Il ragazzo del centro commerciale

di
genere
tradimenti

C’è un ragazzo nero che staziona sempre davanti al centro commerciale il Castello di Ferrara, un bel giovanotto, sempre molto gentile, spesso viene ad aiutarmi a caricare l’auto per avere in cambio l’euro del carrello, non è mai stato invadente o maleducato, a volte gli compro qualcosa e lui ringrazia sempre, avrà sui 40 anni, alto, magro ma con due belle braccia, come sapete ho una certa attrazione verso i ragazzi di colore, tant’è che a volte mi ritrovo a fantasticare qualcosa con lui, queste fantasie mi eccitano da morire e spesso mi devo masturbare o usare uno dei mie dildi neri, pensando fosse il suo cazzo.
Un venerdì sera siamo stati alla serata black al Bolero, vicino a Ferrara, un serata dedicata a chi adora certe situazioni, io mi sono divertita assai, ho trovato due ragazzi di colore che mi hanno scopata per oltre due ore in ogni buco, mio marito filmava e guardava, peccato che in quel momento si era proposto un terzo ragazzo di colore ma ho detto di nò, avevo già la patata e il sedere in fiamme e non me lo sarei goduto, siamo rientrati verso le 4 di mattina un doccia e poi a letto.
Il sabato mattina, andai a fare la spesa da sola, mio marito era a fare un giro in moto con gli amici, durante il viaggio da casa all’iper, pensavo al terzo che avevo rifiutato la sera prima, questo pensiero, collegato poi ai ricordi della serata, non faceva altro che farmi eccitare, sono arrivata davanti al centro commerciale visibilmente arrapata e con una gran voglia, no so che mi prese, ma iniziai a cercare il ragazzo che di solito prende i carrelli, ma nulla non lo vedevo, facevo pensieri veramente sconci, ma pazienza, entrai e feci spesa, uscii verso le 13, caricai la spesa nell’auto quando lo vidi passare in bicicletta, ripeto, era in preda ad una eccitazione pazzesca, così lo seguii fino davanti a casa sua.
Cazzo, ora che faccio, sono davanti a casa sua, sono in auto e penso, fantastico e sono eccitata da paura, mio marito dice sempre che quando sono eccitata perdo un pochetto la bussola, forse ha ragione, perché decisi di scendere e di andare a bussare alla sua porta, e così feci.
Arrivai li davanti tutta accaldata, bussai, senti passi avvicinarsi alla porta che si apri, mi ritrovai davanti un suo amico, anche lui di colore, mi bloccai, non sapevo che dire e cosa fare, eccitata ma anche in imbarazzo, riuscii solo a chiedere se poteva chiamarmi il ragazzo che è sempre nel parcheggio dell’iper, lui lo chiamò e lui venne alla porta e, sorpreso nel vedermi, chiese sorridente di cosa avessi bisogno, ora, che cazzo potevo dirgli, ero nel panico più totale, mi venne da dirgli che l’avevo seguito perché ero da sola e dovevo comprare delle cose pesanti e se poteva aiutarmi, lui senza battere ciglio disse di sì e si mise le scarpe pronto a partire.
Salimmo in auto, ma ora che cappero faccio, insomma improvvisai e gli dissi che dovevo andare al Tecnomat a prendere de vasi per dei fiori da mettere sui terrazzi, cosi arrivammo al parcheggio del centro, parcheggiai, ma sono onesta, averlo in auto era intrigante, ero eccitatissima, la mia mente si faceva dei viaggi erotici, tipo fargli un pompino li nel parcheggio o cose del genere, in modo del tutto istintivo gli appoggiai la mano sulla gamba, il mio sguardo cadde sul basso ventre, indossava i pantaloni di una tuta da ginnastica della Nike che faceva risaltare una certa eccitazione anche da parte sua, era bello gonfio e anche in modo notevole, insomma, ero in quella trance erotica in cui mi ritrovo a volte, i freni sono molto rilasciati, tant’è che in modo irrazionale e diretto gli dissi che lo desideravo e volevo scopare con lui.
Lui scoppiò a ridere, ci rimasi molto male, che cazzo, poi smise e mi guardò dritta negli occhi, ero bloccata, ma capii subito che anche lui lo voleva, allungò la mano sulla mia gamba dx e salì fino in mezzo alle mie cosce fino a toccarmi la patatina, fradicia, mi guardò e mi chiese se veramente lo desideravo, che cazzo, non ci arrivi, non senti quanto sono bagnata, ma porca vacca.
Mi guardo serio e mi disse:
"Signora, se vuoi questo per me nessun problema, ok"!!!
Poi mi confessò che aveva avuto molte avventure con donne italiane conosciute davanti all’Iper, che amava le Italiane perché erano molto porche, molto porche, te lo faccio vedere io quanto porca può essere un’italiana arrapata come lo ero io in quel momento, ma eravamo in un parcheggio, al sabato pomeriggio, con una marea di auto e di persone che andavano e venivano, che gli chiesi se conosceva un posto dove poter stare tranquilli, mi guardò e mi disse riportarlo a casa sua e cosi feci, tornammo da lui, lui scese ed entrò in casa.
Io ero in ansia ed eccitata da paura, sentivo colare tra le gambe, cazzo, squillò il telefono, era mia marito che mi chiedeva se era tutto ok, ovvio che dissi di sì, chiesi se lo era anche lui e che terra pestava, mi disse che era in Raticosa e che sarebbero andati a fare un giro verso il Mugello e che sarebbe rientrato in serata, wow, ho una marea di tempo per me, pensai, lo salutai, nel frattempo ritornò il ragazzo che salì in auto con un mazzo di chiavi.
Mi disse che, il suo coinquilino lavora per un’agenzia di pulizie e ha le chiave di alcuni appartamenti e camere di B&B che deve pulire e gli aveva prestato la chiavi di una casa che non ci abitava nessuno e che potevamo starcene tranquilli, anche se la zona non era molto tranquilla, perché era verso il mare e in quel palazzo vivono alcuni extracomunitari che vendono sulle spiagge, ok, mi diede l’indirizzo e lo misi nel navigatore e partimmo, in effetti all’arrivo non era proprio un gran bel posto, o meglio, era uno di quei palazzi vicino a Lido degli Scacchi, parcheggia poco distante e ci incamminammo a piedi.
Arrivammo davanti a questo palazzo, all’ingresso c’era un gruppetto di 4 o 5 ragazzi di colore con le loro mercanzie, sentivo i loro occhi addosso, la cosa mi eccitava ma mi spaventava, finalmente arrivammo davanti ad una porta che apri con le chiavi del suo amico ed entrai dentro, il posto era un monolocale con angolo cottura e un divano e un bagno, era però carino ma era un caldo pazzesco.
Lui si tolse la maglietta, poi i pantaloni della tuta e i boxer, cazzo che roba, aveva una proboscide tra le gambe, si avvicinò, mi sollevò il vestitino che indossavo, mi slaccio il reggiseno e mi strappo il perizoma, eravamo nudi tutti e due, mi mise una mano dietro al collo e mi tirò a se baciandomi, un bacio appassionato e intenso, io ero come in trance, pensavo solo a quello che sarebbe accaduto a breve, pensavo al suo cazzo, enorme, mai visto uno così in vita mia se non nei film porno, sembrava il cazzo di Dredd, insomma colavo dalla voglia, ci mettemmo sul divano , continuammo ad baciarci a ad abbracciarsi assaporando a vicenda il calore dei nostri corpi.
Io dal mio metro e sessanta sembravo una nana in confronto a lui, alto e grosso, io sopra di lui, mi baciava con foga, con le sue grosse labbra, io contraccambiavo con le lingue che si intrecciavano, si succhiavano e si ciucciavano, mentre mi accarezzava il culo, o meglio, me lo palpava così come mi accarezzava le cosce e le tette, stringendomele con le sue grosse mani, pizzicandomi i capezzoli, il contatto tra i nostri corpi mi eccitava sempre di più, con una gran voglia di cazzo e fuori controllo sotto certi punti di vista, poi quando iniziò a baciarmi sul collo, mi fece esplodere, il collo è il mio bottone della lussuria, spudoratamente gli dissi che glielo volevo succhiare, che me lo doveva dare in bocca, lui non si fece certo pregare, si alzò in piedi, io mi inginocchiai, se cosi si può dire, sarà stato alto quasi 2 metri, avrei potuto spompinarlo da in piedi, ahahahah ma torniamo a noi, inizia a spompinarlo di brutto e allo stesso tempo mi infilai due o tre dita nella mia patata fradicia e mi masturbavo contemporaneamente, wow, aveva un cazzo esageratamente grosso, largo e duro, nero come il petrolio, due palle enormi e una cappella larga, trasbordante dall’asta, turgida, gonfia ed eccitante, lucida dalla mia saliva, me lo stavo gustando di brutto e già pensavo a come sarebbe stato prenderlo sia in fica e, perché no, in culo, decisa a farlo diventare durissimo, presi a pompare a ritmo sempre più serrato il suo cazzo, era profumato, sentivo il sangue pulsare, aveva vene enormi lungo il suo cazzo, lui mi accarezzava la nuca guardandomi ciucciare e godendo tantissimo, mentre mi lavoravo la sua grossa cappella, me la passavo sul volto, la leccavo, la ciucciavo e la ingoiavo facendola scivolare nella mia bocca fino alla gola, avanti e indietro sul cazzo a ritmo sostenuto, quando arrivavo alla cappella, la risucchiavo prima di farla uscire dalla bocca; mi fece notare che ero veramente una grande pompinara, proprio come si diceva delle Bolognesi, poi mi fermò.
Si sedette sul divano, mi fece mettere al suo fianco, ero in ginocchio sul divano, avevo impugnato il grosso cazzo all'altezza dei coglioni, ripresi impaziente la pompa interrotta, andando su e giù ritmicamente, scesi fino alle palle che presi a risucchiare in bocca, a leccare con avidità e con una voglia di cazzo incredibile, questa situazione mi faceva sentire porca, troia, traditrice, ed infatti, in preda ad una eccitazione incredibile, irrefrenabile, non riuscivo a fermarmi, pompavo, pompavo senza sosta quel grosso cazzo ad occhi chiusi e mugolavo, mi lamentavo godendo tantissimo con la bocca piena, succhiavo e gli leccavo le palle poi risalivo lungi quell’asta larga e dura che leccavo e mordicchiavo per poi soffermarmi sulla cappella dura, me lo portavo fino in gola, con il naso che lambiva il suo addome, provavo nausea che subito ricacciavo indietro, ma era nulla in confronto all'intenso piacere sessuale che mi dava il succhiare il suo cazzo.
Lui con voce roca mi diceva:
"Brava signora, come lo succhi bene, continua così e vedrai che bella sorpresa, vedrai quanta sborra beccherai"!
Gli chiesi di chiamarmi la sua bocchinara, e lui cominciò a dire:
“Si, mia bocchinara come lo succhi bene, così, ciuccia la mia cappella troia italiana, così….”
Queste frasi mi eccitavano da paura, mi allontanò e lui si sdraiò, mi invitò a mettermi su di lui in un classico 69 e, mentre ripresi a spompinarlo, sentivo le sue mani che mi allargavano le chiappe e la sua lingua umida e calda che mi ispezionava la fica ed il buco del culo, muovevo il bacino prigioniera del nero che mi stava dando un piacere intenso con la sua lingua, mentre succhiavo e ciucciavo il suo cazzo, reggendo i coglioni con tutte e due le mani, era fantastico sentire quella lingua passare sulle mie parti intime, bello sentire le tette schiacciate sul suo corpo sotto di me, mentre ciucciavo e succhiavo il suo cazzo, indugiando sempre sulla grossa cappella, con la bocca allargata allo spasimo, succhiavo talmente forte che mi si formavano delle fossette sulle guance, le narici allargate, avide di aria da respirare visto che la bocca era occlusa dalla grossa mazza, lui lo sentiva il forte risucchio sulla cappella e si lamentava dal forte piacere che gli regalavo.
Dopo poco, mi disse salire su di lui, così feci, mi afferrò il culo e me lo ficcò in fica in uno smorzacandela da antologia, avevo le tette che sbattevano sul suo torace, godevo sentendomi quel grosso attrezzo nero che mi sfondava la fica entrando e uscendo ritmicamente, ansimavamo entrambi mentre mi pompava alla grande dandomi sempre della troia, della porca, ma a me non piace essere dominata, cosi presi il controllo della situazione dettando il ritmo, alzandomi per poi abbassarmi violentemente e ritmicamente sul suo uccello, mentre lui mi afferrava sempre per le chiappe, io rilassavo i muscoli per agevolarlo ad entrare con tutto il suo cazzo nella mia vulva, in una girandola di emozioni e piacere che mi portò a mugolare sommessamente mentre, con un lamento prolungato, venni intensamente, un orgasmo divino.
Ero leggermente esausta, ma lui mi disse di mettermi a novanta, così feci, mi misi a pecorina e cominciò a stantuffarmi violentemente da dietro, con le sue mani sul culo si impegnava a farlo entrare per intero nella mia fica, mentre quel cazzo enorme mi ispezionava la patata, sfregandosi sulle sue pareti, venni una seconda volta e l'orgasmo fu qualcosa di incredibile, qualcosa che non avevo mai provato prima in vita mia, intenso, appagante, devastante al punto che squirtai abbondantemente, cosa che non mi era mai successa, anche se ci abbiamo provato e ci ho provato tantissime volte, difatti una grossa quantità di caldo liquido vaginale mi bagnò dapprima l'interno delle cosce per poi colare ovunque, ma lui continuava a scoparmi senza sosta, sudatissimo, instancabile mentre gli afferravo una coscia e lo attiravo verso di me, perchè volevo sentire tutto il suo cazzo dentro, a spaccarmi la vagina in maniera volgare e violenta, allungavo una mano per toccargli le palle che sbattevano sul mio clitoride e a lui la cosa piaceva eccome, perché mi pompava sempre più forte, poi improvvisamente si fermò, tirò fuori il cazzo dalla fica e sentii qualcosa di duro e caldo che spingeva sul mio buchetto del culo, il bastardo vuole farmi il culo, così appoggiata sui gomiti, girai la testa per guardarlo, senti il mio sederino fare resistenza poi tutto in un momento, un piccolo dolore acuto, era entrata solo cappella, bruciava da morire, poi, pian piano, ficcò tutto il largo cazzo, mi sentii sfondare e il dolore divenne quasi insopportabile, ma era reso nullo in confronto al piacere intenso ed incredibile che provavo nel sentirmi quel grosso palo nero dentro di me.
Cominciò ad andare avanti ed indietro col cazzo che entrava ed usciva dal mio culo e, a mano a mano che passavano i minuti, lo imploravo di non fermarsi, ora che il dolore si era quasi del tutto attenuato, lasciando il posto solo ad una goduria incredibile, gli dicevo di continuare, lo pregavo di rompermelo, devastarmelo col suo grande cazzo, mentre mi "faceva" il culo, con un urlo prolungato, ad occhi chiusi, venni intensamente per la terza volta, mi disse che stava per venire anche lui, io però volevo la sua sborra in bocca, lui capì, lo tolse dal mio culo, io mi alzai e lui si sedette, mi inginocchiai tra le sue gambe e presi a spompinarlo con l'intento di farlo godere il più possibile, impaziente di godere, mi fece fermare, mi mise una mano al collo per tenermi ferma la testa e con l'altra prese a spararsi una sega a pochi centimetri dalla mia bocca, poi aiutato dal movimento della mia lingua sulla cappella, arrivò il primo schizzo violento, denso, copioso che si scontrò dapprima con la lingua per poi colpirmi all'altezza del naso, ne seguirono altri che io orientai direttamente nella bocca, cercando di ingoiarne la maggior parte, cosa che mi riuscì, mentre altro sperma mi rimase sul viso, ad ogni schizzo, lui emetteva un lamento di piacere ed io mi sentivo soddisfatta per la grande sborrata che mi stavo beccando in bocca, che ora era un misto di sperma, saliva e sudore, il viso devastato dalla saliva e dal suo sperma, lui ancora ansimante per l'orgasmo, io col viso pieno di sborra e la bocca impastata, poi ci rivestimmo ed andammo via.
Ci vediamo praticamente ogni sabato mattina davanti all’Iper, sorridiamo e continuo a dargli sempre qualcosa, lui continua sempre ad aiutarmi con la spesa, dopo mesi dall’accaduto ho ragionato che non ho nemmeno idea di come si chiami.
scritto il
2026-06-26
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