Il taglio dell’erba

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genere
prime esperienze

Il taglio dell’erba
Avevamo cambiato casa da poco, passando da un appartamento ad una villetta nelle campagne Bolognesi, il sogno di una vita, luogo lontano da occhi discreti giardino e via così, l’unica costante che eravamo in campagna prima e lo siamo ancora di più oggi.
Siamo in estate, un periodo di luglio molto caldo, ci svegliamo sempre abbastanza presto, verso le 7, mio marito è sempre un pelandrone, si sveglia sempre con calma, mentre io scendo e preparo la colazione, il figlio oramai è fuori casa, quindi siamo abbastanza liberi, comunque, arrivo in cucino apro gli scuri e noto che l’erba è cresciuta abbastanza per colpa delle piogge cadute nei giorni precedenti.
Alla mattina non è che riesco a connettere molto, poi è stata una notte molto calda e meno male che abbiamo la casa climatizzata, ma come tutte le mattine mi metto la mia vestaglietta che mi fa fare la mia porca figura, non è trasparentissima, ma lascia vedere il giusto,
Preparo il caffè con la moca, chiamo mi marito che arriva dopo qualche minuto, con una faccia da rinco da paura, ci scambiamo due occhiate e lo saluto come ogni mattina:
“Buongiorno, amò”
È il nostro saluto mattutino ahahah.
“Buongiorno a te, amò”
La sua risposta, mentre mi osservava in trasparenza grazie al sole che mi baciava e che rendeva iper-trasparente la mia vestaglia.
Verso il caffè e lo raggiungo a tavola e parliamo del più e del meno, allora colgo l’occasione di fargli notare l’erba in giardino.
“Sono le 7:30 ed è un caldo insopportabile, hai visto che l’erba è cresciuta di brutto, dobbiamo farla tagliare, chiami tè il giardiniere? “
Lui si alza e va a guardare il giardino, poi si gira e sboccia:
“mmm, stamattina sono incasinato, visto che lavori da casa non puoi farlo te?”
Come sempre tocca fare tutto a noi donne, comunque:
“Certo nessun problema lo chiamo tra poco e poi ti dico”
Mentre mio marito si prepara per andare al lavoro, io chiamo il giardiniere, Hambu, è un ragazzo del paese che fa i ciappini, come si dice a Bologna, così mi accordo con lui, verso le 09:30 arriverà a tagliare l’erba in giardino.
Scende mio marito, gli dico che il ragazzo arriverà per le 09:30, annuisce ed esce.
Dopo circa cinque minuti mi squilla il cellulare, ops, mio marito, che cappero vorrà?
“Quando arriva Hambu, aprigli il cancellino e anche il portone del garage, lui sa dove trovare gli attrezzi e cosa fare, se hai bisogno chiama, ciao”
Come se non avessi mai visto come si organizza quando viene a tagliare l’erba, mah….
“Ok, nessun problema, so già tutto, ma te a che ora torni?” gli chiesi.
“dipende da quanto tempo ci metto con la presentazione, ma sicuramente a pranzo sono a casa”
“ottimo allora preparo qualcosa, conto anche Hambu ok?”
“ok nessun problema, hai dei soldi per pagarlo?”
“non molti, è meglio che passi a prelevare, a dopo mi metto a fare le faccende e a lavorare un pochino”
Iniziai a sparecchiare, perché la pigrizia serale aveva avuto il sopravvento e non avevamo sparecchiato, poi diedi un poco di aspirapolvere, aprii le finestre e le porte finestre e mi misi a lavorare al pc come solito, nel mentre mi venne da pensare, che era la prima volta che veniva il giardiniere ed io ero a casa da sola, il pensiero mi stuzzicò, anche perché Hambu, avrà tra i 25 e i 30 anni, un gran fisico, alto non poco, insomma era stimolante il pensiero, ma comunque cercai di distrarmi con il mio lavoro e per stare più comoda mi metto sul divano sotto al porticato che dà sul giardino, si sta da dio, poi c’è un silenzio assurdo, interrotto a volte dai contadini con i loro mezzi che vanno a lavorare in campagna.
Ad un certo punto sento l’ennesimo rumore che si spegne in prossimità di casa ns, poi sento il campanello suonare e vedo sbucare da dietro il cancello la testa di Hambu che mi guarda e mi chiede di aprirlo.
Mi alzo dal divanetto per andare ad aprirlo, quando mi rendo conto che, tra una cosa e l’altra, sono ancora in vestaglia, sono leggermente imbarazzata, anche perché, forse prima non ve l’ho detto, non ho nulla sotto, comunque, vedo che mi fissa e gli rispondo.
“Un momento, entro in casa e ti do il tiro”
“Ok, nessun problema signora, aspetto” mi risponde con tono pacato.
Entro in cucina, gli do il tiro, poi esco con il telecomando in e gli apro il garage, lo vedo arrivare, e sì, sono ancora in vestaglia, lui mi guarda, sento i suoi occhi su di me e ne sono lusingata e anche eccitata, lo guardo e gli dico.
“Ciao Hambu, sono Carla, piacere, mio marito mi ha detto che sai tutto, ho aperto il garage, così puoi prendere gli attrezzi, scusami per come sono messa, mi sono persa nel lavoro, dopo mi cambio, scusami ancora.”
Il tutto detto con un imbarazzo assurdo per la situazione, ma anche quella sensazione mista di eccitazione e vergogna.
Lui mi guarda, mi scruta e lo fa senza troppo nascondersi e mi dice.
“Piacere Carla sono Hambu, non si preoccupi, le belle donne si guardano con piacere e grazie per avermi aperto anche il garage, mi metto subito al lavoro”.
“Grazie e scusami ancora.
Lui entra nel garage, inizia a tirare fuori i vari attrezzi, io nel frattempo entro in casa e mi cambio, è estate e mi metto un vestito leggero di cotone, ovviamente mi metto un tanga, nel frattempo sento il tosaerba partire, così mi decido a vuotare la lavatrice fatta stanotte, mi ero scordata, ma invece di asciugarla con l’asciugatrice, decido di usare lo stendino sotto al portico, anche perché, a mio parere, se i vestiti sono asciugati al sole hanno quel qualcosa in più.
Vado in lavanderia che è al piano sopra, apro la lavatrice e metto tutto nel cestone e mentre mi accingo a scendere, mi accorgo che non sento più il tosaerba andare, così apro la porta che dà sul terrazzo per vedere se era tutto ok, ed infatti c’era Hambu che smadonnava in una lingua incompressibile, poi vedo che deve ancora tagliare la zona vicino al portico, quindi decido di stendere sul terrazzo, così da non sporcare o impuzzolentire i vestiti di miscela o erba.
Il balcone è circondato da una ringhiera in ferro battuto, prendo i ciappetti, come si dice a Bologna, apro il filo da stendere e inizio a mettere i vari panni, qualche camicia di mio marito, dei boxer, alcuni miei vestiti e dell’intimo, io tengo molto all’intimo, deve essere sexy, mi piace l’idea di indossare qualcosa che possa intrigare un uomo, anche se indosso dei jeans, insomma inizio a stendere e a risentire il rumore del tosaerba che gira intorno a casa.
La temperatura era salita erano poco più delle 10, finisco di stendere, mi sporsi per vedere a che punto era Hambu con il lavoro, ed è nella zona sotto di me, quasi subito sento il macchinino spegnersi, mi sporgo di nuovo e gli urlo:
“Hambu, vuoi qualcosa da bere? È un caldo porco!”.
Lui sobbalzò perché era immerso in quello che stava facendo, alzò lo sguardo sorrise e disse:
“Perché nò, oggi si muore è un caldo pazzesco, ma più che caldo un umido assurdo, in Kenia dove vengo le temperature sono maggiori ma sono sopportabili”.
Scesi, andai in cucina, presi un vassoio due bicchieri, una bottiglia di acqua fresca naturale e una di frizzante e il brik con del succo, non sapendo bene cosa avrebbe voluto mi sono organizzata di conseguenza, arrivo sotto al portico, lo chiamo e gli chiedo cosa vuole da bere, gli preparo un bel bicchiere di succo e lo invito a riposarsi qualche minuto.
Io osservavo, aveva un fisico scultoreo, poi tutto sudato e sporco di erba, ma era una visione altamente eccitante, mi sento formicolare ovunque, indossava un paio di jeans e una canotta, aveva delle braccia possenti, insomma era una visione paradisiaca, insomma tornando al mondo terreno gli dissi di sedersi, così fece e iniziammo a parlare del più e del meno.
Finì di bere e poi rialzò per tornare al lavoro, quando arrivò una folata di vento improvvisa, dal terrazzo sopra, caddero un paio di reggiseni e qualche tanga dei miei, ovviamente tutti di pizzo, caddero proprio davanti a lui, che senza batter ciglio, si chinò a raccoglierli, poi si girò con un sorrisetto e mi disse:
“questi sicuramente sono suoi, non ce lo vedo suo marito con questi, ottima scelta complimenti”.
Io leggermente imbarazzata, mi avvicinai per prenderli dalle sue manone, lo guardai negli occhi, forse sono anche diventata rossa, mi venne da dare una risposta veramente da idiota, infatti gli risposi.
“hai ragione, a mio marito non stanno certo bene come a me, grazie”
Presi in fretta e furia tutto, mi girai e me ne tornai in cucina, mentre lui riprendeva a tagliare l’erba, appoggiai gli indumenti sul tavolo e me ne tornai a lavorare sotto al portico sul divano, una scocciatura assurda, dover rispondere a mail che hanno poca logica, poi avevo da fare anche una riunione in teams, cosi la iniziammo, non attivai la webcam perché mi ero messa comoda e in pratica ero seduta a gambe aperte con il pc sul tavolino basso proprio lì in mezzo, sicuramente avrei fatto felice qualche collega, ma dai, siamo seri, non si fa.
Durante la riunione, sono talmente presa da tutti i problemi che dovrò risolvere al mio rientro in ufficio, che mi scordo completamente di Hambu, lo vedo passare con vari attrezzi diversi, lo vedo raccogliere i mucchi di erba nel prato, poi ritorno a concentrarmi in questa maledetta riunione che sembra non voler finire.
Ad un certo punto, tornado alla realtà di dove mi trovassi, mi ritrovo il ragazzo in ginocchio davanti a porticato a tagliare i ciuffi di erba con le forbici, gran bel lavoro, se non fosse che da dove si trova e vista la mia postura a gambe aperte e il tavolo di vetro, si sta godendo un gran bel panorama, facci finta di nulla cerco di chiudere le gambe ma mi trovavo ad essere scomoda e rigida, insomma me ne frego, mi farà lo sconto.
Il tempo passa, sono già le 11:40, sento e vedo il cancello aprirsi, finalmente è tornato mio marito, entra e parcheggia, io ancora alle prese con questa maledetta riunione, arriva mi saluta, poi si gira e va verso Hambu che si era spostato poco più in là, li vedo che parlottano, poi li vedo ghignare e avvicinarsi a me, si mettono sui divanetti davanti a me, ma cazzo, non vedete che sono impegnata, mannaggia, bevono, parlano, ridono e poi si mettono a guardarmi entrambi.
Inizialmente ero scocciata, cazzo, sto lavorando, poi, il sentirmi osservata da loro due ha iniziato ad intrigarmi, li guardo e capisco che stanno tramando qualcosa, ma io non sono da meno, continuo a lavorare ma piano piano apro le gambe, ho il vestito che stando a sedere è praticamente come indossassi una minigonna, immagino cosa stiano guardando e la cosa mi eccita.
Hanno due facce da ebeti, io faccio finta di nulla, Hambu ha la bocca semi aperta, avete presente il personaggio di Guzzanti, Lorenzo, ecco sono simili.
Insomma, allargo ancora un poco le gambe con la scusa di avvicinarmi allo schermo del pc, vedo Hambu distratto così ho deciso di rompere le scatole.
“C’è qualcosa che non va, Hambu?” gridai, facendo finta di nulla.
Lui scosse la testa come per svegliarsi e mi disse.
“No, signora! No… solo… solo che ero preso da dei pensieri,” balbettò con un impagabile imbarazzo che si vedeva lontano chilometri, così risposi.
“Oh, capisco,”
“Se hai bisogno di aiuto, fammi sapere.”
Lui annuì freneticamente, si alzò, guardò mio marito e riprese a pulire il giardino, come se volesse scappare.
Nel frattempo, mio marito trovò la scusa si andarsi a cambiare e sparì,
Quel piccolo gioco, apparentemente innocente, mi bastò per farmi eccitare, tant’è che mi ero anche bagnata e non poco, dopo alcuni minuti, questo stato non passava, anzi aumentava e visto che i due uomini nel giardino stavano lavorando decisi di entrare e andare in camera per rilassarmi un poco.
Arrivai in camera, mi misi sul bordo del letto, ero visibilmente eccitata, pensavo a tante cose che senza nemmeno accorgermene inizia a toccarmi, ero bagnatissima, strinsi le cosce per sentirmi ancora di più, chiusi gli occhi e inizia ad immaginare Hambu davanti a me, e mio marito con lui che mi guardavano mentre mi masturbavo davanti a loro, era una visione molto eccitante, tant’è che mi arrivò un orgasmo quasi inaspettato, sentii dei rumori ma onestamente non me ne interessai, ero così eccitata che decisi di usare il mio vibratore, lo presi dal cassetto, mi sdraiai e inizia ad appoggiare il mio vibrino al mio clitoride tutto bagnato e con l’altra mano mi sfioravo i capezzoli, turgidi e sensibili, una sensazione fantastica.
Sapete quando hai la sensazione di essere osservata, ecco io l’avevo, ma ero talmente in balia del mio gioco che non me ne interessai, continuai a fare ciò che mi stava procurando un immenso piacere, arrivò un secondo orgasmo e poi un terzo, avevo gli occhi chiusi, ma la sensazione che qualcuno mi stesse guardando non spariva, aprii leggermente gli occhi, girai la testa verso la porta e li vidi, entrambi a sbirciare attraverso la porta semi chiusa, mi intrigò tant’è che decisi di girarmi con il mio sedere verso di loro, cosi mi avrebbe visto meglio, mi infilai il vibratore e inizia a godere di brutto, li osservavo dallo specchio sul comodino che avevo davanti alla mia faccia, mi eccitava da morire questa cosa, senza accorgermene sospirai e dissi.
“mmmm si dai, guardatemi, guardatemi, vi piace quello che state vedendo?”
Affondai il vibratore dentro di me, la linguetta che ha mi stimolava a livelli pazzeschi e mi arrivò l’ennesimo orgasmo.
Quella situazione mi stava sfuggendo di mano, ero come in trance, girai la testa e li guardai e non so per quale motivo mi venne da dire:
“Allora, volete stare lì tutto il giorno a guardarmi e basta?”
Ma che mi è saltato in mente, in pochi secondi mi ritrovai mio marito dietro di me che mi leccava la patata e il sedere come se non ci fosse un domani, Hambu mi si parò davanti alla faccia, si sbottonò i pantaloni ed estrasse un cazzo di tutto rispetto, circonciso, largo e duro come il marmo, non aspettai molto e inizia a spompinarlo come sanno fare le vere bolognesi, con tanta passione e godimento.
Mio marito inizio a scoparmi in medo selvaggio, io spompinavo e godevo, la cappella di Hambu si ingrossava sempre più che faticavo a prenderlo in bocca, ma con calma si fa tutto, ebbi un orgasmo molto intenso da farmi tremare le gambe, sentii mio marito venire copiosamente, il calore che si insinuava dentro di me era spettacolare come sensazione, poi ad un tratto sentii lo stesso caldo arrivarmi in gola, anche il giardiniere stava gradendo, venne talmente tanto che mi toccò levarmelo dalla bocca, e lui continuava a spruzzare in un modo mai visto, i suoi schizzi mi arrivarono in faccia e sul seno, io adoro sentire lo sperma sul mio seno, lo lascia fare fino a quando non smise.
Lo guardai, era esausto, sudato come un porco, mio marito era sdraiato sul letto, eravamo tutti immersi nel più assoluto silenzio, l’unico cosa che si sentiva era il vibratore che vibrava sul pavimento mentre se ne andava in giro per la stanza, lo guardammo tutti e tre e scappammo a ridere come matti.
Io guardai mio marito e Hambu e gli dissi.
“Questo è solo l’inizio, al prossimo taglio di giardino, il gioco è appena iniziato.”
scritto il
2026-04-27
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