevo attenzione, perché un calcio anche involontario fa male eccome, io in quei momenti provavo una strana sensazione di eccitazione mista a paura, paura di farmi male, paura di essere scoperta e altre paranoie normali in questi momenti, cosi per calmarlo prendevo una manciata di sale e lo lasciavo leccare via, poi mi venne un’idea malsana, andai a lavarmi le mani, poi tornai da lui, ero eccitata, essendo bisex qualche patatina l’ho leccata a dovere, a volte ha quel retrogusto salaticcio, cosi mi infilai una mano dentro al pantalone, ero fradicia, mi strofinai bene la mano, e gliela porsi, pareva gradire il profumo femminile, la sua lingua lunga e ruvida, l’avvolgeva intorno alle mie dita come un serpente bagnato e muscoloso, era una sensazione strana, chiusi gli occhi e immaginai quella lingua possente sulla mia patata, forse stavo per perdere la brocca, pensieri molto strani ed eccitanti, lo rifeci altre volte con lui, eravamo in sintonia.
Una sera dopo l’ennesimo giro in campagna, andai a salutarlo, lui inizio a mettere la sua enorme testa tra e mie gambe, io rimasi un secondo impietrita, avevo un vestitino estivo molto leggero, lui strofinava il suo muso lungo le mie gambe, ero eccitata da morire, poi a volte metteva il suo nasone in prossimità della mia figa, soffiando, lo faceva e rifaceva, sentiva l’odore del mio sesso eccitato.
Nel giro di poco nacque una routine, quando andavamo a fare le passeggiate e ci fermavamo al fiume, mi mettevo vicino a lui, divaricavo le gambe, battevo la mano sulla mia coscia e lui puntava il suo muso tra le mie gambe, sentivo la sua lingua a volte tra le cosce e la cosa mi eccitava da morire, a volte raggiungevo un paio di orgasmi molto intensi, e cosi lo ripetevamo ad ogni passeggiata, considerate che ne facevo da due a tre a settimana e visto l’andazzo, chiesi a mio marito se potevo comprarlo, cosi feci, pagavo l’affitto del box a Circe ma cosi sapevo che era solo a mia disposizione.
Dopo alcune volte, notai che durante i miei giochi con lui, anche lui si eccitava, vedevo il suo nero ed enorme cazzo uscire dalla fodero, era mostruosamente eccitante, inizia a fare pensieri strani, forse stavo impazzendo, ma era qualcosa di impossibile, il suo cazzo era uno spettacolo, a piena erezione sarà stato lungo poco meno di un metro, tant’è che un giorno mi portai il metro da sarta, era esattamente 88 cm di lunghezza per un diametro di 8 cm, aveva delle grosse vene che lo avvolgevano e quando era eccitato a volte sulla punta si creava una sorta di cappella di 10 o 12 centimetri di diametro, presi coraggio e inizia a masturbarlo con la mano fino a farlo venire, veniva copiosamente, aveva due fasi, la prima una pre-eiaculazione molto abbondante e dolciastra, poi veniva proprio e si vedeva, la consistenza era diversa, era più denso, viscoso e lattiginoso, questo era amarissimo.
La mia mente si spingeva sempre oltre, trovai un sito dove vendevano dildi di forma equina, ne comprai uno con le dimensioni simili, poi presi altri dildi di varie misure e uno gonfiabile, inizia ad allenarmi, ero sempre stata molto elastica, inizia a masturbarmi con un dildo che era la replica di un porno attore americano, Shane Diesel che ha delle dimensioni ci circa 25 cm di lunghezza e 6 cm di larghezza, cavolo se mi riempiva quello, godevo come una matta, poi passai ad un altro piatto forte, il dildo di Dredd che misurava circa 28 cm per 7 cm di larghezza e anche con quello erano orgasmi su orgasmi, poi usai quello gonfiabile, era molto impegnativo, lo inserivo e lo gonfiavo sempre più, un giorno provai a fistarmi e ci riuscì senza problemi, cosi decisi di testare il dildo equino, era veramente enorme, usai prima i vari dildi con le varie misure, poi presi quel cazzone, lo inondai di gel e inizia a provare, la prima impressione fu terribile, era doloroso e la forma non aiutava di certo, ma non dovevo mollare, passato il primo momento, lo senti entrare, o mamma mia che sensazione, fantastica, ebbi un orgasmo subito, piano piano proseguivo ad inserirlo, sono onesta, non ho idea di quanto ne infilai dentro ma arrivai ad un punto che provavo solo dolore e smisi, ma a livello di orgasmi persi il conto.
Continuai per settimane a prepararmi al grande giorno, quando mi penetravo con quello equino non sentivo più dolore, avevo capito che serviva molta lubrificazione, quindi mi organizzai, quando andavo a fare le mie passeggiate a cavallo, andavo sempre lungo il fiume, avevo trovato una radura appartata, cosi comprai un tavolino da campeggio che portai una sera, mi portai anche un sacco di fieno e qualche cinghia per la mia sicurezza, arrivò il D-day, passai a prendere Zeus dal maneggio e iniziammo la passeggiata verso il punto definito, arrivammo dopo circa 1 oretta, legai il mio fidato compagno ad un albero, misi il sacco di fieno davanti a lui, poi legai le zampe dietro e quelle davanti, non strette ma quanto basta per evitare di prendermi un calcione, misi al suo posto il tavolino e inizia a masturbarlo, non ci volle molto a fargli avere un erezione notevole, mi conosceva, infilai il tavolo sotto la sua ancia e mi ci sdraiai sopra, spalancai le gambe, ero eccitata da aura, presi il lubrificante, con una mano continuavo a segare Zeus, il suo cazzo era bello pesante e pulsante, con l’altra mi masturbavo e mi lubrificavo, iniziai con un dito, poi due, poi 3 fino a inserirmi tutta la mano dentro, ero pronta, afferrai il suo cazzo e lo guidai verso la mia patatina gocciolante.
Diciamo che tra il dildo e quello vero c’era una bella differenza, la testa di quello di Zeus, era troppo grande, ma spinsi comunque, usando l'altra mano per aprire le labbra, nel mentre parlavo con lui che mi guardava, sembrava capirmi, lui inizio a muovere il suo ventre verso di me, la sua prima spinta fu un affondo profondo e brusco che spinse il suo enorme cazzo dentro di me, urlai di brutto, mi appannò la vista, il dolore era veramente tanto, ma che diminuì secondo dopo secondo lasciando spazio ad una sensazione stranissima, qualcosa che mi faceva stringere la figa e pulsare il clitoride, mai provata una cosa simile, poi lui mosse di nuovo il bacino indietro, lo senti quasi uscire da dentro di me, quando lui torno a spingere nuovamente, poi ancora indietro e ancora avanti, ogni spinta era un colpo di martello, un'invasione che sconvolgeva l'universo e riorganizzava le mie viscere, il grugnito ritmico del suo respiro, l'odore di cavallo, sesso e fieno, la mia figa era al limite, io assecondavo i movimenti scivolando sul tavolino, ebbi non so quanti orgasmi, ogni orgasmo un'ondata convulsiva che stringeva il suo cazzo dentro di me, facendolo nitrire e pompare ancora più forte fino a quando finalmente venne, fu un'inondazione, un torrente di sperma caldo e denso che riempì la mia patata che non riusciva di certo ad contenerlo tutto, senti il suo enorme cazzo diminuire dentro di me, il suo seme grondava fuori e lo sentivo colare sul tavolino, ero praticamente immersa, poi sentii aria calda arrivarmi vicino alla faccia, era il suo faccione, il suo respiro caldo sul mio collo, rimasi ferma immobile per un poco, ero tutta sporca di sperma e di sudore ma anche di fieno, ero come sotto shock, vidi il mio compagno agitarsi un pochino, era stanco di non potersi muovere, scesi dal tavolino, lo spostai e lo liberai, mi sedetti per riprendere fiato, ero nuda, mi immersi nel fiume, l’acqua era freddissima ma ci voleva proprio, ero tutto un dolore, avevo la gnocca dolorante e il suo sperma continuava ad uscire come se non finisse, mai, mi ci volle poco più di un’ora per essere in grado di ritornare alla scuderia, non vi dico il dolore a cavalcare, feci tutto quello che c’era da fare, fieno, spazzolata, cambio paglia nel box, ogni movimento era accompagnato da dolore, ma ero ben felice di aver provato questa fantastica sensazione.
Mi ci vollero un paio di settimane per riprendermi completamente, non andai nemmeno al maneggio, poi una volta ripresa, tornai a cavalcare Zeus, dopo la penetrazione, che mi soddisfò a pieno, decisi però che non era più il caso di provarla una seconda volta, era stato molto belo e intenso, ma sono convinta che sono cose da fare una volta sola nella vita, durante le nostre passeggiate al massimo lo masturbo e lo faccio venire, lui continua a mettere il suo faccione tra le mie gambe e ad annusarmi la patata, con mio marito, all’oscuro di tutto questo, decidemmo di comprare una giumenta per il mio adorato compagno di avventure, dopo alcuni mesi dal suo arrivo, non sentii più la voglia di toccarlo, eravamo tornati ad avere un rapporto normale, quando lo vedo accoppiarsi con Frida, la cavalla di mio marito, mi eccitavo da morire e mi dovevo masturbare perché i ricordi affioravano, ma adesso va bene cosi, tra 11 mesi avremmo un puledrino il primo di tanti, è giusto che la natura faccia il suo corso e il nostro segreto rimarrà tale per sempre.
scritto il
2026-08-06
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