Il pagliaio n 3
di
Banana trentatré 33...
genere
corna
Ormai la padrona si era compromessa con il servo. Quando passava vicino a lui , o le passava il dito tra le natiche, o le strizzava le tette.
Quando non c'era il marito, e sicuramente non sarebbe rientrato presto, all'attacco. Una mattina lei stava preparando il pranzo, arrivò il servo e le prese le tette da dietro strizzandole per bene. Gli poggiava il cazzo duro tra i glutei e lei se lo sentiva. " Non è che sta pensando di incularmi. Io li non l'ho mai preso e non voglio nemmeno che ci provi. Il servo sempre da dietro le sollevo la gonna e le accarezzava le coscie passava la mano sopra le mutande e sentiva la figa che si stava gonfiando. Le mise ad una parte e sentì il ruvido dei pelli, li liscio un po. Le spostò la camicetta dal collo e glielo leccò.
Lei inarcava la testa lui insisteva senza farle i succhiotti se no si sarebbero visti. Le succhio una orecchia e la lecco dietro. Poi di nuovo le alzò la gonna entrò con la mano dentro la mutanda e le carezzò il buco del culo. Piano leggero come fosse un gioiello prezioso. Lei d'istinto portò la sua mano dov'era il cazzo e lo strinse forte insieme ai pantaloni, era durissimo. Ora era eccitata e gli venne spontaneo dirgli:" Tiralo fuori che lo voglio ciucciare." " No bella mia se te lo vuoi trastullare devi fare una cosa che mi piace tanto" " Dimmi cosa vuoi a farti e vedrò se posso"
" Oggi ti voglio inculare" lei" No nel culo no, non l'ho mai fatto li"
" Un giorno dovrai cominciare, è tutta colpa tua, hai un culo che mi fa strappare e tu non vuoi perché hai paura." " Non è che ho paura, so che fa male" " Facciamo una cosa io mi siedo sulla seggiola, e fu ti punterai il cazzo nel culo e sarai tu stessa a mettertelo, io non muoverò un dito. " Prima in bocca però " Va bene " Si sedette lui con il cazzo bello dritto e aspettò.
Lei si inchinò e si mise a leccarlo, non lo metteva in bocca lo accarezzava con la lingua e le labbra, ogni tanto succhiava il glande. " Dai adesso bagnalo bene e te lo infili in culo" Se lo mise in bocca e lo spompinava non lo voleva lasciare. " Basta adesso inculati. "
Lo bagnò ancora per bene , si girò lo prese in mano e lo indirizzò nel buchetto. Ma con furbizia lo fece scivolare e lo inghiottì con la figa. Già che ciò era successo andò per un po' su e giù. Lo voleva fare sborrare così non gliela avrebbe messa in culo. Lui insiste e le disse" O te lo metti tu o ti faccio mettere pancia a terra e te lo metto io" "No, no, ora mi inculo. Prese il cazzo lo insalivò di nuovo e stavolta lo indirizzò nel buco giusto. Il glande era dentro, ma le pizzicava, un leggero dolorino si faceva sentire. Lo tirò fuori e lo insalivò di nuovo. Se lo stava lasciando troppo in bocca e lui reagì dicendole." O te la metti tu o te la infilo io, scegli" " Adesso la faccio entrare" Di posizionò di nuovo e piano inghiottiva il cazzo con il culo. Ce n'era un bel pezzo dentro, stringeva i denti ma le piaceva sentirsi il culo pieno di carne dura. Fece un po' su e giù, fino sedersi completamente. Ormai aveva il cazzo in pancia, non le faceva più male, più di muoveva più sentiva piacere, godeva. Diventava più porca adesso. Si sedette sul tavolo, alzò le gambe, e gli disse, "Incularmi tu adesso" .Però prima facciamo un gioco, lo inghiottìsci con la bocca e mi dici ' Incularmi amore mio" questo lo fece non una ma tante volte, e che a lei il cazzo piaceva in bocca. Seduta sul tavolo alzò le gambe. Il buchetto era in bella vista. Il servo puntò il cazzo duro e entro fino alle Iniziò a andare e venire, lei si contorceva dal piacere. Lui cambiò e entrò nella figa, dopo un po' lei prese il cazzo con la nano e lo indirizzò nel culo. " Voglio provare a inghiottire la sborra, non l'ho mai fatto ma oggi ne ho voglia. Quadro stai per venire siediti nella sedia, poi arrivo io. Il servo capì che l'orgasmo lo stava assalendo, uscì e si sedette sulla sedia. Lei prese il cazzo il bacca passando dalla parte delle spalle di lui. Se lo infilò e lo sbatteva piano con la gola. Ogni tanto inghiottiva il glande. Quando lo sentì sborrare, fece entrare il cazzo più in fondo e lo fece sborrare direttamente nell'esofago.
Inghiottì senza pensarci due volte, poi succhiò quel cazzo gocciolante fino a che non aveva più niente da dare
Quando non c'era il marito, e sicuramente non sarebbe rientrato presto, all'attacco. Una mattina lei stava preparando il pranzo, arrivò il servo e le prese le tette da dietro strizzandole per bene. Gli poggiava il cazzo duro tra i glutei e lei se lo sentiva. " Non è che sta pensando di incularmi. Io li non l'ho mai preso e non voglio nemmeno che ci provi. Il servo sempre da dietro le sollevo la gonna e le accarezzava le coscie passava la mano sopra le mutande e sentiva la figa che si stava gonfiando. Le mise ad una parte e sentì il ruvido dei pelli, li liscio un po. Le spostò la camicetta dal collo e glielo leccò.
Lei inarcava la testa lui insisteva senza farle i succhiotti se no si sarebbero visti. Le succhio una orecchia e la lecco dietro. Poi di nuovo le alzò la gonna entrò con la mano dentro la mutanda e le carezzò il buco del culo. Piano leggero come fosse un gioiello prezioso. Lei d'istinto portò la sua mano dov'era il cazzo e lo strinse forte insieme ai pantaloni, era durissimo. Ora era eccitata e gli venne spontaneo dirgli:" Tiralo fuori che lo voglio ciucciare." " No bella mia se te lo vuoi trastullare devi fare una cosa che mi piace tanto" " Dimmi cosa vuoi a farti e vedrò se posso"
" Oggi ti voglio inculare" lei" No nel culo no, non l'ho mai fatto li"
" Un giorno dovrai cominciare, è tutta colpa tua, hai un culo che mi fa strappare e tu non vuoi perché hai paura." " Non è che ho paura, so che fa male" " Facciamo una cosa io mi siedo sulla seggiola, e fu ti punterai il cazzo nel culo e sarai tu stessa a mettertelo, io non muoverò un dito. " Prima in bocca però " Va bene " Si sedette lui con il cazzo bello dritto e aspettò.
Lei si inchinò e si mise a leccarlo, non lo metteva in bocca lo accarezzava con la lingua e le labbra, ogni tanto succhiava il glande. " Dai adesso bagnalo bene e te lo infili in culo" Se lo mise in bocca e lo spompinava non lo voleva lasciare. " Basta adesso inculati. "
Lo bagnò ancora per bene , si girò lo prese in mano e lo indirizzò nel buchetto. Ma con furbizia lo fece scivolare e lo inghiottì con la figa. Già che ciò era successo andò per un po' su e giù. Lo voleva fare sborrare così non gliela avrebbe messa in culo. Lui insiste e le disse" O te lo metti tu o ti faccio mettere pancia a terra e te lo metto io" "No, no, ora mi inculo. Prese il cazzo lo insalivò di nuovo e stavolta lo indirizzò nel buco giusto. Il glande era dentro, ma le pizzicava, un leggero dolorino si faceva sentire. Lo tirò fuori e lo insalivò di nuovo. Se lo stava lasciando troppo in bocca e lui reagì dicendole." O te la metti tu o te la infilo io, scegli" " Adesso la faccio entrare" Di posizionò di nuovo e piano inghiottiva il cazzo con il culo. Ce n'era un bel pezzo dentro, stringeva i denti ma le piaceva sentirsi il culo pieno di carne dura. Fece un po' su e giù, fino sedersi completamente. Ormai aveva il cazzo in pancia, non le faceva più male, più di muoveva più sentiva piacere, godeva. Diventava più porca adesso. Si sedette sul tavolo, alzò le gambe, e gli disse, "Incularmi tu adesso" .Però prima facciamo un gioco, lo inghiottìsci con la bocca e mi dici ' Incularmi amore mio" questo lo fece non una ma tante volte, e che a lei il cazzo piaceva in bocca. Seduta sul tavolo alzò le gambe. Il buchetto era in bella vista. Il servo puntò il cazzo duro e entro fino alle Iniziò a andare e venire, lei si contorceva dal piacere. Lui cambiò e entrò nella figa, dopo un po' lei prese il cazzo con la nano e lo indirizzò nel culo. " Voglio provare a inghiottire la sborra, non l'ho mai fatto ma oggi ne ho voglia. Quadro stai per venire siediti nella sedia, poi arrivo io. Il servo capì che l'orgasmo lo stava assalendo, uscì e si sedette sulla sedia. Lei prese il cazzo il bacca passando dalla parte delle spalle di lui. Se lo infilò e lo sbatteva piano con la gola. Ogni tanto inghiottiva il glande. Quando lo sentì sborrare, fece entrare il cazzo più in fondo e lo fece sborrare direttamente nell'esofago.
Inghiottì senza pensarci due volte, poi succhiò quel cazzo gocciolante fino a che non aveva più niente da dare
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